Noi che NON votiamo - e NON voteremo - il PD

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🇮🇷 IRAN: “RIAPRIAMO HORMUZ IN 7 GIORNI”. 🇺🇸 TRUMP: “RIFIUTO LA PROPOSTA”Lo Stretto di Hormuz torna al centro dello scont...
27/09/2026

🇮🇷 IRAN: “RIAPRIAMO HORMUZ IN 7 GIORNI”. 🇺🇸 TRUMP: “RIFIUTO LA PROPOSTA”

Lo Stretto di Hormuz torna al centro dello scontro tra Iran e Stati Uniti. E questa volta sul tavolo c’è una proposta precisa: Teheran sostiene di aver trasmesso a Washington, attraverso il Qatar, un piano per fermare le ostilità e ripristinare la navigazione nello stretto entro sette giorni.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha spiegato all’ONU che il piano prevede, tra le altre condizioni, sette giorni di cessate il fuoco in Medio Oriente, compreso il Libano. Al termine della tregua, secondo la proposta iraniana, Hormuz dovrebbe essere riaperto e il normale traffico marittimo ripristinato.

Tra le condizioni iraniane figurano inoltre la fine del blocco navale statunitense, l’allentamento delle sanzioni sul petrolio iraniano e lo sblocco di asset iraniani congelati. Teheran lega quindi la riapertura dello stretto a un più ampio accordo sulla cessazione delle ostilità.

Poi arriva la risposta di Donald Trump.

Il presidente americano ha dichiarato di aver respinto la proposta iraniana, sostenendo che Teheran vorrebbe riaprire rapidamente lo stretto perché si trova in difficoltà.

E nel frattempo Trump ha pubblicato sui social una mappa dello Stretto di Hormuz con una nuova, provocatoria denominazione: “Trump Strait”.

Al di là della provocazione, il nodo resta enorme.

Hormuz è uno dei principali passaggi strategici per il commercio energetico mondiale. La sua chiusura o il suo funzionamento fortemente limitato ha conseguenze sui trasporti, sulle forniture energetiche e inevitabilmente sui prezzi del petrolio.

Teheran dice: “sette giorni per riaprire”.
Washington risponde: “proposta respinta”.

Per ora, dunque, lo Stretto resta al centro della partita diplomatica e militare tra Iran e Stati Uniti.

Provincia di Torino.Cominciamo a rispettare i ciclisti, presto potremmo diventarlo anche noi 😂
26/09/2026

Provincia di Torino.

Cominciamo a rispettare i ciclisti, presto potremmo diventarlo anche noi 😂

Ci mandano questa foto dall'autostrada, nei pressi di Barcellona, in Spagna. Datata 25 settembre 2026.Il governo spagnol...
26/09/2026

Ci mandano questa foto dall'autostrada, nei pressi di Barcellona, in Spagna.

Datata 25 settembre 2026.

Il governo spagnolo ha tagliato accise e IVA per tamponare il caro carburante.

🇺🇸 PER DIFENDERE LA SUA CASA DALL'ASSALTO DEI COLONI ISRAELIANI, HA MESSO UNA BANDIERA AMERICANA SUL TETTO. 🇵🇸🇮🇱Non è un...
26/09/2026

🇺🇸 PER DIFENDERE LA SUA CASA DALL'ASSALTO DEI COLONI ISRAELIANI, HA MESSO UNA BANDIERA AMERICANA SUL TETTO. 🇵🇸🇮🇱

Non è una scena di un film. È accaduto a Qusra, in Cisgiordania, dove il palestinese-americano Loui Ridi, proprietario di una casa nel villaggio, è tornato dagli Stati Uniti dopo che alcuni coloni israeliani avevano circondato la sua abitazione e altre due proprietà palestinesi.

Ridi temeva di perdere la casa di famiglia. E ha scelto un gesto tanto semplice quanto simbolico: issare una grande bandiera degli Stati Uniti sul tetto.

