Michele Mazzeo

Michele Mazzeo Racconto lo sport e il motorsport

Perché la Mercedes ha ritirato il ricorso sulla penalità di Russell nel GP di Monaco e perché non possiamo ancora defini...
19/06/2026

Perché la Mercedes ha ritirato il ricorso sulla penalità di Russell nel GP di Monaco e perché non possiamo ancora definire chiuso il caso

Il GP di Monaco della Formula 1 2026 continua a essere una delle gare più strane e controverse degli ultimi anni.

La Mercedes aveva ottenuto l’apertura della procedura per il diritto di revisione sulla penalità inflitta a George Russell per eccesso di velocità in pit-lane. Un'udienza era già stata fissata per sabato. Poi, il passo indietro: il team di Brackley ha ritirato la richiesta.

Perché? Ufficialmente perché Mercedes, dopo aver parlato con FIA e Formula 1, ha ritenuto che proseguire non sarebbe stato utile né per il team né per lo sport. Insomma il ricorso serviva anche a tutelarsi entro i tempi regolamentari, ma una volta aperto il confronto con gli organi competenti si è deciso di non portare avanti una battaglia difficilissima da vincere.

Il caso Russell, infatti, era molto più complicato di quello Gasly. A Pierre Gasly erano stati aggiunti 10 secondi dopo la gara: tolta la penalità, è stato possibile rimetterlo sul podio. Russell invece aveva scontato una drive-through in gara, dopo un errore nella gestione della penalità al pit-stop. Ricostruire il suo risultato a tavolino sarebbe stato molto più difficile, perché quella sanzione ha modificato strategia, posizione in pista e sviluppo della corsa.

Dunque Russell non recupererà punti a Monaco. Ma attenzione, il caso non è chiuso. McLaren e Red Bull continuano difatti a contestare il podio restituito a Gasly. McLaren parla di un problema di equità sportiva, perché alcuni piloti hanno scontato la penalità in gara e non possono riavere indietro ciò che hanno perso. Red Bull, invece, è il team che ha pagato il prezzo più evidente: Isack Hadjar ha perso il podio.

Il risultato è paradossale: Mercedes si sfila, ma il GP di Monaco resta ancora sub judice. E la Formula 1 si porta dietro un precedente pesantissimo: cosa succede quando una penalità nasce da un errore tecnico, ma la gara è già stata corsa, le strategie sono state alterate e alcuni piloti hanno già scontato la sanzione in pista?

È questo il vero nodo. Non solo il podio di Gasly. Ma la credibilità del modo in cui una classifica può essere corretta dopo giorni.

Cosa è successo nelle prequalifiche del GP di Brno della MotoGP: Aprilia a due facce, volano Ogura e Bezzecchi mentre Ma...
19/06/2026

Cosa è successo nelle prequalifiche del GP di Brno della MotoGP: Aprilia a due facce, volano Ogura e Bezzecchi mentre Martin dovrà passare dal Q1

Una prequalifica velocissima. Forse il dato principale del venerdì di Brno è proprio questo: il vecchio record della pista, l'1:52.303 firmato da Pecco Bagnaia lo scorso anno, è stato abbassato di oltre mezzo secondo. Ai Ogura lo ha portato a 1:51.735, miglior tempo assoluto della giornata e nuovo riferimento del circuito ceco.

Non è stato un giro isolato. Sono stati addirittura sei i piloti capaci di scendere sotto il precedente record: Ogura, Marco Bezzecchi, Fabio Di Giannantonio, lo stesso Bagnaia, Marc Marquez e Pedro Acosta. Segno che Brno, già dal venerdì, ha alzato subito il livello.

Il primo verdetto, però, parla soprattutto di Aprilia a due facce. Da una parte c’è quella che vola: Ogura davanti a tutti con la Trackhouse, Bezzecchi secondo con l’Aprilia ufficiale in 1:51.826, dopo una FP1 molto più complicata. Una risposta importante da parte del leader del Mondiale, che nel momento decisivo ha trovato il giro per entrare direttamente in Q2.

