29/05/2026
La Scalinata dei Borgia, il Vicus Sceleratus, palcoscenico di morti, intrighi e leggende dalla notte dei tempi fino ai secoli più recenti.
Ci passo spesso, perché la uso per tagliare da Monti verso il Colosseo, e ogni volta ho la sensazione di attraversare una specie di portale, come se Roma lì cambiasse improvvisamente dimensione.
Neanche vi dico il nome ufficiale, tanto ormai la conosciamo tutti in un modo solo: la Scalinata dei Borgia. Un affascinante edificio del XIII secolo sotto il quale passa una stretta scalinata delimitata da un arco, che collega via Cavour alla Basilica di San Pietro in Vincoli.
Secondo la tradizione, uno dei piccoli balconcini che si affacciano sulla scalinata sarebbe appartenuto a Vannozza Cattanei, celebre amante di Papa Alessandro VI Borgia e madre di Cesare e Lucrezia Borgia, due tra le figure più controverse e affascinanti del Rinascimento italiano. Intrighi politici, veleni, alleanze e lotte di potere, intorno alla famiglia Borgia, a Roma, la leggenda si è mescolata alla storia fino quasi a diventare una cosa sola.
Ma questa zona era considerata oscura e inquietante già nell’antichità. Qui sarebbe infatti sorto il cosiddetto “Vicus Sceleratus”, il “vicolo scellerato”, legato a una delle storie più crudeli della Roma monarchica.
Secondo il racconto tramandato da Tito Livio, proprio in quest’area venne assassinato Servio Tullio, sesto re di Roma, vittima di una congiura orchestrata dalla figlia Tullia e dal marito Lucio Tarquinio. La leggenda racconta che, dopo l’omicidio, Tullia ordinò perfino al cocchiere di passare con il carro sopra il corpo del padre.
Un caro saluto, buon venerdì e buon fine settimana a tutti!
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