01/11/2025
Rob Jetten, 38 anni, leader dei liberal-progressisti di D66, conquista la vittoria alle elezioni olandesi, fermando l’ascesa dell’ultradestra di Geert Wilders. Dopo uno scrutinio serrato, il D66 triplica i seggi in due anni e ottiene 27 poltrone in Parlamento, una in più del partito sovranista.
“Torniamo al centro”, ha dichiarato Jetten, promettendo una politica di equilibrio e compromesso. I voti degli olandesi residenti all’estero dovrebbero consolidare il risultato, confermando il D66 come prima forza politica.
Wilders, tagliato fuori da ogni possibile maggioranza, ha reagito su X accusando l’agenzia Anp di “arroganza” e denunciando presunti “brogli”. “Ci opporremo con forza alla cattiva gestione progressista”, ha detto il leader del Pvv, rivendicando comunque il peso della destra radicale che, sommando i seggi dei partiti minori JA21 e Forum per la Democrazia, raggiunge quota 42.
Tra le prime mosse post-elettorali, la leader liberale Dilan Yesilgoz (Vvd) ha escluso alleanze con i laburisti-verdi di Frans Timmermans, aprendo però a possibili accordi con i conservatori di JA21. “Gli olandesi hanno scelto la collaborazione con il centro”, ha ribattuto Jetten, respingendo derive a destra.
Martedì presenterà la squadra di esperti per avviare le consultazioni. L’obiettivo è formare un governo centrista insieme a Vvd, laburisti-verdi e cristiano-democratici del Cda. Ma, secondo il premier uscente Dick Schoof, la strada resta in salita: “Sarei sorpreso se si arrivasse a un governo prima di Natale”.