Capibara Media

Capibara Media Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Capibara Media, Agenzia media/stampa, via ostiense, Roma.
(1)

🦫L'antidoto al doomscrolling
🌏Politica, diritti, lavoro, ecologia, femminismi
🦥Ecosocialismo🦦
🎙️Podcast, video, testi
🤗Informati bene e senza ansia💘

www.capibara.media/

L’AI ci sta trasformando in dispositivi dotati di obsolescenza programmata.C’è sempre un 3% di simmetria da recuperare, ...
25/09/2026

L’AI ci sta trasformando in dispositivi dotati di obsolescenza programmata.
C’è sempre un 3% di simmetria da recuperare, c’è sempre un poro da levigare, c’è sempre una versione 2.1 di te che sta per uscire e che renderà obsoleta la versione attuale.
Leggi l’articolo integrale al link https://capibara.media/articoli/voglio-essere-cosi-bellezza-ia

DISCLAIMER:per coerenza con il contenuto dell’articolo, i contenuti visivi di questo post sono realizzati con AI

24/09/2026
23/09/2026

🔥 — CALL FOR ARTISTS

Grazie a tutte le artiste e gli artisti che hanno risposto alla Call4Artists per la III edizione di

La risposta è stata enorme: un’onda di idee, linguaggi e pratiche che ci ha travolte/i. Grazie a chi ha scelto di esserci, di esporsi e di mettere la propria arte al fianco della Palestina.
Per troppo tempo abbiamo sentito parlare di neutralità dell’arte e di spazi artistici apolitici, come se fosse possibile stare fuori dalla realtà e dai rapporti di potere che la attraversano. Ma la neutralità è spesso una maschera: un modo per proteggere privilegi, ignorare ciò che accade e lasciare che sia il più forte a dettare le regole.
Oggi quella maschera è caduta. Perché non prendere posizione non significa stare fuori dal conflitto: significa scegliere.
E davanti a ciò che accade in Palestina, l’indifferenza non è una posizione neutrale.

Queste artiste e questi artisti hanno scelto di esserci, con linguaggi diversi, per costruire insieme uno spazio di espressione, solidarietà e presa di parola.

Per ragioni di tempi, spazi e programma, non siamo riusciti a coinvolgere tuttə coloro che si sono proposte/i per questa edizione. Abbiamo quindi costruito il programma con alcune delle proposte ricevute, in dialogo con gli spazi, le anime e le azioni che animeranno il festival.
Ma la Call non finisce qui: chi vorrà potrà partecipare alle prossime iniziative e ai futuri appuntamenti di United4Gaza.

Durante il festival, nel nostro museo a cielo aperto, artiste e artisti daranno vita a opere dal vivo: graffiti, fumetti, pittura, murales, pittura sui sassi, performance, scrittura, burattini, bolle giganti e molto altro.

Le opere saranno in parte messe all’asta e il ricavato si aggiungerà ai fondi raccolti durante il festival, destinati a famiglie residenti nella Striscia di Gaza.

Nella grafica trovate le artiste e gli artisti che saranno con noi in questa edizione. ❤️

Ci vediamo il 9, 10 e 11 ottobre
United4Gaza.
📍 Comparto ex Macello
Via IV Novembre 40, Modena
Per noi e per la Palestina libera. 🇵🇸

Libercomunismo: il fil rouge delle crisidi GiopinionPianificazione collettiva e libertà individuale: la proposta di Bran...
23/09/2026

Libercomunismo: il fil rouge delle crisi
di Giopinion

Pianificazione collettiva e libertà individuale: la proposta di Brancaccio per liberarci dal monopolio reale

Crisi economiche, disuguaglianze, regressione democratica e crisi ecologica possono essere legate tutte dallo stesso fil rouge? In Libercomunismo. Scienza dell’utopia, Emiliano Brancaccio teorizza di si: a suo dire, dietro le quinte delle grandi sfide e crisi del presente agisce la stessa dinamica di fondo, la centralizzazione del capitale in mani sempre più ristrette.

Per Brancaccio, questo processo non si limita semplicemente alla pur importante disuguaglianza nella distribuzione, ma anche, e soprattutto, nell’accesso differenziato al controllo sulla produzione e sulle decisioni economiche, in mano a élite sempre più ristrette...
Continua su capibara.media

Pianificazione collettiva e libertà individuale: la proposta di Brancaccio per liberarci dal monopolio reale

Malvinas, i veterani contro Mileidi Sandra MoyanoLa questione delle Malvinas è tornata con forza al centro della politic...
23/09/2026

Malvinas, i veterani contro Milei

di Sandra Moyano

La questione delle Malvinas è tornata con forza al centro della politica argentina. Nel suo discorso del 3 settembre 2026, il presidente Javier Milei ha ribadito che «Las Malvinas son argentinas», definendo la sovranità sulle isole una questione storica e di diritto. Ha inoltre annunciato nuove misure contro le compagnie petrolifere che operano nell'area, il rafforzamento della presenza militare nel Sud del Paese e una nuova strategia per aumentare la pressione sull'occupazione britannica delle isole.

