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30/07/2026
Il gioco del debitodi Alberto Maldarella  Perché un debito impagabile continua a governare le nostre scelte«Solo una cri...
29/07/2026

Il gioco del debito
di Alberto Maldarella

Perché un debito impagabile continua a governare le nostre scelte

«Solo una crisi — reale o percepita — produce un cambiamento reale. […] finché ciò che è politicamente impossibile diventi politicamente inevitabile.»
— Milton Friedman, citato da Naomi Klein in The Shock Doctrine.
«Voi siete tutti cavalli in un ippodromo!»
«Non sono un cavallo. Sono una persona. Per questo motivo... voglio sapere chi siete.» «Non me l'aspettavo. Non pensavo che saresti arrivato fin qui.» «Bastardi che credono che le persone siano cavalli da corsa e che sono convinti di esserne i proprietari. Noi non siamo cavalli, siamo esseri umani. Gli esseri umani sono...» — Squid Game, stagione 3, dialogo tra Front Man e Giocatore 456.
«Ci si ricordi dei famosi processi alle streghe: allora anche i giudici più sagaci e benevoli non dubitavano del fatto che sussistesse lì una colpa; le “streghe” stesse non ne dubitavano – e tuttavia la colpa non c’era»
— Friedrich Nietzsche, Genealogia della morale, III dissertazione.—
Il paradosso del debito
C'è un momento, in Squid Game, che segna un punto di non ritorno. È quello in cui i protagonisti smettono di pensare al debito come a un problema da risolvere e iniziano a viverlo come una condizione permanente. Da quel momento, cessano di cercare una via d'uscita: si concentrano unicamente sulla loro ultima opportunità di riscatto. Ed è proprio allora che il gioco può cominciare, perché chi è convinto di non avere più nulla da perdere è disposto a rischiare tutto.

Marco Bersani, nel suo Dacci oggi il nostro debito quotidiano. Strategie dell'impoverimento di massa, descrive un meccanismo sorprendentemente simile, ben prima che la serie coreana lo rendesse familiare a centinaia di milioni di spettatori. Il paradosso che lui porta è questo: un debito di 5.000 euro può toglierti il sonno, perché è ancora abbastanza piccolo da sembrare affrontabile. Continui a fare calcoli, a cercare soluzioni, a sperare di uscirne. Un debito di 500.000 euro, invece, può produrre l'effetto opposto: quando capisci che non riuscirai mai a ripagarlo, l'ansia lascia spazio alla rassegnazione. Il debito non è più un incidente da superare, ma il nuovo orizzonte entro cui sei costretto a vivere...
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Perché un debito impagabile continua a governare le nostre scelte

AI Act: governare il fuoco digitaledi Novecento Perché la regolamentazione dell'IA non è un freno, ma una necessitàL'Int...
28/07/2026

AI Act: governare il fuoco digitale
di Novecento
Perché la regolamentazione dell'IA non è un freno, ma una necessità

L'Intelligenza Artificiale rappresenta una delle più grandi invenzioni della storia dell'umanità. Non dobbiamo minimizzarne la portata né l'incredibile utilità: va trattata con il rispetto e la centralità che riserviamo alle scoperte che hanno cambiato il corso della civiltà, al pari dell'energia elettrica o persino della scoperta del fuoco. Tuttavia, come il fuoco può scaldare le nostre case o radere al suolo una foresta intera, l'IA possiede una pericolosità e dei rischi potenzialmente devastanti, pari alla sua stessa potenza. Le istituzioni si sono trovate inizialmente travolte e in ritardo.

