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Dopo l'operazione degli Stati Uniti in Venezuela e la cattura di Maduro Mosca denuncia l’imperialismo statunitense ma ev...
09/01/2026

Dopo l'operazione degli Stati Uniti in Venezuela e la cattura di Maduro Mosca denuncia l’imperialismo statunitense ma evita qualsiasi minaccia concreta. La cattura del presidente venezuelano da parte degli Stati Uniti mette in luce una contraddizione evidente tra la retorica ufficiale e l’assenza di una reazione reale.

La vicenda espone un nervo scoperto del potere russo: un alleato storico viene estromesso senza che il Cremlino riesca a impedirlo, mentre emergono imbarazzo, giustificazioni e tentativi di ridimensionare l’operazione.

Nella rubrica “Postsovietika”, Ada Pagliarulo ne parla con Anna Zafesova, analista de La Stampa e Il Foglio, ricostruendo le reazioni russe e il peso politico e simbolico della cattura di Maduro.

Le posizioni ufficiali sono durissime nei toni ma povere di conseguenze. Zafesova spiega: “si è parlato di una manifestazione di imperialismo americano, il ministero degli Esteri ha chiesto la liberazione immediata ma la Russia non ha minacciato ritorsioni, pur trattandosi di uno dei suoi principali alleati”.

Accanto alla linea prudente del Cremlino emergono voci radicali: il filosofo nazionalista Aleksandr Dugin invoca di “fare come Trump e fare meglio di Trump”, arrivando a proporre il rapimento di Zelensky. Altri commentatori ed ex agenti dei servizi, invece, minimizzano l’operazione americana, sostenendo che fosse semplice e che “gli americani avevano la strada spianata”, un confronto implicito con il fallimento russo in Ucraina.

Proprio questo paragone rende lo smacco più evidente. “È la stessa operazione che i russi volevano fare con Zelensky il 24 febbraio 2022 e sono 4 anni che continuano a provarci con milioni di morti”, osserva Anna Zafesova.

Puoi riascoltare la puntata integrale on demand sul sito di Radio Radicale:
👉 https://www.radioradicale.it/scheda/778556/

I bambini e le bambine si pongono domande sul corpo, sulle emozioni e sulle relazioni fin dalle prime fasi della crescit...
09/01/2026

I bambini e le bambine si pongono domande sul corpo, sulle emozioni e sulle relazioni fin dalle prime fasi della crescita. Quando mancano percorsi educativi strutturati il rischio è che le risposte arrivino da fonti non affidabili, con effetti negativi sul benessere, sull’autostima e sulla salute.

Il dibattito politico sull’educazione sessuo-affettiva si è acceso negli ultimi mesi, spesso su basi ideologiche. Sullo sfondo resta però un dato concreto: una larga parte della popolazione, soprattutto i più giovani, chiede strumenti educativi fondati su evidenze scientifiche e adeguati all’età.

Nell’intervista di Lanfranco Palazzolo, Marta Giuliani, psicologa e segretaria nazionale di AltraPsicologia, presenta la petizione lanciata dall’associazione su change.org per introdurre programmi scientifici e strutturati di educazione sessuo-affettiva in tutte le scuole.

Giuliani spiega che la richiesta è rivolta al Governo e ai Ministeri della Salute e dell’Istruzione, affinché si parta dalla realtà dei contesti scolastici e dal lavoro quotidiano dei professionisti della salute. L’obiettivo è promuovere salute sessuale e riproduttiva in chiave preventiva, sostenendo relazioni eque e contrastando discriminazioni e stereotipi.

Un punto centrale riguarda l’età. “Noi ci riferiamo a ogni grado scolastico, fin dalla scuola dell’infanzia”, chiarisce Giuliani, sottolineando che linguaggio e contenuti devono essere calibrati sullo sviluppo dei bambini e dei ragazzi. Empatia, rispetto, cooperazione e gestione delle emozioni sono competenze che si costruiscono fin da piccoli.

