02/09/2026
💛❤️ 𝗗𝗢𝗣𝗢 𝗟𝗘 𝗣𝗔𝗥𝗢𝗟𝗘 𝗗𝗜 𝗗’𝗔𝗠𝗜𝗖𝗢: 𝗨𝗡𝗔 𝗥𝗢𝗠𝗔 𝗣𝗜𝗨̀ 𝗙𝗢𝗥𝗧𝗘, 𝗠𝗔 𝗔𝗡𝗖𝗛𝗘 𝗣𝗜𝗨̀ 𝗖𝗢𝗥𝗧𝗔. 𝗘 𝗢𝗥𝗔?
💛❤️ Cari amici di Cose da Romanisti, buonasera e ben ritrovati qui sulla mia pagina preferita, chiaramente. Spero anche sulla vostra. 😁
Prima di commentare la conferenza stampa di Tony D’Amico, però, devo necessariamente fare un piccolo preambolo, una premessa che ogni tanto sento il bisogno di ribadire.
Questa pagina è gestita da un’unica persona, che sono io. Non ha alcuno scopo economico, non porta le veci di nessuno, non rappresenta società, dirigenti, allenatori, giornalisti o gruppi organizzati. Rappresenta soltanto l’espressione delle mie idee, che valgono esattamente quanto quelle di ognuno di voi e che, proprio per questo, pretendo siano rispettate esattamente come io rispetto le vostre, naturalmente quando vengono espresse in maniera educata e rispettosa.
Se non ritenete di poterlo fare, vi chiedo semplicemente di andare oltre. Così come vi prego di andare oltre se non avete voglia di leggere quello che scrivo.
✍️ Io scrivo. Scrivo anche tanto. Perché nella mia vita ho sempre scritto tanto e perché mi è sempre piaciuto farlo. So perfettamente che questo non corrisponde esattamente ai comandamenti dei social moderni, dove per funzionare bisognerebbe mettere una bella fotografia, quattro righe, possibilmente uno slogan e via andare. Ma Cose da Romanisti è nata per un’altra ragione: condividere con altri fratelli romanisti pensieri, idee, emozioni e momenti della nostra Roma.
Quindi se non avete voglia di leggere un post lungo, nessun problema. Davvero. Passate oltre. Ma trovo abbastanza singolare non leggere quello che ho scritto e poi ve**re a spiegarmi nei commenti cosa avrei scritto. 😂
Una precisazione anche sulle grafiche. Io non sono un grafico e, facendo tutto da solo nel poco tempo libero che riesco a dedicare alla pagina, per accompagnare i miei post mi affido anche all’intelligenza artificiale. A volte vengono bene, altre volte può esserci un errore che magari nella fretta non vedo neppure. È successo anche ieri.
Pazienza.
Se seguite questa pagina, soffermatevi soprattutto sul contenuto del post, perché è lì dentro che ci sono io e quello che penso. Per le immagini faccio quello che posso. 😉
Fatta questa lunga ma necessaria premessa, veniamo finalmente alla Roma e alla conferenza stampa di Tony D’Amico.
💶 Partirei dal Settlement Agreement, perché secondo me rimane il grande convitato di pietra di tutto il mercato della Roma.
Che rappresentasse un limite lo sapevamo. “Scarface” D’Amico, poco fa, lo ha confermato in maniera piuttosto esplicita spiegando che la Roma conosceva i propri paletti e che durante alcune operazioni ha dovuto addirittura «reinventarsi» e modificarli in corsa.
C’è però una frase che, personalmente, mi lascia un po’ più pensieroso. D’Amico ha detto:
«Altri riferimenti della Società stanno parlando con la UEFA e ci diranno cose che oggi non sappiamo».
Contestualmente ha comunicato un dato molto positivo: il monte ingaggi è stato abbassato del 15%, quasi 20 milioni di euro.
Quindi il lavoro sui costi è stato fatto, ed è stato importante. Però mi sembra altrettanto evidente che il capitolo UEFA non possa ancora considerarsi definitivamente chiuso. La proprietà sta discutendo con la UEFA e lo stesso direttore sportivo ci dice che esistono aspetti che oggi ancora non conoscono.
Non voglio costruirci sopra scenari catastrofici perché non ne abbiamo alcun elemento, ma nemmeno far finta che la questione non esista.
Esiste. Va tenuta presente. E speriamo naturalmente che venga risolta nel modo migliore possibile.
⚽ Secondo punto, e qui permettetemi di tornare su una discussione che abbiamo avuto parecchie volte negli ultimi giorni: la rosa della Roma è corta.
Non lo dico soltanto io.
