Cose da Romanisti

Cose da Romanisti Pagina dedicata alla Roma e ai suoi tifosi. Tutti i giorni notizie, attualità e tifo giallorosso. “Ogni giorno, romanisti sul serio.”
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Amici di Cose da Romanisti,Ufficiali date e orari delle prossime sette partite di campionato della Roma 🟡🔴📅 Domenica 11 ...
03/09/2026

Amici di Cose da Romanisti,

Ufficiali date e orari delle prossime sette partite di campionato della Roma 🟡🔴

📅 Domenica 11 ottobre, ore 12:30
Como-Roma (DAZN)

📅 Sabato 17 ottobre, ore 20:45
Roma-Genoa (DAZN/SKY)

📅 Sabato 24 ottobre, ore 18:00
Napoli-Roma (DAZN)

📅 Martedì 27 ottobre, ore 20:45
Roma-Cagliari (DAZN)

📅 Sabato 31 ottobre, ore 18:00
Udinese-Roma (DAZN)

📅 Sabato 7 novembre, ore 20:45
Roma-Sassuolo (DAZN/SKY)

📅 Sabato 21 novembre, ore 18:00
Parma-Roma (DAZN)

Quattro trasferte e tre partite allo Stadio Olimpico: quale sarà l’impegno più complicato? 👇

Comunicata la lista Champions 💛❤️
02/09/2026

Comunicata la lista Champions 💛❤️

💛❤️ 𝗗𝗢𝗣𝗢 𝗟𝗘 𝗣𝗔𝗥𝗢𝗟𝗘 𝗗𝗜 𝗗’𝗔𝗠𝗜𝗖𝗢: 𝗨𝗡𝗔 𝗥𝗢𝗠𝗔 𝗣𝗜𝗨̀ 𝗙𝗢𝗥𝗧𝗘, 𝗠𝗔 𝗔𝗡𝗖𝗛𝗘 𝗣𝗜𝗨̀ 𝗖𝗢𝗥𝗧𝗔. 𝗘 𝗢𝗥𝗔?💛❤️ Cari amici di Cose da Romanisti, buon...
02/09/2026

💛❤️ 𝗗𝗢𝗣𝗢 𝗟𝗘 𝗣𝗔𝗥𝗢𝗟𝗘 𝗗𝗜 𝗗’𝗔𝗠𝗜𝗖𝗢: 𝗨𝗡𝗔 𝗥𝗢𝗠𝗔 𝗣𝗜𝗨̀ 𝗙𝗢𝗥𝗧𝗘, 𝗠𝗔 𝗔𝗡𝗖𝗛𝗘 𝗣𝗜𝗨̀ 𝗖𝗢𝗥𝗧𝗔. 𝗘 𝗢𝗥𝗔?

💛❤️ Cari amici di Cose da Romanisti, buonasera e ben ritrovati qui sulla mia pagina preferita, chiaramente. Spero anche sulla vostra. 😁

Prima di commentare la conferenza stampa di Tony D’Amico, però, devo necessariamente fare un piccolo preambolo, una premessa che ogni tanto sento il bisogno di ribadire.

Questa pagina è gestita da un’unica persona, che sono io. Non ha alcuno scopo economico, non porta le veci di nessuno, non rappresenta società, dirigenti, allenatori, giornalisti o gruppi organizzati. Rappresenta soltanto l’espressione delle mie idee, che valgono esattamente quanto quelle di ognuno di voi e che, proprio per questo, pretendo siano rispettate esattamente come io rispetto le vostre, naturalmente quando vengono espresse in maniera educata e rispettosa.

Se non ritenete di poterlo fare, vi chiedo semplicemente di andare oltre. Così come vi prego di andare oltre se non avete voglia di leggere quello che scrivo.

✍️ Io scrivo. Scrivo anche tanto. Perché nella mia vita ho sempre scritto tanto e perché mi è sempre piaciuto farlo. So perfettamente che questo non corrisponde esattamente ai comandamenti dei social moderni, dove per funzionare bisognerebbe mettere una bella fotografia, quattro righe, possibilmente uno slogan e via andare. Ma Cose da Romanisti è nata per un’altra ragione: condividere con altri fratelli romanisti pensieri, idee, emozioni e momenti della nostra Roma.

Quindi se non avete voglia di leggere un post lungo, nessun problema. Davvero. Passate oltre. Ma trovo abbastanza singolare non leggere quello che ho scritto e poi ve**re a spiegarmi nei commenti cosa avrei scritto. 😂

Una precisazione anche sulle grafiche. Io non sono un grafico e, facendo tutto da solo nel poco tempo libero che riesco a dedicare alla pagina, per accompagnare i miei post mi affido anche all’intelligenza artificiale. A volte vengono bene, altre volte può esserci un errore che magari nella fretta non vedo neppure. È successo anche ieri.

