Black Post - L'informazione Nero su bianco -

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La libertà delle donne ma solo quando convieneDi Amro Youssef BlackPost siamo comunità !
21/09/2026

La libertà delle donne ma solo quando conviene

Di Amro Youssef

BlackPost siamo comunità !

01/09/2026

Io odio gli indifferenti

Lo diceva Gramsci, e io credo che, davanti a ciò che accade nella società e nella politica al giorno d’oggi, non possiamo permetterci il lusso dell’indifferenza.

Di .youssef.12

Blackpost siamo comunità !

06/08/2026

Se si parla di , è giusto che a parlarne siano anche le persone che la vivono ogni giorno.
In questo video, Simohamed Kaabour risponde al Ministro Giuseppe dopo le sue dichiarazioni sul tema dell’integrazione, affrontando questioni centrali come il limite del 30% di studenti con background migratorio nelle classi, il plurilinguismo, la legge e la condizione di tanti italiani senza cittadinanza.
Nel suo intervento lancia anche un invito al confronto: se il Governo vuole aprire una discussione sull’integrazione, è necessario coinvolgere chi può portare esperienza, proposte e competenze.

Noi di BlackPost crediamo che il dibattito pubblico debba includere le voci delle nuove generazioni con background migratorio, non solo quando si parla di loro, ma soprattutto con loro.

🎥 Il video completo è disponibile sul profilo di .

Crisi umanitaria o “Europa sotto attacco”?🖊 Di: ⠀ Blackpost siamo comunità !
01/08/2026

Crisi umanitaria o “Europa sotto attacco”?

🖊 Di: ⠀

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Il mondiale ci ha lasciato questo ricordo e una grande speranza. E a voi cosa ha lasciato?Blackpost siamo comunità!
25/07/2026

Il mondiale ci ha lasciato questo ricordo e una grande speranza.
E a voi cosa ha lasciato?

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Chi merita di essere pianto?Quando Mario   inseguì uomini in fuga, sparò e ne uccise due, settori della destra si affret...
22/07/2026

Chi merita di essere pianto?

Quando Mario inseguì uomini in fuga, sparò e ne uccise due, settori della destra si affrettarono a offrirgli comprensione e clemenza. La condanna divenne carburante elettorale e la sua figura fu avvolta nella retorica della “brava gente”.

Quando Abderrahim Fakir morì a Bologna, immobilizzato durante un intervento di polizia, la reazione fu opposta. Nel video chiede aiuto prima di perdere conoscenza e non nascono campagne di perdono e omaggi pubblici. Emergono sospetti sulla vittima, giustificazioni per l’uso della forza e il consueto silenzio di chi chiama ordine la sofferenza altrui.

Questa differenza, però, rivela come il capitalismo organizzi non soltanto la ricchezza, ma anche la compassione. Il proprietario armato viene individualizzato e è quello che “ha paura, una famiglia, un’angoscia e una biografia”. L’immigrato caduto sull’asfalto viene ridotto a una categoria, perché è “straniero, una minaccia, un problema”. Questo perché la violenza privata, quando invoca la difesa della proprietà, è romanticizzata, ma la violenza dello Stato, quando colpisce corpi razzializzati e precari, viene trattata come ordinaria amministrazione.

Non si tratta di cancellare le differenze giuridiche tra i casi. Si tratta di chiedersi perché l’umanità venga distribuita in modo tanto diseguale. Chi merita una seconda possibilità? Chi merita il lutto? Chi può essere ricordato come persona?

Finché classe, origine e proprietà determineranno queste risposte, la giustizia continuerà a essere cieca soltanto davanti ai potenti e crudelmente vigile verso i vulnerabili. Il problema non è la mancanza di compassione, ma è la sua distribuzione di classe. E una società che decide chi può essere pianto ha già confessato da che parte sta.

È intollerabile che Abderrahim Fakir sia morto durante un intervento di polizia. Il fatto che ciò sia avvenuto proprio m...
20/07/2026

È intollerabile che Abderrahim Fakir sia morto durante un intervento di polizia. Il fatto che ciò sia avvenuto proprio mentre l’Italia ricorda i 25 anni dal G8 di Genova rende questa morte ancora più grave e inquietante, perché ci costringe a interrogarci su quanto poco sia cambiato nel rapporto tra violenza di Stato, responsabilità e impunità.

25 anni dopo l’uccisione di Carlo Giuliani, i pestaggi alla scuola Diaz e le torture, siamo nuovamente costretti a guardare le immagini di un uomo inerme, immobilizzato a pancia in giù, che chiede aiuto, dice di non farcela più e infine smette di reagire. Come George Floyd.

Se Fakir era disorientato, intossicato, in sofferenza psichica o fisicamente debilitato (ipotesi che devono ancora essere verificate) ciò non riduceva il dovere di protezione degli agenti. Lo aumentava. Una persona in crisi può non comprendere gli ordini, comportarsi in modo disorganizzato, entrare nel panico, non percepire i propri limiti e avere difficoltà respiratorie. Tutto questo richiede meno brutalità, non di più. Richiede prudenza nella contenzione e assistenza medica immediata.

