Dario Maltese

Dario Maltese Giornalista TG5 (Mediaset)

Rob Jetten, 38 anni, leader dei liberal-progressisti di D66, conquista la vittoria alle elezioni olandesi, fermando l’as...
01/11/2025

Rob Jetten, 38 anni, leader dei liberal-progressisti di D66, conquista la vittoria alle elezioni olandesi, fermando l’ascesa dell’ultradestra di Geert Wilders. Dopo uno scrutinio serrato, il D66 triplica i seggi in due anni e ottiene 27 poltrone in Parlamento, una in più del partito sovranista.

“Torniamo al centro”, ha dichiarato Jetten, promettendo una politica di equilibrio e compromesso. I voti degli olandesi residenti all’estero dovrebbero consolidare il risultato, confermando il D66 come prima forza politica.

Wilders, tagliato fuori da ogni possibile maggioranza, ha reagito su X accusando l’agenzia Anp di “arroganza” e denunciando presunti “brogli”. “Ci opporremo con forza alla cattiva gestione progressista”, ha detto il leader del Pvv, rivendicando comunque il peso della destra radicale che, sommando i seggi dei partiti minori JA21 e Forum per la Democrazia, raggiunge quota 42.

Tra le prime mosse post-elettorali, la leader liberale Dilan Yesilgoz (Vvd) ha escluso alleanze con i laburisti-verdi di Frans Timmermans, aprendo però a possibili accordi con i conservatori di JA21. “Gli olandesi hanno scelto la collaborazione con il centro”, ha ribattuto Jetten, respingendo derive a destra.

Martedì presenterà la squadra di esperti per avviare le consultazioni. L’obiettivo è formare un governo centrista insieme a Vvd, laburisti-verdi e cristiano-democratici del Cda. Ma, secondo il premier uscente Dick Schoof, la strada resta in salita: “Sarei sorpreso se si arrivasse a un governo prima di Natale”.

Re Carlo III ha avviato il procedimento ufficiale per revocare tutti i titoli reali al fratello, il principe Andrea, dop...
31/10/2025

Re Carlo III ha avviato il procedimento ufficiale per revocare tutti i titoli reali al fratello, il principe Andrea, dopo anni di scandali legati alla sua amicizia con Jeffrey Epstein e alle accuse di abusi sessuali.

Il sovrano, che secondo fonti di Palazzo avrebbe agito per “tutelare la dignità della monarchia”, ha autorizzato il Consiglio Privato a esaminare i passi legali per la completa rimozione dei privilegi reali del fratello minore.

Andrea, già privato del titolo di Duca di York e dei patronati militari nel 2022, perderà anche il diritto di essere chiamato “His Royal Highness” e dovrà rinunciare alla residenza ufficiale di Royal Lodge, a Windsor. D’ora in avanti sarà indicato solo come Andrew Mountbatten-Windsor, il suo nome civile.

Buckingham Palace ha definito la misura “necessaria, seppur dolorosa”, dopo che le continue polemiche avevano oscurato l’immagine della famiglia reale.
“Il Re ritiene che il tempo della tolleranza sia finito: la monarchia deve rappresentare integrità e responsabilità”, ha dichiarato una fonte vicina alla Casa Reale al Times.

Il provvedimento non prevede al momento un’esclusione formale di Andrea dalla linea di successione — attualmente ottavo — ma gli impedirà di prendere parte a qualsiasi evento ufficiale in rappresentanza della Corona.

Per gli osservatori britannici si tratta di un atto senza precedenti nella storia moderna della monarchia, che segna un punto di non ritorno nei rapporti tra Carlo III e il fratello caduto in disgrazia.

Il feretro di James Senese lascia la parrocchia di Santa Maria dell’Arco a Miano accompagnato dalle note di “Chi tene ’o...
30/10/2025

Il feretro di James Senese lascia la parrocchia di Santa Maria dell’Arco a Miano accompagnato dalle note di “Chi tene ’o mare”. L’applauso è interminabile: Napoli saluta uno dei suoi figli più grandi, il sassofonista simbolo della contaminazione musicale e dell’anima ribelle della città.