Dall’altra parte c’è l’Aprilia di Jorge Martin. Il campione del mondo 2024 è rimasto fuori dalla top 10 per appena 11 millesimi: undicesimo, primo degli esclusi, e costretto a passare dal Q1. Un problema in più in un weekend già complicato, perché domenica dovrà anche scontare il doppio long lap penalty per l’incidente del Balaton Park.

In Q2 vanno direttamente Ogura, Bezzecchi, Di Giannantonio, Bagnaia, Marc Marquez, Acosta, Mir, Moreira, Aldeguer e Raul Fernandez. Dentro quindi quattro Ducati, tre Aprilia, una KTM e due Honda.

Da segnalare anche la giornata di Marc Marquez: velocissimo, quinto alla fine, ma due volte a terra nello stesso venerdì, prima nelle FP1 e poi nelle prequalifiche. Brno per lui è iniziata sul filo: il passo c’è, il rischio pure.

Il clamoroso errore di Monaco getta il Mondiale F1 nel caos: accettato il diritto di revisione Mercedes per le penalità ...
18/06/2026

Il clamoroso errore di Monaco getta il Mondiale F1 nel caos: accettato il diritto di revisione Mercedes per le penalità di Russell, e restano i sospeso i ricorsi di McLaren e Red Bull per il podio restituito a Gasly

Il GP di Monaco della Formula 1 2026 vinto da Kimi Antonelli davanti a Lewis Hamilton non è ancora finito. A quasi tre settimane dalla bandiera a scacchi, la classifica della gara di Monte Carlo e quella del Mondiale restano appese ai tribunali sportivi. Dopo il podio restituito a Pierre Gasly, la FIA ha infatti accettato anche il diritto di revisione presentato dalla Mercedes per il caso George Russell: l'udienza è stata fissata per sabato e può riaprire un'altra volta l'ordine d'arrivo.

Il caso nasce dall'ormai clamoroso errore nella misurazione della velocità in pit-lane a Monaco. Gasly era stato penalizzato con due sanzioni da cinque secondi per eccesso di velocità e retrocesso dal terzo al settimo posto. L'Alpine, però, ha ottenuto il Right of Review portando un nuovo elemento tecnico: la distanza utilizzata per calcolare la velocità della vettura non era corretta. La FOM ha riconosciuto la discrepanza, gli steward hanno cancellato entrambe le penalità e il francese è stato rimesso al terzo posto, davanti a Isack Hadjar, Oscar Piastri, Liam Lawson e Arvid Lindblad.

Una decisione che ha aperto il caos. La McLaren ha presentato appello formale contro il verdetto, sostenendo che l'annullamento a posteriori delle penalità crei un problema di equità sportiva per chi quelle sanzioni le ha già scontate in gara. La Red Bull, che con Hadjar ha perso il podio, si è mossa sulla stessa linea. Ora si aggiunge la Mercedes, il cui caso è ancora più complicato.

Russell era stato penalizzato anche lui per eccesso di velocità in pit-lane. La sanzione da cinque secondi, però, non era stata scontata correttamente al pit-stop e per questo il pilota Mercedes aveva ricevuto una drive-through penalty, finendo fuori dalla zona punti. Se la penalità originaria era figlia dello stesso errore di misurazione riconosciuto nel caso Gasly, allora anche il risultato di Russell può diventare materia di revisione.

Il problema è capire fino a dove possano spingersi gli steward. Togliere dieci secondi dal tempo finale di Gasly è stato relativamente semplice. Ricostruire la gara di Russell, invece, è molto più complesso: il drive-through è stato scontato in pista, ha modificato la sua strategia e ha alterato il suo risultato in modo non immediatamente reversibile.

L'udienza di sabato può produrre scenari molto diversi. La FIA può respingere la richiesta Mercedes nel merito e lasciare tutto com’è. Può riconoscere l’errore sulla penalità di Russell senza modificare l'ordine d’arrivo, perché la sanzione è già stata scontata in gara. Oppure può decidere di intervenire anche sulla classifica, con un effetto diretto sul Mondiale.

