AntennaVino a cura di Agnes Futa

AntennaVino a cura di Agnes Futa Piattaforma editoriale indipendente a cura di Agnes Futa. Il vino come linguaggio culturale, il territorio come identità. Progetto Radici. Vigne prefillosseriche.

Scrittura critica tra vino, arte e società. Memoria del paesaggio.

DUE VINI. UN TERZO VINO.Un Aglianico irpino 2020.Un Pinot Nero sloveno 2018.Due vini che, separatamente, non mi convince...
24/09/2026

DUE VINI. UN TERZO VINO.

Un Aglianico irpino 2020.
Un Pinot Nero sloveno 2018.
Due vini che, separatamente, non mi convincevano fino in fondo.
Li ho uniti. Consapevolmente.
Non per correggerli. Per capire se ciò che mancava all’uno fosse presente nell’altro.
È nato un vino più completo, più equilibrato, più interessante.
In cantina si chiama assemblaggio.
A tavola sembra ancora quasi un’eresia.
Eppure il vino non è intoccabile. È materia viva.
E qualche volta due identità diverse, nella giusta proporzione, possono creare un equilibrio che separatamente non esisteva.
Due vini. Un terzo vino.

Se sei un’azienda e cerchi uno sguardo esterno, indipendente, per costruire o affinare un assemblaggio, scrivimi. Possiamo lavorarci insieme.

Val d’Orcia, vendemmia 2026. Una riflessione di Marco Capitoni.Ci sono produttori che, anche quando parlano di vendemmia...
23/09/2026

Val d’Orcia, vendemmia 2026.

Una riflessione di Marco Capitoni.

Ci sono produttori che, anche quando parlano di vendemmia, in realtà parlano di un’idea di mondo.
Marco Capitoni è uno di questi.
Nel suo racconto dell’annata 2026 compaiono alcuni elementi chiari: il caldo si è fatto sentire a lungo, fin dal mese di maggio, ma è stato mitigato da piogge regolari e benefiche. Le viti, mi dice, non hanno sofferto particolari stress idrici; l’apparato fogliare si è mantenuto attivo e in buona vigoria.
Ad oggi sono state raccolte le uve Merlot e una parte del Sangiovese, mentre il resto sarà vendemmiato più avanti.

Ma il punto più interessante, a mio avviso, non è soltanto l’andamento stagionale.
È il pensiero che Marco mette intorno alla vigna.
In un momento in cui il settore si interroga su mercato, consumi in calo, vino invenduto e possibili soluzioni drastiche, lui non crede che l’estirpazione sia la risposta più convincente.
Crede piuttosto nel valore delle basse rese per ettaro, nell’equilibrio naturale della vite, in una pianta non eccessivamente sollecitata, meno dipendente da fertilizzanti e meno esposta a interventi continui.

Detto in modo semplice:
meno quantità, ma migliore qualità; meno pressione sulla terra, meno costi, più sostenibilità.
È una posizione che merita ascolto, anche perché non nasce da uno slogan, ma da una pratica e da una visione.
Questa fotografia, con la rosa in primo piano e la vite sullo sfondo, mi sembra raccontare bene proprio questo:
la viticoltura non è solo produzione. È relazione, osservazione, misura.
Ed è forse nella parola equilibrio che si concentra tutto.

Vendemmia 2026. Valle del Savuto.Tra i 500 e i 600 metri di altitudine, ai piedi della Sila, la vendemmia sta raccontand...
22/09/2026

Vendemmia 2026. Valle del Savuto.

Tra i 500 e i 600 metri di altitudine, ai piedi della Sila, la vendemmia sta raccontando un’annata complessivamente favorevole.
Temperature abbastanza regolari fino alla fine di luglio, notti fresche, buona escursione termica. Il caldo più intenso è arrivato dopo Ferragosto, ma senza particolari conseguenze sulla sanità delle uve.
Le bianche sono quasi tutte raccolte. Per le rosse, invece, Mauro Colacino ha scelto di anticipare la vendemmia di circa 7–10 giorni rispetto allo standard aziendale.
Non soltanto per seguire il clima.
Anche per cercare vini più freschi e gradazioni più contenute.

Poi ci sono queste immagini.
Uomini in campo, cassette, uva.
Nessuna posa.

È anche così che mi piace raccontare una vendemmia: prima del vino, il lavoro.

Un grappolo di Malvasia da un vigneto di trent’anni.Siamo all’Antica Masseria ‘A Canc’llera, nel Sannio. La vendemmia è ...
18/09/2026

Un grappolo di Malvasia da un vigneto di trent’anni.

Siamo all’Antica Masseria ‘A Canc’llera, nel Sannio. La vendemmia è appena iniziata.
Giuseppe Lavorgna è molto impegnato, ma il tono è positivo. Il lavoro è stato duro, senza scorciatoie, ma al momento non segnala particolari criticità. C’è fatica, certo, ma anche soddisfazione.
Mi piace questa immagine perché racconta bene una vendemmia vera: il gesto semplice, il grappolo in mano, la luce tra i filari. E dentro, tutto il lavoro di un anno.

Santorini, vendemmia 2026.Da Venetsanos arrivano i primi appunti di un’annata particolare: quantità molto basse, ma uve ...
18/09/2026

Santorini, vendemmia 2026.