Pazienza.

Se seguite questa pagina, soffermatevi soprattutto sul contenuto del post, perché è lì dentro che ci sono io e quello che penso. Per le immagini faccio quello che posso. 😉

Fatta questa lunga ma necessaria premessa, veniamo finalmente alla Roma e alla conferenza stampa di Tony D’Amico.

💶 Partirei dal Settlement Agreement, perché secondo me rimane il grande convitato di pietra di tutto il mercato della Roma.

Che rappresentasse un limite lo sapevamo. “Scarface” D’Amico, poco fa, lo ha confermato in maniera piuttosto esplicita spiegando che la Roma conosceva i propri paletti e che durante alcune operazioni ha dovuto addirittura «reinventarsi» e modificarli in corsa.

C’è però una frase che, personalmente, mi lascia un po’ più pensieroso. D’Amico ha detto:

«Altri riferimenti della Società stanno parlando con la UEFA e ci diranno cose che oggi non sappiamo».

Contestualmente ha comunicato un dato molto positivo: il monte ingaggi è stato abbassato del 15%, quasi 20 milioni di euro.

Quindi il lavoro sui costi è stato fatto, ed è stato importante. Però mi sembra altrettanto evidente che il capitolo UEFA non possa ancora considerarsi definitivamente chiuso. La proprietà sta discutendo con la UEFA e lo stesso direttore sportivo ci dice che esistono aspetti che oggi ancora non conoscono.

Non voglio costruirci sopra scenari catastrofici perché non ne abbiamo alcun elemento, ma nemmeno far finta che la questione non esista.

Esiste. Va tenuta presente. E speriamo naturalmente che venga risolta nel modo migliore possibile.

⚽ Secondo punto, e qui permettetemi di tornare su una discussione che abbiamo avuto parecchie volte negli ultimi giorni: la rosa della Roma è corta.

Non lo dico soltanto io.

Lo ha detto Gasperini e adesso, sostanzialmente, lo ha riconosciuto anche D’Amico.

Questo lo sottolineo perché nei giorni scorsi molti di voi mi hanno scritto sostenendo che numericamente fossimo perfettamente coperti.

Gasperini aveva parlato chiaramente di due esigenze, un esterno a tutta fascia e un attaccante esterno sinistro. D’Amico ha spiegato che nell’idea della società si sarebbe potuto trovare anche un unico giocatore capace di ricoprire entrambe le funzioni, riconoscendo contemporaneamente che oggi la Roma è «un po’ corta» e ricordando che la Champions richiederà un dispendio psicofisico importante.

Possiamo discutere quanto vogliamo su quanto sia corta. Ma sul fatto che lo sia, francamente, credo ci sia ormai poco da discutere.

E secondo me il problema maggiore riguarda proprio il reparto offensivo.

Abbiamo sostanzialmente sei giocatori per tre posizioni, ma due di questi sei presentano delle incognite fisiche delle quali, volenti o nolenti, dobbiamo tenere conto.

💎 Il primo è Paulo Dybala.

Chi segue questa pagina sa perfettamente cosa penso di Paulo. Ne sono calcisticamente innamorato e credo di essere stato tra quelli che più hanno caldeggiato il suo rinnovo quando molti altri avrebbero preferito salutarlo. Io, se dipendesse dal cuore, Dybala lo vorrei vedere finire la carriera con la maglia della Roma.

Ma proprio perché gli voglio calcisticamente bene non posso fingere che la sua storia recente non ci dica che esistono problematiche fisiche ricorrenti. Speriamo tutti che quest’anno non si presentino, ma nella costruzione numerica di una rosa devi necessariamente tenerne conto.

L’altro è Lorenzo Pellegrini, reduce da stagioni nelle quali il rendimento complessivo è calato e soprattutto da diversi problemi fisici. È fermo praticamente da aprile, reduce da un’operazione e soltanto adesso sta ricominciando il percorso verso il pieno recupero.

Quindi sì, sulla carta abbiamo sei uomini offensivi.

Ma due di quei sei hanno una storia recente che impone prudenza.

🏃 Anche sugli esterni il discorso non è molto diverso.

Abbiamo tre giocatori maggiormente rodati e poi Lulli, che personalmente considero un ragazzo estremamente interessante e che mi ha fatto un’ottima impressione, ma rimane un giovane che fino a pochissimo tempo fa giocava con la Primavera e che si è aggregato stabilmente alla prima squadra soltanto durante questa preparazione.