In quest'ultimo caso Russell potrebbe recuperare punti pesanti, mentre McLaren e Red Bull continuano a contestare il podio restituito a Gasly. Il risultato è paradossale: la Formula 1 può arrivare alla prossima gara con una classifica ufficiale ma non ancora definitiva. Monaco, di fatto, resta sub judice. E l'errore di pochi centimetri nel sistema di rilevamento della pit-lane rischia di trasformarsi in un terremoto per l'intero campionato.

Fonte:
https://www.fanpage.it/sport/motori/il-clamoroso-errore-di-monaco-getta-il-mondiale-f1-nel-caos-accettato-il-diritto-di-revisione-mercedes/

Hamilton che entra in Ferrari e prova a cambiarla dall’interno.Leclerc che da volto tecnico ed emotivo della squadra si ...
18/06/2026

Hamilton che entra in Ferrari e prova a cambiarla dall’interno.
Leclerc che da volto tecnico ed emotivo della squadra si ritrova per la prima volta a dover inseguire la strada aperta dal compagno. E sullo sfondo Kimi Antonelli, italiano, leader del Mondiale con la Mercedes.

Per leggere questo momento della Ferrari serviva uno sguardo diverso: non quello di un ex pilota, non quello di un ingegnere, ma quello di chi ha vissuto per anni dentro il box di Maranello.

Ho intervistato Francesco Cigarini, ex meccanico Ferrari, che ha attraversato le ere Schumacher, Raikkonen, Alonso, Vettel e Leclerc.

Ne è uscita una chiacchierata molto forte.

Su Hamilton: "Mi ricorda Schumacher come dinamica".
Su Leclerc: "Va protetto come fu con Massa davanti ad Alonso".
E sulla Ferrari: "Deve fidarsi di Hamilton, perché lui sa come si vince".

Una lettura dall’interno sulle gerarchie, sulla pressione, sul rapporto tra pilota e squadra e su quello che può cambiare davvero dopo la vittoria di Barcellona.

Qui l’intervista completa:
https://www.fanpage.it/sport/motori/francesco-cigarini-hamilton-mi-ricorda-schumacher-in-ferrari-leclerc-va-protetto-come-facemmo-con-massa/

Villeneuve avverte la Ferrari dopo il trionfo di Hamilton: "Ora il rinnovo di Leclerc può essere un problema, non è prep...
17/06/2026

Villeneuve avverte la Ferrari dopo il trionfo di Hamilton: "Ora il rinnovo di Leclerc può essere un problema, non è preparato per contrastare il ritorno di Lewis"

La prima vittoria di Lewis Hamilton con la Ferrari nel GP di Barcellona può cambiare anche gli equilibri interni di Maranello. A dirlo è Jacques Villeneuve, campione del mondo di Formula 1 nel 1997, che dopo il successo del sette volte iridato al Montmelò ha lanciato un avvertimento molto chiaro alla scuderia del Cavallino: il recente rinnovo di Charles Leclerc può trasformarsi in un problema se Hamilton dovesse diventare davvero l'unica carta credibile per riaprire la corsa al Mondiale F1 2026.

Intervenuto a Sky Sports UK, Villeneuve non ha parlato di una tensione già esplosa dentro la Ferrari, ma di un rischio politico-sportivo ormai evidente. Il passaggio più forte riguarda proprio il contratto del monegasco: "Internamente alla Ferrari, hanno appena rinnovato Leclerc due gare fa con quello che è, il miglior contratto di sempre? Un contratto a vita. Ma chi sta davvero portando i punti? Chi sta andando davanti? Lewis. Quindi questo creerà anche qualche problema interno".

Per Villeneuve, la vittoria di Barcellona non è un episodio isolato. È il segnale che Hamilton ha ritrovato la possibilità di incidere davvero nella stagione: "Lewis sa come vincere, e sa cosa serve. E se ne sente anche solo l'odore, non avrà alcuna pietà. E penso che sia lì che può fare la differenza". Un giudizio pesante, perché arriva dopo un primo anno difficilissimo in rosso e dopo mesi in cui il britannico sembrava ancora lontano dal poter essere centrale nel progetto Ferrari.

