15/07/2026
Il lavoro di .r mi ha attirata fin da subito perché ci ho visto qualcosa che sembrava star scomparendo nel panorama della fotografia di oggi, e che mi mancava molto. Ho ritrovato tutto quello che mi ha fatto innamorare di quest'arte: in lei ho visto la necessità di voler catturare momenti di vita che non torneranno più, di voler bloccare su pellicola la bellezza di una persona a cui si vuole bene con la voglia di ricordarla per sempre. Ma credo che tutto questo sia stato espresso perfettamente dalle parole dell'artista, che ringrazio e vi invito a leggere, introducendovi al suo prezioso archivio sentimentale.
-Che tipo di soggetti ami rappresentare nella tua fotografia?
I temi che fanno parte del mio lavoro sono strettamente legati alla mia vita personale. Con un approccio diaristico, fotografo e documento in modo ossessivo i miei stati emotivi, la vita quotidiana e le persone che mi sono vicine.
Sono affascinata dalle cose che ritornano: i capitoli della vita, le stagioni, le relazioni, le emozioni e tutti quei pattern che sembrano ripetersi nel tempo. Spesso il mio lavoro nasce proprio dal tentativo di osservare e capire questi cicli, e di conservarne una traccia.
Salute mentale, desiderio, paure, amore, perdita, amicizia e morte sono temi che tornano continuamente nelle mie immagini. Mi interessa raccontare come queste esperienze influenzano il nostro modo di vivere e di relazionarci agli altri.
In fondo, gran parte della mia pratica artistica è un modo per dare un senso a ciò che vivo. Attraverso la fotografia costruisco un archivio personale ed emotivo fatto di ricordi, persone, momenti di fragilità e trasformazione. Un archivio che parte dalla mia esperienza, ma che inevitabilmente parla anche di qualcosa di universale.
-Descrivi il tuo lavoro in una parola
Intenso.