Al centro resta il rapporto tra scuola, famiglia e professionisti. Giuliani evidenzia la necessità di superare contrapposizioni artificiali tra adulti di riferimento, perché il vuoto educativo penalizza soprattutto i ragazzi, privandoli di spazi sicuri in cui porre domande e ricevere risposte competenti.

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👉 https://www.radioradicale.it/scheda/778430/

09/01/2026

"La Groenlandia non è altro che uno strumento di distrazione di massa che Trump sta usando per distogliere l'attenzione dei media occidentali. L'aggressione fatta al Venezuela, con le conseguenze che possono esserci rispetto a un modo di agire che giustificherebbe anche comportamenti analoghi da parte di Cina e Russia, meriterebbe molto più di essere approfondito che non le minacce di conquista della Groenlandia".

Così Luigi Spagnolli, senatore, Per le Autonomie, intervistato da Lanfranco Palazzolo. Puoi riascoltare l'intervista integrale on demand sul sito di Radio Radicale: 👉 https://www.radioradicale.it/scheda/778522/

Il marketing è diventato uno dei principali campi di applicazione dell’intelligenza artificiale. Automazione dei contenu...
09/01/2026

Il marketing è diventato uno dei principali campi di applicazione dell’intelligenza artificiale. Automazione dei contenuti, velocità di esecuzione e strumenti sempre più accessibili stanno cambiando il lavoro quotidiano ma anche il modo in cui si costruiscono competenze e decisioni.

Il punto critico non è solo l’efficienza promessa dall’IA ma l’equilibrio tra automazione e capacità umana. L’adozione rapida di strumenti generativi rischia di produrre un’illusione di competenza in cui la facilità d’uso viene scambiata per conoscenza reale.

Nella rubrica “Puntini sull’AI”, a cura di Marco Cerrone, il confronto affronta il rapporto tra intelligenza artificiale e marketing, interrogandosi su cosa cambia davvero nel lavoro di chi comunica, progetta strategie e costruisce relazioni tra brand e persone.

Ospite della puntata è Vincenzo Cosenza, consulente di Marketing & Innovazione ed esperto di AI generativa, che analizza criticamente l’uso attuale di questi strumenti nelle aziende e nelle agenzie.

Puoi riascoltare la puntata integrale on demand sul sito di Radio Radicale:
👉 https://www.radioradicale.it/scheda/777186/

In Iran le proteste non sono solo un’ondata di rabbia. Sono il risultato di anni di repressione, crisi economica e contr...
08/01/2026

In Iran le proteste non sono solo un’ondata di rabbia. Sono il risultato di anni di repressione, crisi economica e controllo totale sulla vita delle persone, aggravati da una nuova stretta del regime dopo il conflitto con Israele. Scioperi e manifestazioni attraversano decine di città grandi e piccole, coinvolgendo fasce di popolazione finora rimaste ai margini delle proteste. La repressione, intanto, si intensifica.

Nella rubrica “Lo stato del diritto”, a cura di Irene Testa, Nazanin Eagder, attivista iraniana, racconta dall’interno cosa sta accadendo nel Paese e quali rischi stanno affrontando i manifestanti: “Questa volta ciò che miriamo a realizzare in Iran è una vera rivoluzione. [...]Un numero significativo di cittadini è stato arrestato, condannato al carcere o addirittura a morte in tribunali privi di un giusto processo”, racconta l’attivista, spiegando che i dati noti sono probabilmente inferiori alla realtà.

Accanto alla speranza cresce anche il terrore. “Sono piena di speranza per il futuro ma allo stesso tempo ho il terrore del regime degli ayatollah e di ciò che sono capaci di fare”.

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👉 https://www.radioradicale.it/scheda/778618/

La guerra in Sudan sta producendo una delle crisi umanitarie più gravi al mondo ma lontano dai riflettori. A pagare il p...
08/01/2026

La guerra in Sudan sta producendo una delle crisi umanitarie più gravi al mondo ma lontano dai riflettori. A pagare il prezzo più alto sono i bambini, colpiti da livelli di malnutrizione mai registrati prima in un contesto di conflitto.