Ma questa nuova offensiva del governo ha provocato una reazione immediata da parte dei veterani della guerra del 1982. Tra loro c'è Ramón Robles, presidente della Confederación de Combatientes de Malvinas, che da anni insiste su un principio preciso: la causa delle Malvinas appartiene all'intera società argentina e non può diventare proprietà di un governo, di un partito o di una campagna elettorale.

La posizione della Confederación era stata espressa già prima del discorso presidenziale. I veterani avevano dichiarato di essere pronti a sostenere «qualsiasi politica seria, permanente e coerente» in difesa della sovranità nazionale, ma allo stesso tempo avevano respinto «qualsiasi tentativo di utilizzare Malvinas come strumento di negoziazione politica o elettorale».

È proprio qui che nasce lo scontro con Milei.

Una causa che non può essere accesa e spenta
Per comprendere la diffidenza dei veterani bisogna guardare anche alla storia recente.

Durante il governo Milei, Robles aveva già manifestato forti preoccupazioni per alcune posizioni presidenziali sulla questione Malvinas. In particolare, aveva criticato l'atteggiamento di Milei nei confronti della Gran Bretagna e i riferimenti positivi del presidente a Margaret Thatcher.

Nel 2025, dopo il discorso del 2 aprile, ...
Continua su capibara.media

Ramón Robles (Confederación de Combatientes de Malvinas): «Malvinas non ha un partito politico: appartiene alla Nazione»

Due idee di sinistra: Nova e la sfida di Conte a SchleindiAlberto Maldarella Costretti a essere radicali: Nova 2026 fiss...
22/09/2026

Due idee di sinistra: Nova e la sfida di Conte a Schlein
di
Alberto Maldarella

Costretti a essere radicali: Nova 2026 fissa i paletti del M5S per il governo e lancia la sfida al PD

Nova 2026 è il percorso partecipato con cui il Movimento 5 Stelle ha aperto alla sua base ed alla società civile la costruzione della sua proposta per la coalizione progressista, partendo da una domanda: cosa deve fare il governo nei prossimi cinque anni per migliorare concretamente la vita delle persone. Secondo i numeri citati da Conte, 17mila cittadini, anche esterni al Movimento, hanno lavorato a 2mila tavoli in 105 località, accompagnati da 500-600 formatori. Le proposte sono poi arrivate all'assemblea di Milano e al voto degli iscritti: venti punti principali, 159 votazioni proposta per proposta e, nella consultazione conclusiva, 45.340 partecipanti. Il documento, “Alleanza per la Costituzione”, va al tavolo della coalizione con PD e AVS senza il simbolo del Movimento, come ha ricordato Conte.

Le due giornate finali di Milano hanno dato al percorso una cornice più ampia del solo Movimento. In programma c’erano economisti come Jeffrey Sachs, James Galbraith, Jayati Ghosh e Yanis Varoufakis, un Peace Forum con la relatrice ONU Francesca Albanese, i panel su ambiente, opere utili, IA, antimafia e i presidenti di Campania e Sardegna a rappresentare l’esperienza di governo regionale. La rassegna si è aperta con un dibattito intitolato “Verso Nord. Economia per il bene comune” e si è chiusa con un confronto tra Marco Travaglio e Mario Giordano. Sono voci critiche dell’austerità e dell’ortodossia economica, del diritto internazionale e della pace. La loro presenza contribuisce a definire la cornice culturale dentro cui il Movimento ha scelto di collocare Nova.

Il perimetro tracciato dal processo partecipativo
Il testo non è un programma di governo con “i conti in ordine” e non pretende di esserlo. Lo ha detto lo stesso Conte: è un progetto da cinque anni e per molte riforme serve tempo. Sono paletti, cioè impegni su cui l’alleanza è chiamata a esprimersi e che dovrebbero guidare l’azione di governo e definire il perimetro della coalizione. Il loro valore è politico prima che tecnico, e sta anche nel modo in cui sono nati: un confronto aperto a voci esterne, poi la ratifica di chi il Movimento lo vive tutti i giorni sul territorio. Dal palco di Nova, Conte ha posto una condizione: la visione, senza il coraggio, si perde nei compromessi quotidiani.

