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𝐂𝐈𝐍𝐄𝐌𝐀 𝐄 𝐏𝐒𝐈𝐊𝐄✍️𝑹𝒖𝒃𝒓𝒊𝒄𝒂 𝒒𝒖𝒊𝒏𝒅𝒊𝒄𝒊𝒏𝒂𝒍𝒆 𝒂 𝒄𝒖𝒓𝒂 𝒅𝒊 𝑴𝒂𝒓𝒊𝒂 𝑨𝒏𝒕𝒐𝒏𝒊𝒆𝒕𝒕𝒂 𝑪𝒐𝒄𝒄𝒂𝒏𝒂𝒓𝒊 𝒅𝒆' 𝑭𝒐𝒓𝒏𝒂𝒓𝒊🎥𝐿𝐴𝐷𝑌 𝑁𝐴𝑍𝐶𝐴 - 𝐿𝐴 𝑆𝐼𝐺𝑁𝑂𝑅𝐴 𝐷𝐸𝐿𝐿𝐸 𝐿𝐼𝑁𝐸...
04/06/2026

𝐂𝐈𝐍𝐄𝐌𝐀 𝐄 𝐏𝐒𝐈𝐊𝐄

✍️𝑹𝒖𝒃𝒓𝒊𝒄𝒂 𝒒𝒖𝒊𝒏𝒅𝒊𝒄𝒊𝒏𝒂𝒍𝒆 𝒂 𝒄𝒖𝒓𝒂 𝒅𝒊 𝑴𝒂𝒓𝒊𝒂 𝑨𝒏𝒕𝒐𝒏𝒊𝒆𝒕𝒕𝒂 𝑪𝒐𝒄𝒄𝒂𝒏𝒂𝒓𝒊 𝒅𝒆' 𝑭𝒐𝒓𝒏𝒂𝒓𝒊

🎥𝐿𝐴𝐷𝑌 𝑁𝐴𝑍𝐶𝐴 - 𝐿𝐴 𝑆𝐼𝐺𝑁𝑂𝑅𝐴 𝐷𝐸𝐿𝐿𝐸 𝐿𝐼𝑁𝐸𝐸 𝑑𝑖 𝐷𝑎𝑚𝑖𝑒𝑛 𝐷𝑜𝑟𝑠𝑎𝑧

𝐋𝐚𝐝𝐲 𝐍𝐚𝐳𝐤𝐚 - 𝐋𝐚 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐨𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐋𝐢𝐧𝐞𝐞 (𝟐𝟎𝟐𝟓). 𝐀𝐩𝐩𝐚𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐛𝐢𝐨𝐩𝐢𝐜 𝐝𝐢 𝐃𝐚𝐦𝐢𝐞𝐧 𝐃𝐨𝐫𝐬𝐚𝐳 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐭𝐞𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐭𝐞𝐝𝐞𝐬𝐜𝐚 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐠𝐥𝐨𝐭𝐭𝐚 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐑𝐞𝐢𝐜𝐡𝐞 (𝐃𝐞𝐯𝐫𝐢𝐦 𝐋𝐢𝐧𝐠𝐧𝐚𝐮,) 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐢 '𝟑𝟎 𝐬𝐢 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐟𝐞𝐫𝐢̀ 𝐢𝐧 𝐏𝐞𝐫𝐮̀ “𝐚𝐧𝐝𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝐧𝐮𝐥𝐥𝐚”, 𝐞 𝐬𝐮𝐛𝐢𝐭𝐨 𝐚 𝐟𝐢𝐚𝐧𝐜𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐫𝐜𝐡𝐞𝐨𝐥𝐨𝐠𝐨 𝐏𝐚𝐮𝐥 𝐃’𝐇𝐚𝐫𝐜𝐨𝐮𝐫𝐭, 𝐜𝐡𝐞 𝐥’𝐚𝐯𝐞𝐯𝐚 𝐯𝐨𝐥𝐮𝐭𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐩𝐫𝐞𝐭𝐞, 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞 𝐚 𝐬𝐭𝐮𝐝𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐢 𝐟𝐚𝐦𝐨𝐬𝐢 𝐦𝐢𝐥𝐥𝐞𝐧𝐚𝐫𝐢 𝐦𝐢𝐬𝐭𝐞𝐫𝐢𝐨𝐬𝐢 𝐬𝐨𝐥𝐜𝐡𝐢 𝐧𝐞𝐥 𝐝𝐞𝐬𝐞𝐫𝐭𝐨, 𝐠𝐞𝐨𝐠𝐥𝐢𝐟𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐯𝐢𝐚 𝐯𝐢𝐚, 𝐬𝐩𝐚𝐳𝐳𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐩𝐞𝐫𝐟𝐢𝐜𝐢𝐞, 𝐚𝐩𝐩𝐚𝐢𝐨𝐧𝐨 𝐢𝐧 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐟𝐢𝐠𝐮𝐫𝐞 𝐮𝐦𝐚𝐧𝐞 𝐬𝐭𝐢𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐞, 