09/03/2026
C’è un momento in cui la musica smette di essere linguaggio e torna a essere gesto.
Nascono così i MASMAS – collettivo formato da Simone Alessandrini, Mauro Remiddi e Simone Pappalardo – e da quella stessa intuizione prende forma il loro primo album, Make a Mess pubblicato il 6 marzo.
Un lavoro che mette in dialogo elettronica analogica e digitale, canzone, improvvisazione e sound art per raccontare la necessità di “fare casino” come atto creativo e vitale.
Nel suono dei MASMAS la composizione è un processo aperto, in cui tutto può cambiare direzione da un istante all’altro. Gli strumenti convivono con oggetti, macchine autocostruite e registrazioni di campo, la voce si intreccia a glitch e a respiri, il sax diventa frequenza o rumore. È una musica che nasce nel corpo prima che nella testa, che non teme l’imperfezione ma la accoglie come parte del suo linguaggio.
Make a Mess è un disco che restituisce alla materia sonora la libertà di essere instabile, mobile, viva.
Nello studio romano di Pappalardo, nel quartiere Alessandrino, la musica prende forma come in un laboratorio: tra strumenti autocostruiti, registrazioni in presa diretta e manipolazioni analogiche e digitali. È un luogo attraversato da voci, suoni, vita reale – le strade, i bambini, il rumore della pioggia che entra dai microfoni aperti. Tutto diventa parte del racconto.
In questo spazio, il quartiere non è sfondo ma materia sonora: una periferia che respira nel disco e ne determina il ritmo.
Make a Mess è anche il ritratto di questo dialogo con l’ambiente, di una musica che non si chiude nello studio ma lascia entrare il mondo, la sua imprevedibilità, il suo disordine.