Quando qualcuno scrive “era un drogato”, non sta spiegando la morte. Sta dicendo che quell’uomo forse non meritava di tornare vivo a casa. Che la sua vita valeva meno perché non corrispondeva al modello della “vittima perfetta”. Anche chi ha commesso un reato deve essere fermato, assistito e portato davanti alla giustizia. La polizia non ha il diritto di trasformare un intervento in una pena e tanto meno in una condanna a morte eseguita prima di qualsiasi processo.

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Le donne della destra subiscono anche loro il patriarcato che contribuiscono a legittimare.La destra promette alle donne...
07/07/2026

Le donne della destra subiscono anche loro il patriarcato che contribuiscono a legittimare.

La destra promette alle donne un posto d’onore a condizione che accettino la gerarchia e si sottomettano alla famiglia tradizionale, alla “mascolinità forte” (qualunque cosa significhi davvero), all’autorità patriarcale, alla subordinazione al capo, alla difesa della nazione come casa comandata dagli uomini. Tuttavia, quando una donna di destra arriva al potere, questa promessa di “protezione” si rivela fragile e, davanti al leader maschile, lei resta esposta al declassamento misogino.
Questo tipo di attacco funziona la donna smette di essere trattata come dirigente politica e viene rappresentata come figura emotiva, bisognosa, seduttiva, ridicola o sconveniente. La sua autorità viene spostata dentro una scena intima e il suo potere viene diminuito dall’inquadramento patriarcale.
La destra falso-nazionalista e collaborazionista fa questo con ancora più cinismo. Parla di sovranità, popolo, tradizione e patria, ma si inginocchia davanti all’imperialismo e al capo straniero. Senza dignità, si sottomette più volte a un progetto in cui la vergogna politica diventa anche vergogna individuale. Quando una donna di questa destra prova a occupare spazio tra questi uomini, scopre che il loro “nazionalismo” non è sovranità di un popolo, ma culto della forza, del comando, del patriarca, del proprietario, del leader maschile che umilia ed esige riverenza.
Meloni, in questo tipo di scena, appare come simbolo di una contraddizione profonda, perché è una donna che governa dentro un campo politico che celebra la famiglia patriarcale, l’autorità maschile e la guerra culturale contro il femminismo, e allo stesso tempo ne subisce gli effetti.
Non è una novità. Nel 2016, quando Meloni era incinta e valutava la candidatura a sindaca di Roma, Berlusconi dichiarò che “una madre non può dedicarsi a un lavoro terribile” come amministrare la capitale italiana. Poco prima, anche Guido Bertolaso aveva detto che Meloni avrebbe dovuto “fare la mamma”…

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Il vostro voto vale tantissimo. È uno degli strumenti più importanti che avete. Non sprecatelo dietro slogan costruiti p...
06/07/2026

Il vostro voto vale tantissimo.

È uno degli strumenti più importanti che avete. Non sprecatelo dietro slogan costruiti per dividere le persone o creare paura.

Pretendete competenza, pretendete soluzioni, pretendete una politica che parli del futuro del Paese.

Perché l'Italia non si migliora giudicando le persone per il loro nome, la loro religione o le loro origini.

Si migliora non avendo paura del cambiamento, ma abbracciando il progresso iimminente.

🖊: .youssef.12

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Black Post Italia alla Camera dei Deputati per “Di fatto l’Italia”: cittadinanza, appartenenza e futuro del PaeseIeri no...
27/06/2026

Black Post Italia alla Camera dei Deputati per “Di fatto l’Italia”: cittadinanza, appartenenza e futuro del Paese

Ieri noi di Black Post Italia siamo stati alla Camera dei Deputati, nella Sala dedicata a Giacomo Matteotti, per partecipare alla conferenza inaugurale di “Di fatto l’Italia. L’Italia che c’è, la rete che la unisce”, iniziativa promossa da IDEM Network. L’incontro ha portato a Montecitorio amministratrici, professionisti, attiviste, giovani e rappresentanti della società civile per aprire un confronto necessario su un tema centrale per il presente e il futuro del Paese: “chi è, oggi, italiano?” E, soprattutto, chi viene riconosciuto come parte piena della comunità nazionale? In un’Italia già attraversata da pluralità culturali, linguistiche, sociali e biografiche, parlare di cittadinanza significa andare oltre la dimensione puramente giuridica.
Significa interrogarsi sul rapporto tra appartenenza e diritti, tra partecipazione e riconoscimento, tra democrazia e uguaglianza sostanziale.
Ad aprire i lavori sono stati l’On. Alberto Pandolfo, deputato del Partito Democratico, e SiMohamed Kaabour, amministratore comunale di Genova e costituente di IDEM Network. A seguire, sono intervenuti Karima Moual, giornalista e scrittrice; Giulia Perin, giurista dell’ASGI; Amir Atrous, imprenditore e costituente di IDEM Network; Enrico Matheis, content creator; e Raisa Labaran, amministratrice comunale di Brescia e costituente di IDEM Network e tanti altri partecipanti.
La conferenza ha messo al centro la realtà concreta di una nuova Italia che non è più un’ipotesi futura, ma una presenza viva. l’Italia delle seconde generazioni, delle cittadine e dei cittadini con background migratorio, delle persone che vivono, studiano, lavorano, pagano le tasse, partecipano alla vita pubblica e contribuiscono quotidianamente alla costruzione del Paese, pur continuando spesso a essere considerate “altre”.
Per Black Post Italia, essere presenti a questo appuntamento ha significato ribadire una posizione chiara...

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