22/12/2025
Ci sono momenti, più di altri, in cui capisci perché fai quello che fai.
Uno di quei momenti lo abbiamo vissuto sabato 20 dicembre ospiti della Biblioteca Sandro Onofri nell'ambito dell'inizaitiva "NATALE IN BIBLIOTECA", per condurre una lettura con laboratorio
Abbiamo iniziato leggendo "Storia di Biglie e Gioia", una storia deliata che parla della gioia semplice, quotidiana, a volte difficile da riconoscere...
I bambini ascoltavano, ognuno a modo proprio.
C’era chi era rapito, chi si muoveva, chi sembrava lontano. E poi c’era Matteo (nome di fantasia).
Matteo faticava a stare fermo. Si alzava, si girava, sembrava infastidito. Eppure è rimasto. Ha resistito, come se qualcosa – anche senza saperlo – lo stesse chiamando.
Quando la lettura è finita, ha chiesto un’altra storia. Una storia diversa. Una storia che parlava di rabbia.
Abbiamo aperto "Storia di Capelli e Rabbia" e qualcosa è cambiato. Matteo si è fermato. Ha ascoltato davvero. Ogni parola trovava spazio dentro di lui.
Quando l'autrice Laura Feci Moraja ha letto: “deve essere tanto faticoso portare con te tutto il giorno quel grande fuoco” il suo volto si è trasformato.
Non un sorriso, non un gesto eclatante. Ma i muscoli del viso più rilassati. Uno sguardo che finalmente si sente visto.
Alla fine della lettura, Matteo si è avvicinato. Ha parlato con calma. Era diverso.
E noi, davanti a lui, abbiamo sentito forte una cosa: le storie possono diventare strumenti. Strumenti per capirsi, per dare un nome a ciò che si muove dentro, per non sentirsi sbagliati.
Questo è il cuore del Metodo Wa.R.M.: creare spazi sicuri in cui ciascuno, bambino o adulto, possa sentirsi visto per ciò che prova prima ancora che per ciò che è.
La gioia e la rabbia, quel giorno, non sono state solo parole.
Ma sono state possibilità: la possibilità concreta, viva, che nasce quando un’emozione viene riconosciuta.
E se si inizia presto, forse sì… la vita può essere davvero migliore. 💛