Sintesi Dialettica

Sintesi Dialettica 𝐑𝐢𝐯𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐨𝐧𝐥𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐮𝐦𝐚𝐧𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚
𝘐𝘴𝘵𝘳𝘶𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦, 𝘦𝘥𝘶𝘤𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦, 𝘦𝘴𝘵𝘦𝘵𝘪𝘤𝘢, 𝘥𝘦𝘮𝘰𝘤𝘳𝘢𝘻𝘪𝘢 http://www.sintesidialettica.it
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13/06/2026

Vittorio V. Alberti: nelle «Lezioni di Estetica» (1835), Hegel parla della nuova arte. Muore l’arte della bellezza e inizia l’arte concettuale. Possiamo ancora parlare di arte di fronte a certi monumenti al nulla? Poi c’è anche la questione del profitto, ma ne parleremo. Intanto partiamo proprio da Hegel. L’arte non può non fare i conti con questo grandissimo filosofo.
Quale arte vogliamo nell’epoca del clamoroso sviluppo tecnico scientifico?

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[✏️Ilaria Crescenzi] Ha ragione Leopardi? Chi vale molto non ha bisogno di essere superbo perché vede l’inconsistenza de...
10/06/2026

[✏️Ilaria Crescenzi] Ha ragione Leopardi? Chi vale molto non ha bisogno di essere superbo perché vede l’inconsistenza della superbia.
Chi vale molto vede le cose nella loro miseria, nella loro “mortalità”, quindi non mostra arroganza: si sentirebbe ridicolo. Siete d’accordo?

C’è un paradosso di ogni tempo: ciò che è essenziale viene scambiato per povero. Giacomo Leopardi lo osserva con lucidità: la semplicità, anziché essere riconosciuta come forma alta di padronanza, viene letta come mancanza. È il riflesso di una mentalità che confonde il rumore con la profondità, l’ornamento con il contenuto.

Le maniere semplici non sono un difetto di chi “vale poco”, ma il risultato di una comprensione sensibile: togliere il superfluo, dimensionare il proprio “io”, arrivare a ciò che resta quando tutto il resto cade. In questo senso, la semplicità è una conquista.

Eppure, essa viene sottovalutata. Chi parla chiaro (conoscendo le cose) viene percepito come “di basso livello”, mentre chi complica viene scambiato per autorevole. O peggio: viene ascoltato solo chi parla in modo banale, scarno, mediocre, e che il più delle volte non sa di cosa parla. Gli influencer chi sono? Ma non solo loro. I talk show e i social media pullulano di figure così, anche quando si vantano di approfondire.

Il punto non è celebrare la semplicità in modo ingenuo, ma riconoscerla come segno distintivo di chi ha già attraversato la complessità. La vera differenza non sta nel quanto si dice, ma nello sforzarsi di conoscere e non straparlare assumendo atteggiamenti stupidamente altezzosi.

06/06/2026

Vittorio V. Alberti: tutti conosciamo il male, ma ci siamo mai chiesti cosa sia? Ecco una delle più profonde domande della filosofia.
📣 𝗩𝗶𝗱𝗲𝗼 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗴𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗻𝗲𝗹 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼.

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𝘛𝘦 𝘯𝘦 𝘴𝘢𝘳𝘦𝘮𝘰 𝘨𝘳𝘢𝘵𝘪 𝘦 𝘱𝘰𝘵𝘳𝘦𝘮𝘰 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘪𝘯𝘶𝘢𝘳𝘦 𝘢 𝘥𝘪𝘧𝘧𝘰𝘯𝘥𝘦𝘳𝘦 𝘨𝘳𝘢𝘵𝘶𝘪𝘵𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘭𝘢 𝘤𝘶𝘭𝘵𝘶𝘳𝘢 𝘶𝘮𝘢𝘯𝘪𝘴𝘵𝘪𝘤𝘢.

[✏️Angelo Franchitto] Chateaubriand invita, con arguta ironia, ad una “economia del disprezzo”. Certamente non mancano l...
04/06/2026

[✏️Angelo Franchitto] Chateaubriand invita, con arguta ironia, ad una “economia del disprezzo”. Certamente non mancano le persone disprezzabili. Ma come comportarsi?
Il grande scrittore suggerisce di gestire con cura le nostre energie emotive, e con una visione, in qualche modo, cinica (ma dal tratto velatamente malinconico) afferma che la mediocrità impone distacco.
Ma praticare questa economia può aiutare a proteggere la nostra serenità, o rischiamo di incorrere in una pericolosa indifferenza verso l'ingiustizia in cui viviamo?

02/06/2026

Vittorio V. Alberti: la Repubblica Italiana nacque dal referendum istituzionale del 2 giugno 1946: monarchia o repubblica? Per la prima volta votarono anche le donne (molti anni prima che in altri Paesi europei).
Fu eletta anche l’Assemblea costituente.
Sono passati 80 anni. Ecco cosa accadde.
Viva la Repubblica democratica, comunque e nonostante i suoi guai.
Siamo pronti a migliorare ogni giorno la democrazia, in questo tempo di crisi?