Lo stesso Gasperini ha fatto capire di non voler caricare il ragazzo di responsabilità eccessive e di volerlo lasciare crescere nel modo corretto.

E questo mi sembra semplicemente buon senso.

🐺 Quindi arriviamo alla domanda che inevitabilmente tutti ci facciamo: la Roma ha fatto un buon mercato?

Per me sì.

Un buon mercato, non un mercato straordinario.

La Roma secondo me si è rinforzata qualitativamente, ha mantenuto i suoi giocatori migliori e ha inserito elementi che possono aumentare considerevolmente il livello medio della squadra.

Contemporaneamente, però, si è notevolmente accorciata numericamente e in almeno un paio di ruoli chiave non è riuscita a consegnare a Gasperini ciò che aveva richiesto.

Le due cose non sono in contraddizione.

Si può pensare che D’Amico abbia lavorato bene e contemporaneamente riconoscere che il lavoro sia rimasto incompleto.

Anzi, secondo me è esattamente quello che è successo.

🏆 E quest’anno c’è una differenza enorme rispetto alla scorsa stagione: giochiamo la Champions League.

Non avremo una competizione europea nella quale, almeno nelle prime fasi, puoi pensare di effettuare rotazioni molto profonde affrontando avversari nettamente inferiori.

Quest’anno avremo Real Madrid, Paris Saint-Germain, Manchester United, Fenerbahçe e altre partite di livello altissimo.

La Champions non ti consuma soltanto fisicamente. Ti consuma mentalmente.

E allora le rotazioni diventano fondamentali non soltanto per evitare figuracce in Europa, ma soprattutto per non lasciare punti per strada in campionato tre giorni dopo una notte di Champions.

Perché il vero obiettivo della Roma deve essere riuscire a tornare in Champions anche l’anno prossimo.

🔎 Ed eccoci allora al terzo punto della mia riflessione.

Io credo che la Roma interverrà ancora sulla rosa attraverso il mercato degli svincolati.

È una mia sensazione, naturalmente, ma poco fa D’Amico ha lasciato decisamente la porta aperta:

«Valutiamo quello che c’è tra gli svincolati, ma affronteremo il tutto un po’ più avanti».

E credo sia significativo anche quello che ha raccontato sulle ultime ore di mercato.

La Roma aveva individuato due o tre profili ritenuti adatti. Leweling era praticamente chiuso con lo Stoccarda e con il giocatore, prima del ripensamento finale del tedesco. C’erano poi altri calciatori pronti a ve**re a Roma, ma D’Amico ha spiegato che non convincevano tutto il gruppo di lavoro e quindi si è preferito non acquistare tanto per acquistare. Anche per Luiz Henrique esisteva un accordo, ma l’operazione è saltata per problematiche tecniche.

E su questo, personalmente, sono d’accordo.

Se devo prendere un giocatore che non convince né il direttore né l’allenatore soltanto perché mancano cinque ore alla chiusura del mercato, preferisco non prenderlo.

Ma questo non significa che quel giocatore non serva più.

Significa che bisogna continuare a cercarlo.

Ed è per questo che io spero addirittura che dagli svincolati possano arrivarne due, anche se considero almeno un attaccante esterno sinistro assolutamente necessario.

🌍 E qui arriviamo al giochino dei nomi, che faccio esclusivamente sulla base dei miei gusti personali.

Tra i giocatori attualmente senza contratto ci sono effettivamente profili come Raphaël Guerreiro, Anthony Martial e soprattutto Jadon Sancho.

Guerreiro, per me, tecnicamente è un giocatore fuori categoria per il mercato degli svincolati. Esperienza internazionale, qualità, duttilità e possibilità di giocare in più posizioni sulla sinistra. Lo prenderei domattina. Il dubbio semmai è un altro: accetterebbe di ve**re a Roma sapendo di partire probabilmente dietro Wesley nelle gerarchie?

Non lo so.

Poi c’è Anthony Martial, che è sempre stato un mio pallino. A me è sempre piaciuto moltissimo e potrebbe offrire diverse soluzioni offensive.

Ma il nome che mi incuriosisce maggiormente è inevitabilmente Jadon Sancho.

Ventisei anni. Un talento che qualche anno fa sembrava destinato a diventare uno dei grandi esterni offensivi europei e una carriera che successivamente si è complicata parecchio.

Sancho ha avuto difficoltà, problemi di continuità e situazioni extracampo che evidentemente non possono essere ignorate. Però oggi è effettivamente libero e, dopo essere stato anche un obiettivo della Roma in passato, rappresenta una delle opportunità più interessanti rimaste sul mercato.

