09/08/2026
Parliamo di quella meraviglia malinconica scritta con Maurizio Solieri, con quel finale strumentale da brividi. Ecco il post corretto per elogiare la vera **"Canzone"**:
# # 🎸 La poesia della malinconia: perché "Canzone" di Vasco Rossi è un capolavoro eterno
Ci sono brani che graffiano, altri che fanno saltare, e poi c'è **"Canzone"**. Traccia di chiusura dell'album *Vado al massimo* (1982), questo pezzo non è semplicemente musica: è un pezzo di cuore che Vasco Rossi ha regalato a tutti noi, una delle vette più alte e intime della sua intera carriera.
Scritta a quattro mani con Maurizio Solieri, "Canzone" si muove sul filo teso della nostalgia. Vasco abbandona ogni filtro e ci trascina dentro il vuoto lasciato da un amore finito, dove i ricordi si confondono con il tempo che passa e restano solo le parole a tentare di ricucire lo strappo.
Impossibile non farsi stringere lo stomaco da passaggi come questo:
> *"È nell'aria ancora il tuo profumo*
> *Dolce, caldo, morbido*
> *Come questa sera*
> *E nella mente un bel pensiero"*
> — Vasco Rossi, *Canzone*
Il vero colpo di genio, però, arriva nel finale: quando le parole finiscono, la chitarra di Solieri si accende in uno degli assoli più iconici, struggenti e memorabili della storia del rock italiano. Un pianto liberatorio in musica che guarisce ogni ferita.
Se volete rileggere con calma e lasciarvi cullare dal testo completo di questa perla senza tempo, potete trovarlo facilmente facendo una ricerca su Google.
✨ E voi che ricordi avete legati a questo brano? Vi capita ancora di commuovervi sull'assolo finale?
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