04/12/2025
RESISTERE SERVE SEMPRE
La decisione dell’Aie di non revocare lo stand dell’editore Passaggio al bosco è grave. È una scelta che nega qualsiasi minimo argine democratico alla partecipazione e che tra l’altro danneggia direttamente le centinaia di piccoli editori indipendenti che, come noi, hanno investito alcune migliaia di euro per partecipare a questa Fiera.
Purtroppo però questa scellerata decisione dell’Aie non ci stupisce, perché viviamo in un momento storico in cui una giovane ex missina è Presidente del consiglio, il presidente del Senato fa bella mostra nel suo salotto dei busti di Mussolini e il Ministro della cultura ha tra i suoi principali riferimenti culturali il pensatore ultrareazionario Julius Evola.
Mai come in questo momento storico l’antifascismo deve essere un esercizio quotidiano. Noi ci mobilitiamo ogni giorno, con i nostri libri e i nostri corpi, contro la normalizzazione della cultura fascista. Da oggi fino all’8 dicembre ci tocca farlo dentro la Fiera Più Libri Più Liberi.
Lotteremo in fiera con i libri di Angela Davis, di Porpora Marcasciano, di Wu Ming, con i testi contro il genocidio in Palestina e con la rivista Jacobin. E porteremo dentro la nuvola la lotta di classe, raccontata attraverso la letteratura working class: lunedì alle 13.30 presenteremo infatti il libro di Luigi Chiarella che guarda caso si intitola “Risto Reich. Il lavoro del cameriere”... perché tra l’ideologia nazista e la violenza dello sfruttamento di classe c’è sempre qualcosa in comune.
Insieme ad altri editori abbiamo stampato queste locandine e abbiamo iniziato a distribuirle: invitiamo tutte le case editrici a ve**re a ritirarle al nostro stand (F01) per prendere posizione, dissociarsi dalla grave decisione dell’Aie e isolare attivamente i fascisti presenti in fiera. Allo stesso modo invitiamo tutte e tutti coloro che parteciperanno alla Fiera a trovare un modo per mostrare attivamente la propria posizione antifascista.
Questa fiera rischia di diventare un precedente di normalizzazione della propaganda fascista a ogni evento culturale di questo paese. Per provare a impedirlo occorre mobilitarsi, ognuno nel modo che può.