08/09/2026
Articolo per Sovereignty
Così fanno le nazioni
Ormai è da un bel pezzo che qui da noi si parla di "guerra ibrida" che la Russia starebbe conducendo contro l'Europa. Il termine è di per sé ambiguo e lo è, soprattutto, volutamente.
I leader europei sono responsabili, prima di tutto, di aver consentito il reclutamento e l'addestramento dell'esercito ucraino, soprattutto dopo il primo conflitto seguito al colpo di Stato contro Yanukovic nel 2014 (ma le infiltrazioni risalgono a molto prima), e poi di aver trasferito armi e risorse di ogni tipo da quel momento in poi, con un'accentuazione dopo l'inizio dell'operazione militare speciale della Russia, che tuttavia Putin oggi definisce guerra chirurgica.
Ma specifichiamo cosa intendono gli europei per "guerra ibrida", che è appunto un concetto-ripostiglio nel quale far entrare qualsiasi pretesto, giustificazione o provocazione che dovrebbe, peraltro, avvalorare ex post la loro azione indiretta contro Mosca.
Per esempio, il ministro italiano della Difesa, Crosetto, ha affermato che "La guerra ibrida è continua e colpisce infrastrutture critiche, centri decisionali, servizi essenziali e la tenuta di ogni Paese, con rischi quotidiani e crescenti di danni catastrofici. Gli attacchi, condotti sul piano della disinformazione, della guerra cognitiva e nel dominio cyber, sfruttano la consapevolezza che 'l'Occidente spesso sceglie di non reagire'."
Ma nella cosiddetta guerra ibrida si fanno rientrare anche gli attacchi non convenzionali, come sostenuto da qualche altro generale italiano, come il tentativo di attacco con un drone dotato di esplosivo scoperto all'aeroporto di Lipsia il 4 agosto scorso.
Le attenzioni, non solo della Germania ma di tutta l'Europa, sono state subito rivolte verso la Russia, ma in realtà le prove non sono "provate", come si dice in questi casi. E comunque ci troveremmo di fronte a conseguenze "asimmetriche" nella risposta di Mosca rispetto a tutto quanto hanno determinato i Paesi dell'Ue e della Nato, che si sono impegnati a sostenere Kiev con abbondanza di armamenti e fondi, oltre ai soliti pacchetti di sanzioni contro la Russia. Ormai siamo a 21 e ciò sta diventando letteralmente una barzelletta.
Ora, non si può negare che Mosca sia pronta a rispondere alla Nato in ogni modo, che sia in grado di farlo e che, in qualche modo, lo faccia. Ma per giustificare un impegno ingiustificabile dell'Ue in questo conflitto, verso il quale le opinioni pubbliche europee sono tutt'altro che favorevoli, se ne stanno inventando di tutte.
La vera guerra ibrida è quella che gli americani e le classi dirigenti europee stanno facendo alle popolazioni europee che non guardano alla Russia come a un nemico immediato. Sono le forme nuove di una rivalità che in Europa è sempre esistita e, soprattutto, contro Mosca.
C'è uno storico italiano molto bravo e coraggioso che ogni tanto ricorda a tutti che le potenze europee hanno invaso tante volte la Russia e che la Russia, nel corso della sua storia, è dovuta spingersi fuori dai suoi confini per scontrarsi con le grandi potenze europee, sempre in seguito ad aggressioni o minacce provenienti dall'esterno.
I russi giunsero alle porte di Torino nel 1799 e si trovarono a combattere contro le truppe rivoluzionarie francesi, con l'esercito russo-austriaco guidato dal feldmaresciallo russo Aleksandr Vasil'evič Suvorov. Dopo l'invasione francese della Russia nel 1812, i russi giunsero fino a Parigi nel 1814, ma poi tornarono indietro.
L'Italia ha invaso tre volte la Russia, e non solo l'Italia. Nella guerra di Crimea, tra il 1853 e il 1856, quando ancora non era unita ed era il Regno di Sardegna, combatté insieme a Francia e Gran Bretagna. Poi, dopo la Rivoluzione d'Ottobre, l'Italia, insieme ad altre potenze europee, cercò di interferire nei destini della Russia rivoluzionaria. E poi, come tutti ricorderanno meglio, insieme alla Germania nazista e agli altri Paesi alleari dell'Asse, partecipò con la campagna di Russia all'invasione dell'Unione Sovietica.