E allora io una telefonata la farei.

Naturalmente alle condizioni della Roma.

Un contratto breve, magari annuale, fortemente legato a presenze e rendimento, senza costruirgli intorno un’operazione economicamente f***e.

Perché a quel punto il rischio potrebbe diventare calcolato.

Se dopo un anno non hai recuperato il giocatore, ci si saluta e amici come prima.

Ma se invece Gasperini riuscisse a riaccendere quel talento, potresti ritrovarti tra le mani a parametro zero un giocatore di 26 anni che, al massimo delle proprie possibilità, ha qualità tecniche enormi.

È una scommessa?

Assolutamente sì.

Ma proprio perché arriva a zero e proprio perché oggi la Roma ha una necessità precisa in quel ruolo, è una scommessa sulla quale almeno ragionerei seriamente.

🧐 Quindi, tirando le somme, la mia posizione dopo aver ascoltato D’Amico non cambia molto.

La Roma è più forte.

Il mercato è stato complessivamente buono.

Il monte ingaggi è stato ridotto sensibilmente.

I migliori sono rimasti.

La qualità media è aumentata.

Ma la rosa è corta, soprattutto in alcune zone, e non è stato completato il lavoro richiesto dall’allenatore.

Adesso abbiamo una squadra forte, un allenatore nel quale personalmente ripongo enorme fiducia e una stagione meravigliosa davanti, con la Roma nuovamente sul palcoscenico della Champions League.

Però se esiste la possibilità di correggere ancora qualcosa attraverso gli svincolati, io credo che vada fatto.

Senza comprare tanto per comprare.

Ma senza neppure raccontarci che improvvisamente quello che serviva fino alle 19:59 del primo settembre alle 20:01 non serva più.

💬 Voi cosa ne pensate? Interverreste sul mercato degli svincolati? E se sì, su quale ruolo e su quale giocatore?

Come sempre, discutiamone. Ma facciamolo dopo aver letto quello che ho scritto e soprattutto con educazione e rispetto reciproco. Perché alla fine possiamo pensarla in cento modi diversi, ma siamo qui tutti per la stessa ragione.

💛❤️ Forza Roma, sempre!

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02/09/2026

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💛❤️ Cari amici di Cose da Romanisti, bentrovati.

🎙️ Questo pomeriggio Tony D’Amico ha incontrato la stampa a Trigoria per fare il bilancio della sessione estiva di calciomercato appena conclusa.

Per il momento non voglio aggiungere interpretazioni o giudizi personali. Preferisco riportarvi nel modo più fedele possibile i passaggi principali della conferenza del direttore sportivo, lasciando che ognuno possa farsi la propria idea. Più tardi tornerò invece su alcune delle sue dichiarazioni con le mie riflessioni.

🐺 D’Amico ha innanzitutto rivendicato il lavoro complessivamente svolto dalla società, partendo non soltanto dagli acquisti effettuati durante l’estate, ma anche dalla situazione che aveva trovato al suo arrivo a Roma.

Il direttore sportivo ha ricordato infatti di essere arrivato il 20 giugno trovando alcune situazioni contrattuali importanti da affrontare e ha fatto riferimento in particolare a Dybala, Pellegrini, Mancini e Cristante, considerando sostanzialmente anche le loro conferme come parte integrante del mercato della Roma.

D’Amico ha sottolineato la disponibilità mostrata dai calciatori nelle trattative contrattuali e l’importanza di aver mantenuto il nucleo di una squadra che nella passata stagione aveva conquistato la qualificazione alla Champions League.

💰 Altro passaggio importante è quello relativo ai costi della rosa. D’Amico ha sottolineato come il lavoro svolto durante questa sessione abbia permesso alla Roma di ridurre il monte ingaggi di circa il 15%, cercando contemporaneamente di aumentare la qualità complessiva della squadra.

Ed è proprio su questo concetto che il direttore sportivo ha insistito: secondo D’Amico la rosa della Roma oggi è qualitativamente migliore rispetto a quella della scorsa stagione, ma numericamente è rimasta leggermente corta.

Su questo punto non ha nascosto che «un giocatore probabilmente manca», facendo riferimento a un profilo che avrebbe potuto garantire a Gasperini una doppia soluzione, potendo essere utilizzato sia come attaccante esterno sinistro sia come esterno a tutta fascia.

In sostanza, l’ultima operazione avrebbe dovuto consentire alla Roma di coprire contemporaneamente due delle esigenze rimaste aperte nella costruzione definitiva della rosa.