Lo ha detto Gasperini e adesso, sostanzialmente, lo ha riconosciuto anche D’Amico.
Questo lo sottolineo perché nei giorni scorsi molti di voi mi hanno scritto sostenendo che numericamente fossimo perfettamente coperti.
Gasperini aveva parlato chiaramente di due esigenze, un esterno a tutta fascia e un attaccante esterno sinistro. D’Amico ha spiegato che nell’idea della società si sarebbe potuto trovare anche un unico giocatore capace di ricoprire entrambe le funzioni, riconoscendo contemporaneamente che oggi la Roma è «un po’ corta» e ricordando che la Champions richiederà un dispendio psicofisico importante.
Possiamo discutere quanto vogliamo su quanto sia corta. Ma sul fatto che lo sia, francamente, credo ci sia ormai poco da discutere.
E secondo me il problema maggiore riguarda proprio il reparto offensivo.
Abbiamo sostanzialmente sei giocatori per tre posizioni, ma due di questi sei presentano delle incognite fisiche delle quali, volenti o nolenti, dobbiamo tenere conto.
💎 Il primo è Paulo Dybala.
Chi segue questa pagina sa perfettamente cosa penso di Paulo. Ne sono calcisticamente innamorato e credo di essere stato tra quelli che più hanno caldeggiato il suo rinnovo quando molti altri avrebbero preferito salutarlo. Io, se dipendesse dal cuore, Dybala lo vorrei vedere finire la carriera con la maglia della Roma.
Ma proprio perché gli voglio calcisticamente bene non posso fingere che la sua storia recente non ci dica che esistono problematiche fisiche ricorrenti. Speriamo tutti che quest’anno non si presentino, ma nella costruzione numerica di una rosa devi necessariamente tenerne conto.
L’altro è Lorenzo Pellegrini, reduce da stagioni nelle quali il rendimento complessivo è calato e soprattutto da diversi problemi fisici. È fermo praticamente da aprile, reduce da un’operazione e soltanto adesso sta ricominciando il percorso verso il pieno recupero.
Quindi sì, sulla carta abbiamo sei uomini offensivi.
Ma due di quei sei hanno una storia recente che impone prudenza.
🏃 Anche sugli esterni il discorso non è molto diverso.
Abbiamo tre giocatori maggiormente rodati e poi Lulli, che personalmente considero un ragazzo estremamente interessante e che mi ha fatto un’ottima impressione, ma rimane un giovane che fino a pochissimo tempo fa giocava con la Primavera e che si è aggregato stabilmente alla prima squadra soltanto durante questa preparazione.
Lo stesso Gasperini ha fatto capire di non voler caricare il ragazzo di responsabilità eccessive e di volerlo lasciare crescere nel modo corretto.
E questo mi sembra semplicemente buon senso.
🐺 Quindi arriviamo alla domanda che inevitabilmente tutti ci facciamo: la Roma ha fatto un buon mercato?
Per me sì.
Un buon mercato, non un mercato straordinario.
La Roma secondo me si è rinforzata qualitativamente, ha mantenuto i suoi giocatori migliori e ha inserito elementi che possono aumentare considerevolmente il livello medio della squadra.
Contemporaneamente, però, si è notevolmente accorciata numericamente e in almeno un paio di ruoli chiave non è riuscita a consegnare a Gasperini ciò che aveva richiesto.
Le due cose non sono in contraddizione.
Si può pensare che D’Amico abbia lavorato bene e contemporaneamente riconoscere che il lavoro sia rimasto incompleto.
Anzi, secondo me è esattamente quello che è successo.
🏆 E quest’anno c’è una differenza enorme rispetto alla scorsa stagione: giochiamo la Champions League.
Non avremo una competizione europea nella quale, almeno nelle prime fasi, puoi pensare di effettuare rotazioni molto profonde affrontando avversari nettamente inferiori.
Quest’anno avremo Real Madrid, Paris Saint-Germain, Manchester United, Fenerbahçe e altre partite di livello altissimo.
La Champions non ti consuma soltanto fisicamente. Ti consuma mentalmente.
E allora le rotazioni diventano fondamentali non soltanto per evitare figuracce in Europa, ma soprattutto per non lasciare punti per strada in campionato tre giorni dopo una notte di Champions.
Perché il vero obiettivo della Roma deve essere riuscire a tornare in Champions anche l’anno prossimo.
🔎 Ed eccoci allora al terzo punto della mia riflessione.
Io credo che la Roma interverrà ancora sulla rosa attraverso il mercato degli svincolati.
È una mia sensazione, naturalmente, ma poco fa D’Amico ha lasciato decisamente la porta aperta:
«Valutiamo quello che c’è tra gli svincolati, ma affronteremo il tutto un po’ più avanti».
