Noi che NON votiamo - e NON voteremo - il PD

Noi che NON votiamo - e NON voteremo - il PD Qui vengono raccolte tutte le notizie che i giornali e i tg "dimenticano" di divulgare. Condividiamo anche notizie di cui non siamo per nulla d'accordo.

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BOCCIA DIFENDE RANUCCI: «VOGLIONO INCASTRARLO, IL SISTEMA NON LO VOLEVA PIÙ A REPORT»Maria Rosaria Boccia torna a parlar...
05/10/2026

BOCCIA DIFENDE RANUCCI: «VOGLIONO INCASTRARLO, IL SISTEMA NON LO VOLEVA PIÙ A REPORT»

Maria Rosaria Boccia torna a parlare di Sigfrido Ranucci e prende apertamente le difese dell’ex conduttore di Report. Nel corso dell’intervista a Le Iene, Boccia ha sostenuto che Ranucci sarebbe stato «vittima dell’attentato» ma anche «vittima di un sistema che non lo voleva più alla conduzione di Report».

Boccia ha inoltre affermato: «Hanno cercato di incastrarlo, è palese. Vogliono minare il giornalismo d’inchiesta. Fa comodo che Sigfrido vada via da lì».

Le sue parole arrivano mentre resta aperto il caso giudiziario sull’attentato del 16 ottobre 2025 contro Ranucci. Valter Lavitola ha ammesso davanti al gip di essere il mandante, sostenendo però di averlo fatto con l’obiettivo di aumentare la protezione del giornalista. Una versione che il gip ha giudicato «fumosa» e priva di elementi concreti di riscontro.

Sul fronte Rai, la rimozione di Ranucci dalla conduzione di Report è stata decisa a fine agosto. Il giornalista ha successivamente presentato un ricorso urgente al Tribunale del Lavoro di Roma per chiedere di tornare alla guida del programma.

E nelle ultime ore è esploso un ulteriore caso: Ranucci ha denunciato un presunto tentativo di accesso nell’appartamento di cui dispone, sostenendo che un giornalista avrebbe fornito false generalità. I Carabinieri hanno acquisito testimonianze e immagini delle telecamere. Il giornalista indicato, Moreno Pisto, ha confermato di essere stato nel condominio ma ha respinto la ricostruzione di Ranucci, sostenendo di essere andato lì per svolgere il proprio lavoro e negando di essere entrato nel pianerottolo o di avere mandanti.

Dunque, per ora, due piani restano distinti: da una parte le dichiarazioni e le convinzioni di Boccia sul presunto «sistema»; dall’altra indagini giudiziarie e versioni contrapposte su fatti specifici. Saranno gli accertamenti e, eventualmente, i tribunali a stabilire cosa sia realmente accaduto.

🚨 RANUCCI DENUNCIA: «HANNO TENTATO DI ENTRARE NEL MIO APPARTAMENTO». IL GIORNALISTA REPLICA: «FACEVO IL MIO LAVORO»Nuovo...
04/10/2026

🚨 RANUCCI DENUNCIA: «HANNO TENTATO DI ENTRARE NEL MIO APPARTAMENTO». IL GIORNALISTA REPLICA: «FACEVO IL MIO LAVORO»

Nuovo caso attorno a Sigfrido Ranucci. L’ex conduttore di Report ha denunciato un presunto tentativo di accesso nell’appartamento nella sua disponibilità, in un condominio di Roma.

Secondo il racconto di Ranucci, un giornalista di un magazine online e collaboratore di un programma Rai avrebbe fornito false generalità per riuscire ad accedere allo stabile, coinvolgendo anche una donna delle pulizie e chiedendo informazioni sugli ingressi e sulle uscite dell’immobile.

Successivamente, sempre secondo Ranucci, un condomino avrebbe trovato un uomo e una donna davanti alla porta dell’appartamento, che si sarebbero presentati come addetti alle pulizie. Ranucci sostiene invece che si trattasse di una copertura.

La vicenda è stata segnalata ai Carabinieri, che hanno raccolto testimonianze e acquisito le immagini delle telecamere. Tra le ipotesi al vaglio c’è quella della violazione di domicilio.

Il giornalista identificato è Moreno Pisto, direttore di Mow Mag e collaboratore di FiloRosso su Rai 3.

Ma la sua versione è completamente diversa.

Pisto conferma di essere stato nel condominio, ma nega qualsiasi intrusione: sostiene di essere andato a cercare Laura Cianfoni, di essere entrato nel cortile insieme al videomaker e di aver utilizzato la donna delle pulizie per verificare se la persona cercata fosse presente. Una volta appurato che non c’era, afferma di essersi allontanato.

Pisto nega inoltre di essere mai stato sul pianerottolo davanti alla porta di Ranucci e respinge l’ipotesi di avere agito per conto di terzi: «Non ho mandanti. Ho fatto il mio lavoro».