⚽ D’Amico ha quindi spiegato che la società ha lavorato su diversi profili fino alla conclusione del mercato, ma che non sempre si sono create le condizioni necessarie per arrivare alla chiusura delle operazioni.

Ha anche respinto la rappresentazione di una Roma continuamente rifiutata dai calciatori durante l’estate, spiegando che in diversi casi i giocatori erano disponibili a ve**re a Roma, mentre le trattative non sono state concluse per questioni legate alle società, agli agenti, alle condizioni economiche oppure alle valutazioni complessive fatte all’interno del club.

💶 Un capitolo particolarmente importante della conferenza è stato quello relativo al Settlement Agreement con la UEFA, che continua inevitabilmente a condizionare le possibilità di movimento della Roma.

D’Amico ha ricordato che si tratta di una situazione nota, con paletti economici precisi che la società deve rispettare e che durante il mercato possono anche costringere a modificare obiettivi e strategie.

Il direttore sportivo ha inoltre spiegato che la Roma sta parlando con la UEFA proprio della situazione relativa al Settlement Agreement, all’interno di un confronto che riguarda evidentemente il percorso economico e finanziario del club e i vincoli con i quali la società deve continuare a fare i conti.

Un aspetto tutt’altro che secondario nella lettura del mercato appena terminato, perché proprio quei parametri hanno rappresentato uno dei limiti all’interno dei quali la Roma ha dovuto muoversi durante tutta la sessione.

🏛️ D’Amico ha poi risposto anche a una domanda molto interessante sul funzionamento interno della Roma e sul coinvolgimento di Dan e Ryan Friedkin nelle decisioni di mercato.

Il direttore sportivo ha spiegato che la proprietà è stata costantemente vicina sia a lui sia a Gasperini, con contatti praticamente quotidiani con Dan e Ryan, attraverso incontri di persona quando erano fisicamente presenti oppure tramite conference call.

Il concetto espresso da D’Amico è che il mercato della Roma viene gestito attraverso un lavoro di gruppo e che le decisioni vengono condivise tra proprietà, direttore sportivo e allenatore.

In sostanza, non esiste qualcuno che decide autonomamente e qualcun altro che deve semplicemente adeguarsi. Secondo quanto spiegato da D’Amico, le scelte vengono discusse e condivise e per arrivare alla conclusione di un’operazione deve esserci una convinzione comune sul giocatore.

D’Amico ha inoltre voluto normalizzare questo meccanismo, spiegando che non si tratta di una particolarità della Roma o del modo di lavorare dei Friedkin, ma sostanzialmente del normale funzionamento di una società di calcio quando deve decidere se investire cifre importanti su un calciatore.

🔎 Ed è proprio all’interno di questo ragionamento che il direttore sportivo ha affrontato l’ultima operazione di mercato per Jamie Leweling.

Leweling rappresentava uno dei profili sui quali la Roma aveva lavorato per completare la rosa nelle ultime ore, ma l’operazione non è arrivata alla conclusione.

E qui D’Amico ha aggiunto un particolare importante.

Una volta sfumata quella possibilità, esistevano altri giocatori disponibili e altre operazioni che la Roma avrebbe potuto concretamente concludere.

Quindi non si trattava necessariamente di profili irraggiungibili economicamente o di calciatori che avessero rifiutato la destinazione. Secondo quanto spiegato dal direttore sportivo, la Roma avrebbe avuto la possibilità di chiudere alcune di quelle alternative.

La società ha però deciso di non farlo.

Il motivo indicato da D’Amico è che all’interno del gruppo di lavoro non c’era una convinzione condivisa su quei profili.

E quindi, proprio in virtù di quel metodo collegiale descritto poco prima, si è preferito non prendere un giocatore semplicemente per riempire una casella.

In altre parole, dopo il mancato arrivo di Leweling la Roma avrebbe potuto virare su altre alternative e concludere almeno una di quelle operazioni, ma non essendoci una convinzione comune tra tutte le componenti coinvolte si è deciso di rimanere così, anche a costo di terminare il mercato con quella rosa che lo stesso D’Amico ha definito leggermente corta.

📋 Questo ragionamento si collega direttamente anche alla domanda che gli è stata fatta sulla possibilità di interve**re adesso sul mercato degli svincolati.

D’Amico non ha chiuso la porta.

Il concetto espresso dal direttore sportivo è stato che al momento non c’è l’intenzione di prendere immediatamente uno svincolato soltanto per riempire numericamente la rosa, ma che più avanti questa possibilità potrà eventualmente essere valutata qualora si presentasse un profilo ritenuto realmente utile e sul quale ci fosse una convinzione comune.

Quindi nessuna corsa allo svincolato nelle prossime ore, ma neppure una porta definitivamente chiusa.