𝐚𝐥𝐛𝐞𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚, 𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚𝐭𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐞𝐧𝐨𝐫𝐦𝐢 𝐚𝐧𝐢𝐦𝐚𝐥𝐢 ( 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐟𝐚𝐦𝐨𝐬𝐢 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐥𝐢𝐛𝐫𝐢̀, 𝐥𝐚 𝐥𝐮𝐜𝐞𝐫𝐭𝐨𝐥𝐚, 𝐢𝐥 𝐫𝐚𝐠𝐧𝐨, 𝐥𝐚 𝐬𝐜𝐢𝐦𝐦𝐢𝐚), 𝐞 𝐟𝐢𝐠𝐮𝐫𝐞 𝐠𝐞𝐨𝐦𝐞𝐭𝐫𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐞 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐧𝐢 𝐥𝐚𝐛𝐢𝐫𝐢𝐧𝐭𝐢, 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐫𝐚𝐟𝐟𝐢𝐠𝐮𝐫𝐚𝐭𝐢 𝐬𝐮𝐥 𝐯𝐚𝐬𝐞𝐥𝐥𝐚𝐦𝐞 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐠𝐢𝐚𝐧𝐚𝐥𝐞, 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢 𝐫𝐢𝐯𝐞𝐥𝐚𝐫𝐨𝐧𝐨 𝐝𝐢𝐬𝐞𝐠𝐧𝐢 𝐬𝐢𝐦𝐛𝐨𝐥𝐢𝐜𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐢𝐯𝐢𝐥𝐭𝐚̀ 𝐩𝐫𝐞𝐜𝐨𝐥𝐨𝐦𝐛𝐢𝐚𝐧𝐚 𝐍𝐚𝐭𝐳𝐜𝐚, 𝐭𝐫𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐭𝐢 𝐝𝐚𝐥 𝟑𝟎𝟎 𝐚.𝐂. 𝐢𝐧 𝐮𝐧𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐳𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐚𝐫𝐢𝐝𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨, 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐡𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐧𝐭𝐢𝐭𝐨 𝐥𝐚 𝐥𝐨𝐫𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞. 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐨𝐯𝐞𝐯𝐚 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐜𝐮𝐧𝐞 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐢𝐦𝐚𝐧𝐞. 𝐒𝐭𝐮𝐝𝐢𝐨̀ 𝐜𝐨𝐧 “𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢𝐥 𝐯𝐢𝐠𝐨𝐫𝐞”. 𝐑𝐞𝐬𝐭𝐨̀ 𝐟𝐢𝐧𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐨𝐫𝐭𝐞 𝐚𝐯𝐯𝐞𝐧𝐮𝐭𝐚 𝐧𝐞𝐥 𝟏𝟗𝟗𝟖 𝐚𝐥𝐥’𝐞𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝟗𝟓 𝐚𝐧𝐧𝐢.

