06/06/2026
«Questa mattina mi sono svegliata e mi è venuta in mente la conversazione tra una madre e una figlia che ho sentito l’altro giorno in ospedale. Eravamo in attesa che ci chiamassero: loro per l’accettazione, io per il prelievo di sangue. E la ragazza si chiedeva perché fosse capitato proprio a lei, e non era dato capire che cosa. E la madre ribatteva: non sei la sola. E la figlia tentava di ricominciare ad autocommiserarsi, ma la madre le diceva secca che la vita non è un gioco da ragazzi e lo ripeteva. La madre pronunciava spesso il nome della figlia dicendo che bisogna dirsi “ce la farò” e “mi rimboccherò le maniche” e “questo momento brutto passerà” e intanto godersi quel che c’è di bello. Allora mi sono girata a guardarle. La ragazza aveva i capelli che le arrivavano alle spalle, grossi boccoli naturali, morbidi, colorati di lilla. Orecchini qua e là, un vestito corto e leggero e sandali da vacanze al mare. La madre: piccolina, magra, capelli grigi corti, una camicia scura su pantaloni comodi. Non si sarebbe detto che stavano attraversando un guaio. Visto il luogo in cui ci trovavamo, il fatto del gioco da ragazzi sembrava più vero che mai. Eppure sto provando a imparare a giocare a cuor leggero, pronta a perdere, prima o poi, comunque tutto.»
- Il Risveglio di Natascha Lusenti a "Good Morning Radio2 Weekend" ON AIR sabato e domenica dalle 6 alle 7:30 con Matteo Osso su 📻