Le edizioni Antalia iniziano con Le terre del sacramento di Francesco Jovine perché questo romanzo rappresenta, in modo esemplare, l’idea stessa di narrativa che il progetto Antalia intende assumere come fondamento. Jovine racconta un Mezzogiorno segnato da una frattura insanabile: la distanza tra chi possiede e chi lavora, tra chi decide e chi subisce. La miseria non è mai descritta come destino
naturale, ma come conseguenza storica di rapporti di potere iniqui, di un sistema che ha affamato i lavoratori, svuotato le campagne, negato il futuro. In Le terre del sacramento il lavoro che manca, la terra contesa, i soprusi politici e la violenza dei “padroni” non sono sfondo, ma struttura portante del racconto. È una narrativa che prende posizione, senza retorica, ma con rigore morale e verità storica. Una narrativa che sceglie di stare dalla parte degli ultimi, di chi è stato escluso dal racconto ufficiale del progresso. Per questo il catalogo intende riportare alla luce voci dimenticate, marginalizzate, rimosse: uomini e donne che hanno scritto del lavoro, della povertà, dell’ingiustizia sociale, e in particolare donne scrittrici, spesso doppiamente messe da parte, ieri come oggi, nonostante la forza e l’attualità della loro scrittura. Cominciare da Jovine significa dichiarare una linea editoriale: Antalia non cerca l’evasione, ma la memoria; non l’intrattenimento, ma la coscienza. È un progetto che assume la letteratura come strumento di lettura critica della realtà e come atto di riscatto sociale, capace di restituire dignità alle storie e ai territori che la modernità ha sacrificato. Questa visione affonda le radici nell’idea originaria di Francesco Florenzano, fondatore di EDUP – Edizioni dell’Università Popolare, nata nel 1993 con l’obiettivo di coniugare cultura, educazione degli adulti e impegno civile. Antalia si colloca in questa tradizione: una continuità ideale che considera il libro non un bene elitario, ma uno strumento di emancipazione, fedele a una funzione antica e sempre attuale dell’editoria: dare voce a chi non l’ha avuta.