Figura bianca ventosa che avanza nel deserto suggestivo e spazza via la sabbia con la scopa. È l’incipit emblematico. Non le basterà una vita per spazzare via il deserto. La sua luce si alterna al technicolor di città, gerani palme folklore mercati e persone, “piene di suoni e di odori”. È il tempo in cui molti sono andati via dall’Europa per il buio del nazifascismo. “L’uomo occidentale tende a dominare”.
La “giovane gringa” è catturata dal nuovo scenario. La mondanità non fa per lei, esasperata dai discorsi frivoli e sterili. Testarda, con una fede senza limiti nelle geometrie che apparivano, si accampa, mangia provviste sotto le stelle, si lava nel lago, comunica con gli indigeni, specie con una saggia donna quechua che racconta con fiera rassegnazione la conquista sp****la che voleva annientare la loro Storia. E invece bisogna “capire la necessità di preservare il passato”. Le chiede di restare almeno fino alla “celebrazione del Sole”, giorno del solstizio 21 giugno (si ricordino gli studi di Jung sulla importanza del Sole nella cultura dei nativi) che la commuove con una pienezza universale.
Fotografa, disegna, prende appunti. Dal Rinascimento questi solchi avevano attirato la curiosità di viaggiatori e studiosi, interpretati come centri di culto, sentieri cerimoniali, legami con gli antenati, ritorno degli dei, o percorsi delle falde acquifere da cui gli acquedotti (o puquios) raccoglievano l'acqua. La macchina da presa indugia sui pozzi mirabili costruiti 2000 anni fa e ancora in funzione. Li riprende dall’alto, come i disegni, che così appaiono in tutta la loro completezza e potenza.
Per Maria invece si tratterebbe di un calendario astronomico, il più grande mai creato per l’umanità, con valenze astrologiche e gli animali zodiacali come simboli, ideato dagli antichi geniali ingegneri. Non è solo Arte. Non è solo mito. È anche scienza.
Lei, matematica, è determinata a trovare prima di tutto l’unità di misura usata nei tempi remoti, e intanto ricorre il n. 7 dell’esoterismo e del mistero.
Antepose la curiosità e la passione per lo studio delle linee nella sabbia a tutto, all'insegnamento, all'amore per la compagna che non l’aveva “mai vista così serena”, alle comodità della vita occidentale sentendosi per la prima volta nella vita nel suo “posto giusto”, senza sentire più la solitudine che sentiva “in mezzo alla folla”.
Quando a un certo punto si mettono a scavare lì per affari cercando di creare piantagioni di cotone “distruggendo la Storia”, Maria s‘indigna. E il Congresso peruviano voterà dalla sua parte. Così le linee restarono, considerate una testimonianza decisiva di Arte e di cultura nella Storia del Perù, salvate frammento per frammento, come Patrimonio dell’Umanità. Oggi sono il cuore di un sito archeologico grandioso e magnifico e furono l’emozione di Maria, il suo Senso della Vita. Si cercherà ancora il loro significato, e molto forse rimarrà un mistero. Ma è ormai una leggenda “quella che spazzò il fottuto deserto”.
E così le linee di Nazka, le linee della “signora delle linee”, citate in film, fumetti, canzoni e videogiochi, ora diventano interamente il soggetto di questo bel film pieno di fascino e rigore.

𝐂𝐈𝐍𝐄𝐌𝐀 𝐄 𝐏𝐒𝐈𝐊𝐄✍️𝑹𝒖𝒃𝒓𝒊𝒄𝒂 𝒒𝒖𝒊𝒏𝒅𝒊𝒄𝒊𝒏𝒂𝒍𝒆 𝒂 𝒄𝒖𝒓𝒂 𝒅𝒊 𝑴𝒂𝒓𝒊𝒂 𝑨𝒏𝒕𝒐𝒏𝒊𝒆𝒕𝒕𝒂 𝑪𝒐𝒄𝒄𝒂𝒏𝒂𝒓𝒊 𝒅𝒆' 𝑭𝒐𝒓𝒏𝒂𝒓𝒊🎥𝑁𝐸𝐿 𝑇𝐸𝑃𝑂𝑅𝐸 𝐷𝐸𝐿 𝐵𝐴𝐿𝐿𝑂 𝑑𝑖 𝑃𝑢𝑝𝑖 𝐴𝑣𝑎𝑡𝑖...
21/05/2026

