Sostenitori Della Polizia di Stato

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Offre notizie e aggiornamenti sull'attività della Polizia, così come informazioni sulle ultime novità in materia di sicurezza e ordine pubblico.

Il senso civico e la responsabilità di un cittadino e il tempestivo intervento dei carabinieri hanno consentito di salva...
27/11/2025

Il senso civico e la responsabilità di un cittadino e il tempestivo intervento dei carabinieri hanno consentito di salvare diciotto cuccioli di cane abbandonati. L’episodio si è verificato lungo una strada provinciale del Nisseno, dove un automobilista ha notato un veicolo fermo sul ciglio della carreggiata, e poco distante un uomo intento a scaricare dal cofano alcuni cartoni contenenti cuccioli di cane.

Il giovane in transito non esitava a intervenire prontamente avvicinandosi all’uomo per chiedendogli di desistere e di riprendersi gli animali, riuscendo nel contempo a rilevare il numero di targa del veicolo. Successivamente, ha contattato un noto attivista animalista, che inoltrava la segnalazione alla centrale operativa dei carabinieri di Caltanissetta, oltre che sui propri canali social.
Una volta risaliti all’intestatario dell’auto e all’indirizzo dell’abitazione, il tempestivo intervento dei Carabinieri ha consentito di trovare e prendere temporaneamente in custodia i 18 cuccioli, in buono stato di salute, ma bisognosi di cure e assistenza, sono stati affidati a un’associazione di volontariato.

L’encomio semplice del Comandante della Legione carabinieri “Piemonte e Valle d’Aosta” è andato a due militari dell’aliq...
27/11/2025

L’encomio semplice del Comandante della Legione carabinieri “Piemonte e Valle d’Aosta” è andato a due militari dell’aliquota radiomobile della compagnia di Châtillon/Saint-Vincent. A consegnarlo nella mattinata di oggi, mercoledì 26 novembre, all’appuntato scelto qualifica speciale Ricardo Vannucci e all’appuntato Antonio Fabio Vessicchio è stato il comandante del Gruppo Aosta, il colonnello Livio Propato. Il riconoscimento è stato assegnato perché i due carabinieri, il 15 aprile dell’anno scorso, durante un servizio di perlustrazione, intervennero a Châtillon in aiuto di un uomo colto da arresto cardiaco. “Praticandogli immediatamente, alternandosi tra loro, le manovre di primo soccorso sino all’arrivo del personale medico”, si legge nella nota relativa alla concessione dell’encomio, i due militari contribuirono “alla ripresa delle minime funzioni vitali” e a scongiurare “più gravi conseguenze”.

BUONGIORNO
27/11/2025

BUONGIORNO

Ergastolo confermato per Marco Bianchi, terzo Appello per il fratello Gabriele. Questa la sentenza della Suprema Corte d...
26/11/2025

Ergastolo confermato per Marco Bianchi, terzo Appello per il fratello Gabriele. Questa la sentenza della Suprema Corte di Cassazione, che si è espressa oggi in merito al processo sull'omicidio di W***y Monteiro Duarte, massacrato di botte a Colleferro il 6 settembre del 2020. Oggi si è tenuta la camera di consiglio, che ha portato i giudici della Quinta sezione penale ad accogliere la richiesta del sostituto procuratore generale Luigi Birritteri. I giudici così hanno disposto un nuovo processo di Appello nei confronti di Gabriele Bianchi per ridiscutere le attenuanti generiche.Gabriele Bianchi è già stato condannato a 28 anni nell'Appello bis. Gli ermellini hanno invece reso definitiva la condanna all'ergastolo per Marco Bianchi. Attraverso i suoi avvocati aveva chiesto uno sconto di pena Nella prossima udienza d'Appello ter che riguarderà solo Gabriele, gli anni della pena potrebbero cambiare a seconda del riconoscimento delle attenuanti.