Da Venetsanos arrivano i primi appunti di un’annata particolare: quantità molto basse, ma uve sane e in buona condizione.
La maturazione è stata lenta, in un’estate con meno giornate di caldo intenso. Le acidità risultano più basse rispetto ad altre annate.
Poca uva, dunque. Ma integra.
Ed è proprio questo che continua a interessarmi di Santorini.
Un’isola apparentemente estrema, esposta al caldo, alla siccità, al vento. Eppure la vite continua a trovare un proprio equilibrio. Qui il microclima, il vento, il suolo vulcanico e una viticoltura costruita nei secoli sulle condizioni specifiche dell’isola diventano parte della capacità della pianta di resistere e arrivare alla maturazione.
Questa è forse la cosa che più mi interessa osservare nel Progetto Radici: non una vite che sopravvive nonostante il luogo, ma una vite che ha imparato a vivere attraverso il luogo.
Sono ancora indicazioni parziali. Continuo a raccogliere materiali e testimonianze sulla vendemmia 2026.
A ottobre tornerò a Santorini.
Foto: Agnes Futa — Venetsanos Winery, Santorini, luglio 2026

Nuovo su Antenna Vino: “Skevofilax. Oltre Kos”.Da Kos, Sakelaris cerca connessioni con il resto dell’Egeo. Una cantina a...
16/09/2026

Nuovo su Antenna Vino: “Skevofilax. Oltre Kos”.

Da Kos, Sakelaris cerca connessioni con il resto dell’Egeo. Una cantina ancora in movimento, tra famiglia, lavoro, ospitalità e vini che hanno qualcosa sotto.

https://antenna-vino.com/2026/09/16/skevofilax-oltre-kos/

Sakelaris Skevofilax

A Kos, Skevofilax è più di una cantina: lavoro, famiglia, accoglienza e vini che guardano avanti nel panorama del vino greco contemporaneo.

Assyrtiko e AthiriUn blend di Assyrtiko e Athiri che si spalleggiano con intelligenza.È un 2025. Per me quasi un peccato...
11/09/2026

Assyrtiko e Athiri

Un blend di Assyrtiko e Athiri che si spalleggiano con intelligenza.
È un 2025. Per me quasi un peccato bere vini così giovani quando hanno materia per guadagnare qualche anno sulle spalle. Ma a volte capita. E questo era il momento.
Siamo a Kos, nel Dodecaneso, nell’estremo Egeo, quasi sulle sponde della Turchia. Il vigneto è lì dietro, a circa 40 metri sul livello del mare. Praticamente respira il mare. E poi c’è il Meltemi, il vento che attraversa queste isole: una carezza all’anima per questo vino, e per i vini di Kos.
Il mare, nel bicchiere, c’è. Salsedine, sapidità, una traccia salmastra che ne tiene il profilo.
Poi arriva la parte più rotonda. Una frutta vibrante, mediterranea: limone maturo, e qualcosa che porta verso i fiori di mandorlo.
L’Assyrtiko si fa sentire. Ha la predominanza, la freschezza, quella verve che tiene il vino dritto in piedi. L’Athiri lo accompagna e gli permette di aprirsi.
È un vino che invita a tornare al bicchiere. Non per cercare qualcosa a tutti i costi, ma perché cambia, si concede un po’ alla volta.

Un vino da condivisione. Molto elegante.

Quello che resta dell’uva. E quello che ancora può dare.Fine agosto. La prima parte del lavoro è già avvenuta.Il succo h...
10/09/2026

Quello che resta dell’uva. E quello che ancora può dare.
Fine agosto. La prima parte del lavoro è già avvenuta.
Il succo ha preso la sua strada. Restano bucce, vinaccioli, qualche raspo. Colore, materia, profumi. Un’energia già spremuta una volta, ma non esaurita.
A guardarle così, queste vinacce sembrano quasi un’opera astratta. Viola, nero, porpora, qualche traccia di verde. La materia porta ancora addosso il lavoro della vendemmia.
Ma non è la fine.
C’è ancora un’altra vita possibile. Anche attraverso la distillazione delle vinacce:
Τσίπουρο — Tsípouro — acquavite di vinaccia greca.
La prima vita dell’uva è quella che conosciamo.
Le altre bisogna andare a cercarle.

L’Eretico di Cormons: Gaspare Buscemi e la Resistenza dell’UmanoC’è un confine sottile, a Cormons, dove il vino smette d...
04/05/2026

L’Eretico di Cormons: Gaspare Buscemi e la Resistenza dell’Umano

C’è un confine sottile, a Cormons, dove il vino smette di essere un prodotto e diventa un atto di resistenza civile. Quel confine ha il volto e la voce di Gaspare Buscemi. A 86 anni, Gaspare non è solo un enologo o un produttore; è l’ultimo custode di una "creativa operosità" che il mondo contemporaneo sembra voler seppellire sotto le macerie dell’industrializzazione e dell’automatismo. Incontrare Gaspare significa scontrarsi con una verità scomoda: abbiamo barattato il pensiero con l’algoritmo, la manualità con la robotizzazione. Come scrive lui stesso nelle sue riflessioni più intime, assistiamo oggi a una "minore necessità di pensare e di avere rapporti personali e sociali, diretti". È l’effetto collaterale di una comunicazione virtuale che, invece di connetterci, ci ha isolati in un "fragile e disordinato individualismo". L’Artigianato come Atto Politico La filosofia di Buscemi, che sento profondamente mia e che guida ogni riga di Antenna-Vino, si fonda sul rifiuto delle imitazioni.

eccovi una riflessione completa: https://antenna-vino.com/2026/05/04/leretico-di-cormons-gaspare-buscemi-e-la-resistenza-dellumano-nel-vino/

A Cormons, Gaspare Buscemi difende una visione radicale del vino fatta di tempo, manualità e libertà produttiva. Un editoriale sulla resistenza dell’umano.

Indirizzo

Rome

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