06/01/2026
💫Ballata della Befana 2026💫
di Paola Ortensi
💫La Befana, prima festa d’ogni anno, anche in questo 2026, dall’inizio assai tragico e oscuro, non s’arrende! Sempre pronta, comunque, a prendere il volo. Giochi da consegnare, e appendere o depositare fra cucine e vecchi camini, parole di bene, di pace, di gioia, per grandi e piccini e ancora pensieri di speranza attiva, suggerimenti d’azioni buone da progettare. Tutto nascosto e proposto nelle calze e calzettoni appesi, da cercare e svuotare. Difficile questo 2026 già segnato, dal suo stesso inizio, da dolore, tragedie, violenze e nuove guerre d’occupazione.Per la Befana, primo problema, non semplice da spicciare è come in volo, con sicurezza, andare. Cieli di droni pieni, pallottole volanti, terre - troppe - appestate, devastate tra cumuli di macerie; con bambini che muoiono senza saper perché! Mentre troppi, parlano di pace mentre nutrono la guerra.
Problematiche enormi, quelle che la Befana avverte, mentre pensa a confermar del mondo la sua visione, con cui accostarsi, regalarsi ai bambini per età o per pensiero. Ottimismo con volontà, consolidato in un tempo senza tempo. La Befana nei secoli, da secoli, dei bambini ha assunto lo sguardo al futuro che gira e rigira. Eccola- allora- la sua scopa, pronta con modificazioni, come qualche sensore fra i rametti di saggina, per evitare i droni, il fumo e la puzza di guerra.
La Vecchina come è noto s’invola dalla straziata Palestina; lei riconosciuta amica dei re magi, contemporaneamente in viaggio sui loro cammelli, mentre lei s’innalza guidata nel lungo cammino dei lunghi bianchi capelli, stretti nel mitico fazzolettone, che ci tiene LEI a precisare nulla ha da spartire al, assai concettualmente diverso, cappello dell’amica strega, con cui di confondersi, ci tiene a dirlo, non ha intenzione.
La gerla, è pronta per esser caricata; piena di libri, per bimbi, grandi e grandini: favole, storie, leggende, capolavori, racconti di storia, scienza e filosofia. Storia da divulgare anche degli anni passati per noi in Italia, ad esempio: 80 anni della nostra Costituzione, il voto alle donne ovvero il pieno della democrazia, la crescita dell’istruzione, della salute il rispetto, dell’economia. E poi subito: giochi eterni che sanno di fantasia, di sogni speranza e così via: bambole, pupazzi, costruzioni, trenini, e nuove tecnologie, ognuno col suo significato profondo che non vuol far mancare: prodotti, pensieri, legati anche alla terra ai suoi frutti belli, colorati, animati che crescono di stagione in stagione rinnovando la magia. Su mandarini, arance e broccoletti, s’è posata la gallina, sulle patate accucciato è un coniglio, su di un ramo di melo il gufo s’è appostato, sulla zucca un maialino, sul carbone, che non può mancare un topolino.
Il carico è pronto; ed ecco sulle spalle della magica Befana c’è il gatto bianco e rosso, dal portamento regale, i cui baffi da sempre fungono da timone. Alla coda della scopa, sulle frange di saggina, meraviglia, s’è posata un’aquila reale, che della Befana condivide il messaggio di pace, coraggio, anticonformismo e non rassegnazione di chi è sempre più sola, quasi a rischio d’estinzione. E non pensare d’accettarlo è un allenamento per annullarlo un destino indesiderato, alleandosi e chiedendo supporto a qualcuno davvero inimmaginato grande e per cui, grande, nel 2026 è la festa.
Francesco, il Santo che 800 anni fa ci lasciò, e che dell’Italia è già Patrono protettore riconosciuto, con la grande Santa Caterina. Lui da quest’anno sarà celebrato, in quel 4 ottobre ricorrenza della sua morte, con una festa nazionale, per sottolineare quei valori di pace, fraternità, e della natura amore e rispetto che erano il suo impegno, la sua predicazione dai valori universali.
Darà forza, pensa la Befana, ai bambini, alla terra al verde, ai fiori e a quel mondo che anche io da Befana, nel mio piccolo, non smetto di onorare e raccontare.
Paola Ortensi