Edizioni Alegre

Edizioni Alegre Alegre, sgonfiare le favole dei potenti, raccontare altre storie. A quel tempo Porto Alegre rappresentava la speranza di un mondo migliore.

Edizioni Alegre nasce nel 2003 per iniziativa di Salvatore Cannavò, Giulio Calella e Checchino Antonini. Quella intuizione resta per noi un orientamento prezioso per una possibilità di trasformazione nel tempo in cui la sinistra storica si spinge fino alla propria scomparsa. Esistono, ed esisteranno, ancora nuovi movimenti che si oppongono al pensiero unico della finanza e alle narrazioni di regim

e, rivendicando "le ragioni del 99% della popolazione" contro quelle dell'1%. Sgonfiare le favole dei potenti e raccontare altre storie: è questo l'intento del nostro progetto editoriale attraverso la pubblicazione di idee in controtendenza, inchieste scomode e letteratura sociale. La nostra produzione si concentra su collane di inchiesta giornalistica, analisi storica e riflessione teorica, a cui si affiancano la collana “Scritture resistenti” fondate da Stefano Tassinari e la collana "Quinto tipo" diretta da Wu Ming 1: "oggetti narrativi non identificati" che sperimentano l'ibridazione tra i generi per raccontare storie "con ogni mezzo necessario". Ci ha sempre spinto il punto di vista dei "vinti" benjaminiani, cogliendo nelle sconfitte del Novecento una possibilità per il futuro. Sappiamo che questo non basta più e che occorre costruire senso e cultura per una trasformazione da riprogettare. L'orizzonte che si apre davanti a noi richiede pazienza, fili tenaci di una narrazione disintossicata dalle scorie del pensiero unico, letteratura e pensiero critico che tendano al cambiamento, alla rivoluzione.

03/08/2026

Ci prendiamo una pausa.
La libreria riaprirà lunedì 24 agosto.
Gli ordini sul sito di Edizioni Alegre, così come quelli sul sito di Jacobin Italia, verranno lavorati a partire dallo stesso giorno.

È necessario raccontare altre storie, per resistere, convergere e insorgere.
Per farlo ricordatevi di portare in vacanza un libro Alegre.

Buone letture!

«Nel 2001 c’erano i cellulari, ma non esistevano social e smartphone, solo gli informatici sapevano aggiornare i siti, i...
20/07/2026

«Nel 2001 c’erano i cellulari, ma non esistevano social e smartphone, solo gli informatici sapevano aggiornare i siti, in una comunicazione tutta verticale. Ma internet si muoveva veloce, macchine fotografiche digitali e telecamere iniziavano ad avere prezzi accessibili. E nelle piazze comparvero i mediattivisti: la sfida si giocava anche nel campo dell’informazione. In questo contesto Indymedia fu rivoluzione».

Su Domani Emanuela Del Frate racconta l'esperienza di Indymedia durante il G8 di Genova del 2001.
25 anni fa i media mainstream erano tutti intenti a giustificare l’assassinio di Carlo Giuliani e criminalizzare il movimento. Se oggi si può leggere una narrazione diversa è solo grazie al più grande progetto di comunicazione autogestita della storia dei movimenti sociali.

👉 Per approfondire trovi e in libreria e sul nostro sito (link in nei commenti) "Millennium Bug - Una storia corale di Indymedia Italia"

«Il libro di Bayer scorre pagina dopo pagina raccontando una storia di calcio postcoloniale. Lo sport dei gentleman ingl...
16/07/2026

«Il libro di Bayer scorre pagina dopo pagina raccontando una storia di calcio postcoloniale. Lo sport dei gentleman inglesi – proprietari di ferrovie e estancias – si creolizza, diventa un fenomeno quasi nazional-popolare – come direbbe Gramsci – ma poi viene preso in ostaggio dal professionismo prima, dal potere militare poi, infine dalle logiche immateriali dello spettacolo.
Eppure sopravvive sempre, nelle pieghe del fútbol, oltre i margini imposti dalle logiche dell’estrazione di profitto, la magia di uno sport ribelle.
Perché la palla è tonda, ma per mandarla in rete oltre la linea bianca della storia a volte serve la mano de dios».

Lo storico anarchico argentino Osvaldo Bayer, scomparso nel 2018, ha scritto questa storia del calcio argentino, dalle origini fino ai famosi gol di Maradona all'Inghilterra di quarant'anni fa.
Ieri tutto sembrava portare al successo degli inglesi, diventati nel frattempo sempre più padroni del calcio mondiale con la loro ricchissima Premier League. Poi, a dieci minuti dalla fine, è tornata in campo la magia della "mano de dios".