💰 D’Amico ha affrontato anche il tema delle risorse economiche disponibili durante il mercato, spiegando che non esisteva un vero e proprio “tesoretto” prestabilito da utilizzare necessariamente per un determinato giocatore.

Ogni operazione, secondo il direttore sportivo, deve essere considerata nella propria specificità, tenendo conto del costo del cartellino, dell’ingaggio, della durata del contratto, delle commissioni, dei bonus e naturalmente dei vincoli economici complessivi all’interno dei quali la società deve muoversi.

Il direttore sportivo ha quindi rivendicato le scelte compiute, sostenendo che i calciatori arrivati sono stati acquistati perché considerati realmente funzionali al progetto tecnico e non semplicemente perché rappresentassero alternative dopo il mancato arrivo di altri obiettivi.

🔵 Altro argomento affrontato è stato quello relativo a Manu Koné e all’interesse del Chelsea nell’ultimo giorno di mercato.

D’Amico ha confermato che ci sono stati dei contatti e un sondaggio da parte del club inglese, precisando però che alla Roma non sarebbe mai arrivata un’offerta ufficiale per il centrocampista.

Ha inoltre smentito le ricostruzioni circolate secondo le quali Gasperini avrebbe minacciato le dimissioni nel caso in cui la società avesse deciso di cedere Koné.

Su questo il senso della risposta di D’Amico è stato netto: non c’è stato alcun ultimatum dell’allenatore.

🐺 Tirando quindi semplicemente le fila delle parole del direttore sportivo, senza aggiungere per il momento alcuna nostra valutazione, il quadro raccontato oggi da Tony D’Amico è quello di una Roma che ritiene di aver aumentato la qualità della propria rosa e contemporaneamente di aver ridotto di circa il 15% il monte ingaggi, mantenendo inoltre il nucleo principale della squadra.

Allo stesso tempo, D’Amico riconosce che la rosa è rimasta leggermente corta e che probabilmente manca ancora un giocatore, quel profilo capace idealmente di ricoprire sia il ruolo di attaccante esterno sinistro sia quello di esterno a tutta fascia.

Dopo il mancato arrivo di Leweling, la Roma avrebbe avuto la possibilità di chiudere altre operazioni, ma ha preferito non farlo perché non esisteva una convinzione condivisa all’interno del gruppo di lavoro sui profili alternativi disponibili.

Sul mercato degli svincolati la porta rimane aperta per il futuro, ma non sembra esserci la volontà di interve**re nell’immediato soltanto per aggiungere numericamente un calciatore.

E sullo sfondo rimane naturalmente la questione del Settlement Agreement UEFA, sul quale la società sta continuando a confrontarsi con l’organismo europeo e che continua a rappresentare un elemento fondamentale nella capacità di movimento economico del club.

Per ora mi fermo volutamente qui.

Niente voti, niente interpretazioni e niente sentenze.

🧐 Più tardi, però, torneremo su questa conferenza.

Perché alcune delle risposte date oggi da Tony D’Amico, soprattutto quelle sul Settlement Agreement, sul mancato ultimo acquisto, sul rapporto e il metodo di lavoro con Gasperini e i Friedkin, sulla riduzione del monte ingaggi e sulla costruzione numerica della rosa e sul mercato degli svincolati meritano secondo me un ragionamento molto più approfondito.

Ma quello sarà un altro post.

E lì, naturalmente, vi dirò cosa ne penso io.

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01/09/2026

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💛❤️ Cari amici di Cose da Romanisti, ben ritrovati.

Finalmente, e permettetemi di ripeterlo, finalmente è finita questa sessione estiva di calciomercato, una delle più lunghe, complicate e per certi versi estenuanti degli ultimi anni, e si è conclusa senza quel colpo, anzi in realtà senza quei due colpi, che non tanto noi tifosi quanto soprattutto Gian Piero Gasperini si aspettava.

E parto proprio da qui, facendo però una premessa che per me è fondamentale: non darò voti al mercato della Roma.

Non perché voglia sottrarmi al giochino del 6, del 7 o del 7 meno meno, ma semplicemente perché credo che il voto a un calciomercato possa darlo soltanto il campo. Un giocatore acquistato oggi scopriremo soltanto nei prossimi mesi se sarà stato un grande acquisto, un acquisto normale, un errore oppure una sorpresa. Il vero voto, insomma, andrebbe dato a maggio dell’anno prossimo, non il primo settembre.

Quello che invece possiamo fare oggi è porci una domanda diversa: secondo noi la Roma si è rafforzata oppure no?