𝐂𝐈𝐍𝐄𝐌𝐀 𝐄 𝐏𝐒𝐈𝐊𝐄

✍️𝑹𝒖𝒃𝒓𝒊𝒄𝒂 𝒒𝒖𝒊𝒏𝒅𝒊𝒄𝒊𝒏𝒂𝒍𝒆 𝒂 𝒄𝒖𝒓𝒂 𝒅𝒊 𝑴𝒂𝒓𝒊𝒂 𝑨𝒏𝒕𝒐𝒏𝒊𝒆𝒕𝒕𝒂 𝑪𝒐𝒄𝒄𝒂𝒏𝒂𝒓𝒊 𝒅𝒆' 𝑭𝒐𝒓𝒏𝒂𝒓𝒊

🎥𝑁𝐸𝐿 𝑇𝐸𝑃𝑂𝑅𝐸 𝐷𝐸𝐿 𝐵𝐴𝐿𝐿𝑂 𝑑𝑖 𝑃𝑢𝑝𝑖 𝐴𝑣𝑎𝑡𝑖

𝐍𝐄𝐋 𝐓𝐄𝐏𝐎𝐑𝐄 𝐃𝐄𝐋 𝐁𝐀𝐋𝐋𝐎 (𝟐𝟎𝟐𝟔). 𝐃𝐢 𝐏𝐮𝐩𝐢 𝐀𝐯𝐚𝐭𝐢. 𝐆𝐢𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐑𝐢𝐜𝐜𝐢𝐨, 𝐮𝐧 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐭𝐞𝐥𝐞𝐯𝐢𝐬𝐢𝐯𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐮𝐜𝐜𝐞𝐬𝐬𝐨 (𝐌𝐚𝐬𝐬𝐢𝐦𝐨 𝐆𝐡𝐢𝐧𝐢) 𝐯𝐞𝐧𝐮𝐭𝐨 𝐝𝐚𝐥 𝐧𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞, 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐧𝐠𝐞𝐧𝐮𝐢𝐭𝐚̀ 𝐧𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟔 𝐬𝐢 𝐭𝐫𝐨𝐯𝐚 𝐢𝐧 𝐮𝐧 𝐠𝐫𝐨𝐬𝐬𝐨 𝐩𝐚𝐬𝐭𝐢𝐜𝐜𝐢𝐨 𝐬𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐅𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐞 𝐯𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐚𝐫𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐮𝐫𝐚𝐧𝐭𝐞 "𝐏𝐨𝐫𝐭𝐚 𝐚 𝐏𝐨𝐫𝐭𝐚" 𝐝𝐨𝐯𝐞 𝐬𝐭𝐚 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐚 𝐁𝐫𝐮𝐧𝐨 𝐕𝐞𝐬𝐩𝐚 𝐮𝐧 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐨, 𝐮𝐧𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐦𝐢𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐩𝐢𝐞𝐧𝐚 𝐝𝐢 𝐏𝐨𝐞𝐬𝐢𝐚, 𝐄𝐥𝐢𝐨𝐭, 𝐌𝐞𝐫𝐢𝐧𝐢, 𝐏𝐚𝐬𝐜𝐨𝐥𝐢. 𝐔𝐧𝐚 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐚 𝐭𝐨𝐫𝐧𝐚 𝐝𝐚𝐥 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐭𝐨. 𝐒𝐢 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐞 "𝐮𝐧 𝐮𝐨𝐦𝐨 𝐫𝐨𝐯𝐢𝐧𝐚𝐭𝐨, 𝐟𝐢𝐧𝐢𝐭𝐨". 𝐒𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐝𝐨𝐯𝐞𝐬𝐬𝐞 𝐚𝐢𝐮𝐭𝐚𝐫𝐥𝐨 𝐚 𝐫𝐢𝐚𝐥𝐳𝐚𝐫𝐬𝐢, 𝐝𝐚 𝐝𝐨𝐯𝐞 𝐯𝐞𝐫𝐫𝐚̀?

Affine e diverso dal fatto di Enzo Tortora, è un canto della nostalgia questo film in cui il regista mette un po' di novità sociologica pur fedele a quel mondo privato, acre, sentimentale, deluso e fiducioso, dentro il suo bel cinema un po' artigianale, un po' retrò, fotografia sgranata e un bianco/nero che schiaccia dall'alto i detenuti nei corridoi del dolore.

Questo Gianni ha imparato nella durezza dell'esperienza inaspettata, il dolore, l'esclusione, la solitudine dopo i clamori ipocriti del successo dove il problema nell'apparire in televisione è "meglio con la cravatta o meglio senza?", adesso che Jerry Calà si vergogna di "quello" come tutti gli altri, che nessuno lo cerca più, a parte la trovata "pazza" di una intervista nel talk show seguitissimo condotto da La Morta (Giuliana De Sio) che sfrutta la vicenda, dove però Gianni è capace di una sorpresa che innervosisce e spiazza quando lo attende un'altra sorpresa.

Clara (Isabella Ferrari) antico amore gli aveva scritto dopo tanti anni una lettera in carcere, adesso che ha uno sfratto e un altro marito in bilico (Pino Quartullo) padre dei suoi figli. Ma un amore che torna dal passato che fine fa? Nostalgia anche di ciò che non è stato, ritorni di fiamma, inganni o niente?

E poi c'è l'altra storia, lui da piccolo, il suo papà bagnino e istruttore di nuoto a Jesolo (cameo di Raoul Bova nella sua piena dimensione) che muore giovane alcuni anni dopo la mamma malata di cuore che ha voluto Gianni con tutto il cuore e muore nel parto, e una zia amorevole (Lina Sastri) che alleva l'orfano. C'è il destino in una valigia, c'è la storia strana e bella di un registratore del 1973 con una voce che è tutto. Giochi di memoria amari e dolcissimi, e poi c'è il tempo del ritorno, il tempo del mare.

