Luce per la didattica

Luce per la didattica Luce per la Didattica racconta e promuove le attività dell’Ufficio studi, ricerche, didattica e biblioteca dell'Archivio Luce.

ESPLORAZIONE 1] [FOTORIPRODUZIONI INGLESIUna scatola, con la generica etichetta “Fotoriproduzioni inglesi”, contiene 252...
25/04/2026

ESPLORAZIONE 1] [FOTORIPRODUZIONI INGLESI

Una scatola, con la generica etichetta “Fotoriproduzioni inglesi”, contiene 252 stampe.

Su tutte c’è un timbro, la sigla IWM, cioè Imperial War Museum. Dando una prima rapida occhiata alle foto si vedono partigiani, armi, distruzione, situazioni di guerra.

Avviata la ricerca, attraverso un serrato incrocio con le foto digitalizzate e catalogate dall’Imperial War Museum, riusciamo a far parlare quegli scatti.

Scopri la prima esplorazione -> https://shorturl.at/qcGif

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ESPLORAZIONI è un percorso ideato dall’Ufficio Studi Ricerche e Didattica dell’Archivio Storico Luce - Cinecittà S.p.A per indagare e valorizzare parti del proprio patrimonio non ancora conosciute.

Cinecittà | Archivio Luce Cinecittà

ESPLORAZIONI è il nuovo percorso ideato dall’Ufficio Studi Ricerche e Didattica dell’Archivio Storico Luce - Cinecittà S...
24/04/2026

ESPLORAZIONI è il nuovo percorso ideato dall’Ufficio Studi Ricerche e Didattica dell’Archivio Storico Luce - Cinecittà S.p.A.

Un progetto che punta a far conoscere, soprattutto attraverso il riuso creativo, alcuni nuclei del patrimonio dell’Archivio, che si presentano per la prima volta al mondo.

Cinque viaggi, da qui alla fine dell’anno, dentro fondi fotografici o filmici, molto diversi tra loro, non ancora resi fruibili e valorizzati.

ESPLORAZIONI è una torcia che illumina, una lente che ingrandisce, una conversazione del presente con il passato.

ESPLORAZIONI inizia.

Cinecittà | Archivio Luce Cinecittà

POSTER 9/9 VERTIGINE BIANCA“Vertigine bianca” è il film ufficiale dei Giochi olimpici invernali a Cortina d’Ampezzo del ...
22/12/2025

POSTER 9/9 VERTIGINE BIANCA

“Vertigine bianca” è il film ufficiale dei Giochi olimpici invernali a Cortina d’Ampezzo del 1956, commissionato dal CONI all’Istituto Nazionale Luce.

Il documentario, a colori e della durata di 90 minuti, vede la regia di Giorgio Ferroni, che ne scrive anche la sceneggiatura insieme a Giorgio Stegani. La direzione della fotografia è affidata a Rino Filippini, le musiche ad Angelo Francesco Lavagnino.

La pellicola racconta, dopo la cerimonia inaugurale, alcune delle gare che si sono svolte dal 26 gennaio al 5 febbraio. Tra le discipline si succedono lo sci alpino, quello di fondo, il pattinaggio di figura e di velocità, il bob, l’hockey sul ghiaccio e il salto con gli sci.

Il patrimonio fotografico e cartaceo dell’Archivio Storico Luce ci consente di osservare il dietro le quinte del documentario, soprattutto le innumerevoli vicissitudini che si trovano ad affrontare i dipendenti del Luce, come una moderna armata Brancaleone.

Dalle relazioni emergono le difficili condizioni in cui il regista, gli operatori, i tecnici e gli assistenti si trovano a lavorare, principalmente a causa delle nevicate e del clima rigido. Imprevisti non soltanto nell’allestire le postazioni di ripresa allo stadio del ghiaccio e sulle piste, ma anche a livello tecnico nel filmare le gare.

Vedi il poster -> https://shorturl.at/8of7h

Questo è l’ultimo contributo di LUCE 100. Grazie di averci seguito nel percorso e di essere arrivati fin qui. Vi auguriamo buone feste!