Il motivo lo ha spiegato lui stesso: se i coloni fossero riusciti ad arrivare alla casa, prima di poter sostituire la bandiera americana con la propria avrebbero dovuto rimuoverla. Un messaggio rivolto soprattutto a Washington: qui c’è un cittadino americano.

La situazione, però, non si è fermata.

Reuters ha documentato il confronto tra Ridi e un colono entrato nella sua proprietà. I soldati israeliani sono intervenuti, dichiarando l’area zona militare chiusa, e hanno ordinato a Ridi di rientrare nell’abitazione. Il colono, invece, non è stato arrestato.

Nei giorni precedenti, secondo Associated Press, i coloni avevano circondato tre abitazioni, limitando gli spostamenti delle famiglie e, in alcuni momenti, interrompendo acqua ed elettricità. L’esercito israeliano aveva definito l’assedio illegale e inaccettabile e aveva dichiarato la zona militare chiusa.

Il caso ha provocato anche una presa di posizione dell’ambasciatore americano in Israele Mike Huckabee, che ha condannato l’azione dei coloni.

La fotografia della bandiera americana sopra quella casa racconta, da sola, una situazione paradossale: un uomo che torna dagli Stati Uniti per proteggere la propria abitazione e che, per sentirsi più al sicuro, decide di esporre proprio la bandiera americana.

Una bandiera che, in quel momento, non rappresenta una festa o una celebrazione.

Rappresenta una richiesta di protezione.

🇷🇺 🇪🇺 RUTTE: «PUTIN È SULL’ORLO DEL PANICO». E LA NATO: «SIAMO PIÙ FORTI»Parole pesanti, pronunciate dal segretario gene...
26/09/2026

🇷🇺 🇪🇺 RUTTE: «PUTIN È SULL’ORLO DEL PANICO». E LA NATO: «SIAMO PIÙ FORTI»

Parole pesanti, pronunciate dal segretario generale della NATO Mark Rutte a New York. Ma dietro le dichiarazioni resta una realtà militare e geopolitica decisamente più complessa.

Rutte ha affermato di conoscere Putin e di ritenere che il presidente russo sia «sul punto di andare un po’ nel panico», sostenendo che la situazione per Mosca non stia andando nella direzione desiderata. Secondo il segretario generale, l’impatto della guerra sull’economia russa sarebbe «enorme».

Rutte ha però aggiunto un elemento tutt’altro che secondario: un attacco russo alla NATO viene considerato altamente improbabile, pur invitando gli alleati a «non essere ingenui». (ANSA.it)

E sul rapporto di forza? Rutte sostiene che la NATO sia più forte della Russia e che Mosca sappia che l’Alleanza difenderebbe ogni centimetro del territorio dei Paesi membri.

Contemporaneamente, però, lo stesso Rutte ha riconosciuto che la Russia sta aumentando la propria produzione militare e destinando una quota molto elevata delle proprie risorse alla difesa. Ha inoltre parlato di una crescente attività russa nel settore cyber e delle cosiddette minacce ibride, affermando che la NATO dispone di opzioni di risposta. (nato.int)

Insomma, il messaggio di Bruxelles è chiaro: nessun allarme per un’imminente guerra Russia-NATO, ma neppure abbassare la guardia.

La frase sul «panico di Putin» fa certamente rumore. Ma stabilire quanto descriva realmente lo stato della leadership russa è un’altra questione: si tratta della valutazione politica e strategica del segretario generale della NATO, non di un dato direttamente misurabile.

Nel frattempo, la guerra in Ucraina continua e Russia e NATO continuano a rafforzare le rispettive capacità.

Tra dichiarazioni muscolari, riarmo e guerra ibrida, la parola d’ordine di Rutte è: «State calmi».

Una contraddizione solo apparente. Perché proprio mentre invita alla calma, la NATO continua a prepararsi allo scenario peggiore.

🇮🇹 MIRAFIORI, TORNA LA CASSA INTEGRAZIONE: LO STABILIMENTO SI FERMA A OTTOBRENuovo stop produttivo a Mirafiori. Stellant...
25/09/2026

🇮🇹 MIRAFIORI, TORNA LA CASSA INTEGRAZIONE: LO STABILIMENTO SI FERMA A OTTOBRE

Nuovo stop produttivo a Mirafiori. Stellantis ha comunicato il ricorso alla cassa integrazione dal 19 al 30 ottobre, coinvolgendo 1.074 lavoratori della linea dedicata alla Fiat 500 elettrica e ibrida: 934 operai e 140 impiegati.

La decisione arriva in un contesto ancora complesso per lo storico stabilimento torinese. Secondo quanto comunicato dall’azienda, la produzione della 500 è aumentata rispetto allo scorso anno, ma la situazione resta caratterizzata da una domanda e da volumi produttivi che non consentono continuità.

Sul fronte sindacale, la nuova fermata viene letta come un ulteriore segnale delle difficoltà di Mirafiori. Le organizzazioni dei lavoratori chiedono garanzie sul futuro dello stabilimento e, in particolare, l’assegnazione di un secondo modello che possa affiancare la 500 e contribuire a rendere più stabile l’attività produttiva.

Il tema riguarda quindi non soltanto le due settimane di cassa integrazione, ma soprattutto le prospettive industriali dello stabilimento torinese.

Mirafiori, uno dei simboli storici dell’industria automobilistica italiana, continua così a confrontarsi con una fase di transizione segnata dall’elettrificazione, dall’andamento del mercato dell’auto e dalle scelte industriali di Stellantis.

La domanda resta aperta: quale sarà il futuro produttivo di Mirafiori e quali nuovi modelli verranno assegnati allo stabilimento?

#500

ONU, NETANYAHU PARLA E DECINE DI DELEGATI ESCONO DALL’AULA. LUI: «CODARDI MORALI»New York, 24 settembre 2026. Una scena ...
25/09/2026

ONU, NETANYAHU PARLA E DECINE DI DELEGATI ESCONO DALL’AULA. LUI: «CODARDI MORALI»

New York, 24 settembre 2026. Una scena destinata a far discutere quella andata in scena all’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Quando Benjamin Netanyahu è salito sul podio per pronunciare il suo discorso, decine di delegati hanno lasciato l’aula in segno di protesta. La sala si è così parzialmente svuotata, mentre all’interno si sono sentiti anche cori a sostegno di Israele e slogan pro-Palestina.

La risposta del premier israeliano è arrivata immediatamente e senza mezzi termini:

«Se ci sono altri codardi morali che non hanno ancora lasciato l’aula, vi prego di farlo ora».

Netanyahu ha poi sostenuto che Israele, difendendosi, starebbe difendendo anche alcuni dei Paesi rappresentati dalle delegazioni che avevano appena abbandonato la sala. Ha inoltre affermato che alcuni leader stranieri lo ringrazierebbero privatamente per l’azione israeliana contro il programma nucleare iraniano.

La protesta non è arrivata dal nulla: la Missione palestinese all’ONU aveva invitato le delegazioni a partecipare a un’uscita collettiva durante l’intervento del premier israeliano, come forma di protesta contro le politiche del governo di Israele. Israele respinge le accuse di genocidio e crimini di guerra.

Nel suo intervento Netanyahu ha definito le accuse di genocidio a Gaza «la più grande bugia del secolo» e ha difeso le operazioni israeliane contro l’Iran, sostenendo che colpire il programma nucleare iraniano fosse stata una delle decisioni più facili prese da premier.

Una cosa è certa: oggi all’ONU il discorso di Netanyahu è iniziato con un’aula che si svuotava e una risposta che ha alzato ulteriormente il livello dello scontro politico e diplomatico.