Nel Darfur e in altre regioni del Paese la carestia è già una realtà. Intere comunità sono in fuga, i servizi essenziali sono crollati e milioni di persone dipendono esclusivamente dagli aiuti umanitari per sopravvivere.

Andrea Billau ne parla con Andrea Iacomini, portavoce nazionale di UNICEF Italia , in un’intervista che ricostruisce i dati raccolti sul campo e le conseguenze dirette della guerra sulla popolazione infantile.

Iacomini descrive una situazione senza precedenti: “Nel Darfur settentrionale metà dei bambini visitati è gravemente malnutrita e uno su sei soffre di una forma acuta grave, una condizione di fatto letale che può uccidere in poche settimane se non viene curata”.

La malnutrizione non è solo mancanza di cibo. “È l’assenza dell’apporto nutritivo necessario per resistere alle malattie. Un bambino malnutrito non riesce a muoversi, a giocare, a piangere. Il suo corpo, letteralmente, mangia se stesso”. I tassi rilevati superano di tre volte le soglie di emergenza fissate a livello globale.

Alla crisi alimentare si sommano le difficoltà di accesso umanitario e i tagli ai finanziamenti internazionali. “La riduzione degli aiuti sta facendo regredire anni di progressi su vaccinazioni, acqua potabile e lotta alla mortalità infantile. Tornano spettri che credevamo superati”.

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👉 https://www.radioradicale.it/scheda/778216/

I dati su occupazione, sviluppo e potere d’acquisto mostrano un quadro meno rassicurante della narrazione ufficiale: la ...
08/01/2026

I dati su occupazione, sviluppo e potere d’acquisto mostrano un quadro meno rassicurante della narrazione ufficiale: la crescita resta fragile, sostenuta da risorse straordinarie destinate a esaurirsi, mentre le disuguaglianze tra settori produttivi continuano ad ampliarsi.

Nella rubrica “Dieci minuti con Cesare Damiano”, Sonia Martini dialoga con Cesare Damiano, presidente dell’Associazione Lavoro & Welfare, su bilancio pubblico, lavoro e pensioni all’inizio del nuovo anno.

Damiano mette al centro il nodo dello sviluppo: “La legge di bilancio ha perseguito l’obiettivo di mettere ordine nei conti ma a scapito di un altro grande obiettivo, quello dello sviluppo del Paese. Qui non c’è traccia di incentivo allo sviluppo e senza quelle risorse oggi saremmo in recessione”.

Sul lavoro il quadro appare squilibrato: “L’occupazione è cresciuta ma diminuisce nella manifattura, dove i salari sono migliori, e aumenta nei servizi a bassa qualità, più precari e peggio pagati. Il tasso di occupazione resta 8 punti sotto la media europea”.

Puoi riascoltare la puntata integrale on demand sul sito di Radio Radicale:
👉 https://www.radioradicale.it/scheda/778259/

“Mettetevi comodi. Vita, peripezie e tutto il resto” (FuoriScena Editore) è il libro scritto da Andrea Scarpa insieme a ...
08/01/2026

“Mettetevi comodi. Vita, peripezie e tutto il resto” (FuoriScena Editore) è il libro scritto da Andrea Scarpa insieme a RENZO ARBORE - Pagina Ufficiale . Non è una biografia tradizionale ma una lunga conversazione che attraversa la vita, il lavoro e le passioni di uno dei protagonisti della cultura italiana.

Il libro racconta chi è Renzo Arbore, come ha costruito il suo percorso tra radio, televisione e musica, e perché ha sempre scelto di cambiare strada invece di ripetersi.

Nella rubrica "Due microfoni", curata da Emilio Targia, Andrea Scarpa ripercorre la nascita del libro e il metodo scelto per raccontare Arbore.

Scarpa spiega che il lavoro nasce da decine di ore di conversazioni registrate nel tempo, seguendo due assi principali: le passioni e i luoghi. Foggia, Napoli, Roma e il mondo diventano tappe di un racconto che passa continuamente da un ricordo personale a un episodio pubblico, senza soluzione di continuità.