Secondo l'ex campione del mondo, ora Maranello deve ragionare in modo diverso rispetto alla Mercedes. A Brackley, con Kimi Antonelli leader del Mondiale e George Russell ancora competitivo, non ci sono margini per scegliere apertamente un pilota. In Ferrari, invece, secondo Villeneuve la situazione è più chiara: "Mercedes in questo momento non è in una posizione tale da poter scegliere un pilota rispetto a un altro, né di essere autorizzata a farlo. Beh, Ferrari sì. Perché Ferrari deve puntare su Lewis se vuole anche solo una piccola chance di vincere".

Il nodo è proprio Leclerc. Il monegasco è stato blindato dalla Ferrari, ma dopo il trionfo di Hamilton a Barcellona la gerarchia interna appare meno scontata. Villeneuve lo dice senza girarci intorno: "La decisione è facile da prendere perché Leclerc è piuttosto indietro". Poi l'affondo più duro sulla costruzione della squadra attorno al pilota: "Ha avuto tempo per costruire la squadra intorno a sé, e non l'ha fatto".

Il canadese ricostruisce anche il percorso del monegasco a Maranello, mettendo in discussione non la sua velocità, ma il modo in cui è cresciuto all'interno della scuderia: "Tieni presente come è arrivato alla Ferrari: dopo una stagione media alla Sauber e improvvisamente un contratto gigantesco, come un contratto da campione del mondo. Forse troppo grande troppo presto. Quindi non ha mai dovuto davvero costruire nulla intorno a sé. Gli è stato dato. C'era".

Per anni, secondo Villeneuve, quella situazione ha funzionato perché la Ferrari non era davvero una macchina da titolo. A Leclerc bastava essere veloce, ba***re il compagno di squadra e vincere qualche gara per restare il riferimento naturale della Scuderia: "Lui era veloce, e questo bastava perché la percezione era: è una macchina che comunque non può vincere un campionato. Vinci qualche gara, batti il tuo compagno di squadra, che era Vettel. Tutti erano felici".

L'arrivo di Hamilton ha cambiato tutto. Nel 2025 il britannico ha faticato, ha sofferto la macchina e ha avuto bisogno di tempo per costruire attorno a sé un ambiente tecnico più adatto. In quella fase, secondo Villeneuve, Leclerc era in una posizione comoda: "Poi improvvisamente arriva Lewis l'anno scorso, che non ha avuto una grande stagione. Ha davvero lottato con la macchina e con la squadra. Ci vuole tempo per costruire tutto questo intorno a sé. Quindi Leclerc era piuttosto contento perché stava davanti a Lewis".

Ora, però, la prospettiva si è ribaltata. Con la vittoria di Hamilton a Barcellona (preceduta da due secondi posti consecutivi), il sette volte campione del mondo non è più soltanto il grande nome arrivato a Maranello, ma anche il pilota che sta portando punti pesanti e può quindi costringere la Ferrari a dover scegliere. Villeneuve chiude il ragionamento con la frase più pesante per il monegasco: "Nel momento in cui Lewis si sveglia, nel momento in cui Lewis fa sua quella macchina e quella squadra, e ci va a fondo senza avere alcuna pietà, Leclerc non è preparato per quello".

È questo il vero avvertimento alla Ferrari lanciato da Jacques Villeneuve. Il rinnovo di Leclerc resta un investimento sul futuro, ma se Hamilton continuerà su questa traiettoria Maranello potrebbe dover proteggere la sua corsa al titolo. E allora quello che fino a poche settimane fa sembrava un equilibrio naturale può diventare il primo grande problema politico della nuova Ferrari.