Anche Mow Mag respinge la ricostruzione di Ranucci, sostenendo che non ci sarebbe stata alcuna violazione di domicilio.

Sul piano politico, alcuni parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno chiesto alla Rai di verificare se le modalità contestate siano compatibili con i principi del servizio pubblico.

📌 Per ora, dunque, esistono due versioni contrapposte. La presenza di Pisto nello stabile è confermata dallo stesso giornalista; ciò che resta da accertare è come sia entrato, cosa abbia effettivamente fatto e se vi sia stato un tentativo di accesso all’appartamento o una violazione di domicilio.

Saranno testimonianze e immagini delle telecamere, ora agli atti degli investigatori, a chiarire la dinamica.

04/10/2026
🇺🇦  🇷🇺  🇩🇪 UCRAINA, NUOVA ESCALATION: DRONI, PONTI COLPITI E ATTACCHI ALLE INFRASTRUTTURE, LA GERMANIA AL FIANCO DI KIEV...
04/10/2026

🇺🇦 🇷🇺 🇩🇪 UCRAINA, NUOVA ESCALATION: DRONI, PONTI COLPITI E ATTACCHI ALLE INFRASTRUTTURE, LA GERMANIA AL FIANCO DI KIEV

La guerra in Ucraina entra in una nuova fase di escalation, mentre gli attacchi aerei russi e le operazioni ucraine contro obiettivi in territorio russo proseguono senza tregua.

Nella notte tra il 3 e il 4 ottobre, secondo l’Aeronautica militare ucraina, la Russia ha lanciato 135 droni contro l’Ucraina: 123 sarebbero stati abbattuti o neutralizzati, mentre sono stati registrati impatti in cinque località. A Kiev i droni hanno provocato incendi e danni ad alcune strutture.

Nei giorni precedenti era stato colpito anche il Ponte Nord di Kiev, sul fiume Dnepr, dopo gli attacchi al Ponte Sud. Mosca ha confermato l'operazione sostenendo che la struttura viene utilizzata per il movimento delle truppe e il trasporto di rifornimenti militari. Le autorità ucraine hanno riferito invece danni alle infrastrutture e feriti.

La situazione riguarda anche il Mar Nero: un attacco contro una nave cargo civile battente bandiera liberiana, nel porto della regione di Odessa, ha provocato la morte di un marinaio e il ferimento di altri tre membri dell’equipaggio, secondo le autorità ucraine.

Mosca ha annunciato che continuerà quelli che definisce attacchi di rappresaglia, accusando Kiev di colpire infrastrutture e civili russi. L’Ucraina, dal canto suo, ha annunciato l’intenzione di intensificare gli attacchi contro le raffinerie russe, presentandoli come risposta all’escalation dei bombardamenti. Entrambe le parti negano di prendere deliberatamente di mira i civili.

Nel frattempo, il cancelliere tedesco Friedrich Merz è arrivato oggi a Kiev, annunciando un nuovo pacchetto di aiuti tedeschi da 1 miliardo di euro per la difesa e 350 milioni per le infrastrutture energetiche. Berlino punta inoltre a rafforzare la cooperazione con l'Ucraina nella produzione di droni e armamenti.

Sul piano diplomatico, dunque, non emergono al momento segnali concreti di un accordo di pace: sul terreno continua una spirale di attacchi e ritorsioni che coinvolge sempre più infrastrutture strategiche, energia e trasporti.

🇮🇱 NUOVE TESTIMONIANZE SHOCK: «A un certo punto, uccidere decine di persone non sembrava più così grave».È uno dei passa...
04/10/2026

🇮🇱 NUOVE TESTIMONIANZE SHOCK: «A un certo punto, uccidere decine di persone non sembrava più così grave».

È uno dei passaggi più pesanti delle testimonianze raccolte da El País da parte di tre militari israeliani che hanno prestato servizio a Gaza e che hanno scelto di parlare in forma anonima.

Uno di loro, appartenente all’intelligence militare, racconta l’attacco del 31 ottobre 2023 a Jabalia, condotto contro il comandante di Hamas Ibrahim Biari. Secondo la sua testimonianza, nelle valutazioni operative era stata stimata la possibilità di circa 300 vittime collaterali, ma l’operazione venne comunque autorizzata.

Il militare descrive inoltre un cambiamento progressivo nella percezione della violenza: con il passare del tempo, sostiene, l’uccisione di decine di persone finì per essere considerata quasi normale, soprattutto nel contesto delle operazioni contro Hamas.

Un altro elemento riferito riguarda il modo in cui venivano valutati gli obiettivi. Secondo le testimonianze, in alcune operazioni l’obiettivo sarebbe stato anche quello di colpire il maggior numero possibile di combattenti di Hamas, compresi membri di livello relativamente basso, utilizzando un elevato numero di bombe.