E qui posso soltanto dire la mia, che è appunto la mia opinione, non pretende di rappresentare nessuno e vale esattamente quanto quella di ciascuno di voi.

💰 La Roma ha investito molto. Se mettiamo insieme le operazioni di questa estate e il riscatto di Malen, parliamo grossomodo di oltre cento milioni di euro (quasi 120) di operazioni, anche se sappiamo benissimo che quando si ragiona seriamente sui conti di una società non basta sommare i cartellini. Esistono ammortamenti, durata dei contratti, ingaggi lordi, bonus, commissioni, prestiti e formule differenti, quindi il peso reale sul bilancio è tutta un’altra storia.

Sono arrivati Balerdi e Koulierakis in difesa, Molina e De Roon, Rodrigo Mora e Santiago Castro, oltre appunto alla permanenza definitiva di Malen. E complessivamente credo sia difficile sostenere che la qualità media della rosa non sia aumentata.

Parallelamente sono usciti diversi giocatori, tra i quali El Aynaoui, Robinio Vaz e Ziółkowski, Venturino e Zaragoza non sono stati confermati. Gasperini, già prima della chiusura, aveva spiegato chiaramente che l’idea fosse proprio quella di ridurre numericamente la rosa cercando però di aumentarne la qualità.

🐺 C’è poi un dato che considero positivo: la Roma non ha ceduto nessuno dei suoi big.

Ma anche qui vorrei evitare gli slogan, perché trattenere tutti i migliori è certamente una buona notizia, ma non può diventare automaticamente il parametro attraverso il quale stabilire se una società abbia fatto bene il proprio mercato.

Le grandi società vendono. A volte vendono anche giocatori fortissimi. La differenza sta nel vendere bene e reinvestire ancora meglio.

E per una Roma che continua ad avere vincoli economici legati al settlement agreement UEFA, non essere riuscita a realizzare almeno una grande cessione ha inevitabilmente ridotto il margine di manovra negli ultimi giorni. Gasperini stesso aveva spiegato durante l’estate quanto quella situazione condizionasse le possibilità del club.

Quindi sì, considero positivo aver mantenuto i migliori, ma credo vada letto all’interno di un quadro un po’ più complesso.

⚽ La mia sensazione è che oggi la Roma sia più forte.

Per esempio anche il solo fatto di avere Malen disponibile dalla prima giornata a differenza dell’anno scorso, rende questa squadra più forte fin da subito.

È una squadra che parte da una base già estremamente rodata, che conosce perfettamente Gasperini, i suoi principi, i suoi movimenti e le sue richieste e che nelle prime giornate ha già mostrato quanto possa essere avanti nel lavoro rispetto a dodici mesi fa.

Ma se guardiamo l’undici titolare, la rivoluzione non c’è stata.

Potremmo avere Molina stabilmente dentro e probabilmente Mora capace di conquistarsi una maglia, ma il grande cambiamento è avvenuto soprattutto dietro ai titolari: la Roma ha aumentato sensibilmente la profondità e soprattutto la qualità delle alternative.

Ed è una cosa tutt’altro che secondaria quando devi giocare Serie A, Champions League e Coppa Italia.

🔎 Eppure manca qualcosa.

Anzi, mancano esattamente le due cose che Gasperini aveva indicato pubblicamente fino all’ultimo.

Alla vigilia di Lecce-Roma il mister era stato ancora una volta chiarissimo: «Se riuscissimo a prenderne due sarebbe il massimo. È sempre quello che ho chiesto: un terzino e un attaccante esterno». E aveva aggiunto che con due arrivi avrebbe avuto 21 giocatori di movimento, mentre con uno sarebbe rimasto a 20.

Non è arrivato nessuno dei due.

Ed è qui che, personalmente, nasce la mia delusione.

Perché all’inizio dell’estate Gasperini aveva chiesto un difensore, un esterno e due attaccanti, specificando contemporaneamente un concetto semplicissimo: per disputare tre competizioni servono almeno due giocatori per ruolo.

Alcuni degli acquisti effettuati sono poi serviti a sostituire chi nel frattempo è uscito. Ed è giusto che sia così: se perdi un giocatore e ne prendi un altro, hai sostituito una casella, non ne hai aggiunta una.

Il risultato finale è che numericamente la rosa è persino più corta, mentre qualitativamente, secondo me, è migliore.

E forse è proprio questa la fotografia più corretta del mercato della Roma.

Meno quantità, più qualità. Ma ancora qualcosa di incompiuto.

❗ E soprattutto rimane vuota proprio quella casella offensiva a sinistra che ormai sembra essere diventata una specie di maledizione romanista.

Qui non parliamo della ciliegina sulla torta.