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26/11/2025

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«Giravo armato perché sono detentore di importanti segreti d'ufficio. Ho svolto numerose indagini, soprattutto per droga...
26/11/2025

«Giravo armato perché sono detentore di importanti segreti d'ufficio. Ho svolto numerose indagini, soprattutto per droga, che hanno portato a degli arresti importanti». Così si era si è difeso Massimo Adriatici, l'ex assessore leghista al Comune di Voghera, nell'interrogatorio del 23 luglio 2021 davanti al gip Maria Cristina Lapi che gli chiedeva conto del possesso del porto d'armi per difesa personale. Nello specifico la pi***la Beretta calibro 22 con la quale, tre giorni prima, aveva sparato e ucciso Younes El Boussettaoui, 39 anni, di fronte a un bar in piazza Meardi. Oggi la Procura di Pavia, nel processo con rito abbreviato, ha chiesto per l'ex politico una condanna a 11 anni e 4 mesi per omicidio volontario. A avanzare la richiesta di pena in aula, presenti anche gli avvocati di parte civile che rappresentano i familiari di El Boussettaoui, è stato il procuratorre capo Fabio Napoleone, al termine della sua requisitoria: «Si potevano attuare condotte alternative», la convinzione dell'accusa. L'uomo, senza fissa dimora, era noto in zona per le sue intemperanze e i problemi psicologici. Quella sera di quattro anni fa, in prossimità di piazza Meardi, si accende un diverbio tra Adriatici e El Boussettaoui: l'ex assessore gli mostra l'arma che tiene in tasca e l'uomo reagisce con una manata. L'ex politico finisce a terra, perde gli occhiali ed esplode un colpo a distanza ravvicinata che colpisce il cittadino marocchino al torace, causandone la morte per shock emorragico. Adriatici ha sempre sostenuto di avere sparato per salvarsi la vita e dapprima viene rinviato a giudizio per eccesso colposo di legittima difesa, tuttavia il giudice Valentino Nevoso ha ritenuto il capo d'imputazione non adeguato alla ricostruzione dei fatti. Le telecamere di sorveglianza della zona lo avrebbero infatti ripreso mentre cammina dietro la vittima poco prima dello sparo. In pratica, «stava effettuando un servizio di ronda armata e di pedinamento» nei confronti di un uomo «già oggetto di segnalazioni». Inoltre, ha rimarcato l'acccusa, nella pi***la erano stati caricati proiettili «a punta cava, utilizzabili in poligono e non per difesa personale» e che un colpo «era già in canna». A sostegno della propria tesi, i pm hanno prodotto diversi documenti. Gli atti del procedimento disciplinare a carico di Adriatici da parte dell'Ordine, con richiesta di sospensione per tre anni dalla professione di avvocato, e soprattutto il verbale dell’incontro svoltosi in Comune a Voghera, a febbraio 2021, con le forze dell’ordine. In quella riunione, caldeggiata dall'allora assessore alla sicurezza, si è discusso dell'ipotesi di istituire un tavolo permanente per «garantire sicurezza ai cittadini vogheresi», con interventi mirati e potenziamento della videosorveglianza contro atti vandalici, furti, risse, vagabondaggio. Il vertice suscitò polemiche e la decisa presa di distanza dell'Arma dei carabinieri, che sottolineò come la decisione di formare un tavolo per la sicurezza fosse competenza della prefettura. La difesa di Adriatici, rappresentata dagli avvocati Guido Carlo Alleva e Luca Gastini, ha portato davanti ai giudici alcune testimonianze, il parere del docente di balistica forense Marino Forneti e la consulenza firmata dallo psichiatra Marco Lagazzi e dalla psicologa forense Margherita Passalacqua che descrive un blackout dell'imputato al momento dello sparo. In sede di udienza preliminare, lo scorso settembre, i legali hanno ribadito la volontà di risarcire i famigliari di El Boussettaoui depositando due assegni per complessivi 220 mila euro, ma la proposta non è stata accettata dagli avvocati di parte civile. «La famiglia non vuole semplicemente un risarcimento del danno - ha sottolineato Debora Piazza, legale della famiglia insieme a Marco Romagnoli - I familiari di Younes vogliono giustizia e questo sin dall'inizio dell'indagine. Erano già stati depositati degli assegni mesi fa davanti a un notaio e la proposta non è stata accettata».