I tre militari raccontano infine un sistema nel quale la possibile presenza di civili e il numero stimato delle vittime venivano considerati nelle valutazioni prima degli attacchi.

Sono testimonianze personali e anonime, non sentenze né accertamenti giudiziari. Ma provengono da persone che dichiarano di aver partecipato direttamente alle operazioni e offrono uno sguardo dall’interno sul modo in cui, secondo il loro racconto, la guerra a Gaza avrebbe progressivamente modificato la percezione del valore della vita umana.

Una denuncia che, proprio per la natura delle persone che l’hanno pronunciata, pone interrogativi particolarmente pesanti.

🇵🇸🇮🇱 GAZA, UCCISO UN GIORNALISTA DURANTE IL CESSATE IL FUOCOSi chiamava Mohammed Abdul Aziz al-Najjar, aveva 38 anni, er...
03/10/2026

🇵🇸🇮🇱 GAZA, UCCISO UN GIORNALISTA DURANTE IL CESSATE IL FUOCO

Si chiamava Mohammed Abdul Aziz al-Najjar, aveva 38 anni, era imam e lavorava come conduttore e produttore per Quran Radio.

Il 30 settembre è stato ucciso da un drone israeliano nell’area di Mawasi al-Qarara, a nord-ovest di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza.

Secondo il ministero degli Affari religiosi di Gaza, al-Najjar stava preparando un servizio su un programma di memorizzazione del Corano quando è stato colpito. Il suo corpo è stato trasferito al Nasser Medical Complex.

La sua morte arriva in un momento particolarmente significativo: il cessate il fuoco era formalmente ancora in vigore.

Eppure, secondo il ministero della Sanità di Gaza, soltanto nella giornata del 30 settembre diversi attacchi israeliani hanno provocato nuove vittime. Il bilancio palestinese indicava almeno 1.431 morti e 5.026 feriti dall’inizio della tregua, iniziata nell’ottobre 2025.

Il Government Media Office di Gaza ha definito al-Najjar un giornalista ucciso nell’attacco e ha portato a 263 il numero dei giornalisti palestinesi morti dall’inizio della guerra, secondo i propri dati.

Un dato, però, va tenuto distinto dalle ricostruzioni palestinesi: le fonti disponibili descrivono la vittima come giornalista, imam e operatore radiofonico, ma le circostanze dell’attacco e l’eventuale motivazione militare restano oggetto di ricostruzioni contrapposte. Per questo è importante non trasformare una versione di parte in un fatto definitivamente accertato.

Resta il fatto documentato che un uomo è stato ucciso a Gaza il 30 settembre mentre una tregua formalmente in vigore avrebbe dovuto ridurre la violenza.

Una tregua sulla carta, ma con nuove vittime sul terreno.

SCHLEIN AVVERTE GLI ALLEATI: «UNO NON VALE UNO, IL PD HA IL DOPPIO DEI VOTI DEL M5S». E SUL PREMIER: "HAI FALLITO, PRIMA...
03/10/2026

SCHLEIN AVVERTE GLI ALLEATI: «UNO NON VALE UNO, IL PD HA IL DOPPIO DEI VOTI DEL M5S». E SUL PREMIER: "HAI FALLITO, PRIMA SI VOTA MEGLIO È"

La costruzione del centrosinistra passa già attraverso uno scontro sul peso dei singoli partiti.

«Non è che uno vale uno in quella discussione», ha detto la segretaria dem, rivendicando il fatto che il PD sia «saldamente il primo partito dell’opposizione» e sostenendo che gli elettori abbiano assegnato ai dem il doppio dei voti rispetto alle altre forze. «Generosi sì, ingenui no», ha aggiunto.

Schlein ha inoltre sostenuto che, in una coalizione, la guida dovrebbe spettare al partito che ottiene più voti: «Che guidi il partito che prende un voto in più non è egemonia, è democrazia». Se questo principio non venisse riconosciuto, ha però aperto alla possibilità delle primarie.

La risposta di Giuseppe Conte è arrivata rapidamente. Il leader del M5S ha affermato che, dopo le parole di Schlein, «non ci sono alternative alle primarie», indicando quindi le consultazioni tra gli elettori della coalizione come metodo per scegliere il candidato alla guida.

Ma le tensioni non riguardano soltanto la leadership. Restano differenze significative anche sul programma, in particolare sulla politica estera e sul sostegno militare all’Ucraina. Schlein ha detto che il PD continuerà a sostenere Kiev, parlando però della necessità di trovare una «sintesi alta» all’interno della coalizione. Conte, invece, insiste sullo stop alle forniture di armi.

