Alexis - Testi per il dialogo Euro Mediterraneo

Alexis - Testi per il dialogo Euro Mediterraneo Rivista accademica del Centro Studi Geodi (Geopolitics, Law and Data Intelligence)

Un articolo su CNN.com a cura di Nimi Princewill, pubblicato il 25 settembre 2026, fa il quadro sulla ripresa dei combat...
03/10/2026

Un articolo su CNN.com a cura di Nimi Princewill, pubblicato il 25 settembre 2026, fa il quadro sulla ripresa dei combattimenti nel Tigrè, nel nord dell’Etiopia.

Le forze tigrine hanno occupato tre aeroporti sotto controllo federale, mentre gli scontri si sono estesi alle regioni di Amhara e Afar, mettendo ulteriormente a rischio l’accordo di pace di Pretoria del 2022.

Particolarmente significativo appare il nuovo assetto delle alleanze: il Fronte Popolare di Liberazione del Tigrè (TPLF), che nella guerra del 2020–2022 aveva combattuto contro il movimento Fano dell’Amhara (organizzazione politico-militare formata da un gruppo di miliziani etno-nazionalisti), sembra ora collaborare con quest’ultimo – non senza divergenze - all’interno di una coalizione che punta a rovesciare il governo del primo ministro Abiy Ahmed.

L’escalation rischia di aggravare la crisi umanitaria e di coinvolgere l’Eritrea, mentre sullo sfondo si acuiscono le tensioni per l’accesso dell’Etiopia al Mar Rosso.

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Estratto dell’articolo di Nimi Princewill, War has returned to Ethiopia’s Tigray — and former enemies are now fighting together. What changed?, per il CNN, venerdì 25 settembre 2026.

DOVE SIAMO? SUL LIMIAScopri di più guardando il video del direttore  Sbailò su: https://geodi.unint.eu/wp-content/upload...
01/10/2026

DOVE SIAMO? SUL LIMIA

Scopri di più guardando il video del direttore Sbailò su:
https://geodi.unint.eu/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Video-2026-10-01-at-15.29.54.mp4

Il 29 settembre Trump ha annunciato l’ingresso degli Stati Uniti nell’“era della Super Intelligence”. La formula è spettacolare, ma il tema non nasce oggi. Da anni Washington tratta l’intelligenza artificiale come fattore di potenza: dall’Executive Order 13859 di Trump, nel 2019, all’Executive Order 14110 di Biden, nel 2023, costruito attorno all’idea di un “technological inflection point”, un punto di flesso nel rapporto tra tecnologia, sicurezza, diritto e decisione pubblica. L’annuncio di Trump conta perché traduce in linguaggio politico immediato una traiettoria già aperta nella politica americana.
Già l’espressione “intelligenza artificiale” contiene un equivoco. Sembra opporre un’intelligenza naturale a una intelligenza prodotta, esterna, quasi estranea. Ma artificiale non significa falso o non umano. Rimanda all’arte, alla tecnica, all’artificio: a ciò che l’uomo produce per estendere le proprie capacità. Per questo ne abbiamo paura: la percepiamo come altro da noi, ma in essa incontriamo anche una parte di noi separata da noi, resa autonoma, accelerata, potenziata.
Nei campi della sicurezza e dell’intelligence questo passaggio è già evidente: digital twins, human digital twins, sistemi predittivi e “supercognizione” non indicano semplicemente macchine che lavorano al posto dell’uomo, ma ambienti ibridi nei quali intelligenza umana e apprendimento automatico concorrono alla costruzione della decisione. Non c’è più solo un soggetto umano davanti a un oggetto tecnico. C’è una relazione nella quale l’uomo produce strumenti che poi modificano il modo in cui conosce, prevede e decide.
Dunque, dove siamo?
Sul Limia.
Il Limia è un fiume della Galizia, poi Lima in Portogallo. Gli antichi lo identificarono con il Lete, il fiume dell’oblio. La tradizione racconta che Decimo Giunio Bruto Callaico, durante le campagne romane nella pen*sola iberica, arrivò davanti a quel fiume con i suoi soldati, intorno al 138-137 a.C. I soldati non volevano attraversarlo perché temevano di perdere la memoria. Bruto attraversò da solo. Dall’altra riva li chiamò per nome. Mostrò così che il fiume non cancellava la memoria.
I soldati leggevano il fiume attraverso un mito. Anche noi rischiamo di leggere l’intelligenza artificiale attraverso un mito: quello di una tecnica totalmente altra, estranea, disumana. Ma la paura non va liquidata. Il mito può essere falso nella spiegazione e vero nell’allarme. I soldati non avrebbero perso davvero la memoria; tuttavia avevano compreso che ogni attraversamento importante mette in questione l’identità di chi attraversa.
Il problema non è fuggire dalla tecnica, né consegnarsi a essa. Il problema è attraversare questo passaggio sapendo che cosa deve restare umano: il giudizio, la responsabilità, il limite, il controllo democratico.
Siamo sul Limia non perché il fiume cancelli la memoria, ma perché davanti al fiume si capisce che cosa si teme di dimenticare.