👉 Trovi "Fútbol" il libreria e sul nostro sito
👇 Scopri di più al link che trovi nei commenti

03/07/2026

L’identità nazionale è roba da "siori"?

Gabriele Polo, ospite di Fahrenheit su Rai Radio 3, dialoga in modo intenso con Tommaso Giartosio sul suo romanzo "Senza patria. Un sogno operaio tra le due guerre mondiali", scelto come libro del giorno.

"Senza patria" ci porta nel cuore del cantiere navale di Monfalcone, dove storie di diverse nazioni si fondono in un'unica vera patria: la fabbrica. Attraverso il contrasto generazionale e politico dei due fratelli Francesco e Luigi, il libro esplora il prezzo del progresso e il sogno di un federalismo socialista e multiculturale. Un viaggio nelle contraddizioni del Novecento che ci ricorda quanto i nazionalismi abbiano sempre portato solo guai.

«Cercare persone per soddisfare dei bisogni affettivi è fisiologico, e la progressiva mancanza di contesti collettivi po...
29/06/2026

«Cercare persone per soddisfare dei bisogni affettivi è fisiologico, e la progressiva mancanza di contesti collettivi porta ad affidare sempre di più la relazione alle macchine. Fino a derive paradossali seppure tragicamente attuali, come farsi spezzare il cuore da una maledetta Ai».

👉 Su il manifesto una recensione di Shendi Veli de “Il mercato dell’amore” di Rosa Fioravante.

«Gabriele Polo ha scritto un romanzo corale che vuol raccontare insieme storie individuali e collettive, singole e nazio...
27/06/2026

«Gabriele Polo ha scritto un romanzo corale che vuol raccontare insieme storie individuali e collettive, singole e nazionali, confinate e sconfinate nel tentativo di spiegare prima di tutto, forse, a sé stesso, le sconfitte e le vittorie, le perdite e le conquiste del secolo scorso. Ma con un occhio al presente perché quel cantiere di Monfalcone altro non è che la fabbrica di ieri che non c’è più e quella di oggi che c’è ancora e che prende il nome di umanità. Senza patria, almeno in apparenza».

👉 Sulle pagine culturali del Corriere della sera Giancristiano Desiderio recensisce “Senza patria” di Gabriele Polo

«È dunque un libro che parla di sumud, resilienza e attaccamento alla vita, attraverso una lente concettuale che non è p...
27/06/2026

«È dunque un libro che parla di sumud, resilienza e attaccamento alla vita, attraverso una lente concettuale che non è però quella più consueta degli studi decoloniali e indigeni, ma la teoria marxista femminista della riproduzione sociale. Essa viene qui testata oltre i suoi confini più usuali, cioè quelli dello studio della relazione ambivalente, al contempo di svalutazione e dipendenza, tra lavoro riproduttivo quotidiano e generazionale della classe lavoratrice e capitale. La capacità di esporre e leggere questa dialettica di cooptazione, repressione e invisibilizzazione fa della teoria della riproduzione sociale, in maniera inedita e originale, una lente efficacissima per comprendere anche il colonialismo».

👉 Su il manifesto la bellissima recensione di Francesca Biancani di “Morire e vivere in Palestina”
👇 Nei commenti il link al libro e all'articolo

"Il racconto di Polo mostra il ruolo delle dinamiche di classe in una storia che spesso si vuole ridurre alla sola quest...
21/06/2026

"Il racconto di Polo mostra il ruolo delle dinamiche di classe in una storia che spesso si vuole ridurre alla sola questione nazionale".

Gabriele Polo torna a casa, nella sua Monfalcone, dichiarando l'obiettivo del suo romanzo "Senza patria": "Restituire al territorio ciò che mi ha dato in termini di formazione personale, e al contempo mostrare come nodi di oggi, dal nazionalismo al razzismo, un tempo siano stati affrontati in modo diverso". Dopo due partecipatissime presentazioni del libro a Monfalcone, esce oggi questa bella intervista sul suo romanzo su "Il Piccolo" di Trieste.

14/06/2026

Dalla Flotilla per Gaza alla Flotilla nell’economia.
In sostegno alla campagna di azionariato popolare per l’ex Gkn
Con Dario Salvetti (Collettivo di fabbrica ex Gkn), Alessandro Mantovani (giornalista il Fatto quotidiano imbarcato nella Flotilla), Giulia Bucalossi (Equipaggi di Terra) e Giulio Calella (Alegre)

Indirizzo

Circonvallazione Casilina 72/74
Rome
00176

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