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LUCE 100 è un progetto dell’Ufficio Studi Ricerche e Didattica dell’Archivio Storico Luce - Cinecittà S.p.A., incentrato sul riuso del proprio patrimonio per il centenario dell’azienda.

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PRESIDENTI / TOMMASO FATTOROSIConcludiamo le nostre rubriche di LUCE 100 con l’ultima relativa ai PRESIDENTI. Questa vol...
15/12/2025

PRESIDENTI / TOMMASO FATTOROSI

Concludiamo le nostre rubriche di LUCE 100 con l’ultima relativa ai PRESIDENTI. Questa volta è un’uscita diversa e non ripercorriamo l’itinerario biografico e professionale di colui che viene nominato a capo dell’Istituto. È diversa perché arriviamo ad un periodo di transizione nella storia del Luce. E anche perché Fattorosi non è proprio un presidente, ma ha un ruolo fondamentale sul destino dell’ente nel primissimo secondo dopoguerra.

Il decreto n. 305 del 10 maggio 1947 prevede la liquidazione del Luce, con il licenziamento dei dipendenti e il passaggio delle azioni e degli immobili del Quadraro allo Stato, pur garantendo la riorganizzazione dei servizi di pubblica utilità. A decidere le modalità della riorganizzazione dovranno essere il Ministero del Tesoro e delle Finanze e la Presidenza del Consiglio.

Ma la liquidazione non avviene. Con Giulio Andreotti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, il regime commissariale è prolungato al giugno del 1948 al fine di riorganizzare e sistemare le attività e i servizi dell’Istituto. Per questo scopo viene nominato come commissario straordinario Tommaso Fattorosi. Ad affiancarlo in qualità di direttore generale c’è Cesare Lo Monaco.

Fattorosi rimette in moto il Luce e, attraverso lavori di efficientamento, riporta gli immobili, gli impianti e le attrezzature in uso con numeri di poco inferiori a quelli pre secondo conflitto mondiale. Così dalla fine del 1949 e per tutti gli anni successivi gli stabili del Quadraro ricevono le visite delle commissioni parlamentari e dei giornalisti. Di fatto, tra le maglie delle varie decisioni governative, l’ente viene messo a bagnomaria.

Nell’arco di circa dodici anni Fattorosi gestisce dunque non la fine del Luce. Lo traghetta verso la sua trasformazione in società per azioni, avvenuta nell’ottobre 1962.

Scopri alcuni momenti del periodo Fattorosi, tra cui le numerose visite alla sede del Luce -> https://shorturl.at/WtcYj

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AUTORI / ROMOLO MARCELLINIRomolo Marcellini (1910-1999), dopo essersi laureato in Economia, inizia a lavorare come giorn...
07/12/2025

AUTORI / ROMOLO MARCELLINI

Romolo Marcellini (1910-1999), dopo essersi laureato in Economia, inizia a lavorare come giornalista per poi approdare al cinema. Il suo primo lavoro in questo ambito è la scrittura del soggetto per il film “Stadio” (1934).

Inviato in Africa Orientale da Giuseppe Croce, collabora con il Reparto foto-cinematografico del Luce. Nel 1936 gira “Legionari al secondo parallelo”. Nel 1937 è aiuto regia di Carmine Gallone per il colossal “Scipione l’Africano” e dirige “Sentinelle di bronzo”, vincitore della coppa del Ministero dell’Africa Orientale per il miglior film a soggetto coloniale.

Durante la guerra civile sp****la, nel 1938 filma, sempre per il Luce, “Los novios de la muerte”, documentario sull’ala legionaria. Responsabile delle riprese aeree è Mario Craveri, che riesce a rendere con efficacia gli effetti sensoriali e percettivi della guerra in cielo. Ancora con Craveri, realizza “La conquista dell'aria” (1940).

Nel 1942 è autore di “Pastor angelicus”, documentario distribuito in tutto il mondo sulla vita quotidiana di Pio XII. Prosegue la sua attività come regista di documentari e di film di finzione nel secondo dopoguerra, interessandosi in particolare allo sport e ai cambiamenti del costume e della società. Due esempi. Nel 1953 “Il treno del sole” documenta il servizio del treno diretto dal Sud al Nord dell’Italia, emblema del progresso e dell’unificazione nazionale. Mentre è del 1957 la sua regia del lungometraggio “I fidanzati della morte”, ambientato nel modo del motociclismo. La traiettoria documentaristica a tema sportivo di Marcellini raggiunge l’apice con “La grande olimpiade” (1961), sui giochi olimpici a Roma dell’anno prima.

