17/11/2018
MARGARET L.KING
Umanesimo e patriziato nella Venezia del
Quattrocento.
Vo.I – La cultura umanistica al servizio della Repubblica
Vol, II – Il circolo umanistico veneziano – Profili
Il Veltro Editrice, Roma 1989, 2 voll., pp. 768
Francesco Petrarca, principe degli umanisti, scrisse di Venezia: «solidis fundata marmoribus, sed solidiore etiam fundamento civilis concordia stabilita, salsis cincta fluctibus sed salsioribus tuta consiliis».
Le mura della città erano i sapienti giudizi dei suoi governanti; la sua sicurezza, anzi, la sua quasi miracolosa invulnerabilità, aveva a garanzia la concordia che regnava, mai incrinata o scalfita, tra i suoi probi e laboriosi cittadini.
Nella elegante definizione del poeta è condensato tutto il “mito di Venezia”, alimentato da un’ampia letteratura.
Nel libro di Margaret L. King – la cui edizione originale è uscita negli Stati Uniti d’America presso la Princeton University Press di Princeton, N.J. – c’è il tentativo, riuscito, di discendere alle radici più profonde del “mito”, per fare luce sulla storia, e precisare quale ruolo la cultura umanistica veneziana svolse nell’opera di “fortificazione” ideologica della città, di quali torri e bastioni metaforici, costruiti con idee e credenze, suggestioni e stati d’animo, essa cinse e protesse la capitale di uno dei più importanti imperi mercantili dell’età moderna, e la sede di una luminosa civiltà artistica e letteraria.
Procedendo sapientemente attraverso l’imponente mole della produzione umanistica veneziana, e muovendosi con altrettanta disinvoltura e chiarezza di intenti nel labirinto di una larghissima documentazione inedita; scavando con cura tra epistolari e trattati di teologia e di storia, tra componimenti poetici e relazioni ed atti ufficiali, tra “rotoli” universitari e testamenti di nobili e mercanti, la King ci restituisce il complesso intreccio dei rapporti che legarono, tra XV e XVI secolo, l’aristocrazia del sangue e del denaro a quella dell’ingegno, della cultura e dell’arte, di cui l’Autrice analizza pure la composizione sociale, le differenze generazionali, la formazione e gli interessi.
Il risultato è duplice: da un lato questo libro mostra con particolare efficacia come gli ideali e le tecniche letterarie e retoriche dell’umanesimo acquistarono un inconfondibile volto veneziano nell’incontro con antiche, preesistenti e tenacemente radicate tradizioni filosofiche, religiose e morali, e con una realtà politica e sociale molto diversa da quella di altre capitali dell’umanesimo italiano; dall’altro, fornisce un vasto repertorio di dati e di informazioni bibliografiche e documentarie che sarà di valido sussidio per quanti vorranno accostarsi alla storia della cultura e della società veneziana del Rinascimento.
Nell’umanesimo veneziano – dimostra la King - il concetto centrale è la unanimitas, ovvero una petizione di organica unità, coerenza, solidarietà e integrità nella vita civile come in quella familiare, economica e privata, che il patriziato chiede ai suoi umanisti di fondare filosoficamente, di celebrare nella storiografia e nella letteratura, di esprimere attraverso la retorica più raffinata per il conseguimento di obiettivi e di vantaggi generali, la fedeltà alla res publica, l’eroismo civile e militare, la piena dedizione del cittadino ai propri compiti pubblici e al bene comune.