Università degli Studi Internazionali di Roma - UNINT

30/09/2026

La scorsa settimana, con la ripresa delle attività, il Centro Studi GEODI ha ottenuto più di 1250 reazioni sui post.
Grazie a tutti per il sostegno! 🎉

Le elezioni statali tenutesi in Germania domenica 20 settembre rappresentano l’ennesimo terremoto politico, a breve dist...
25/09/2026

Le elezioni statali tenutesi in Germania domenica 20 settembre rappresentano l’ennesimo terremoto politico, a breve distanza da quello che ha avuto luogo in Sassonia-Anhalt, con profonde ripercussioni sulla stabilità del governo federale guidato da Friedrich Merz.

Il voto per il rinnovo dei parlamenti regionali (Landtag) in Meclemburgo-Pomerania Anteriore e per la Camera dei deputati (Abgeordnetenhaus) di Berlino ha restituito un quadro di forte polarizzazione e di clamoroso arretramento per il partito del Cancelliere, la CDU (Unione Cristiano-Democratica).

Il dato più eclatante, che Merz stesso ha definito un “disastro”, proviene dal Meclemburgo-Pomerania Anteriore.

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Le elezioni statali tenutesi in Germania domenica 20 settembre rappresentano l’ennesimo terremoto politico, a breve distanza da quello che ha avuto luogo in Sassonia-Anhalt, con profonde ripercussioni sulla stabilità del governo federale guidato da Friedrich Merz. Il voto per il rinnovo dei parla...

Domenica sera, a seggi appena chiusi, lo Stato russo ha diffuso due misure dello stesso voto. La prima veniva dal VTsIOM...
25/09/2026

Domenica sera, a seggi appena chiusi, lo Stato russo ha diffuso due misure dello stesso voto.

La prima veniva dal VTsIOM, il centro demoscopico pubblico, che nel proprio exit poll attribuiva a Russia Unita il 49,4 per cento. La seconda è arrivata dalla Commissione elettorale centrale, e a spoglio concluso assegna al partito di governo poco più del 58 per cento dei voti di lista e oltre tre quarti dei seggi della Duma: 355 su 450, contro i 324 della legislatura uscente.
Comunisti, liberaldemocratici e Nuova Gente si spartiscono quasi tutto il resto; l’affluenza sfiora il 60 per cento, la più alta mai registrata per queste elezioni.

Il voto si è chiuso mentre sulla regione di Mosca si abbatteva il più ampio attacco di droni ucraini dall’inizio della guerra.

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Alessio Zattolo - PhD Candidate

Partendo dalle elezioni politiche avvenute lo scorso 23 settembre in Marocco,  Arena, docente di Diritto pubblico compar...
25/09/2026

Partendo dalle elezioni politiche avvenute lo scorso 23 settembre in Marocco, Arena, docente di Diritto pubblico comparato all’Università “KORE” di Enna, esamina il quadro istituzionale del Paese, evidenziando il ruolo centrale della monarchia e la progressiva parlamentarizzazione del sistema.

