23/11/2025
Care lettrici e cari lettori,
venerdì 𝟮𝟴 𝗻𝗼𝘃𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲, alle 𝟭𝟳.𝟯𝟬, per il nuovo appuntamento della rassegna “La Biblioteca incontra / Anteprima”, 𝗘𝗹𝗲𝗻𝗮 𝗥𝘂𝗶 ci parlerà del suo libro 𝘝𝘦𝘥𝘰𝘷𝘦 𝘥𝘪 𝘊𝘢𝘮𝘶𝘴 in dialogo con 𝗣𝗶𝗲𝗿 𝗣𝗮𝗼𝗹𝗼 𝗗𝗶 𝗠𝗶𝗻𝗼.
Due giorni fa a Verona, con una felice coincidenza, la giuria della trentesima edizione del Premio letterario "Scrivere per amore", presieduta da Milo Manara, ha assegnato il primo premio proprio a 𝘝𝘦𝘥𝘰𝘷𝘦 𝘥𝘪 𝘊𝘢𝘮𝘶𝘴.
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
L’AUTRICE
𝗘𝗹𝗲𝗻𝗮 𝗥𝘂𝗶, nata a Padova nel 1980, vive in Francia dal 2005. Ha insegnato italiano ad Albi, Tolosa e Parigi. Ha già pubblicato 𝘓𝘢 𝘧𝘢𝘮𝘪𝘨𝘭𝘪𝘢 𝘥𝘦𝘨𝘭𝘪 𝘢𝘭𝘵𝘳𝘪 (Garzanti, 2021) e la raccolta di racconti 𝘈𝘧𝘧𝘦𝘵𝘵𝘪 𝘯𝘰𝘯 𝘥𝘦𝘴𝘪𝘥𝘦𝘳𝘢𝘵𝘪 (Arkadia, 2024).
𝘝𝘦𝘥𝘰𝘷𝘦 𝘥𝘪 𝘊𝘢𝘮𝘶𝘴 è il suo ultimo romanzo.
IL COORDINATORE DELL’INCONTRO
𝗣𝗶𝗲𝗿 𝗣𝗮𝗼𝗹𝗼 𝗗𝗶 𝗠𝗶𝗻𝗼 è nato a Roma nel 1973. Da molti anni scrive 𝘓𝘰 𝘴𝘱𝘭𝘦𝘯𝘥𝘰𝘳𝘦 – del quale 𝘓’𝘪𝘯𝘧𝘢𝘯𝘻𝘪𝘢 𝘥𝘪 𝘏𝘢𝘯𝘴 costituisce il primo volume – e lavora al progetto artistico e letterario «Il libro azzurro», la cui cura iconografica è affidata a Veronica Leffe.
IL LIBRO
𝗘𝗹𝗲𝗻𝗮 𝗥𝘂𝗶, 𝙑𝙚𝙙𝙤𝙫𝙚 𝙙𝙞 𝘾𝙖𝙢𝙪𝙨, 𝗟’𝗢𝗿𝗺𝗮
Il 4 gennaio 1960, la Facel Vega guidata dal celebre editore Michel Gallimard sfreccia lungo una strada della Borgogna e va a schiantarsi contro un platano. Sul sedile del passeggero, Albert Camus, che solo tre anni prima era stato insignito del Premio Nobel per la Letteratura, muore sul colpo.
Mentre il mondo intero rimane attonito, orfano di uno dei più grandi intellettuali del Novecento, quattro donne si ritrovano all’improvviso “vedove” dell’uomo che amavano: la moglie Francine Faure, la brillante attrice Catherine Sellers, la giovane pittrice Mette Ivers, di origini danesi, e Maria Casarès, immensa interprete del teatro francese, che Camus stesso – fedele ai paradossi del sentimento – definiva «l’Unica».
Con estro e rigore, Elena Rui indaga le vite e le voci di queste quattro figure femminili di fronte all’ineluttabilità della disgrazia. Si imbastisce così «un discorso sull’amore» che rifiuta viete certezze morali per restituire la trama sottile, contraddittoria e irriducibile degli affetti, offrendo a chi legge la libertà – e l’onere – di interrogarsi sui confini e sugli abissi dei rapporti umani.
L’incontro sarà anche trasmesso in diretta sul nostro canale YouTube:
https://www.youtube.com/