22/09/2026
Due idee di sinistra: Nova e la sfida di Conte a Schlein
di
Alberto Maldarella
Costretti a essere radicali: Nova 2026 fissa i paletti del M5S per il governo e lancia la sfida al PD
Nova 2026 è il percorso partecipato con cui il Movimento 5 Stelle ha aperto alla sua base ed alla società civile la costruzione della sua proposta per la coalizione progressista, partendo da una domanda: cosa deve fare il governo nei prossimi cinque anni per migliorare concretamente la vita delle persone. Secondo i numeri citati da Conte, 17mila cittadini, anche esterni al Movimento, hanno lavorato a 2mila tavoli in 105 località, accompagnati da 500-600 formatori. Le proposte sono poi arrivate all'assemblea di Milano e al voto degli iscritti: venti punti principali, 159 votazioni proposta per proposta e, nella consultazione conclusiva, 45.340 partecipanti. Il documento, “Alleanza per la Costituzione”, va al tavolo della coalizione con PD e AVS senza il simbolo del Movimento, come ha ricordato Conte.
Le due giornate finali di Milano hanno dato al percorso una cornice più ampia del solo Movimento. In programma c’erano economisti come Jeffrey Sachs, James Galbraith, Jayati Ghosh e Yanis Varoufakis, un Peace Forum con la relatrice ONU Francesca Albanese, i panel su ambiente, opere utili, IA, antimafia e i presidenti di Campania e Sardegna a rappresentare l’esperienza di governo regionale. La rassegna si è aperta con un dibattito intitolato “Verso Nord. Economia per il bene comune” e si è chiusa con un confronto tra Marco Travaglio e Mario Giordano. Sono voci critiche dell’austerità e dell’ortodossia economica, del diritto internazionale e della pace. La loro presenza contribuisce a definire la cornice culturale dentro cui il Movimento ha scelto di collocare Nova.
Il perimetro tracciato dal processo partecipativo
Il testo non è un programma di governo con “i conti in ordine” e non pretende di esserlo. Lo ha detto lo stesso Conte: è un progetto da cinque anni e per molte riforme serve tempo. Sono paletti, cioè impegni su cui l’alleanza è chiamata a esprimersi e che dovrebbero guidare l’azione di governo e definire il perimetro della coalizione. Il loro valore è politico prima che tecnico, e sta anche nel modo in cui sono nati: un confronto aperto a voci esterne, poi la ratifica di chi il Movimento lo vive tutti i giorni sul territorio. Dal palco di Nova, Conte ha posto una condizione: la visione, senza il coraggio, si perde nei compromessi quotidiani.
Colpisce l’ordine delle priorità. Si parte dalla sanità pubblica e dalle liste d’attesa, poi il salario minimo legale, la Procura nazionale per la sicurezza sul lavoro, la riduzione dell’orario a parità di salario, le tutele per malattia e maternità di autonomi e piccoli imprenditori. Seguono i contributi figurativi per il lavoro di cura, il reddito di cura per i caregiver, una soglia di dignità per le pensioni di invalidità, un piano casa pubblico contro sfratti e immobili vuoti. Il Patto generazionale aggiunge la fine del lavoro gratuito, la garanzia sulla salute mentale, un capitale di partenza a 18 anni. È una proposta di sinistra che parte da chi sta ai margini o vive mille difficoltà: precari, disoccupati, invalidi, caregiver, i giovani, le partite IVA senza tutele.
La critica alla “Terza via” e la radicalità...
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