Il vero “nero a metà” cantato dall’amico e compagno di una vita Pino Daniele.
Del supergruppo di allora, oggi ci sono tutti quelli che possono esserci: Tullio De Piscopo, tra i primi ad arrivare, lo definisce “immenso”; Tony Esposito lo ricorda per il suo “bisogno di affetto”, un “eterno bambino che ha passato un’infanzia difficile”.
“Lui aveva due strade – racconta Esposito – o la malavita o l’arte. Ha scelto l’arte. Abbiamo vissuto quarant’anni insieme: alberghi, ristoranti, pullman, risate. E quel suono che difficilmente ritroveremo altrove”.

C’è anche Ernesto Vitolo, e con lui tanti altri che non hanno voluto mancare.
Nino D’Angelo lo definisce “un grande rappresentante di chi non ha avuto tutti i diritti che meritava nella vita”. “Il suo suono era ribelle e carnale – aggiunge – James era uno dei più grandi musicisti del mondo: aveva un suono unico, e l’unicità fa grande un artista.”

Enzo Avitabile ricorda le loro strade artistiche intrecciate più volte, mentre Ciccio Merolla lo definisce “maestro di musica e di vita”.
La parrocchia è gremita: sulla bara, un grande ritratto del musicista e il suo immancabile sax.

Tra i banchi c’è la gente di Miano, il quartiere che James non ha mai voluto lasciare, ma anche tanti volti del mondo della musica e dello spettacolo: da Lino Vairetti a Peppe Lanzetta, da Ciro Sciallo a Lucia Cassini, da Tony Cercola a Tommaso Bianco.

Anche la politica e le istituzioni rendono omaggio.
Per Roberto Fico è “difficile immaginare Napoli senza James”.
Per il sindaco Manfredi, “ha rappresentato quella Napoli multiculturale che è la grande forza e la grande anima della nostra città”.

Sulla strada principale del Complesso della Penha, a nord di Rio de Janeiro, regna un silenzio spettrale. Lungo Praca Sã...
30/10/2025

Sulla strada principale del Complesso della Penha, a nord di Rio de Janeiro, regna un silenzio spettrale. Lungo Praca São Lucas, su teli di plastica allineati, giacciono decine di corpi: le ultime vittime del maxi-raid antidroga della polizia. Se ne contano una settantina solo in quell’area. I cadaveri, raccolti dagli abitanti nella notte, provengono dalla Serra da Misericórdia, la collina che collega il complesso di Alemão a quello della Penha.

Con gli ultimi ritrovamenti, il bilancio della strage è salito a 138 morti, tra cui quattro agenti. Il blitz, condotto da 2.500 uomini delle forze speciali, ha paralizzato la città: voli cancellati all’aeroporto Galeão, scuole e uffici chiusi per consentire ai cittadini di rientrare prima del buio.

Le immagini diffuse sui social mostrano uno scenario di guerra: bombe sganciate da droni, spari incessanti, corpi mutilati a colpi di machete. Il massacro ha scatenato forti tensioni politiche tra il governatore conservatore Claudio Castro (PL, lo stesso partito di Bolsonaro) e il presidente Luiz Inácio Lula da Silva, riaccendendo il dibattito sullo stato di diritto.

Testimonianze parlano di esecuzioni sommarie e colpi sparati a bruciapelo. “È una carneficina”, denunciano le ONG. L’Alto Commissariato ONU per i diritti umani si è detto “inorridito”, mentre Lula ha definito l’operazione “inaccettabile”.

Nel Complesso della Penha, 26 favelas e oltre 200 mila abitanti, la tensione resta altissima. Gli accessi sono bloccati da pneumatici e auto carbonizzate. Il leader del Comando Vermelho, Edgar Alves Andrade, detto Doca, è riuscito a fuggire protetto da una settantina di uomini. La polizia offre una taglia di 100 mila real (circa 16 mila euro) per informazioni sul suo nascondiglio.

Il raid “Contenimento” ha portato all’arresto di 81 persone e mirava a fermare l’espansione territoriale del Comando Vermelho, la più potente organizzazione criminale dello Stato di Rio.
L’uso di droni modificati e armi prodotte in Brasile segna un salto tecnologico che cambia il volto delle guerre del narcotraffico.

