25/05/2026
Fallimento Made in USA
Di Kevin Gerry Cafa
La strategia geopolitica mossa dagli Stati Uniti e da Israele nei confronti dell'Iran si sta rivelando un evidente fallimento strategico, figlio di un profondo errore di valutazione iniziale. Washington e Tel Aviv
hanno agito convinti di poter isolare o piegare in tempi brevi, sottovalutando la complessità di uno Stato dotato di una tradizione diplomatica estremamente raffinata e di un solido radicamento amministrativo e istituzionale. Pensavano di trovarsi di fronte a un sistema fragile e facilmente vulnerabile, ma la realtà dei fatti ha costretto gli Stati Uniti a rivedere radicalmente i propri piani, spingendoli a scendere a patti e a negoziare con una realtà che non sono riusciti a scardinare. Tra gli errori degli americani sicuramente il fatto di aver sottovalutato l'importanza dello Stretto di per il mondo.
Parallelamente, la condotta di Israele ha esacerbato la situazione attraverso l'apertura simultanea di molteplici fronti di guerra negli ultimi anni; un attivismo militare che, tuttavia, non ha portato alla risoluzione definitiva di nessuno dei conflitti innescati, traducendosi in un logoramento strategico senza reali vittorie risolutive. Emblematico è il caso del Libano: nonostante si parli ormai da mesi dell'annientamento di , la leadership di , proprio alla vigilia di possibili accordi, sta puntando a bombardare nuovamente il Paese nel tentativo di eliminare gli ultimi miliziani e distruggere definitivamente l'organizzazione.
Oggi, l'impossibilità di ottenere un successo rapido costringe l'amministrazione americana e i suoi alleati a fare i conti con la resilienza iraniana, trasformando quella che doveva essere una dimostrazione di forza in un vicolo cieco diplomatico e militare che ridefinisce gli equilibri di potere nel Medio Oriente.