"Il ddl sul consenso è assolutamente condivisibile come principio, però una legge che lascia troppo spazio alla libera i...
26/11/2025

"Il ddl sul consenso è assolutamente condivisibile come principio, però una legge che lascia troppo spazio alla libera interpretazione del singolo è una legge che rischia di intasare i tribunali e di alimentare lo scontro invece di ridurre le violenze". Così il leader della Lega Matteo Salvini a margine della conferenza stampa convocata dal partito alla Camera sui risultati delle regionali. Il vicepremier si dice "orgoglioso che anche la Lega abbia contribuito alla legge sul femminicidio, e la 'madre' del Codice Rosso Giulia Bongiorno non ha rinviato" l'approvazione della legge, "ma, da avvocato esperto, a fronte di un testo che poteva lasciare grande spazio a libera interpretazione e alla vendetta personale... è giusto che invece ci sia un testo puntuale e rigoroso per evitare che litigi personali intasino i tribunali, che migliaia di uomini e donne usino una norma scritta in modo molto vago per vendette personali per cui poi andrebbero di mezzo i minori”. Non “si può sospettare di Giulia Buongiorno. Penso sia la più scrupolosa, è avvocato di tante vittime di violenza, però questa sorta di consenso preliminare, informato e attuale, così come è scritto, lascia lo spazio a vendette personali che intaserebbero i tribunali, decine di migliaia di contenziosi da parte di donne, di uomini e di tutti quanti. Un reato deve essere circoscritto", conclude. A Salvini fa eco il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari. ''Va bene voler fare le cose simboliche e quindi che bisognava votarlo entro il 25 novembre, data simbolica, ma quando si parla di diritto penale e di diritti, magari, visto che si parla della vita delle persone, correggere un testo che ha delle storture è nell’interesse di tutti”, ha detto ospite al programma Start di Sky TG24. “Penso che nessuno possa accusare Giulia Bongiorno di non essere in prima linea per la difesa dei diritti delle donne, se abbiamo un codice rosso è grazie a Giulia Bongiorno. La cosa che ha messo in evidenza è che quel testo è arrivato in Senato ieri, pensare che si doveva risolvere con un’analisi di cinque minuti è impensabile. Il testo passerà dopo che la commissione avrà fatto il suo lavoro come alla Camera. Non è un intoppo ma una questione procedurale. Se un testo è migliorabile è giusto farlo, non significa che la legge non verrà approvata”, ha concluso. "Le dichiarazioni di Matteo Salvini sono raccapriccianti. Sostenere che le donne denuncino gli uomini 'per vendette personali' significa distorcere completamente la realtà. Richiamare lo spettro di false accuse come se fosse un’emergenza nazionale è una rete a strascico delle fake news che circolano online: un repertorio ben noto dei gruppi anti-femministi che, da anni, provano a delegittimare le vittime e a minimizzare il problema della violenza sessuale. Ed è grave che un rappresentante delle istituzioni riprenda tesi così infondate, dando loro dignità politica. Peraltro Salvini dimentica – o si finge di dimenticare – che stiamo parlando di violenza sessuale, e di una norma pensata per tutelare le vittime. Questo è il tema centrale: tutto il resto sono contorni impregnati di pregiudizi sessisti", tuona la deputata del Partito democratico Michela Di Biase, relatrice del provvedimento sul consenso alla Camera.

Nella tarda mattinata del 12 novembre, attorno alle 13,30, la Polizia di Ravenna ha salvato una donna che aveva tentato ...
26/11/2025

Nella tarda mattinata del 12 novembre, attorno alle 13,30, la Polizia di Ravenna ha salvato una donna che aveva tentato il gesto estremo. Durante lo svolgimento di un normale servizio di controllo del territorio, in prossimità della zona della Darsena all’altezza del bar ristorante Soul Club, gli agenti hanno notato una donna che tentava di gettarsi in acqua. Immediatamente gli agenti sono intervenuti sul posto con due volanti. Vedendo la signora aggrappata al muretto del molo, senza esitazione si sono calati dalla banchina, rassicurandola e scongiurando che il gesto potesse avere conseguenze peggiori. “Ancora una volta la Polizia di Stato dimostra il grande coraggio e l’estrema professionalità dei suoi operatori che, ogni giorno, prestano la loro attività al servizio del cittadino” dichiara un portavoce della Polizia.
La signora recuperata nel canale è stata trasportata al Pronto Soccorso dai sanitari del 118.