Fonte:
https://www.fanpage.it/sport/motori/villeneuve-avverte-la-ferrari-dopo-il-trionfo-di-hamilton-il-rinnovo-di-leclerc-puo-essere-un-problema/

Ci sono gare che si guardano e gare che si attraversano.La 24 Ore di Le Mans appartiene alla seconda categoria. Per capi...
17/06/2026

Ci sono gare che si guardano e gare che si attraversano.

La 24 Ore di Le Mans appartiene alla seconda categoria. Per capirla non basta seguire la classifica, aspettare il risultato o vedere passare le Hypercar. Bisogna entrarci dentro: camminare nel circuito, vivere il flusso continuo del pubblico, sentire il rombo dei motori anche quando le auto non si vedono, respirare l’odore della pista, della gomma, del carburante, della birra, degli hot-dog e della festa popolare che continua anche di notte.

Quest’anno ho avuto la possibilità di raccontarla da dentro per Fanpage.it, unica testata italiana invitata dagli organizzatori della manifestazione, l’ACO, Automobile Club de l’Ouest, che ha creato e organizza la gara endurance più famosa del mondo.

Un accesso privilegiato, certo. Ma soprattutto un’occasione per provare a restituire ciò che la 24 Ore di Le Mans è davvero: non solo una gara di auto, ma una città temporanea costruita intorno alla corsa, un rito sportivo, un museo vivente, una festa popolare lunga un giorno e una notte.

Il momento in cui ho capito davvero Le Mans è arrivato al buio, dalla terrazza della torretta dell'ACO affacciata sul rettilineo principale: le auto che sbucavano nella luce artificiale, i fari nel buio, le tribune ancora piene, il rumore che rimbalzava sulle strutture. Lì ho pensato: "adesso sì, ora posso dire di aver visto la 24 Ore di Le Mans".

Ho provato a raccontarla così, con gli occhi, il naso e le orecchie di chi ci è stato dentro.

Qui il reportage completo:
https://www.fanpage.it/sport/motori/siamo-stati-dentro-la-24-ore-di-le-mans-2026-e-abbiamo-capito-perche-non-e-soltanto-una-gara-di-auto/

Toto Wolff in TV svela i dettagli dei contratti di Kimi Antonelli e Russell: “Non c’è la clausola Rosberg-Hamilton, ma p...
16/06/2026

Toto Wolff in TV svela i dettagli dei contratti di Kimi Antonelli e Russell: “Non c’è la clausola Rosberg-Hamilton, ma potrei sempre ti**re di nuovo fuori quel foglio”

Nel weekend del GP di Barcellona della Formula 1 2026 non è tornato soltanto il fantasma sportivo del 2016, con la Mercedes costretta a gestire una lotta interna tra due piloti in piena corsa per il Mondiale. È tornato anche un vecchio foglio, quello che Toto Wolff fece firmare a Nico Rosberg e Lewis Hamilton dopo gli scontri più duri della loro convivenza nella scuderia tedesca. A tirarlo fuori, in diretta TV su Sky Sports UK, è stato proprio Rosberg.

Il campione del mondo 2016, oggi opinionista, ha ricordato a Wolff una clausola molto particolare: se lui e il britannico fossero venuti ancora a contatto, i danni alle macchine sarebbero stati pagati da entrambi al 50%, indipendentemente da chi avesse avuto la colpa. Il 40enne di Wiesbaden lo ha raccontato con il sorriso, ma il retroscena era tutt’altro che leggero: "C’era un pezzo di carta sulla scrivania, e da quel momento non importava di chi fosse la responsabilità: pagavamo entrambi metà dei danni" ha infatti detto l'ex pilota tedesco.

Rosberg ha poi chiesto a Wolff se quella clausola fosse ancora in vigore e se anche Kimi Antonelli e George Russell l’avessero oggi nei loro contratti. La risposta del team principal Mercedes è stata secca: "No". Poi la battuta, che però suona anche come un avvertimento: "Mi hai dato una buona idea". E a quel punto il suo ex pilota non ha perso l’occasione per punzecchiarlo: "Sei diventato morbido".

