29/08/2026
𝓛'𝓐𝓰𝓵𝓲𝓸
"[Rondò] data un’occhiata al tempo, usciva per l’orto.
Un cielo nero, certe tracce di sangue. Prese a frugare, a indagare. Grossi, pelosi, al limite della bestialità, i pomodori trasudavan linfa da tutti i gambi, e già i primi frutti portavan macchie vermiglie. Di già?
Aveva un annaffiatoio a lancio che gli permetteva d’annaffiare come voleva: a scrosci a rovesci; oppure spruzzare, vaporizzare l’acqua in arcobaleni, sì da dare alle piante, alle chiocciole l’impressione ora delle rugiade
celesti ora d’un nubifragio.
Gli piaceva abbondare, fingersi Giove, Giove Pluvio, il gran Dio dei diluvi. E annacquava: agrumi, carciofi, scrosciava su piselli carote fragolette fagioli: tutti dovevano partecipare della sua effusione; sopratutto i pelosi.
Come gli antichi Assiri che quanto più chiome e
barbe avevano, tanto più partecipavano alla manna celeste; così zucche, angurie, e melanzane e poponi: tutti dovevano godere di quell’abbondanza, di quel profluvio. E peperoni e cornetti, r**e rosse e radicchio, perfino le cipolle, perfino le patate dell’orto; tutti, meno
l’aglio. Prodigo coi prodighi, era avaro con gli avari. E lo sbarbava."
Tratto da 𝓛𝓮 𝓟𝓲𝓪𝓷𝓽𝓮/𝓡𝓮𝓷𝓭𝓪 𝓮 𝓡𝓸𝓷𝓭𝓸' di Fabio Tombari (Nicla Edizioni)...