Addio a Ludovica. Oggi, dopo giorni costernati da domande e dolore, è arrivato il momento dei ricordi e dell'ultimo dolo...
26/11/2025

Addio a Ludovica. Oggi, dopo giorni costernati da domande e dolore, è arrivato il momento dei ricordi e dell'ultimo doloroso saluto alla piccola di 2 anni stroncata da una meningite batterica dopo le dimissioni dall'ospedale dove mamma e papà l'avevano portata perché vedevano che la loro bambina non stava bene. Alle 14.30 la chiesa arcipretale di Mel era già stracolma di persone, in migliaia dentro e fuori, e di tanta commozione. Sopra il feretro bianco, un piccolo mazzolino di fiori. Durante la cerimonia sono riecheggiate le parole di don Michele: «Ludovica è stata chiamata a dio mentre si affacciava alla vita. Non è mai naturale sopravvivere ai figli». Nella predica, il parroco ha anche menzionato la canzone di Irama "Ovunque sarai" che, come sottolineato dall'altare, rappresenta il momento che stanno vivendo i genitori della piccola ora. All'esterno, per accompagnare Ludovica nell'ultimo viaggio, era stato preparato un "viale" di palloncini bianchi e rosa che sono stati fatti volare in cielo quando il feretro si è allontanato. Ludovica è infatti entrata nel reparto di pediatria dell’ospedale di Feltre alle 2.30 di venerdì notte, poco più di una settimana fa, perché presentava febbre alta, difficoltà respiratorie e strabismo. Il medico di turno, il gettonista 76enne di origini indiane Mathew Kalapurackal (unico indagato del procedimento), dopo una visita di circa 50 minuti l’ha dimessa prescrivendole un aerosol e un antibiotico. Alle 9 del mattino, dopo un drammatico aggravamento delle condizioni dio salute, il cuore della piccola ha cessato di ba***re. L’autopsia effettuata due giorni fa dal medico legale Antonello Cirnelli ha evidenziato che la causa della morte è stata una meningoencefalite da streptococco pneumonia. Si è così aggravata la posizione del medico in quanto non avrebbe compreso la patologia di cui la piccola soffriva somministrandole quindi una terapia non idonea. Per affrontare la meningite servono infatti ricovero immediato e antibiotici ad ampio spettro. Sarà ora il magistrato, con in mano l’esito dell’autopsia (il medico ha 90 giorni per consegnarla), a stabilire se e quali colpe abbia il pediatra che l’ha dimessa quella notte.

L’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, oggi detenuto a Rebibbia e autore di un “Diario di cella”, descrive una situazione...
26/11/2025

L’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, oggi detenuto a Rebibbia e autore di un “Diario di cella”, descrive una situazione sempre più drammatica all’interno del carcere, dove il freddo sta mettendo in difficoltà detenuti e agenti. Nel suo racconto riferisce l’allarme disperato che circola tra le celle: “Sos Aiuto, venite a salvarci! Pronto, qui Rebibbia, abbiamo un problema: stiamo morendo dal freddo. Siamo giunti al 23 novembre e i termosifoni sono completamente spenti…”, aggiungendo che, secondo Radio carcere, le caldaie sono fuori uso e “anche gli agenti della Penitenziaria sono nelle nostre stesse condizioni”, senza riscaldamento e “l’acqua calda dopo le otto di sera non arriva neanche nelle docce”. Alemanno racconta che gli agenti, costretti a lavorare in condizioni proibitive, “sembrano i soldati di Napoleone in Russia”, e li definisce “le truppe del Maresciallo Nordio, quello che questa estate aveva giurato ‘spezzeremo le reni al sovraffollamento, senza scarcerare nessuno!'”. Un riferimento che gli permette di denunciare l’assenza di interventi strutturali: “Mai dichiarare una guerra che non si può vincere”, scrive, ricordando che non è stato creato “un solo posto in cella in più” mentre il sovraffollamento continua a peggiorare. Il freddo, racconta, colpisce duramente anche i detenuti, che “vestiti spesso in modo improbabile… sembriamo più dei clochard nei rifugi della Caritas in pieno inverno”. E critica l’approccio del ministro, evocando le sue precedenti affermazioni sui suicidi e arrivando a una previsione amara: “Presto dirà di riscaldarci tra noi, visto che siamo accatastati gli uni sugli altri”. Infine, Alemanno si domanda: “Fino a quando durerà questa situazione?”