Nel senso profondo della canzone ridondante ONLY YOU eseguita dai Mezzo, è soprattutto un canto alle madri quest'ultima opera tutta in famiglia, scritta da Pupi con il fratello Antonio e il figlio Tommaso, la figlia Mariantonia alla regia della II unità, dove si citano tante sue opere anteriori. Omaggio implicito in primis a quella sua propria madre alla cui forza Avati ha sempre affermato di dovere tutto.

Lui inquadra spietatamente in primi piani i vecchi volti che furono incantevoli - c'è anche Sebastiano Somma braccio destro di Gianni - ma gli restituisce una nuova bellezza, una umanità che Ghini in particolare incarna in certi passaggi drammatici nella sua migliore interpretazione di sempre.

𝐂𝐈𝐍𝐄𝐌𝐀 𝐄 𝐏𝐒𝐈𝐊𝐄✍️𝑹𝒖𝒃𝒓𝒊𝒄𝒂 𝒒𝒖𝒊𝒏𝒅𝒊𝒄𝒊𝒏𝒂𝒍𝒆 𝒂 𝒄𝒖𝒓𝒂 𝒅𝒊 𝑴𝒂𝒓𝒊𝒂 𝑨𝒏𝒕𝒐𝒏𝒊𝒆𝒕𝒕𝒂 𝑪𝒐𝒄𝒄𝒂𝒏𝒂𝒓𝒊 𝒅𝒆' 𝑭𝒐𝒓𝒏𝒂𝒓𝒊🎥𝐼𝐿 𝐷𝐼𝐴𝑉𝑂𝐿𝑂 𝑉𝐸𝑆𝑇𝐸 𝑃𝑅𝐴𝐷𝐴 2 𝑑𝑖 𝐷𝑎𝑣𝑖𝑑 ...
07/05/2026

