13/07/2026
Quando leggiamo la parola “attori”, spesso pensiamo subito ai protagonisti, ai volti riconoscibili, ai red carpet, ai set cinematografici e alle carriere più visibili. Ma i dati INPS raccontano una realtà molto più ampia e molto più frammentata.
Nel 2025, il gruppo professionale “Attori” è il più numeroso tra i lavoratori dello spettacolo: 86.511 persone, pari al 23,5% del totale. Ma dentro questa categoria non ci sono solo attori cinematografici, teatrali o doppiatori. Ci sono anche generici e figuranti speciali. E il dato più interessante è proprio questo: secondo INPS, nel 2025 i generici e figuranti speciali sono 53.932. Significa che rappresentano circa il 62% dell’intero gruppo Attori.
In altre parole, oltre 6 “attori” su 10, nei dati previdenziali, appartengono al mondo della figurazione.
Questo non rende il dato meno importante. Anzi, lo rende ancora più significativo. Perché ci ricorda che il lavoro nello spettacolo non è fatto solo dai nomi in locandina, ma anche da migliaia di persone che entrano nei set, nei teatri, nelle produzioni e negli audiovisivi per pochi giorni, spesso in modo discontinuo, frammentato e difficile da trasformare in un percorso stabile.
È anche uno dei motivi per cui la retribuzione media annua del gruppo Attori risulta così bassa: 3.572€ nel 2025, con appena 17 giornate medie retribuite nell’anno. Il problema, quindi, non è solo “quanto guadagna un attore”. Il vero punto è un altro: quante occasioni concrete riesce ad avere durante l’anno chi lavora in questo settore?
Perché dietro ogni dato c’è una domanda più grande: il sistema sta davvero creando continuità per chi vuole vivere di spettacolo, cinema e audiovisivo?
Fonte: Osservatorio INPS Lavoratori dello spettacolo e sportivi, maggio 2026 — dati 2025.