Colpisce l’ordine delle priorità. Si parte dalla sanità pubblica e dalle liste d’attesa, poi il salario minimo legale, la Procura nazionale per la sicurezza sul lavoro, la riduzione dell’orario a parità di salario, le tutele per malattia e maternità di autonomi e piccoli imprenditori. Seguono i contributi figurativi per il lavoro di cura, il reddito di cura per i caregiver, una soglia di dignità per le pensioni di invalidità, un piano casa pubblico contro sfratti e immobili vuoti. Il Patto generazionale aggiunge la fine del lavoro gratuito, la garanzia sulla salute mentale, un capitale di partenza a 18 anni. È una proposta di sinistra che parte da chi sta ai margini o vive mille difficoltà: precari, disoccupati, invalidi, caregiver, i giovani, le partite IVA senza tutele.

La critica alla “Terza via” e la radicalità...
Continua su capibara.media

Costretti a essere radicali: Nova 2026 fissa i paletti del M5S per il governo e lancia la sfida al PD

Nessuno ha sparatodi Filippo DicchiNel gergo militare si chiama "human in the loop", l'uomo dentro il circuito. A Gaza è...
21/09/2026

Nessuno ha sparato
di Filippo Dicchi

Nel gergo militare si chiama "human in the loop", l'uomo dentro il circuito. A Gaza è durato venti secondi; a Ginevra si discute da dodici anni su cosa significhi

Prevedibilità. Affidabilità. Spiegabilità. Tracciabilità. Sono quattro parole uscite da un documento nelle ore che precedono l'alba del 5 settembre 2026, in una sala del Palais des Nations di Ginevra. Insieme a loro sono cadute le parole progettazione e sviluppo, ed è caduto ogni riferimento alle considerazioni etiche. Nessun delegato ha votato per eliminarle. Non c'è stata nessuna votazione, perché in quella sala non si vota: si procede per consenso, il che significa che per togliere una parola basta che uno solo la voglia fuori.

Il documento era il rapporto finale del Gruppo di esperti governativi sui sistemi d'arma autonomi letali, i killer robot dei titoli di giornale...
Continua su capibara.media

Nel gergo militare si chiama "human in the loop", l'uomo dentro il circuito. A Gaza è durato venti secondi.

20/09/2026

LA POLITICA ALZA LE BARRIERE

In Italia, hanno barricato il centro del potere, o almeno quello ufficiale.
In Parlamento è stato da poco approvato un emendamento che arriva a quadruplicare le firme richieste alle formazioni politiche per presentarsi alle elezioni: da 1500 a 6 mila per ogni collegio, per un totale di 450 mila firme per presentarsi sia alla Camera che al Senato.
Tutte in presenza, senza possibilità di raccoglierle online.
Un numero spropositato che metterebbe in difficoltà anche alcuni dei partiti presenti in Parlamento.
Ma ovviamente se ne fregano, poiché esentati.
Ironico il caso di Noi Moderati che alle scorse elezioni aveva totalizzato meno di 300 mila voti, numero che se trasformato in firme non consentirebbe loro di presentarsi ad entrambe le Camere. E tutto questo mica da soli, in coalizione.
C'è quindi una riflessione doverosa da fare:
In politica non vince chi ha le idee migliori o chi è più vicino al popolo, ma chi possiede le risorse.
Ecco perché nonostante un consenso dello 0% vediamo costantemente le solite facce nei salotti televisi. Non li vuole nessuno, eppure sono sempre lì.
La politica ha un costo. Chi ha i mezzi e le conoscenze giuste resta dentro anche con lo 0%, altrimenti sei fuori.
Quando il potere si barrica vuol dire che ha paura, diamo loro un motivo per averne.

19/09/2026

Siamo stati a Roma per l’VIII Conferenza Nazionale dei Giovani Comunisti e Comuniste

Cambiare il presente, costruire l’orizzonte. Questo lo slogan che ha caratterizzato il congresso che ha visto più di 100 delegati provenienti da 73 province d’Italia.

L’organizzazione ha visto un discreto successo negli ultimi 3 anni riuscendo a raddoppiare il numero di iscritti posizionandosi al secondo posto tra le organizzazioni giovanili della sinistra dopo i Giovani Democratici.

I temi all'ordine del giorno per i GC? La crisi climatica, la guerra, il diritto al lavoro, allo studio, le sfide della nuova rivoluzione industriale dell'IA, il rafforzamento dell’organizzazione e il rilancio del proprio partito di riferimento, Rifondazione Comunista.

Tutti temi che ancora devono trovare una risposta dai leader del Campo Largo con cui Rifondazione vorrebbe costruire un Fronte Democratico Costituzionale contro la Meloni e in questo senso è stata significativa la presenza del Network Giovani del Movimento 5 Stelle e dell'Unione dei Giovani di Sinistra per AVS.

Al termine della Conferenza è stato eletto Edoardo Casati come nuovo portavoce nazionale che terminato il rilancio dell'organizzazione ha ora il compito di rafforzarla in vista delle prossime sfide che aspettano la sinistra radicale italiana.

Indirizzo

Via Ostiense
Rome

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Capibara Media pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi