20/04/2026
In una democrazia, il giornalismo – soprattutto quello d’inchiesta – non è un accessorio: è una condizione necessaria. La libertà di informazione va custodita, difesa e praticata ogni giorno, perché è ciò che permette ai cittadini di conoscere, comprendere e scegliere.
In questi giorni, Nello Trocchia, giornalista di Domani, è stato oggetto di gravi minacce per il suo lavoro d’inchiesta, come sempre incentrato su interessi criminali e dinamiche di potere. Minacce che colpiscono un professionista dell'informazione e con lui il diritto di tutte e tutti a essere informati.
Quando un giornalista viene intimidito e le istituzioni restano in silenzio o si espongono troppo timidamente e troppo poco concretamente in sua difesa, quel silenzio pesa. Diventa un segnale. Lascia quasi intuire che il giornalismo d’inchiesta, quello che indaga mafie, poteri e politica, sia percepito come qualcosa di scomodo, più da tollerare che da difendere.
Perché, in fondo, ai poteri che reggono le nostre democrazie bastano una libertà d'informazione di facciata e un’informazione più accomodante: quella che si limita a porgere il microfono, a rilanciare dichiarazioni, a trasformare il racconto della realtà in propaganda, spesso svuotata di fatti e dati.
È proprio questo silenzio che ci spinge a prendere posizione. A dire con chiarezza che crediamo in un giornalismo che, quando indaga i poteri, le mafie e la politica, sta dalla parte dei cittadini.
Abbiamo raccolto e pubblichiamo di seguito alcuni dei messaggi che le iscritte e gli iscritti di Ecosociale, che hanno avuto modo di conoscere Nello Trocchia durante il corso, hanno scritto per esprimere pubblicamente la loro solidarietà:
“Da cittadino, da lettore, oltre che da ‘allievo’ per qualche ora… solidarietà e un abbraccio a Nello Trocchia”
Cristiano Denanni
“Quando si prova a intimidire chi fa informazione, tutta la comunità deve farsi sentire.
A Nello Trocchia vogliamo dire che non è solo: siamo in tanti al suo fianco”
Carmelo Surace
“Di Nello ho apprezzato la sua straordinaria professionalità, incredibile semplicità e la passione autentica con cui fa giornalismo. Esempio di coraggio e integrità”
Rosario Diamante
“Viviamo in un mondo dove la reazione infame al racconto dei fatti diventa misura di quanto questo lavoro sia necessario. Tanto più si coglie nel segno, tanto più la macchina del fango intimidatoria si manifesta.
Forza Nello, abbiamo bisogno di giornalisti come te!”
Silvia Ciucchi
“Il diritto di cronaca viene colpito quando si tenta di silenziare la voce di chi con coraggio, determinazione ed impegno scrive ed informa. Non si deve lasciar vincere chi grida più forte, siamo tutte e tutti dalla parte di Nello!”
Marianna Accolla
“Scrivere conferisce potere alle parole e Nello Trocchia ha la capacità di raccontare con un coraggio che dà fastidio. Viva quel fastidio perché sa bene dove colpire!”
Salvatrice Corridore
“L’informazione libera fa paura solo a chi ha qualcosa da nascondere. Minacciare un giornalista significa colpire il diritto di tutti noi a conoscere. Avanti Nello!”
Andrea Burgio
“Nello Trocchia è stato un docente che ci ha fatto capire quanto sia importante essere dei buoni reporter, essere liberi e indipendenti. Solo chi teme la verità risponde alle domande con le minacce. Solidarietà incondizionata a Nello Trocchia”
Letizia Barreca
“Le minacce di morte ricevute da Nello Trocchia non riguardano solo lui. Riguardano tutti noi.
C’è una violenza subdola che non ha bisogno di mostrarsi per essere efficace. Agisce nell’ombra, intimidisce senza essere punita, e sa esattamente cosa sta facendo: non vuole colpire una persona sola, vuole far capire a tutti che il prezzo della libertà di stampa può diventare insostenibile.
Uno schema intimidatorio che funziona soprattutto quando trova silenzio intorno a sé.
Il lavoro di Nello e dei giornalisti come lui merita protezione istituzionale, visibilità pubblica e una solidarietà che non si esaurisca in dichiarazioni ma si trasformi in atti concreti.
Perché ogni volta che un giornalista viene minacciato e la cosa passa in secondo piano, qualcuno sa che potrà provare indisturbato a zittire i "cani da guardia della democrazia”
Andrea Rosso
“Chi come Nello Trocchia lavora per portare alla luce verità scomode deve essere protetto dalle istituzioni di un paese che voglia definirsi democratico.
Come lettori abbiamo la responsabilità di sostenere il lavoro dei giornalisti che, come Nello, dedicano la loro vita a questo mestiere che ancora può garantirci di vivere in una società che tiene al diritto, alla giustizia e all’integrità.”
Gaia Marescotti
La solidarietà non è solo un gesto formale: è una presa di posizione.
E oggi, più che mai, è necessaria.