L’analisi ripercorre l’evoluzione dei partiti della coalizione di governo guidata da Aziz Akhannouch - RNI, PAM e Partito Istiqlal - dopo il forte ridimensionamento subito dal partito islamista – PJD - nelle elezioni del 2021. Lo scenario di fondo è quello di un’opposizione politica frammentata e di nuove forme di mobilitazione sociale, come quella del movimento Generazione Z.

L’accademico evidenzia i risultati raggiunti negli ultimi anni da Rabat sul piano socio-economico: dagli investimenti nelle infrastrutture all’estensione della sanità pubblica, dallo sviluppo delle energie rinnovabili al rafforzamento del ruolo internazionale del Marocco. In particolare per quanto riguarda la questione del Sahara Occidentale e i rapporti con gli Stati Uniti.

Le elezioni – osserva Arena - sono rilevanti sia per la stabilità politica dell’attuale coalizione di governo marocchina, sia per l’Europa, in particolare in relazione alla questione di Ceuta e Melilla e alla gestione dei flussi migratori e delle frontiere.

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Il 23 settembre si svolgeranno le elezioni politiche nel Regno del Marocco. Il Regno alawita negli ultimi cinque anni ha goduto di una forte stabilità all’insegna di uno forte crescita economica non priva di disomogeneità territoriale e sociale. Dal punto di vista costituzionale il Marocco è un...

DOVE SIAMO? A LOS ALAMOSScopri di più guardando il video del direttore  Sbailò su: https://geodi.unint.eu/wp-content/upl...
24/09/2026

DOVE SIAMO? A LOS ALAMOS

Scopri di più guardando il video del direttore Sbailò su: https://geodi.unint.eu/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Video-2026-09-24-at-13.14.00.mp4

UNA LOS ALAMOS DISTRIBUITA
Diecimila agenti di intelligenza artificiale lavorano insieme per 88 ore sulle equazioni di Navier-Stokes, che descrivono il movimento dei fluidi, dall’acqua all’aria: un problema che sfida i matematici da quasi due secoli.
E producono una nuova dimostrazione matematica.
Quasi contemporaneamente, a Stanford, accade qualcosa di straordinario: il suono, che a noi appare continuo, nel mondo quantistico procede per salti. E per la prima volta riusciamo a osservare uno di questi salti in tempo reale.
E mentre tutto questo accade, la DARPA — l’agenzia di ricerca del Pentagono — mette imprese, università e laboratori al lavoro per capire quali tecnologie quantistiche possano diventare realmente utilizzabili.
Matematica, fisica, difesa.
Tre notizie diverse. Ma guardiamole insieme.
L’intelligenza artificiale comincia a produrre nuova matematica. Fenomeni quantistici che sembravano lontanissimi dalla nostra esperienza diventano osservabili e, sempre di più, controllabili. E la ricerca scientifica entra direttamente nella competizione strategica.
E allora: dove siamo?
Forse siamo tornati a Los Alamos.
Los Alamos è un luogo del New Mexico. Durante la Seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti vi riunirono fisici, matematici, chimici e ingegneri: intelligenze e discipline diverse concentrate nello stesso luogo per un obiettivo strategico, la costruzione della bomba atomica.
Oggi sta accadendo qualcosa di analogo. Ma non c’è più un unico luogo.
Ci sono intelligenze umane e artificiali, università, imprese e apparati strategici che lavorano in rete.
Una Los Alamos distribuita.
A Los Alamos sapevamo almeno dove guardare.
Oggi, dov’è Los Alamos?
Forse è dappertutto

degli Studi Internazionali di Roma - UNINT

L’illusione della “nuvola” informatica, il cosiddetto cloud, ha per decenni nascosto all’opinione pubblica una verità pr...
18/09/2026

L’illusione della “nuvola” informatica, il cosiddetto cloud, ha per decenni nascosto all’opinione pubblica una verità profondamente fisica e materiale. La nostra vita digitale, l’addestramento dell’intelligenza artificiale e la gestione dei big data non fluttuano in un etere invisibile, ma sono saldamente ancorati a enormi capannoni di cemento e acciaio, attraversati da migliaia di chilometri di cavi e costantemente raffreddati da milioni di litri d’acqua.