𝐂𝐈𝐍𝐄𝐌𝐀 𝐄 𝐏𝐒𝐈𝐊𝐄

✍️𝑹𝒖𝒃𝒓𝒊𝒄𝒂 𝒒𝒖𝒊𝒏𝒅𝒊𝒄𝒊𝒏𝒂𝒍𝒆 𝒂 𝒄𝒖𝒓𝒂 𝒅𝒊 𝑴𝒂𝒓𝒊𝒂 𝑨𝒏𝒕𝒐𝒏𝒊𝒆𝒕𝒕𝒂 𝑪𝒐𝒄𝒄𝒂𝒏𝒂𝒓𝒊 𝒅𝒆' 𝑭𝒐𝒓𝒏𝒂𝒓𝒊

🎥𝐼𝐿 𝐷𝐼𝐴𝑉𝑂𝐿𝑂 𝑉𝐸𝑆𝑇𝐸 𝑃𝑅𝐴𝐷𝐴 2 𝑑𝑖 𝐷𝑎𝑣𝑖𝑑 𝐹𝑟𝑎𝑛𝑘𝑒𝑙

𝐈𝐋 𝐃𝐈𝐀𝐕𝐎𝐋𝐎 𝐕𝐄𝐒𝐓𝐄 𝐏𝐑𝐀𝐃𝐀 𝟐 (𝟐𝟎𝟐𝟔). 𝐃𝐚𝐯𝐢𝐝 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐤𝐞𝐥 𝐞̀ 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐢𝐥 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐬𝐭𝐚. 𝐕𝐞𝐧𝐭'𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐭𝐢 𝐪𝐮𝐚𝐬𝐢 𝐢𝐧𝐝𝐞𝐧𝐧𝐢 𝐬𝐮𝐢 𝐯𝐢𝐬𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐭𝐫𝐞 𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐯𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐦𝐨𝐝𝐚. 𝐋𝐞 𝐥𝐨𝐫𝐨 𝐯𝐢𝐭𝐞 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐜𝐞 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐭𝐞, 𝐩𝐞𝐫 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐦𝐨. 𝐌𝐚 𝐢 𝐜𝐚𝐫𝐚𝐭𝐭𝐞𝐫𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐧𝐨. 𝐅𝐢𝐠𝐮𝐫𝐢𝐚𝐦𝐨𝐜𝐢 "𝐥𝐞 𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚𝐜𝐜𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐞". 𝐄𝐦𝐢𝐥𝐲 (𝐄𝐦𝐢𝐥𝐲 𝐁𝐥𝐮𝐧𝐭) 𝐧𝐚𝐬𝐜𝐞 𝐄𝐯𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐄𝐯𝐚, 𝐀𝐧𝐝𝐲 (𝐀𝐧𝐧𝐞 𝐇𝐚𝐭𝐡𝐚𝐰𝐚𝐲) "𝐠𝐫𝐚𝐬𝐬𝐚" 𝐭𝐚𝐠𝐥𝐢𝐚 𝟒𝟐 𝐮𝐧𝐚 𝐁𝐢𝐚𝐧𝐜𝐚𝐧𝐞𝐯𝐞 𝐢𝐧𝐠𝐞𝐧𝐮𝐚 𝐥𝐞𝐚𝐥𝐞 𝐟𝐞𝐝𝐞𝐥𝐞 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐟𝐢𝐧𝐞 𝐞̀ 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐜𝐚𝐩𝐚𝐜𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐞, 𝐌𝐢𝐫𝐚𝐧𝐝𝐚 𝐬𝐚𝐫𝐚̀ 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐌𝐢𝐫𝐚𝐧𝐝𝐚 (𝐌𝐞𝐫𝐲𝐥 𝐒𝐭𝐫𝐞𝐞𝐩). 𝐄 𝐜'𝐞̀ 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐢𝐥 𝐛𝐫𝐚𝐜𝐜𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐍𝐢𝐠𝐞𝐥 (𝐒𝐭𝐚𝐧𝐥𝐞𝐲 𝐓𝐮𝐜𝐜𝐢) 𝐮𝐦𝐢𝐥𝐞 𝐠𝐞𝐧𝐭𝐢𝐥𝐞 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐨𝐬𝐨. 𝐓𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐢𝐧 𝐫𝐞𝐜𝐢𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐯𝐨𝐥𝐮𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐜𝐚𝐫𝐢𝐜𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐜𝐨𝐩𝐨 𝐝𝐢 𝐞𝐟𝐟𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐞𝐬𝐢𝐥𝐚𝐫𝐚𝐧𝐭𝐢. 𝐔𝐧 𝐬𝐞𝐪𝐮𝐞𝐥 𝐢𝐧𝐮𝐭𝐢𝐥𝐞? 𝐏𝐞𝐫𝐨̀ 𝐜𝐚𝐫𝐢𝐧𝐨.

Andy ha fatto altrove la sua strada di giornalista d'inchiesta e ha vinto un premio prestigioso ma il giornale contestualmente brutalmente la licenzia con tutto lo staff per la crisi del cartaceo. Stranamente viene convocata per essere riassunta con un ruolo di rilievo da Runway, il giornale di moda dove aveva lavorato alle prime armi: frivolezza e glamour agli ordini di una Miranda perentoria che si appanna temporaneamente, ma sempre "a testa alta", vagamente umanizzandosi non appena si trova al centro di uno scandalo, e la crisi colpisce anche loro. Rimedi e "tramatori", per intrecci feuilleton con Tutto è bene quel che finisce bene. La pecca è la lunghezza. Ci voleva un montaggio coraggioso sforbiciando una mezz'ora per dare grinta.

Noi spettatrici signore e signorine (mbè, sì, diciamocelo, è un film più da donne) comunque enchantées dalla fantasmagoria di Armani Valentino Dolce &, appunto Prada etc. etc., e in primo piano Dior, e il set che si sposta dal gioiello notturno di New York a Milano a cena sotto L'ultima cena di Leonardo e a Villa Balbiano sul lago di Como per la gioia degli utenti italiani. Ecco Donatella Versace tutta a nuovo, ecco Naomi Campbell evergreen e altre celebrity. L'epifania di Miranda, poi, inquadrata dalle proustiane scarpette rosse con risalita allo strascico di un abbagliante vestito in tinta, è insuperabile. Lady Gaga, naturalmente troppo imperfetta per piacere a Miranda, dà con la sua canzone e il suo look un altro punto di richiamo. E non manca la Musica di Gaetano Donizetti al funerale tutto un pazzesco nero griffato da imitare.

Sì, tra figli veri e ovuli congelati, tra tanti luoghi comuni, qualche battuta frizzante e meravigliose abbuffate visive, fragile e abbagliante film di costume del tipo Castigat ridendo mores, che mostra i cambiamenti di un'epoca dove "la tua borsa il tuo ombrello dicono tutto di te", e in particolare quelli cruciali della comunicazione nell'era digitale. Visto con spirito leggero è OK. Ma, udite: più o meno dappertutto, critica positiva.