🩺 SANITÀ, CAMBIANO LE TARIFFE: PER ALCUNE VISITE ED ESAMI ARRIVANO RINCARIDal 21 settembre è entrato in vigore il nuovo ...
24/09/2026

🩺 SANITÀ, CAMBIANO LE TARIFFE: PER ALCUNE VISITE ED ESAMI ARRIVANO RINCARI

Dal 21 settembre è entrato in vigore il nuovo tariffario nazionale della sanità: cambiano le tariffe di 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale e di 222 codici dell’assistenza protesica.

Ma attenzione: non significa che tutti i cittadini pagheranno automaticamente di più.

Il ticket, infatti, è una compartecipazione alla spesa e il tetto ordinario resta fissato a 36,15 euro per ricetta. Inoltre, secondo il Ministero della Salute, 8 prestazioni su 10 mantengono la stessa tariffa e chi beneficia delle esenzioni previste per reddito, età o patologia non viene coinvolto dagli aumenti.

Per alcune prestazioni, però, il costo può aumentare.

📌 Prima visita specialistica: da 25 a 26 euro
📌 Prima visita cardiologica con ECG: da 33,60 a 38 euro
📌 Agoaspirato della mammella: da 31,25 a 36,50 euro
📌 Prelievo: +50 centesimi

Il Ministero stima un impatto medio sui cittadini non esenti di circa 1,50 euro all’anno, per circa 27 milioni di euro complessivi di ticket aggiuntivi.

Il nuovo sistema nasce dall’aggiornamento delle tariffe riconosciute dal Servizio sanitario nazionale alle strutture che erogano le prestazioni. L’effetto sui cittadini dipende quindi dalla singola prestazione e dal regime applicato.

Insomma, non aumentano “448 ticket” indistintamente: cambiano 448 tariffe e, in una parte dei casi, questo può tradursi in un ticket più alto per chi non è esente.

Ci mandano questa foto da Tenerife, datata 18 settembre 2026
24/09/2026

Ci mandano questa foto da Tenerife, datata 18 settembre 2026

🇮🇹 “Il costo del carburante non calerà a breve. Quindi, o ti rassegni o ti attrezzi.” 🇮🇹È la frase pronunciata da Matteo...
24/09/2026

🇮🇹 “Il costo del carburante non calerà a breve. Quindi, o ti rassegni o ti attrezzi.” 🇮🇹

È la frase pronunciata da Matteo Salvini sul caro carburanti. Una dichiarazione che arriva mentre il prezzo del gasolio resta sopra i 2,30 euro al litro sulla rete stradale italiana.

Secondo gli ultimi dati del MIMIT, oggi, 24 settembre, il prezzo medio nazionale del diesel in modalità self è di 2,338 euro al litro. In autostrada arriva a 2,419 euro.

Il quadro europeo non è migliore: secondo un’analisi AFP sui dati della Commissione europea, il prezzo medio del diesel nell’UE ha raggiunto 2,23 euro al litro, nuovo massimo della serie disponibile, con record registrati in 19 Paesi, tra cui l’Italia.

Salvini non ha quindi promesso un calo imminente. Al contrario, ha messo in conto che carburanti, energia e costi per famiglie e imprese resteranno elevati nel breve periodo.

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha spiegato alla Camera che i prezzi dipendono soprattutto dall’andamento del Brent e dalla quantità di raffinerie operative, sostenendo inoltre la necessità di una risposta europea. La questione dovrebbe essere discussa formalmente all’Ecofin di inizio ottobre.

Nel frattempo, il governo ha già adottato interventi temporanei sulle accise sul gasolio, mentre sui mercati pesa anche l’ipotesi di un possibile blocco delle esportazioni statunitensi di diesel, che potrebbe aumentare ulteriormente la pressione sui prezzi europei.

Tradotto in numeri: per chi percorre molti chilometri, ogni aumento di pochi centesimi al litro significa decine di euro in più ogni mese.

E davanti a un pieno sempre più caro, il messaggio di Salvini è netto: “o ti rassegni o ti attrezzi”.

La domanda, a questo punto, è quanto a lungo famiglie, pendolari e imprese possano continuare ad assorbire questi costi.

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