Per tutti gli anni Sessanta continua su questi temi, ma sposta lo sguardo pure sui modi di vivere e sulle pratiche culturali in Oriente, firmando ad esempio “I tabù” (1963) e “I tabù 2 - I miti del mondo” (1965).

Scopri qualche curiosità su “La grande olimpiade” -> https://shorturl.at/25hfJ

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POSTER 8/9 GUERRA NOSTRAIl film “Guerra nostra”, primo documento ufficiale cinematografico sul primo conflitto mondiale ...
30/11/2025

POSTER 8/9 GUERRA NOSTRA

Il film “Guerra nostra”, primo documento ufficiale cinematografico sul primo conflitto mondiale voluto da Luciano De Feo, è un film antologico realizzato grazie alla disponibilità presso l’Istituto Nazionale Luce di parte delle pellicole girate sulle fronti di combattimento. Preparato con grande maestria in poche settimane, esce in Italia il 24 maggio 1927, nell’edizione 35mm.

Prima proiezione a piazza Venezia, davanti al complesso del Vittoriano, sede ormai da cinque anni e sei mesi della monumentale tomba del Milite Ignoto. È un evento grandioso, che curiosamente si tiene nello spazio tra i due edifici, Palazzo Venezia e il Vittoriano stesso, dove, fra alterne vicende, dal 1918 in poi sono stati conservati gran parte dei materiali utilizzati per il film stesso.

Subito dopo, sempre a Roma, il film passa in programmazione al cinema Augusto. Probabilmente realizzato in poche copie, il film inizia una sorta di lungo tour di proiezioni in giro per l’Italia. Si tratta di una fase che si protrae fino all’anno successivo ed oltre. Identico è il modo con cui “Guerra nostra” viene lanciato nelle varie città.

Le proiezioni, infatti, secondo una prassi già attivata nel 1922 con “Gloria Apoteosi del Soldato Ignoto”, prevedono una partecipazione agli utili dell’appena nata Associazione Nazionale per i Mutilati e gli Orfani di Guerra, ente sotto la cui egida sono promosse. Molte d’altronde sono le matinée per le scuole, come quelle previste a Livorno e a Pisa fra fine del dicembre 1927 e l’inizio del 1928.

Sul finire del 1929, l’Istituto Nazionale Luce concede alla Società Italiana Pathé Baby l’inserimento nella serie “Propaganda Italica” di un’edizione ridotta e rimontata di “Guerra Nostra”, destinata a raccogliere fondi a favore dell’Associazione Nazionale Combattenti.

Questa versione in 9.5mm del film è destinata non più ai cinema ma ad un ambito non theatrical, ovvero sedi del dopolavoro fascista, scuole, caserme o altri luoghi, come le stesse case di ricchi signori. Il 29 gennaio 1930 l’Istituto Nazionale per la Cinematografia Educativa, presieduto da De Feo, ospita la prima proiezione pubblica dell’edizione Pathé Baby, cui seguirà nel 1932 una seconda edizione.

Il poster esce in occasione di una delle restituzioni (seminario e proiezione dell’edizione 9.5mm restaurata digitalmemte) del progetto “Gloria e le grandi antologie cinematografiche italiane della Grande Guerra”, finanziato con fondi MiC - DGABAP (Direzione Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio), nell’ambito del Bando 2024/2025 per l’assegnazione di contributi a progetti ed iniziative relativi al patrimonio storico della Prima Guerra Mondiale, coordinato dall’Archivio Storico Luce – Cinecittà S.p.A., ente capofila, in collaborazione con l’Università di Roma Tor Vergata e l’Università degli Studi di Udine.

Vedi il poster -> https://shorturl.at/mMf3k

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LUCE 100 è un progetto dell’Ufficio Studi Ricerche e Didattica dell’Archivio Storico Luce - Cinecittà S.p.A., incentrato sul riuso del proprio patrimonio per il centenario dell’azienda.