Critiche alla posizione di Schlein sono arrivate anche da Angelo Bonelli: per il leader di AVS, nel confronto sulle idee «non può esserci la forza dei numeri». Nel PD, inoltre, l’area riformista ha manifestato il proprio dissenso non partecipando al voto sulla relazione della segretaria, che è stata comunque approvata dagli altri presenti all’unanimità.

Il quadro, dunque, è ancora in costruzione: PD, M5S e AVS condividono l’obiettivo di un’alternativa al centrodestra, ma restano da definire leadership, programma e rapporti di forza.

TRUMP CAMBIA TONO SU MELONI: «IL NOSTRO RAPPORTO È MOLTO BUONO»Dopo mesi segnati da dichiarazioni anche molto dure, Dona...
03/10/2026

TRUMP CAMBIA TONO SU MELONI: «IL NOSTRO RAPPORTO È MOLTO BUONO»

Dopo mesi segnati da dichiarazioni anche molto dure, Donald Trump torna a parlare di Giorgia Meloni e questa volta usa parole decisamente concilianti.

Parlando con i giornalisti alla Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti ha risposto a una domanda sul rapporto con la premier italiana definendolo «molto buono». Poi ha aggiunto: «Mi è sempre piaciuta».

La dichiarazione arriva dopo una serie di tensioni pubbliche tra i due leader. A giugno Trump aveva accusato Meloni di voler tornare a essere sua amica per recuperare consenso, mentre la presidente del Consiglio aveva replicato sostenendo che la sua popolarità non dipendesse dal rapporto con il presidente americano e rivendicando l’interesse nazionale italiano.

Anche a luglio, durante il vertice NATO di Ankara, Trump aveva parlato di un rapporto diventato «un po’ cattivo», pur dicendo di apprezzare Meloni come persona e criticando la posizione italiana sul coinvolgimento nelle questioni relative all’Iran e allo Stretto di Hormuz.

Ora il tono è diverso.

Non sono stati annunciati, almeno nelle dichiarazioni odierne, nuovi accordi tra Roma e Washington né un cambiamento formale della politica italiana o americana. Si tratta, per il momento, di una dichiarazione pubblica di Trump sul rapporto personale e politico con Meloni.

Un cambio di linguaggio che arriva dopo mesi nei quali il rapporto tra i due leader era stato più volte al centro dell’attenzione internazionale.

Dal «no grazie» di giugno al «mi è sempre piaciuta» di ottobre: la relazione Trump-Meloni torna dunque a essere descritta dalla Casa Bianca in termini positivi.

🚨 PETROLIO E DIESEL, IL G7 APRE LE RISERVE: FINO A 100 MILIONI DI BARILI SUL MERCATO PER SOPPERIRE ALLA CARENZA PER LA C...
03/10/2026

🚨 PETROLIO E DIESEL, IL G7 APRE LE RISERVE: FINO A 100 MILIONI DI BARILI SUL MERCATO PER SOPPERIRE ALLA CARENZA PER LA CHIUSURA DI HORMUTZ

Il G7 ha deciso di immettere sul mercato fino a 100 milioni di barili di petrolio e prodotti raffinati nell’arco di quattro mesi.

La decisione arriva dopo giorni di forte pressione statunitense. Washington aveva chiesto a Francia e Germania di utilizzare le proprie scorte di emergenza, prospettando in alternativa un possibile blocco delle esportazioni americane di diesel. Dopo l’accordo del G7, Donald Trump ha però dichiarato che non avrebbe autorizzato il divieto di esportazione.

La crisi mediorientale ha ridotto drasticamente i flussi attraverso lo Stretto di Hormuz e le esportazioni di prodotti raffinati dal Golfo. A questo si sono aggiunte le difficoltà del sistema di raffinazione russo, aggravate dagli attacchi ucraini alle raffinerie.

C’è però un dato importante da ricordare: a marzo i 32 Paesi membri dell’AIE avevano già concordato il più grande rilascio di riserve della storia dell’organizzazione, pari a 400 milioni di barili.

Le riserve strategiche hanno una funzione precisa: i Paesi AIE devono mantenere scorte equivalenti ad almeno 90 giorni di importazioni nette, anche se le modalità con cui raggiungere questo obiettivo variano da Stato a Stato.

E il prezzo? Venerdì il Brent è arrivato a scendere sotto i 100 dollari al barile durante le contrattazioni, anche sulla prospettiva del rilascio delle riserve, mentre il mercato resta estremamente volatile.

Il punto centrale è quindi questo: le riserve possono aumentare temporaneamente l’offerta e attenuare la pressione sui prezzi, ma non risolvono la causa della crisi. L’AIE continua a indicare nella normalizzazione dei flussi attraverso Hormuz e nella ripresa della produzione e della raffinazione le condizioni decisive per un riequilibrio duraturo.

Restano dunque aperte due questioni: quanto durerà l’effetto delle riserve e quanto rapidamente sarà possibile ricostituirle.

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