Il riferimento non era casuale. A Barcellona, come già successo in altri GP in stagione, Russell e Antonelli hanno lottato duramente in gara, in un duello interno che ha fatto perdere tempo alla Mercedes mentre Hamilton, oggi in Ferrari, costruiva la sua prima vittoria in rosso. Il 19enne italiano si è poi ritirato a pochi giri dalla fine per un problema tecnico, ma prima del guasto aveva superato il compagno di squadra nella lotta per il secondo posto.

Per Wolff il tema è delicato: Mercedes ha la macchina più forte, ma non può permettersi di trasformare la rivalità interna in un regalo agli avversari. Il parallelo con il 2016 è inevitabile. Proprio a Barcellona, dieci anni prima, Hamilton e Rosberg si eliminarono al primo giro mentre lottavano per la leadership. Fu uno degli episodi più duri della loro guerra interna e uno dei momenti che spinsero il team principal austriaco a irrigidire le regole del box.

Lo stesso Rosberg ha raccontato che quella clausola gli costò carissima: dopo un contatto successivo dovette pagare 360mila dollari e da quel momento non si scontrò più con il suo compagno di squadra. Una misura estrema, ma coerente con il metodo Wolff: libertà di correre, sì, ma non fino al punto di danneggiare la squadra.

Oggi, almeno per ora, Kimi Antonelli e George Russell non sono sottoposti alla stessa regola. Toto Wolff però non ha chiuso del tutto la porta: se tra i due dovesse arrivare un altro contatto, quel vecchio foglio potrebbe tornare sul tavolo. E il fatto che a ricordarglielo sia stato proprio Rosberg, sulla pista simbolo della frattura con Hamilton, ha reso il siparietto molto più di una semplice battuta televisiva.

Fonte:
https://www.fanpage.it/sport/motori/toto-wolff-in-tv-svela-i-contratti-di-kimi-antonelli-e-russell-non-ce-la-clausola-rosberg-hamilton/

La Formula 1 non ha lasciato davvero Barcellona.Dopo il GP vinto da Lewis Hamilton con la Ferrari, sul circuito del Mont...
16/06/2026

La Formula 1 non ha lasciato davvero Barcellona.

Dopo il GP vinto da Lewis Hamilton con la Ferrari, sul circuito del Montmelò si è continuato a girare. Non per assegnare punti, ma per costruire un pezzo della prossima stagione: il primo giorno dei test Pirelli sugli pneumatici slick del 2027.

In pista c’erano Ferrari, Aston Martin e Cadillac. Il lavoro è stato molto mirato: al mattino prove di struttura sulla mescola C2 con performance run da 8 giri, al pomeriggio long run sulle soluzioni considerate più interessanti. Il tutto in condizioni durissime, con l’asfalto arrivato a 57°C e l’aria a 34°C.

Numeri importanti soprattutto per Charles Leclerc: 134 giri con la Ferrari, 624 chilometri percorsi e un miglior tempo in 1:16.619. Ancora più chilometri per Jak Crawford con l’Aston Martin, 146 giri e 680 km. Più complicata invece la giornata di Zhou Guanyu con Cadillac, limitato da problemi tecnici a 54 giri.

Non è un caso che Pirelli abbia scelto proprio il Montmelò per questi suoi primi test, pochi giorni dopo una gara in cui la gestione delle gomme ha pesato moltissimo. Hamilton ha costruito la sua prima vittoria in Ferrari anche attraverso strategia e lettura delle finestre gomma, Leclerc invece non ha chiuso il GP, ma oggi ha dato alla Ferrari e a Pirelli una mole enorme di dati.

Domani si replica, ma solo con Ferrari e Cadillac. Zhou resterà sulla monoposto americana, mentre sulla Ferrari salirà Arthur Leclerc al posto del fratello Charles.