L’uragano Melissa ha toccato terra in Giamaica, vicino a New Hope, nel sud-ovest dell’isola. È il più potente del secolo...
28/10/2025

L’uragano Melissa ha toccato terra in Giamaica, vicino a New Hope, nel sud-ovest dell’isola. È il più potente del secolo — persino più devastante della feroce Katrina che colpì gli Stati Uniti nel 2005. Con venti che raggiungono i 300 chilometri orari, lampi e piogge torrenziali, Melissa ha già causato quattro vittime lungo il suo percorso e minaccia di trasformarsi in un disastro umanitario per l’intera regione caraibica.

A Kingston, le strade si sono svuotate ore prima dell’impatto. Migliaia di persone hanno lasciato la costa, mentre le autorità hanno dichiarato l’allerta massima. Le we**am mostrano una città spettrale, alberi caduti e famiglie impegnate a costruire barriere di fortuna con sacchi di sabbia e tavole di compensato.

“Abbiamo paura. Lo scorso anno l’uragano Beryl devastò la nostra comunità, e questo è ancora più forte”, racconta Rebecca Allen da Southfield alla BBC.
A Negril, dove le onde hanno raggiunto i quattro metri d’altezza, il personale degli hotel ha cercato di mettere in sicurezza i turisti rimasti sull’isola.

Secondo Colin Bogle di Mercy Corps, molti abitanti non hanno abbandonato le proprie case nonostante l’ordine di evacuazione. “Il sentimento di ansia e incertezza è spaventoso. Molti non hanno mai vissuto nulla di simile.”

La Croce Rossa Internazionale stima che 1,5 milioni di persone si trovino sulla traiettoria del ciclone. “L’intera popolazione potrebbe risentirne”, ha detto Necephor Mghendi, capo della delegazione per i Caraibi.

Per Michael Taylor, climatologo dell’Università di Kingston, la forza estrema di Melissa è “un segnale diretto del cambiamento climatico” e un monito in vista della COP30 in Brasile.

Le agenzie ONU e le organizzazioni umanitarie hanno predisposto scorte di cibo e medicinali. Anche Cuba ha evacuato oltre 600 mila persone. In Giamaica si resiste, si prega e si spera.
“Che il mondo ricordi le parole di Bob Marley — dice Francis — e aiuti i giamaicani a rialzarsi quando Melissa sarà passata.”

Non c’era lei, Brigitte Macron, la protagonista. Ma anche in sua assenza si è aperto ieri, al tribunale di Parigi, il pr...
28/10/2025

Non c’era lei, Brigitte Macron, la protagonista. Ma anche in sua assenza si è aperto ieri, al tribunale di Parigi, il processo contro una decina di persone accusate di molestie online e diffusione di fake news ai danni della première dame di Francia.

Al centro del caso, una teoria complottista circolata su scala mondiale secondo cui la moglie di Emmanuel Macron sarebbe in realtà una donna trans, nata Jean-Michel — identità che nella realtà appartiene al fratello ottantenne della première dame. Secondo gli autori della fake news, Brigitte avrebbe “assunto” una nuova identità dopo una transizione di genere.

Se giudicati colpevoli, gli imputati rischiano fino a due anni di carcere per aver deliberatamente propagato il falso.

Un procedimento parallelo si svolge anche negli Stati Uniti, dove Brigitte Macron ha citato in giudizio l’influencer trumpiana Candace Owens, accusata di aver rilanciato la voce sul suo presunto cambio di genere.

Sul banco degli imputati a Parigi figurano un politico, un gallerista, un insegnante, un informatico e, soprattutto, il pubblicitario Aurélien Porson-Atlan, noto sui social come Zoé Sagan, insieme alla medium Delphine J., che si fa chiamare Amandine Roy. Entrambi erano già stati fermati tra dicembre 2024 e febbraio 2025, dopo la denuncia della première dame.

Tra i testimoni più attesi c’è Tiphaine Auzière, figlia di Brigitte Macron, chiamata in aula dall’avvocato della madre.