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PRESIDENTI / OLINDO VERNOCCHIOlindo Vernocchi(1888-1954). Figlio di Archimede, medico condotto, e di Elisa Ravaioli, nas...
23/11/2025

PRESIDENTI / OLINDO VERNOCCHI

Olindo Vernocchi(1888-1954). Figlio di Archimede, medico condotto, e di Elisa Ravaioli, nasce a Forlimpopoli, in provincia di Forlì.

Giovanissimo, ancora studente di ginnasio, aderisce al movimento socialista e diventa amico di Benito Mussolini. Mussolini, arrivato ad essere direttore del giornale «Avanti!», nel 1912 gli affida la direzione de «La lotta di classe», organo della federazione socialista forlivese. Consigliere comunale, studente universitario in Legge e collaboratore di numerosi giornali, si fa apprezzare sempre più all’interno del Partito Socialista Italiano. Fautore di posizioni antimilitaristiche e internazionalistiche rompe con Mussolini e promuove manifestazioni, molto partecipate, contro l’entrata in guerra.

Durante la prima guerra mondiale, viene richiamato alle armi. È prima di stanza a Forlì, poi ad Agrigento. Non smette il suo impegno politico e nella città siciliana dà il suo contributo per la creazione delle leghe operaie e per la fondazione della locale Camera del lavoro. Nel 1919 va a lavorare nella redazione romana dell’«Avanti!», di cui nell’aprile 1924 assume la direzione insieme a Pietro Nenni e a Riccardo Momigliano.

Nel primo dopoguerra dunque acquisisce un ruolo di dirigente nazionale nel Partito Socialista Italiano fino ad essere eletto a segretario nazionale il 25 aprile 1925. Con la soppressione dei partiti politici, in seguito alle leggi fascistissime, è sottoposto a un’intensa vigilanza, che si fa più stringente nella primavera del 1927. L’anno dopo, il 21 giugno, viene arrestato e condannato a due anni di confino, ma il 12 luglio venne rimesso in libertà per intervento diretto di Mussolini.

Impiegato alla Società di assicurazioni Phoenix, continua a svolgere una certa attività politica e a mantenere contatti con il movimento clandestino di ispirazione socialista. Con Giuseppe Romita rappresenta il Partito Socialista Italiano nel Comitato delle Opposizioni che il 26 luglio 1943 chiede a Vittorio Emanuele III di sciogliere il Partito Nazionale Fascista, ripristinando le garanzie democratiche e la libertà di stampa. Un mese dopo è eletto nella direzione del Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria.

Nel 1944 il governo Parri lo nomina commissario straordinario dell’Istituto nazionale Luce, ribattezzato Istituto nazionale Luce Nuova. Spetta a lui rifondarlo con una missione e un carattere culturale in linea con i principi di uno Stato democratico. Si occupa del rientro a Roma da Venezia delle attrezzature e dei materiali filmici dell’Istituto, si accerta delle responsabilità dei dipendenti che hanno collaborato con la Repubblica Sociale Italiana e lavora per rilanciare la produzione filmica dell’ente.

Con le consultazioni del 2 giugno 1946 è eletto deputato alla Costituente tra le file del Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria. Nel corso del suo mandato è relatore, nella primavera del 1947, della legge sull’ordinamento dell’industria cinematografica nazionale. Muore a Roma il 9 marzo 1948.

Scopri alcuni documenti sulla presidenza di Vernocchi -> https://shorturl.at/aKqyk

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LUCE 100 è un progetto dell’Ufficio Studi Ricerche e Didattica dell’Archivio Storico Luce - Cinecittà S.p.A., incentrato sul riuso del proprio patrimonio per il centenario dell’azienda.

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OGGETTI / I CATALOGHII cataloghi, oggi conservati presso l’Archivio Storico Luce (Fondo cartaceo Istituto Nazionale LUCE...
16/11/2025

OGGETTI / I CATALOGHI

I cataloghi, oggi conservati presso l’Archivio Storico Luce (Fondo cartaceo Istituto Nazionale LUCE), sono quanto rimane degli strumenti di corredo (elenchi, inventari, rubriche, schedari, ecc.) prodotti durante l’attività dell’azienda.