📰 Sfogliando Il Messaggero di oggi...La presentazione di "Vite sospese" di Rosario Galli e la festa per i suoi 50 anni d...
27/04/2026

📰 Sfogliando Il Messaggero di oggi...
La presentazione di "Vite sospese" di Rosario Galli e la festa per i suoi 50 anni di carriera teatrale.
📸 Rosario Galli e Francesca Ceci
Foto:
🗞️Grazie di cuore a .sbrenna



𝐕𝐢𝐭𝐞 𝐬𝐨𝐬𝐩𝐞𝐬𝐞. 𝐔𝐧𝐚 𝐬𝐞𝐫𝐚𝐭𝐚, 𝐮𝐧 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨, 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚.Nella cornice senza tempo della storica trattoria “Al Biondo Tevere” s...
23/04/2026

𝐕𝐢𝐭𝐞 𝐬𝐨𝐬𝐩𝐞𝐬𝐞. 𝐔𝐧𝐚 𝐬𝐞𝐫𝐚𝐭𝐚, 𝐮𝐧 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨, 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚.

Nella cornice senza tempo della storica trattoria “Al Biondo Tevere” si è svolta una serata intensa e partecipata per celebrare i cinquant’anni di carriera di Rosario Galli, in occasione della presentazione del suo ultimo romanzo Vite sospese (Le Storie Edizioni).

Un incontro fatto di emozioni, memoria e condivisione, che ha restituito tutta la profondità di un lungo percorso artistico e umano.

Per il resto, lasciamo parlare le immagini. ✨

📸



𝐂𝐈𝐍𝐄𝐌𝐀 𝐄 𝐏𝐒𝐈𝐊𝐄✍️𝑹𝒖𝒃𝒓𝒊𝒄𝒂 𝒒𝒖𝒊𝒏𝒅𝒊𝒄𝒊𝒏𝒂𝒍𝒆 𝒂 𝒄𝒖𝒓𝒂 𝒅𝒊 𝑴𝒂𝒓𝒊𝒂 𝑨𝒏𝒕𝒐𝒏𝒊𝒆𝒕𝒕𝒂 𝑪𝒐𝒄𝒄𝒂𝒏𝒂𝒓𝒊 𝒅𝒆' 𝑭𝒐𝒓𝒏𝒂𝒓𝒊🎥𝐿𝐴 𝑆𝐴𝐿𝐼𝑇𝐴 𝑑𝑖 𝑀𝑎𝑠𝑠𝑖𝑚𝑖𝑙𝑖𝑎𝑛𝑜 𝐺𝑎𝑙𝑙𝑜𝐋𝐀 ...
23/04/2026