La première dame è solo l’ultima di una lunga lista di donne politiche prese di mira da fake news transfobiche, da Michelle Obama a Kamala Harris, fino all’ex premier neozelandese Jacinda Ardern — un fenomeno globale che intreccia misoginia, complottismo e odio digitale.

“Non ho ancora finito.” Kamala Harris apre a una sua possibile candidatura alle presidenziali del 2028. Dopo mesi trasco...
27/10/2025

“Non ho ancora finito.” Kamala Harris apre a una sua possibile candidatura alle presidenziali del 2028. Dopo mesi trascorsi nell’ombra, l’ex vicepresidente è uscita allo scoperto e ha ammesso di non vedersi ancora fuori dalla politica, nonostante la scottante sconfitta del 2024 contro Donald Trump, definito un “tiranno” che sta usando il sistema giudiziario americano come “un’arma”.

Harris si è raccontata nel corso di un’intervista alla BBC per promuovere il libro 107 Days, che la sta portando in tour in tutto il Paese e le sta offrendo l’occasione per testare il polso degli elettori. Finora, però, i risultati non sono stati incoraggianti: i sondaggi non vedono positivamente una sua nuova candidatura, e la ricostruzione di quanto accaduto durante la campagna elettorale del 2024 l’ha portata a scontrarsi con molti dei papabili candidati democratici alla Casa Bianca.

Il governatore della Pennsylvania Josh Shapiro, ritenuto da molti un possibile aspirante al 2028, ha liquidato come “ridicola” la sua descrizione fatta da Harris, che nel libro lo definisce una persona eccessivamente ambiziosa e sicura di sé. Critiche più velate sono rivolte anche alla governatrice del Michigan Gretchen Whitmer, una delle favorite in campo liberal per una candidatura.

Pur guardando con crescente interesse al 2028, i democratici non sono ancora riusciti a superare lo shock della sconfitta di Harris e, secondo gli osservatori, la loro incapacità di opporre una reale resistenza a Trump ne è una prova evidente.

Il futuro appare, almeno sulla carta, più chiaro per il partito repubblicano: il vicepresidente J.D. Vance è in pole position per diventare l’erede del presidente alla guida del movimento Maga, possibilmente in ticket con il segretario di Stato Marco Rubio.

Ladri specializzati in gioielli, quindi già schedati: è stato il Dna a tradire i due trentenni che, una settimana dopo i...
26/10/2025

Ladri specializzati in gioielli, quindi già schedati: è stato il Dna a tradire i due trentenni che, una settimana dopo il clamoroso colpo al Louvre, sono stati arrestati mentre stavano per lasciare la Francia. Identificati da giorni, erano pedinati dalla polizia, che è stata costretta a intervenire uscendo allo scoperto soltanto ieri sera, quando uno dei due – un franco-algerino – stava per imbarcarsi per l’Algeria.

Subito dopo, altri agenti hanno arrestato il complice, coetaneo e residente nello stesso quartiere di banlieue a nord di Parigi, Aubervilliers. La notizia, tenuta riservata solo per qualche ora, ha fatto scattare l’allarme per l’altra metà della banda, ancora in fuga e che con ogni probabilità ha con sé la refurtiva: gli otto gioielli della Corona francese rubati dalla Galleria di Apollo al primo piano del museo parigino.

A incastrare i due trentenni sono state le immagini delle telecamere di sorveglianza, tracce telefoniche e soprattutto oltre 150 prelievi di Dna sugli oggetti che la banda aveva tentato di portare via o bruciare, ma che è stata costretta ad abbandonare nella fuga.

In base alla legge francese, i due potranno restare in stato di fermo fino a 96 ore, poi essere rilasciati o portati davanti a un giudice per la formalizzazione delle accuse. Entrambi sono considerati ladri esperti, specializzati in rapine e furti di gioielli, ma ritenuti esecutori su commissione.

Agli inquirenti resta ora da individuare i complici e la rete criminale che ha organizzato il colpo, oltre a recuperare i gioielli, il cui valore è stato stimato dallo stesso Louvre in 88 milioni di euro.