Secondo me è importante capirlo.

Non è mancata la ciliegina. È mancato uno degli ingredienti della torta.

Perché quell’attaccante esterno non era un vezzo dell’allenatore da accontentare nell’ultimo pomeriggio di mercato. Era una priorità tecnica dichiarata.

E la cosa che trovo francamente incredibile è che stiamo parlando dello stesso tipo di giocatore che la Roma cerca ormai da tre mercati estivi consecutivi.

Lo aveva chiesto Daniele De Rossi. Lo ha chiesto Gasperini nella sua prima estate. Lo ha richiesto nuovamente Gasperini quest’anno. La ricerca è passata anche questa estate attraverso nomi importanti, da Greenwood a Summerville, senza riuscire ancora una volta ad arrivare al risultato finale.

A un certo punto non può più essere considerata semplicemente sfortuna.

Se per tre estati consecutive arrivi alla fine del mercato cercando la stessa caratteristica che avevi individuato come prioritaria all’inizio, un problema di programmazione evidentemente esiste.

E lo dico proprio perché, come sapete, non appartengo né al partito di quelli per cui qualsiasi cosa faccia la società sia meravigliosa né a quello, altrettanto incomprensibile per me, di chi sembra aspettare un errore della Roma per poter finalmente festeggiare sui social.

Posso essere soddisfatto di Castro, Molina, Mora, Koulierakis, Balerdi, De Roon e Malen, posso pensare che complessivamente la squadra sia più forte e contemporaneamente dire che non aver consegnato a Gasperini il giocatore che chiedeva con maggiore insistenza rappresenta un errore.

Le due cose possono tranquillamente convivere.

🧐 Anzi, è proprio questo che mi lascia maggiormente perplesso.

Perché non stiamo parlando di un allenatore appena arrivato al quale bisogna ancora concedere tempo per capire la squadra.

Gasperini viene da una stagione da 73 punti, terzo posto e qualificazione in Champions League, ottenuta peraltro con una rosa che lui stesso ha più volte fatto capire non essere completamente costruita secondo le proprie esigenze.

Se c’era un’estate nella quale provare a fare quell’ultimo passo, secondo me, era questa.

Avevi mantenuto tutti i giocatori più importanti, avevi una squadra ormai completamente dentro i meccanismi dell’allenatore, avevi aggiunto qualità e profondità e tornavi in Champions League.

Mancava l’ultimo pezzo.

Quello che poi, paradossalmente, era stato indicato per primo.

💭 Ed è questo che mi lascia quella sensazione fastidiosa di occasione parzialmente mancata.

Non considero questo mercato un fallimento. Sarebbe assurdo dirlo.

Credo che la Roma sia più forte di quella dello scorso anno e penso che Gasperini abbia oggi più soluzioni e una panchina migliore.

Ma proprio per questo mi dispiace ancora di più.

Perché quando sei arrivato quasi alla fine della costruzione e sai perfettamente quale pezzo ti manca, non riuscire a metterlo può fare molta più rabbia che trovarsi davanti a un cantiere ancora completamente aperto.

🐺 Adesso, comunque, il mercato è finalmente finito.

E sapete una cosa? Meno male.

Da domani Greenwood, Summerville, Fofana, Gittens e compagnia cantante potranno finalmente tornare ad essere calciatori di altre squadre e noi potremo tornare ad occuparci della cosa che conta davvero: la Roma che gioca a calcio.

Adesso toccherà a Gasperini.

Ed è proprio lui, probabilmente, la garanzia più importante che abbiamo.

Dovrà trovare soluzioni dove il mercato non gliele ha consegnate, gestire una rosa numericamente corta ma qualitativamente migliore, affrontare una stagione molto più impegnativa della precedente e provare soprattutto a raggiungere l’obiettivo che considero fondamentale: tornare in Champions anche il prossimo anno.

Perché la crescita della Roma passa dalla continuità, non da una qualificazione isolata.

Io sono fiducioso nella squadra e soprattutto nell’allenatore.

Ma alla fine di questa campagna acquisti, se devo dire semplicemente quello che penso, rimango un po’ deluso.

Non dai giocatori arrivati.

Da quelli che, ancora una volta, non sono arrivati.

💬 E voi cosa ne pensate? La Roma secondo voi esce più forte da questo mercato? Considerate sufficiente il lavoro fatto oppure anche per voi non aver consegnato a Gasperini l’esterno offensivo che chiedeva rappresenta un’occasione persa?

Scrivetemelo qui sotto, perché stavolta credo ci sia davvero parecchio di cui discutere.

💛❤️ Forza Roma, sempre!

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