Un tempo utilizzati per gestire, riprodurre e distribuire le fotografie e i film, attualmente costituiscono una fonte preziosa per la descrizione e la conservazione dello stesso patrimonio.

I cataloghi sono manoscritti, dattiloscritti e a stampa. Quelli relativi ai fondi fotografici generalmente riportano informazioni sui servizi, disposti in ordine cronologico o alfabetico: la data, il luogo, il soggetto, il formato e il numero delle foto.

Per la varietà di formato e struttura, ad esempio risultano interessanti i cataloghi dell’Archivio Fotografico Nazionale (oggi Serie L), dedicati alle opere d’arte, ai monumenti e al paesaggio italiani. Accanto ai dattiloscritti ad uso interno, le pubblicazioni a stampa, su base geografica, sono pensate dal presidente del Luce, Alessandro Sardi, per una più ampia e capillare diffusione.

Sempre in riferimento al materiale fotografico, i numerosi cataloghi del fondo Attualità coprono il periodo compreso tra il 1927 e il 1959, descrivendo dettagliatamente data, evento/soggetto e a volte l’autore. Mentre l’elenco degli scatti realizzati dagli operatori del Luce in Africa Orientale, a metà degli anni Trenta, si trova in un unico catalogo dattiloscritto, organizzato in serie. Le foto si integrano con i soggetti cinematografici prodotti dallo stesso reparto.

I cataloghi che riguardano il patrimonio filmico, danno conto delle pellicole realizzate in un determinato anno, evidenziando in breve il contenuto e segnalando alcune specifiche tecniche (muto/sonoro, b/n o a colori, metraggio).

Scopri l’interno di questi cataloghi -> https://shorturl.at/jyWXl

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LUOGHI / VENEZIA, ALBERGO BONVECCHIATI E PADIGLIONI DELLA BIENNALECon la Repubblica Sociale Italiana, alla fine del 1943...
09/11/2025

LUOGHI / VENEZIA, ALBERGO BONVECCHIATI E PADIGLIONI DELLA BIENNALE

Con la Repubblica Sociale Italiana, alla fine del 1943, l’Istituto Nazionale Luce trasferisce a Venezia impianti, uffici e dipendenti. Sono circa settanta i lavoratori che decidono di restare in azienda, producendo quasi esclusivamente cinegiornali.

Nel febbraio del 1944, il primo luogo in cui il Luce si posiziona è l’Albergo Bonvecchiati, in calle Goldoni, vicino a piazza San Marco, e da anni in disuso. Come soluzione provvisoria, nella sala del ristorante, con un autocarro sonoro, si allestisce la sala di sincronizzazione, mentre nei bagni e nelle stanze sono collocati il laboratorio filmico e quello fotografico, oltre all’archivio dei negativi.

Al Luce vengono dati anche alcuni padiglioni della Biennale. Qui l’azienda installa il reparto sviluppo e stampa, la sala di sincronizzazione e il deposito delle attrezzature. Altri padiglioni sono trasformati dalla Cines in teatri di posa, dotati di tutte le attrezzature, per creare il cine-villaggio, una Cinecittà in laguna.

Il 14 luglio l’albergo Bonvecchiati è invaso dalle fiamme, che danneggiano i macchinari del Luce. Cause e responsabili restano sconosciuti, ma è certa la matrice antifascista dell’incendio. I partigiani hanno voluto in questo modo fermare la propaganda di regime alimentata dai cinegiornali.

Il direttore amministrativo della Biennale, Romolo Bazzoni, racconta così la fine di questo passaggio: «Quella specie di manicomio durò fin oltre la metà aprile 1945, dopo di che dirigenti, artisti e operatori piantarono in asso ogni cosa e non si videro più: anche a Venezia era giunta la Liberazione».