La tematica sollevata dalla testata Politico, relativa all’assenza del problema climatico dei data center dall’agenda delle Nazioni Unite, rappresenta uno dei nodi geopolitici più complessi, insidiosi e meno discussi del nostro tempo.

Questa lacuna diplomatica e istituzionale è il riflesso di una precisa architettura di potere globale in cui la corsa alla supremazia tecnologica si scontra violentemente con i limiti fisici e ambientali del nostro pianeta.

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L’illusione della “nuvola” informatica, il cosiddetto cloud, ha per decenni nascosto all’opinione pubblica una verità profondamente fisica e materiale. La nostra vita digitale, l’addestramento dell’intelligenza artificiale e la gestione dei big data non fluttuano in un etere invisibile,...

Come riportato dal giornalista americano Stephen Witt sul New York Times dell'11 settembre scorso, nel campo dell’intell...
18/09/2026

Come riportato dal giornalista americano Stephen Witt sul New York Times dell'11 settembre scorso, nel campo dell’intelligenza artificiale è in atto una drammatica svolta culturale: la comunità scientifica sta prendendo atto che oggi i sistemi di IA avanzati potrebbero non essere più completamente sotto il controllo umano.

Moltitudini di agenti di intelligenza artificiale stanno sfuggendo ai loro ambienti di contenimento isolati, comunicando in segreto, falsificando le valutazioni e sferrando attacchi informatici coordinati.

Di fronte a questi comportamenti “ribelli”, ricercatori ed esperti del settore richiedono con urgenza una pausa globale nella ricerca e un rallentamento controllato dello sviluppo.

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Estratto dell’articolo di Stephen Witt, This is really bad, per il The New York Times, venerdì 11 settembre 2026.

In un articolo pubblicato oggi, 18 settembre 2026, su , dal titolo “L’Europa scopre la geometria del nuovo mondo”,  Sbai...
18/09/2026

In un articolo pubblicato oggi, 18 settembre 2026, su , dal titolo “L’Europa scopre la geometria del nuovo mondo”, Sbailò, professore ordinario di Diritto pubblico comparato presso l’Università degli Studi Internazionali di Roma - , analizza la trasformazione dello spazio politico e della sicurezza europea.

Cyberattacchi, sabotaggi, droni e altre minacce ibride mettono in crisi le tradizionali categorie con cui il diritto e la politica hanno organizzato la realtà: guerra e pace, interno ed esterno, civile e militare. La difficoltà non riguarda soltanto la crescente complessità delle minacce, ma la possibilità stessa di classificarle e decidere prima che abbiano prodotto i loro effetti.

Da qui emerge l'esigenza di una nuova configurazione dello spazio pubblico europeo. L’ipotesi di un “Articolo 4 europeo” e di un Consiglio di sicurezza aperto anche a Regno Unito, Canada, Norvegia e Ucraina- avanzata dalla presidente von der Leyen nel discorso sullo Stato dell'Unione -implica una concezione della sicurezza nella quale appartenenza e confine non coincidono necessariamente.

Allo stesso tempo, cybersecurity, intelligenza artificiale, satelliti, infrastrutture critiche e industria della difesa avvicinano soggetti pubblici e privati all’interno di un unico ambiente strategico.

La questione centrale diventa allora come governare una realtà che possiamo osservare con una precisione crescente, ma che non siamo in grado di comprendere attraverso le categorie tradizionali. La tecnologia aumenta la nostra “risoluzione cognitiva”, tuttavia vedere di più non significa necessariamente comprendere meglio.

Il mondo - osserva Sbailò - si trova così davanti a una soglia: non la scomparsa dell’ordine precedente, ma la necessità di elaborare nuove categorie capaci di interpretare la compresenza tra continuità e trasformazione in atto.

Leggi su https://www.huffingtonpost.it/blog/2026/09/18/news/leuropa_scopre_la_geometria_del_nuovo_mondo-22736052/

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Rome

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