𝐂𝐈𝐍𝐄𝐌𝐀 𝐄 𝐏𝐒𝐈𝐊𝐄

✍️𝑹𝒖𝒃𝒓𝒊𝒄𝒂 𝒒𝒖𝒊𝒏𝒅𝒊𝒄𝒊𝒏𝒂𝒍𝒆 𝒂 𝒄𝒖𝒓𝒂 𝒅𝒊 𝑴𝒂𝒓𝒊𝒂 𝑨𝒏𝒕𝒐𝒏𝒊𝒆𝒕𝒕𝒂 𝑪𝒐𝒄𝒄𝒂𝒏𝒂𝒓𝒊 𝒅𝒆' 𝑭𝒐𝒓𝒏𝒂𝒓𝒊

🎥𝐿𝐴 𝑆𝐴𝐿𝐼𝑇𝐴 𝑑𝑖 𝑀𝑎𝑠𝑠𝑖𝑚𝑖𝑙𝑖𝑎𝑛𝑜 𝐺𝑎𝑙𝑙𝑜

𝐋𝐀 𝐒𝐀𝐋𝐈𝐓𝐀 (𝟐𝟎𝟐𝟓). 𝐎𝐩𝐞𝐫𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐜𝐢𝐧𝐞𝐦𝐚𝐭𝐨𝐠𝐫𝐚𝐟𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐚𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐌𝐚𝐬𝐬𝐢𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐆𝐚𝐥𝐥𝐨. 𝐃𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐚: 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐬𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐄𝐝𝐮𝐚𝐫𝐝𝐨 𝐃𝐞 𝐅𝐢𝐥𝐢𝐩𝐩𝐨 𝐚𝐥 𝐜𝐚𝐫𝐜𝐞𝐫𝐞 𝐦𝐢𝐧𝐨𝐫𝐢𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐢𝐬𝐨𝐥𝐚 𝐜𝐚𝐦𝐩𝐚𝐧𝐚 𝐝𝐢 𝐍𝐢𝐬𝐢𝐝𝐚 𝐧𝐞𝐥 𝟏𝟗𝟖𝟑 𝐢𝐧𝐜𝐢𝐬𝐞 𝐧𝐞𝐥 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐢𝐞𝐫𝐨 𝐞 𝐧𝐞𝐥 𝐜𝐮𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐢 𝐫𝐚𝐠𝐚𝐳𝐳𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐨𝐩𝐨 𝐢𝐥 𝐬𝐮𝐨 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐩𝐞𝐧𝐞𝐭𝐫𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐬𝐮𝐥 𝐩𝐚𝐝𝐫𝐞 𝐞 𝐬𝐮𝐥 𝐜𝐨𝐫𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 (𝐟𝐢𝐥𝐦𝐚𝐭𝐨 𝐨𝐫𝐢𝐠𝐢𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐫𝐞𝐩𝐞𝐫𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐧𝐞𝐢 𝐭𝐢𝐭𝐨𝐥𝐢 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐝𝐚) 𝐞 𝐮𝐧 𝐥𝐚𝐛𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐭𝐞𝐚𝐭𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐠𝐮𝐢𝐝𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐚𝐥 𝐌𝐚𝐞𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐞 𝐝𝐚𝐢 𝐬𝐮𝐨𝐢 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐚𝐛𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐂𝐚𝐫𝐥𝐨 𝐂𝐫𝐨𝐜𝐜𝐨𝐥𝐨 (𝐜𝐫𝐞𝐝𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐬𝐬𝐢𝐦𝐨 𝐌𝐚𝐮𝐫𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐂𝐚𝐬𝐚𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞) 𝐞 𝐑𝐨𝐬𝐚𝐥𝐢𝐚 𝐌𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨, 𝐭𝐫𝐨𝐯𝐚𝐧𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥'𝐀𝐫𝐭𝐞 𝐥'𝐨𝐜𝐜𝐚𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐢𝐦𝐩𝐚𝐫𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐚 𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐥 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐮𝐧𝐚 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐚 𝐜𝐨𝐬𝐜𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚.

La salita qui è una parola polisemica: è la difficoltà dell'esperienza, è il sentiero che sale dalla pianura alla prigione, è l'elevazione umana di tutti quei giovani e l'affermazione professionale di alcuni di essi.

Al centro della vicenda Emanuele nei suoi ultimi giorni di carcere e la nascita di un sentimento profondo con una detenuta matura e amante dei libri, trasferita da Pozzuoli a Nisida con altre detenute a causa del bradisismo flegreo. Lei è di famiglia notabile siciliana, ma ora vedova di un capocamorra. Rivede nel ragazzo il figlio morto ammazzato e gli chiede, appena libero, di uccidere l'assassino. Emanuele accetta, promette che l'aspetterà. Ma lei non resiste al cumulo delle vendette e delle tragedie e prende una decisione fatale.

Lodi a un montaggio agile che dirige il vortice delle emozioni.

Nelle musiche di Enzo Avitabile, anche con la struggente rielaborazione del "Padre nostro", un'altalena tra pathos e comicità, tra soprusi di alcuni ragazzi e umanità degli operatori, tra le ombre delle mura e la costa maestosa, tra la dolente narrazione e il colpo di teatro finale -cameo di Gallo compreso- che inizia dal quadro della Madonna di Pompei, è lo schema di un film che non avrei voluto perdere. Il paterno ruolo del grande drammaturgo affidato al mestiere di Mariano Rigillo amplifica il significato di un'opera dedicata al palcoscenico, a Eduardo e ai padri, alla loro funzione di guida e di destino, non ultimo proprio a quel Nunzio Gallo papà del regista, rimasto con l'interpretazione di "Mamma" nella Storia della canzone italiana.

🎙️Rosario Galli ospite di  negli studi di  racconta il suo percorso artistico: un'intervista autentica, fatta di memoria...
14/04/2026

🎙️Rosario Galli ospite di negli studi di racconta il suo percorso artistico: un'intervista autentica, fatta di memoria, curiosità, aneddoti e riflessioni sul teatro e la scrittura.

📌E poi c'è un appuntamento da segnare...

📆Mercoledì 22 aprile
🕕Ore 18:00
📍Trattoria

Per una serata che è racconto, incontro e celebrazione.

📖La presentazione del secondo romanzo di Rosario Galli "Vite sospese" (Le Storie Edizioni) e la festa per i 50 anni di carriera teatrale.




Indirizzo

Rome

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