Leggi l’articolo che racconta i primi passi del Luce a Venezia -> https://shorturl.at/LGkfI

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ANTOLOGIZZARE LA BATTAGLIA: “GUERRA NOSTRA” E IL PRIMO CONFLITTO MONDIALE - SEMINARIO E PROIEZIONE Interventi di Marco P...
07/11/2025

ANTOLOGIZZARE LA BATTAGLIA: “GUERRA NOSTRA” E IL PRIMO CONFLITTO MONDIALE - SEMINARIO E PROIEZIONE

Interventi di Marco Pizzo (Istituto per la storia del Risorgimento italiano), Costantino Di Sante (Associazione Nazionale fra Mutilati ed Invalidi di Guerra), Patrizia Cacciani (Cinecittà S.p.A. - Archivio Storico Luce), Luca Mazzei (Università degli Studi di Roma Tor Vergata), Simone Venturini (Università degli Studi di Udine)

Proiezione del film “Guerra nostra” (Istituto Nazionale Luce, 1930, 9.5mm, b/n, muto, 55 minuti, versione digitale restaurata)
accompagnata al pianoforte da Maurizio Corazza

venerdì 14 novembre ore 15.00

Associazione Nazionale fra Mutilati ed Invalidi di Guerra, Casa Madre
Auditorium
Roma, Piazza Adriana, 3

Per partecipare, prenotazione obbligatoria, fino ad esaurimento posti, scrivendo a [email protected]

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L'iniziativa fa parte del progetto “Gloria e le grandi antologie cinematografiche italiane della Grande Guerra”, finanziato con fondi MiC - DGABAP (Direzione Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio), nell'ambito del Bando 2024/2025 per l’assegnazione di contributi a progetti ed iniziative relativi al patrimonio storico della Prima Guerra Mondiale, coordinato dall’Archivio Storico Luce – Cinecittà S.p.A., ente capofila, in collaborazione con l’Università di Roma Tor Vergata e l’Università degli Studi di Udine.

“Guerra nostra”, primo documento ufficiale cinematografico sul primo conflitto mondiale voluto da Luciano De Feo, è un film antologico realizzato grazie alla disponibilità presso l’Istituto Nazionale Luce di parte delle pellicole girate sulle fronti di combattimento. L’edizione 35mm del 1927 è andata perduta ed è testimoniata da un unico frammento, conservato in digitale presso l’Archivio Storico Luce – Cinecittà S.p.A. e il Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca nazionale.

Sul finire del 1929, l’Istituto Nazionale Luce concede alla Società Italiana Pathé Baby l’inserimento nella serie “Propaganda Italica” di un’edizione ridotta e rimontata di “Guerra Nostra”, destinata a raccogliere fondi a favore dell’Associazione Nazionale Combattenti. Il 29 gennaio 1930 l’Istituto Nazionale per la Cinematografia Educativa, presieduto da De Feo, ospita la prima proiezione pubblica dell’edizione Pathé Baby 9.5mm, cui seguirà nel 1932 una seconda edizione.

Più copie d’epoca in 9.5mm della prima e seconda edizione sono giunte fino noi (conservate da Cineteca del Friuli; Cineteca Nazionale; Museo Nazionale del Cinema, Fondazione Home Movies, Museo della Grande Guerra, Università di Udine) e sono state in più casi preservate in digitale dal progetto.

Il restauro digitale di “Guerra Nostra” si è così concentrato sulla riproposta della prima edizione del 1930 a partire dalla migliore copia disponibile allo stato attuale delle ricerche (per completezza, qualità della stampa, stato di conservazione). L’intento è stato di favorire l’intelligibilità del documento, preservando la storicità del manufatto e le duplicazioni che caratterizzano l’edizione 9.5mm. Per l’occasione, la nuova edizione restaurata sarà accompagnata dal vivo da un accompagnamento musicale che si ispira alle fonti e al clima d’epoca, nonché al tessuto drammatico, narrativo e visuale dei tre atti che compongono l’edizione del 1930.

Ministero della Cultura | Cinecittà | Archivio Luce Cinecittà

Indirizzo

Via Tuscolana, 1055
Rome
00173

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 15:00
Martedì 09:00 - 15:00
Mercoledì 09:00 - 15:00
Giovedì 09:00 - 15:00
Venerdì 09:00 - 15:00

Telefono

+3906722861

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