La nuova sala da ballo della Casa Bianca, che ha ridotto l’ala est della residenza presidenziale in un cumulo di macerie...
26/10/2025

La nuova sala da ballo della Casa Bianca, che ha ridotto l’ala est della residenza presidenziale in un cumulo di macerie, ha scatenato una lite fra i figli di due ex presidenti.
A Chelsea Clinton, che da adolescente aveva vissuto gli anni della Casa Bianca e ha criticato duramente le ruspe di Trump, ha replicato stizzito Donald Trump Jr. su X:
«Stanne fuori e pensa alla stagista».

I lavori di demolizione dell’ala riservata tradizionalmente alle First Lady si sono conclusi giovedì. Secondo Chelsea Clinton, la “cancellazione” della East Wing è “inquietante”: non solo “una questione di marmi e intonaco”, ma “l’immagine di una presidenza che usa la palla dei demolitori contro la storia, la democrazia e lo Stato di diritto”.

La replica di Trump Jr. non si è fatta attendere: «I tuoi genitori hanno tentato di rubare mobili e argenteria», ha scritto, invitando Chelsea a “pensare a Monica Lewinsky”, la stagista dello scandalo sexgate che portò suo padre all’impeachment.

Anche altri figli e nipoti con la Casa Bianca nel Dna hanno espresso indignazione, parlando di un attacco alla storia del Paese, non solo ai loro ricordi personali.
«Quando distruggiamo i luoghi che esistono per insegnarci, ispirarci e renderci umili, riduciamo al silenzio una parte di noi stessi», ha scritto “a lutto” Patti Davis, figlia di Ronald e Nancy Reagan.

Jack Schlossberg, nipote di John F. Kennedy, si è infuriato non solo per la demolizione della East Wing, ma anche per il cemento steso dove sua nonna Jackie aveva piantato fiori, alludendo alla trasformazione del Rose Garden in un patio per cocktail in stile Mar-a-Lago.

Chiusa la prima fase dei lavori, le polemiche non si fermano. Gli esperti si chiedono se i donatori dietro il progetto riceveranno benefici in cambio del sostegno finanziario.
La Casa Bianca ha identificato 37 finanziatori per gli oltre 300 milioni di dollari dell’opera: tra questi colossi come Google, Apple, Amazon, Microsoft e Lockheed Martin, oltre a magnati come Stephen Schwarzman e Isaac “Ike” Perlmutter.

Torna l’ora solare: nella notte tra sabato 25 e domenica 26 ottobre le lancette dell’orologio torneranno indietro di un’...
25/10/2025

Torna l’ora solare: nella notte tra sabato 25 e domenica 26 ottobre le lancette dell’orologio torneranno indietro di un’ora. Nei sette mesi di ora legale che stanno per concludersi, il risparmio economico stimato è stato di oltre 90 milioni di euro.

Il passaggio dall’ora legale all’ora solare avverrà alle 3 di domenica 26 ottobre, quando gli orologi dovranno tornare indietro alle 2. Gli smartphone e i dispositivi digitali si aggiorneranno automaticamente, mentre sarà necessario modificare manualmente l’orario sugli orologi analogici. In sostanza, si dormirà un’ora in più: sessanta preziosi minuti di riposo guadagnati.

L’ora solare resterà in vigore fino alla notte tra il 28 e il 29 marzo 2026.

Nel 2018 la Commissione Europea aveva proposto di abolire il cambio stagionale, ritenendo che dormire un’ora in più o in meno non dovesse essere materia di vertici e negoziati infiniti. La consultazione pubblica che ne seguì registrò un record di partecipazioni, con 4,6 milioni di risposte: tre quarti dei partecipanti dichiararono di patire il cambio dell’ora e oltre l’80% chiese di abolirlo.

Più della metà optava per mantenere l’ora legale permanente, mentre il 36% preferiva l’ora solare. Da allora, però, il dossier è rimasto sepolto tra le carte del Consiglio europeo: mai più discusso dal 2019, complice prima la pandemia, poi la guerra in Ucraina e infine l’oblio.

