09/09/2026
👉Non c’è spazio per interpretazioni “soft” nelle raccomandazioni contenute nel rapporto del relatore speciale Onu sulle sostanze tossiche e i diritti umani.
Il documento, presentato da Marcos Orellana al Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, chiede alle istituzioni di porre fine a quanto accade nelle “zone di sacrificio” e di vietare totalmente l’utilizzo degli inquinanti eterni, salvo usi essenziali.
I PFAS sono oltre 10mila sostanze chimiche di sintesi, ampiamente utilizzate nei processi industriali perché idrorepellenti, oleorepellenti e resistenti alle alte temperature. Sono usate in molti prodotti di consumo come indumenti impermeabili, prodotti per la pulizia, padelle in teflon e utensili per la cucina, imballaggi per alimenti.
Nel corso degli anni, i PFAS sono stati trovati ovunque: nell’acqua, nell’aria, nel terreno e persino nell’organismo umano.
Dalla placenta al latte materno, dal sangue ai reni, queste sostanze chimiche sono state classificate come interferenti endocrini e la loro presenza nel corpo umano è stata associata a possibili alterazioni della funzionalità di fegato e tiroide, compromissioni del sistema immunitario, rischi per la fertilità, aumento del rischio di cancro ai testicoli e ai reni e alti livelli di colesterolo.
Il rapporto denuncia inoltre le violazioni dei diritti umani che si verificano nelle “zone di sacrificio”, punti contaminati che spesso corrispondono ad aree già a rischio.
Servizio di Silvia Becattini()
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