📷 Pirelli Motorsport

La classifica del GP di Monaco della Formula 1 2026 è di nuovo sub judice: dopo il podio restituito a Pierre Gasly, McLa...
16/06/2026

La classifica del GP di Monaco della Formula 1 2026 è di nuovo sub judice: dopo il podio restituito a Pierre Gasly, McLaren ha presentato appello e Red Bull farà lo stesso

La classifica del GP di Monaco della Formula 1 2026 può cambiare ancora. Dopo il clamoroso verdetto FIA che aveva restituito il terzo posto a Pierre Gasly, cancellando le due penalità da cinque secondi inflitte al pilota Alpine per eccesso di velocità in pit-lane, il risultato della gara di Monte Carlo è tornato di fatto sub judice. Questa volta non per un ricorso della compagine guidata da Flavio Briatore, ma per la reazione dei team danneggiati da quella decisione.

La McLaren ha infatti presentato ricorso formale alla Corte d'Appello Internazionale della FIA contro il verdetto che ha rimesso il pilota francese sul podio, mentre la Red Bull ha già notificato l'intenzione di muoversi nella stessa direzione. Una mossa tutt'altro che simbolica: con la nuova classifica, Isack Hadjar difatti è stato retrocesso dal terzo al quarto posto, perdendo così il suo primo podio della carriera, mentre Oscar Piastri è scivolato in quinta posizione dopo essere stato penalizzato a sua volta a Monaco per lo stesso motivo (scontando però la penalità nel pit-stop in gara).

Il caso nasce dall'errore riconosciuto nella misurazione della velocità in pit-lane. L'Alpine aveva ottenuto il Right of Review portando un nuovo elemento: la distanza usata per calcolare la velocità della vettura di Gasly non era corretta. Da qui la cancellazione delle due sanzioni e il ripristino del terzo posto conquistato in pista dal francese. Una decisione che, però, ha aperto un problema ancora più grande.

Il punto sollevato da McLaren e Red Bull non riguarda soltanto il transalpino, ma la tenuta dell'intero ordine d'arrivo. Alcuni piloti, infatti, hanno visto la penalità aggiunta al tempo finale; altri l'hanno invece scontata durante la gara, senza la possibilità di recuperare ciò che quella sanzione ha modificato in termini di strategia, posizione in pista e ritmo. È il caso del già citato Piastri e soprattutto di George Russell (che per non aver scontato la prima penalità da cinque secondi al pit-stop si è visto comminare un drive-through da 20 secondi) con la Mercedes che ha avviato un percorso parallelo per capire se esistano margini per una revisione.

Il podio di Gasly resta valido fino a nuova decisione, ma non è più intoccabile. L'appello della McLaren e l'eventuale ricorso Red Bull portano il caso davanti a un livello superiore della giustizia sportiva FIA. Se l'appello venisse respinto, la classifica corretta dopo il Right of Review Alpine diventerebbe definitiva. Se invece venisse accolto, la FIA potrebbe essere costretta a rivedere nuovamente l'ordine d'arrivo del GP di Monaco.

È uno scenario potenzialmente esplosivo perché riguarda uno dei punti più sensibili del regolamento: cosa succede quando una penalità è basata su un dato tecnico sbagliato, ma nel frattempo la gara è finita e alcuni piloti hanno già scontato sanzioni analoghe in pista? La risposta non è semplice, ed è proprio questo il motivo per cui il caso Monaco rischia di diventare un precedente pesantissimo.

Al momento il risultato ufficiale vede Kimi Antonelli vincitore davanti a Lewis Hamilton e Gasly terzo. Ma il GP di Monaco, a quasi due settimane dalla bandiera a scacchi, non è ancora davvero chiuso. Il podio restituito all'Alpine è diventato il nuovo fronte di scontro tra team, FIA e principi di equità sportiva.

La Formula 1 si ritrova così con una gara già archiviata in pista ma ancora apertissima nei tribunali federali. E il paradosso è evidente: la decisione presa per correggere un errore tecnico rischia ora di produrre un'altra frattura, forse ancora più grande, nella classifica del Mondiale.

Fonte:
https://www.fanpage.it/sport/motori/la-classifica-del-gp-di-monaco-puo-cambiare-ancora-dopo-due-settimane-il-podio-e-di-nuovo-sub-judice/

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