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30/05/2026

Vittorio V. Alberti Nuova Playlist “Ideale europeo”, dal libro scritto con don Luigi Ciotti: PER UN NUOVO UMANESIMO – Come ridare un ideale a Italiani e Europei (Solferino – Corriere della Sera).


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[✏️Maria Spisto] Il dolore aiuta a crescere? Di certo, da solo, esso non è formativo, ma è occasione di maturazione, se ...
27/05/2026

[✏️Maria Spisto] Il dolore aiuta a crescere? Di certo, da solo, esso non è formativo, ma è occasione di maturazione, se tra le sue pieghe si ha la forza di trovare una lezione. Pertanto, richiede molto coraggio e molta consapevolezza. Se, invece, ci facciamo travolgere dal dolore senza almeno tentare una controffensiva, esso risulta solo vano patimento. L’insegnamento esige intensità per intenderlo, cambiando il tormento in coscienza. È importante la risolutezza per accettare il dolore. Secondo voi, il dolore insegna qualcosa o questa è solo un’illusione moralistica?

23/05/2026

Vittorio V. Alberti: perché Ulisse è all’Inferno? Perché Dante, senza citarlo, richiama Aristotele e perché ha inventato una diversa fine dell’eroe greco rispetto al racconto omerico? Infine, cosa c’è di Ulisse e Dante nella nostra vita?
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22/05/2026

Vittorio V. Alberti - Il commento del patriarca di Gerusalemme, card. Pierbattista Pizzaballa, al video mostrato dal ministro israeliano della sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir con i membri della Global Sumud Flotilla, prelevati dalla Marina militare israeliana in acque internazionali.

Occorre sostenere le opposizioni israeliane all’attuale governo Netanyahu il quale, con il proprio comportamento, sta logorando le ragioni stesse all’origine della nascita dello Stato di Israele. Naturalmente, occorre parlare anche dei governi arabi che non fanno nulla a favore dei Palestinesi. Ma, appunto, occorre una difesa del popolo israeliano dal proprio governo, soprattutto dal rischio di una nuova e già operante ondata di antisemitismo. Si può affermare che l’azione del governo in carica in Israele sia essa stessa avversaria delle sorti dell’ebraismo. Solo il ministro degli esteri di quel governo ha espresso pensieri coerenti con la civiltà israeliana.

[✏️Vittorio V. Alberti ] A voi capita di sentirvi diversi dagli altri? Radicalmente diversi, di una diversità che vi iso...
20/05/2026

[✏️Vittorio V. Alberti ] A voi capita di sentirvi diversi dagli altri? Radicalmente diversi, di una diversità che vi isola o, in taluni casi, vi esalta?
Non mi riferisco al sentirsi migliori o peggiori, ma lontani, come se si parlasse un’altra lingua, anche interiore. Come se i gusti, la condotta, il modo di vedere le cose, rispetto al linguaggio “pubblico”, sociale, convenzionale (anche quando vuole presentarsi come anticonvenzionale), appaiano un territorio totalmente alieno.

Questo è un fatto positivo o negativo? Io lo vedo in adolescenti e studenti universitari, in qualche modo esclusi “dal gruppo” perché non si conformano a gusti, idee, modo di parlare, azioni dei loro coetanei. E lo vedo come crisi, nel senso greco del termine, cioè “separazione”.
Ma dove c’è separazione, c’è scelta tra cose che, appunto, sono separate: hai davanti due strade, scegli se andare di qua o di là.

Ecco, vista così, la crisi è, sì, patimento, ma anche opportunità di decidere, di formare la propria identità.
Certo, tutto questo ha un fondo di profonda tristezza, ma non sarà forse questo il prezzo da pagare per sentirsi al mondo senza rinchiudersi nell’ormai dilagante individualismo?

Si può sentire la sofferenza altrui, filtrandola dalla propria, se si ha sentimento, anche percependosi “inadatti a qualsiasi rapporto umano”. Oppure ci si può sentire talmente autentici e veri, da volersi solo isolare.
Questa confessione di Franz Kafka mi ha sempre ricordato l’inizio della «Metamorfosi»: «Una mattina Gregorio Samsa, destandosi da sogni inquieti, si trovò mutato in un insetto mostruoso», e anche l’inizio delle «Memorie dal sottosuolo» di Dostoevskij: «Io sono un uomo malato, astioso».
A proposito, volete un video su questi due libri?

La questione è capire cosa farsene della diversità. Usarla “contro” gli altri o come scusa per chiudersi e affliggersi, o farne una forza costruttiva per sé e per gli altri. A voi la parola.

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