Dal dialogo emerge un tratto costante: il coraggio. Arbore ha spesso pagato le sue scelte, è stato escluso, ostacolato, rimesso in discussione, ma ha continuato a sperimentare linguaggi nuovi. «Ha sempre pensato un’idea, l’ha realizzata, e poi è passato oltre, senza vivere di rendita».

Il libro restituisce anche la dimensione umana: le amicizie, la gratitudine verso chi ha creduto in lui, il rifiuto delle mediazioni imposte. Un percorso fatto di libertà creativa, ironia e rigore, che ha inciso profondamente nella storia dei media italiani.

Puoi riascoltare la puntata integrale di "Due microfoni" on demand sul sito di Radio Radicale:
👉 https://www.radioradicale.it/scheda/777332/

La Corte costituzionale ha dichiarato illegittima una norma del decreto Carceri del 2024 che aveva modificato la discipl...
08/01/2026

La Corte costituzionale ha dichiarato illegittima una norma del decreto Carceri del 2024 che aveva modificato la disciplina della liberazione anticipata. Secondo la Consulta, il nuovo meccanismo violava i principi di ragionevolezza e la finalità rieducativa della pena.

La sentenza ha censurato in particolare l’eliminazione del controllo periodico sul percorso trattamentale individuale, che fino al 2024 era garantito da una valutazione semestre per semestre. La norma lasciava il condannato nell’incertezza, senza un riscontro regolare sul proprio cammino rieducativo.

Nell’intervista, Lorena D’Urso affronta il tema con l’avvocata Veronica Manca, penalista del Foro di Trento ed esperta di diritto penitenziario, per chiarire la portata della decisione e le sue conseguenze sull’ordinamento penitenziario.

Secondo la Corte, “il nuovo meccanismo ha fatto venir meno il riscontro periodico sulla qualità del concreto percorso trattamentale individuale che era stato fino al 2024 assicurato dalla possibilità di una valutazione frazionata dei presupposti della liberazione anticipata, semestre per semestre, sollecitata da istanza del detenuto”.

Veronica Manca sottolinea che la liberazione anticipata è “un istituto chiave dell’attuazione della finalità rieducativa della pena” e che la riforma del 2024, pur ispirata a obiettivi di semplificazione, “non giustifica il venir meno del diritto del detenuto di accedere periodicamente al magistrato di sorveglianza per una valutazione del proprio percorso”.

La sentenza riafferma così il diritto del condannato a sollecitare una decisione del giudice al termine di ogni semestre di pena scontata, ribadendo che la progressività e la certezza del percorso sono elementi essenziali sia per la rieducazione sia per l’equilibrio del sistema penitenziario.

Puoi riascoltare l'intervista integrale di Lorena D'Urso a Veronica Manca on demand sul sito di Radio Radicale:
👉 https://www.radioradicale.it/scheda/778561/

07/01/2026

"Bisogna fare di più per isolare il regime di Putin e anche questo è una forma di sostegno importante per l'Ucraina" Così Antonio Stango, presidente della Federazione Italiana Diritti Umani (FIDU) intervistato da Lanfranco Palazzolo.

"Credo" prosegue Stango "che si debba cercare di garantire la sicurezza dell'Ucraina partendo dal presupposto che il regime di Putin non ha mai rispettato alcun accordo internazionale sottoscritto. Conosciamo la posizione dell'Italia, che è molto cauta e a mio parere in certe fasi un po' troppo cauta. Credo che sarà necessario che alcuni Stati, ben vengano il Regno Unito e la Francia, dispongano anche di una presenza militare sul posto".

Parlando della riunione degli Stati 'volenterosi' Stango aggiunge: "Mi sembra che non ci sia un perfetto accordo, è già qualcosa che ci sia un gruppo di Stati cosiddetti “volenterosi”. Pensiamo che la grande difficoltà, come è evidente, sia la posizione degli Stati Uniti: purtroppo molte cose a mio parere sono peggiorate a partire dal 15 agosto scorso, dall'incontro in Alaska tra il Presidente Trump e il dittatore Putin".