E credo sia significativo anche quello che ha raccontato sulle ultime ore di mercato.
La Roma aveva individuato due o tre profili ritenuti adatti. Leweling era praticamente chiuso con lo Stoccarda e con il giocatore, prima del ripensamento finale del tedesco. C’erano poi altri calciatori pronti a ve**re a Roma, ma D’Amico ha spiegato che non convincevano tutto il gruppo di lavoro e quindi si è preferito non acquistare tanto per acquistare. Anche per Luiz Henrique esisteva un accordo, ma l’operazione è saltata per problematiche tecniche.
E su questo, personalmente, sono d’accordo.
Se devo prendere un giocatore che non convince né il direttore né l’allenatore soltanto perché mancano cinque ore alla chiusura del mercato, preferisco non prenderlo.
Ma questo non significa che quel giocatore non serva più.
Significa che bisogna continuare a cercarlo.
Ed è per questo che io spero addirittura che dagli svincolati possano arrivarne due, anche se considero almeno un attaccante esterno sinistro assolutamente necessario.
🌍 E qui arriviamo al giochino dei nomi, che faccio esclusivamente sulla base dei miei gusti personali.
Tra i giocatori attualmente senza contratto ci sono effettivamente profili come Raphaël Guerreiro, Anthony Martial e soprattutto Jadon Sancho.
Guerreiro, per me, tecnicamente è un giocatore fuori categoria per il mercato degli svincolati. Esperienza internazionale, qualità, duttilità e possibilità di giocare in più posizioni sulla sinistra. Lo prenderei domattina. Il dubbio semmai è un altro: accetterebbe di ve**re a Roma sapendo di partire probabilmente dietro Wesley nelle gerarchie?
Non lo so.
Poi c’è Anthony Martial, che è sempre stato un mio pallino. A me è sempre piaciuto moltissimo e potrebbe offrire diverse soluzioni offensive.
Ma il nome che mi incuriosisce maggiormente è inevitabilmente Jadon Sancho.
Ventisei anni. Un talento che qualche anno fa sembrava destinato a diventare uno dei grandi esterni offensivi europei e una carriera che successivamente si è complicata parecchio.
Sancho ha avuto difficoltà, problemi di continuità e situazioni extracampo che evidentemente non possono essere ignorate. Però oggi è effettivamente libero e, dopo essere stato anche un obiettivo della Roma in passato, rappresenta una delle opportunità più interessanti rimaste sul mercato.
E allora io una telefonata la farei.
Naturalmente alle condizioni della Roma.
Un contratto breve, magari annuale, fortemente legato a presenze e rendimento, senza costruirgli intorno un’operazione economicamente f***e.
Perché a quel punto il rischio potrebbe diventare calcolato.
Se dopo un anno non hai recuperato il giocatore, ci si saluta e amici come prima.
Ma se invece Gasperini riuscisse a riaccendere quel talento, potresti ritrovarti tra le mani a parametro zero un giocatore di 26 anni che, al massimo delle proprie possibilità, ha qualità tecniche enormi.
È una scommessa?
Assolutamente sì.
Ma proprio perché arriva a zero e proprio perché oggi la Roma ha una necessità precisa in quel ruolo, è una scommessa sulla quale almeno ragionerei seriamente.
🧐 Quindi, tirando le somme, la mia posizione dopo aver ascoltato D’Amico non cambia molto.
La Roma è più forte.
Il mercato è stato complessivamente buono.
Il monte ingaggi è stato ridotto sensibilmente.
I migliori sono rimasti.
La qualità media è aumentata.
Ma la rosa è corta, soprattutto in alcune zone, e non è stato completato il lavoro richiesto dall’allenatore.
Adesso abbiamo una squadra forte, un allenatore nel quale personalmente ripongo enorme fiducia e una stagione meravigliosa davanti, con la Roma nuovamente sul palcoscenico della Champions League.
Però se esiste la possibilità di correggere ancora qualcosa attraverso gli svincolati, io credo che vada fatto.
Senza comprare tanto per comprare.
Ma senza neppure raccontarci che improvvisamente quello che serviva fino alle 19:59 del primo settembre alle 20:01 non serva più.
💬 Voi cosa ne pensate? Interverreste sul mercato degli svincolati? E se sì, su quale ruolo e su quale giocatore?
Come sempre, discutiamone. Ma facciamolo dopo aver letto quello che ho scritto e soprattutto con educazione e rispetto reciproco. Perché alla fine possiamo pensarla in cento modi diversi, ma siamo qui tutti per la stessa ragione.
💛❤️ Forza Roma, sempre!
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