Gli inglesi non sono stati da meno degli italiani, ovviamente, sempre con la guerra di Crimea e durante la fase rivoluzionaria. Così come oggi armano l'Ucraina, allora appoggiavano le truppe bianche controrivoluzionarie, fornendo anche soldati e logistica.
Quanto alla Germania, peggio mi sento, soprattutto perché nel 1941 riuscì a spingersi fino a pochi chilometri da Mosca, senza dimenticare gli assedi come quello di Leningrado e la battaglia di Stalingrado, che sono ben presenti nella memoria dei russi.
Quindi, di che stiamo parlando?
Oggi l'Europa vorrebbe farci credere che la Russia vuole farci la guerra, ma finora siamo stati sempre noi a provocare e colpire l'orso russo. E ora aggiungiamoci pure che, dopo la fine della Seconda guerra mondiale, sono i cugini degli inglesi, cioè gli americani, ad aver stabilito per noi che la Russia è il nemico dell'Europa, prima perché Sovietica oggi perché vorrebbe ricostituire l'impero.
Ora, la guerra ibrida è innanzitutto una forma di giustificazione che gli europei usano per coprire la loro debolezza e le manovre che gli americani decidono in Europa.
Lo abbiamo già visto con l'esplosione del Nord Stream. Tutti hanno subito incolpato i russi, ma senza alcuna prova. Quando i russi hanno fatto in modo di dimostrare che non era loro interesse, essendo i proprietari dell'infrastruttura e avendo sempre interesse a vendere gas all'Europa, hanno preso un ucraino 'a caso' e lo hanno arrestato. Questa è la verità. Hanno scaricato le colpe sugli esecutori materiali e non ne siamo nemmeno sicuri, ancora una volta cercando di coprire i mandanti. Perché i governanti europei, anche quando fingono di alzare la voce contro Trump, non possono alzarla contro l'America perché, Trump o non Trump, sono gli Stati Uniti a decidere delle loro sorti.
I due ventri molli dell'Europa sono proprio la Germania e l'Italia, i due Paesi sconfitti della Seconda guerra mondiale che, ricordiamolo, diedero vita all'Asse che avrebbe dovuto conquistare tutta l'Europa.
In forme diverse, la Germania è il Paese europeo con più basi e militari statunitensi, mentre l'Italia, insieme alla Germania stessa, ospita una delle concentrazioni più alte di bombe atomiche tattiche americane in Europa. Il piano di riarmo tedesco di cui tanto si parla certo non può essere stato deciso dai tedeschi. Quindi direi di finirla con certe rodomontate. E questo vale per i piani di riarmo di tutti i paesi membri UE.
Ora le cose sono forse un po' più chiare?
Come possono questi due Paesi avere una politica autonoma se sono gli americani a decidere cosa possono o non possono fare?
Siamo sicuri che questa "strategia della tensione", la chiamo impropriamente così, sia una guerra ibrida russa e non una guerra ibrida imbastita dagli statunitensi per incolpare la Russia e suscitare nei Paesi europei e nelle loro opinioni pubbliche il sostegno a questa guerra sempre più vera che noi stiamo facendo alla Russia?
Ora i leader europei diranno il contrario, fabbricheranno delle prove, ma quanto possono valere le prove trovate dai nostri agenti segreti che, a loro volta, sono controllati dagli apparati d'intelligence statunitensi?
Sono convinto che più la situazione si farà tesa e difficile, più aumenteranno le false flag, ma anche gli attentati terroristici in Europa, sulla cui matrice non avremo nessuna certezza, ma sempre un mare di sospetti. Benché ad essere accusati saranno, secondo le convenienze, i russi, gli alleati dei russi o i terroristi islamici, questi ultimi sono il prezzemolino di ogni contesto, sfruttato un po' da tutti.
Ma, al di là di questi fatti concreti, ci sono aspetti storici e geopolitici che dobbiamo considerare per primi se ci vogliamo raccapezzare in questo caos multipolare, in cui, noi europei, siamo spettatori, gregari, manipolati e raramente manipolatori e campo di battaglia, perché non siamo indipendenti e la nostra strategia è solo un'appendice di quella del Paese che ci controlla, cioè gli Usa.