Puoi riascoltare l'intervista integrale sul sito di Radio Radicale:
👉 https://www.radioradicale.it/scheda/778523/

Il 2026 si è aperto con un’operazione militare statunitense in Venezuela che ha avuto un impatto immediato sugli equilib...
07/01/2026

Il 2026 si è aperto con un’operazione militare statunitense in Venezuela che ha avuto un impatto immediato sugli equilibri regionali e internazionali. Il raid degli Stati Uniti ha portato all’arresto di Nicolás Maduro e all’uccisione della sua scorta, segnando un salto di qualità nello scontro tra Washington e Caracas e aprendo una fase di forte incertezza sul futuro politico e istituzionale del Paese.

La giustificazione ufficiale richiama il contrasto al narcotraffico ma il contesto è più complesso. In gioco ci sono risorse, rapporti di potere e scelte che incidono sugli assetti energetici e geopolitici dell’intero continente americano.

Nella rubrica “Il mondo a pezzi”, Roberta Jannuzzi ne parla con Paolo Guerrieri, economista e docente a Sciences Po a Parigi, analizzando le ragioni economiche del blitz statunitense e il ruolo del petrolio venezuelano.

Guerrieri chiarisce che il riferimento alla droga ha avuto soprattutto una funzione politica e procedurale. “La droga c’entra poco o nulla con l’operazione di Trump in Venezuela. È stata una scusa usata per bypassare l’autorizzazione del Congresso degli Stati Uniti d'America”. Il punto centrale resta il controllo delle risorse energetiche.

Il Venezuela possiede le maggiori riserve petrolifere provate al mondo ma da anni il settore è segnato da sottoinvestimenti e degrado infrastrutturale. “Il petrolio non è l’unica motivazione ma è fra le più importanti”, spiega Guerrieri, perché chi guiderà la ricostruzione dell’industria petrolifera avrà un peso decisivo sugli equilibri futuri.

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Il Regno Unito tornerà a partecipare al progetto Erasmus+ dal 2027. È il primo segnale concreto di riavvicinamento dopo ...
07/01/2026

Il Regno Unito tornerà a partecipare al progetto Erasmus+ dal 2027. È il primo segnale concreto di riavvicinamento dopo la Brexit e riguarda direttamente studenti, scuole, apprendisti e giovani europei e britannici.

L’accordo apre di nuovo canali di mobilità che erano stati interrotti, superando anni di blocco sugli scambi formativi e culturali. Non si tratta solo di università, ma di un perimetro più ampio che coinvolge istruzione, formazione professionale e volontariato.

Se ne parla in un’intervista a cura di Sonia Martina con Sandro Gozi, parlamentare europeo di Renew Europe, presidente della Delegazione UE presso l’Assemblea parlamentare di partenariato UE–Regno Unito e segretario generale del Partito Democratico Europeo.

Gozi definisce l’intesa «la prima riparazione ai danni della Brexit», spiegando che l’uscita dall’Unione aveva reso impossibili gli scambi tra giovani britannici ed europei, accomunando mobilità formativa e immigrazione irregolare. «Era impossibile farlo subito dopo la Brexit, soprattutto con il governo conservatore», chiarisce.

Con il nuovo corso politico a Londra l’accordo diventa possibile. «Finalmente i britannici potranno tornare a studiare nelle nostre università e i nostri giovani potranno tornare nel Regno Unito», afferma Gozi, sottolineando che Erasmus+ oggi comprende scuole superiori, apprendistato e Servizio volontario europeo.

L’intesa viene letta come un investimento sulle nuove generazioni, considerate le principali vittime della Brexit. «Il Regno Unito è fuori dall’Unione europea ma rimane in Europa», osserva Gozi, indicando negli scambi tra giovani la base per ricostruire cooperazione e partenariato nel lungo periodo.

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