Nella Ca****la Sistina si è scritta una pagina di storia: un Papa e un re d’Inghilterra hanno pregato insieme dopo cinqu...
24/10/2025

Nella Ca****la Sistina si è scritta una pagina di storia: un Papa e un re d’Inghilterra hanno pregato insieme dopo cinque secoli, da quando Enrico VIII decise lo scisma dalla Chiesa di Roma. Papa Leone XIV e re Carlo III inaugurano così una nuova era nei rapporti tra cattolici e anglicani, frutto di un dialogo ecumenico che, pur tra difficoltà, non si è mai interrotto.

È stato questo il momento simbolico della visita di Stato di Carlo e Camilla in Vaticano: una giornata all’insegna dell’ecumenismo e dell’ambiente, temi cari sia alla Santa Sede che alla Corona inglese. Ma anche un’occasione di confronto su pace e povertà, questioni centrali per entrambi.

Per Carlo e Camilla, la visita in Vaticano – dopo il saluto privato del 10 aprile scorso a Papa Francesco, allora molto malato – rappresenta anche una pausa dagli scandali che ciclicamente investono la famiglia reale, come quello recente che ha coinvolto Andrea, fratello del sovrano. Per Papa Leone XIV, invece, è l’occasione di rafforzare il legame con gli anglicani: il dialogo tra le fedi resta un tassello essenziale nella costruzione di un mondo più pacifico.

Tra i simboli che resteranno di questa giornata ci sono due piante di orchidee bianche, che si sono scambiati in Sala Regia. Ma anche onorificenze speciali: da oggi re Carlo è “Royal Confrater” a San Paolo, mentre il Pontefice è “Papal Confrater” della Ca****la di San Giorgio del Castello di Windsor.

Resterà nella Basilica di San Paolo anche lo scranno in legno di noce e acero realizzato per l’occasione, che potrà essere utilizzato da Carlo e dai suoi successori durante le future funzioni ecumeniche.

La visita del vicepresidente americano J.D. Vance in Israele segna un nuovo capitolo nella fragile tregua tra Israele e ...
23/10/2025

La visita del vicepresidente americano J.D. Vance in Israele segna un nuovo capitolo nella fragile tregua tra Israele e Hamas. Un viaggio che, nelle intenzioni di Washington, doveva consolidare la pace e mostrare la continuità dell’impegno statunitense in Medio Oriente. Ma tra ambiguità politiche, vuoti strategici e una ricostruzione ancora lontana, il “giorno dopo” rischia di non arrivare mai.

“La tregua reggerà, ma servirà tempo per consolidarla”, ha detto Vance, minimizzando gli scontri degli ultimi giorni e ribadendo che “non è realistico aspettarsi risultati immediati”. Israele e Hamas continuano però ad accusarsi di violazioni, mentre restano aperte le controversie sul ritorno dei corpi degli ostaggi e sulle esecuzioni sommarie di presunti collaboratori delle forze israeliane.

La missione di Vance — coordinata con Steve Witkoff e Jared Kushner — arriva mentre le parti negoziano la seconda fase del piano Trump, che prevede il disarmo di Hamas, la creazione di una forza multinazionale di sicurezza e il ritiro graduale delle truppe israeliane in una zona cuscinetto. Ma solo l’Indonesia ha confermato la partecipazione alla forza di pace, mentre altri Paesi restano riluttanti senza un mandato ONU o regole d’ingaggio chiare.

Sul terreno, gli aiuti umanitari restano insufficienti: due soli valichi aperti e nessuno nel nord, dove le organizzazioni internazionali segnalano una carestia. Washington propone una “nuova Gaza” nelle aree sotto controllo israeliano, da ricostruire come zone modello ma senza prospettiva di sovranità. Un “new normal” che, secondo gli analisti, rischia di cristallizzare lo status quo.

Per Gianluca Pastori (ISPI), “sul piano di pace per Gaza Trump ha investito una parte importante della sua credibilità. L’impegno americano è ormai too big to fail, ma la capacità di Washington di tenere ancorate le parti ai rispettivi impegni resta tutta da verificare”.

La tregua tiene, almeno per ora. Ma il giorno dopo, ancora, non si vede.

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