Il Senato ha approvato in via definitiva il decreto flussi, confermando il testo della Camera. Il decreto è stato votato...
26/11/2025

Il Senato ha approvato in via definitiva il decreto flussi, confermando il testo della Camera. Il decreto è stato votato per alzata di mano. In favore la maggioranza, contrarie le opposizioni. Il provvedimento contiene molteplici misure in diversi ambiti sui permessi di soggiorno, sia ordinari che stagionali, per i migranti provenienti da Paesi extra Ue, venendo incontro ad alcune richieste delle imprese con deroghe all'attuale legge sull'immigrazione (la Bossi-Fini). Tra le altre cose il decreto introduce il termine massimo di trenta giorni per il rilascio del nulla osta al lavoro dal momento della presentazione della richiesta nominativa, estende a dodici mesi, in via sperimentale sino al 31 dicembre 2027, il limite temporale per presentare la domanda di visto di ingresso dopo aver completato le attività di istruzione e formazione nei Paesi di origine e amplia da 6 mesi ad un anno la durata dei permessi di soggiorno dei cittadini stranieri rilasciati per motivi di protezione sociale (vittime di tratta o grave sfruttamento) e di quelli rilasciati agli stranieri vittime di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (caporalato). Ai titolari di permesso di soggiorno viene riconosciuto inoltre - per motivi di protezione sociale e vittime di violenza domestica - la possibilità di beneficiare dell'assegno di inclusione, prevedendo la non applicabilità nei loro confronti delle norme vigenti che prevedono - tra le altre cose - specifici requisiti di cittadinanza, di residenza e di soggiorno. Si proroga fino al 2028 la possibilità di ingresso e soggiorno "extra-quote" in favore di massimo 10.000 lavoratori stranieri da impiegare nel settore dell'assistenza familiare o sociosanitaria a favore di persone con disabilità o grandi anziane o, come introdotto nel corso dell'esame in sede referente, a favore di bambini dalla nascita ai sei anni. Il contingente d'ingresso degli stranieri ammessi a partecipare a programmi di volontariato in Italia, sarà determinato non più annualmente, bensì nell'ambito di un triennio. Modificato anche il termine per il rilascio del nulla osta al ricongiungimento familiare: da novanta a centocinquanta giorni.

Avevano illegittimamente generato crediti d’imposta per 1,7 miliardi di euro attraverso lavori di efficientamento energe...
26/11/2025

Avevano illegittimamente generato crediti d’imposta per 1,7 miliardi di euro attraverso lavori di efficientamento energetico mai eseguiti o eseguiti su immobili mai accatastati: è quanto hanno scoperto i finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria di Napoli e la Guardia di Finanza di Avellino che oggi, al termine di indagini coordinate dalla Procura irpina (pm Luigi Iglio), hanno notificato 14 misure cautelari emesse dal gip. Per quattro indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere; per sette, gli arresti domiciliari; e per altri tre, rispettivamente, l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, il divieto di dimora e la misura interdittiva del divieto di esercitare la professione di commercialista per un anno. I reati ipotizzati nei confronti degli indagati sono associazione per delinquere, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, riciclaggio, autoriciclaggio, omessa dichiarazione dei redditi e dichiarazione infedele. Le indagini sulle modalità con le quali sono stati acquisiti illecitamente i crediti attraverso il contributo per gli interventi di riqualificazione energetica, hanno visto anche la collaborazione del Settore Contrasto Illeciti dell’Agenzia delle Entrate. Il 22 marzo 2023, al termine della prima fase delle indagini, è stato già eseguito un sequestro preventivo d’urgenza (convalidato dal gip) di tutti i crediti ritenuti inesistenti e non ancora monetizzati o compensati. Parte di questi crediti, 13,7 milioni di euro, che alcuni indagati sono riusciti a monetizzare, sarebbero stati trasferiti su conti correnti italiani ed esteri.

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