Ora mi viene richiesto di mettere in evidenza se sia verosimile che la Germania possa rispondere effettivamente alla Russia con un piano di ritorsione per i presunti attacchi ricevuti.
A questo non posso rispondere semplicemente perché tutti i Paesi della Nato e dell'Ue, dietro la regia americana, sono ovviamente parte del conflitto e credo che tutti insieme saranno trascinati dove vuole la Casa Bianca. Al di là di qualsiasi casus belli, che è sempre un caso limitato, la cosiddetta goccia che fa traboccare il vaso, ritengo che ciò sia del tutto irrilevante.
Quando i contendenti sentiranno di essere pronti a un'escalation, o di essere preparati a vincerla la gerra o comunque ad avere delle chance di vittoria, faranno salire la pressione di questo conflitto, che è già in atto ma ora si trova a un diverso grado. Se guardiamo indietro nel passato, è sempre stato così, come dice una vecchia canzone italiana degli anni Trenta che si intitolava "Così fanno le nazioni":
"Così fanno le nazioni,
gridan 'pace' ai quattro venti,
gareggiando in armamento
d'ogni tipo e qualità.
Quando poi ne avranno tanti,
li vorranno anche provare
ed allor può capitare
quello che sapete già."
Ecco, ciò che capiterà lo sappiamo già, ma non abbiamo la minima idea di come sarà la prossima guerra, se sarà mondiale, locale, a testate atomiche tattiche, eccetera. Del resto, basti pensare alle differenze tra la Prima e la Seconda guerra mondiale. Sono intervallate da una pace di pochi anni eppure, in quei pochi anni, la forza di distruzione e le modalità di fare la guerra cambiarono radicalmente.
Quello che però intuiamo è che determinate guerre ormai saranno inevitabili, perché oggettivamente sono cambiati i rapporti di forza. Sono emersi nuovi poli di potenza, non solo Russia e Cina, ma anche altre potenze regionali che, alleandosi, potrebbero tentare di dominare specifiche aree. Il prossimo mondo potrebbe essere molto più frammentato di quello attuale anche se generalmente un'area di paesi potrebbe dive**re più egemonico rispetto ad altre tanto da attrarre tutti nella sua orbita.
Nessuna diplomazia potrà limitare queste aspettative.
E poi ci sono le nuove armi, che certo potranno scoraggiare l'intrapresa di conflitti radicali, ma non sappiamo fino a che punto. Quel che sappiamo è che Paesi ieri molto indietro hanno imparato a difendersi, addirittura a contrattaccare o anticipare gli attacchi.
In Occidente, dove non abbiamo molte informazioni perché siamo sommersi dalla nostra stessa propaganda, ci illustrano i nostri sistemi d'arma come sempre superiori, ma non ne sono così convinto. Ci sono settori militari nei quali Cina, Russia e persino l'Iran ci hanno sopravanzati.
Poi non sappiamo come si struttureranno questi nuovi campi di forza. Non diamo per scontato che queste potenze si alleeranno tra loro, così come non possiamo dare per scontato che le alleanze siano durevoli.
Quello che accadrà in altri quadranti, come quello asiatico, per esempio, potrebbe essere determinante. Perché non c'è solo la Cina, ma anche altre mediopotenze che potrebbero dare vita a nuovi schieramenti, destabilizzanti per qualcuno e attrattivi per qualche altro.
Ecco, però, sappiamo che ci sarà il momento di rottura degli argini, come la storia ci insegna. Dunque arriveranno uno o più casus belli, ma non è che le guerre scoppiano per questi episodi isolati. Vedremo. Ma i prossimi saranno tempi durissimi e interessanti. Ci sono ormai tante ragioni per i conflitti e la ragione non sta veramente da nessuna parte, perché la Ragione non esiste. Se esistesse, sarebbero tutti d'accordo. Ma le guerre sono proprio il risultato di tante ragioni che si confrontano e alla fine si scontrano perché qualcuno deve necessariamente prevalere per fare ordine secondo la sua idea di giustizia per tutti.
Come dire, non esistono Paesi buoni e cattivi. Così va il processo storico.