06/05/2021
Il concetto stesso di garanzia richiama alla mente una serie di strumenti e di meccanismi predisposti dalla legge o creati dalla autonomia negoziale per eliminare o quantomeno ridurre il rischio in cui il creditore potrebbe incorrere nelle ipotesi di inadempimento dell’obbligazione da parte del debitore. In particolare, il codice civile positivizza tre tipologie di garanzie personali: mandato di credito, anticresi e fideiussione. Quest’ultima rappresenta il prototipo sulla cui struttura, apportando modifiche più o meno significative, è stato possibile, nella prassi, creare forme atipiche di garanzia personale, caratterizzate da maggiore efficienza e minori formalità e nondimeno rispondenti a scopi meritevoli di tutela.
Nell’ultimo decennio si è addirittura parlato di “fuga dalle garanzie tipiche per insufficienza del modello positivo”1, quest’ultimo, invero, presenta alcuni limiti che lo rendono uno strumento rigido e mal rispondente alla nuova economica di mercato costantemente impegnata nella ricerca di meccanismi rapidi e flessibili.
Tuttavia, c’è da chiedersi se tale fuga sia effettiva o solo apparente: la giurisprudenza, infatti, con riferimento al contratto autonomo di garanzia ha assunto, su diversi fronti, una posizione mediana, riflesso, forse, del timore di discostarsi eccessivamente dal modello scolpito dal codice del 1942. Continua a leggere l'articolo cliccando qui 👇🏼👇🏼
https://www.ratioiuris.it/le-caratteristiche-del-contratto-autonomo-di-garanzia-e-gli-strumenti-di-tutela-a-disposizione-del-debitore/