I rischi di un far west digitale
La mancanza di regole chiare ed efficaci ha esposto per anni la società a vulnerabilità senza precedenti:

Disinformazione e deepfake: La creazione e la diffusione indisturbata di audio, foto e video manipolati rischia di minare la fiducia nelle istituzioni, falsificare la realtà e condizionare i processi democratici.
Discriminazioni sistemiche (bias algoritmici): Senza controlli, gli algoritmi rischiano di riprodurre e amplificare i pregiudizi umani nella selezione del personale, nella concessione di crediti finanziari o nell'accesso ai servizi.
Occupazione e diritto d'autore: L'impatto sul mondo del lavoro richiede tutele per i lavoratori, mentre l'addestramento dei modelli sui dati di artisti e creativi senza consenso pone urgenti problemi di proprietà intellettuale...
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Perché la regolamentazione non è un freno, ma una necessità

27/07/2026

Lunedì siamo stati da Greg e i Max Paiella al "Greg Ogni Luneday", evento che si svolge ogni lunedì a Roma dal Village Celimontana dove la band si esibisce in spettacoli sempre nuovi mescolando musica, comicità e storia.
Tra intermezzi divulgativi molto interessanti e un'atmosfera di serata romana uscita direttamente dal film "La dolce vita", abbiamo intervistato Greg riguardo la scelta del repertorio dello spettacolo molto particolare, tra jazz, blues, swing e tanto altro.

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La nuvola pesadi Filippo Dicchi Chiamiamo "intelligenza" un mezzo di produzione fatto di acqua, lavoro nascosto e sapere...
27/07/2026

La nuvola pesa
di Filippo Dicchi
Chiamiamo "intelligenza" un mezzo di produzione fatto di acqua, lavoro nascosto e sapere espropriato. E ha un proprietario.

In un tratto di deserto dell'Arizona, dove non piove quasi mai, un data center beve ogni giorno milioni di litri d'acqua per raffreddare i processori che addestrano i modelli di intelligenza artificiale. La chiamiamo "nuvola", e la parola fa il suo lavoro: evoca qualcosa di leggero, etereo, immateriale, sospeso da qualche parte sopra di noi. È una delle finzioni più riuscite del nostro tempo. Perché la nuvola pesa: pesa in acqua, in elettricità, in litio, in rame, in terre rare strappate a miniere dove lavorano persone che non vedranno mai un'interfaccia. E pesa in lavoro umano vivo, quello che resta accuratamente fuori campo.

A Nairobi, fino a non molto tempo fa, c'erano lavoratori pagati meno di due dollari l'ora per leggere, otto ore al giorno, i testi più atroci che la rete produce (descrizioni di violenza, abuso, tortura) e classificarli, così che il chatbot che usiamo per scrivere email gentili imparasse a non restituirceli. Li chiamano moderatori, annotatori, etichettatori. Mary Gray e Siddharth Suri hanno coniato per loro un'espressione perfetta: ghost work, lavoro fantasma. È il lavoro che rende possibile l'illusione che le macchine pensino da sole. Più l'intelligenza artificiale sembra autonoma, più nasconde gli esseri umani che la tengono in piedi. Tenere a mente questo non è moralismo: è il primo passo per capire che cosa l'IA sia davvero. Non una mente. Un mezzo di produzione. E, come ogni mezzo di produzione, qualcosa che appartiene a qualcuno...
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Chiamiamo "intelligenza" un mezzo di produzione fatto di acqua, lavoro nascosto e sapere espropriato. E ha un proprietario.

Clima, capitalismo e contratto socialedi Andrea ZennaroInazione e repressione: fronteggiare l'ecocidio sistemico quando ...
25/07/2026

Clima, capitalismo e contratto sociale
di Andrea Zennaro

Inazione e repressione: fronteggiare l'ecocidio sistemico quando le istituzioni negano la catastrofe

Ogni giorno di ogni estate i media ci riempiono di notizie allarmanti su fatti come «ondate di calore» o «temperature record» o ancora «fenomeni meteorologici estremi» e ci segnalano che «stiamo vivendo l’estate più calda dell’ultimo secolo» (e la più fredda del prossimo), il tutto senza mai chiamare le cose con il loro nome: crisi climatica ed ecologica causata da un sistema economico produttivo e sociale tossico che ci sta rapidamente portando al collasso. Questa crisi è sistemica, non settoriale. Colpisce tutti gli aspetti dell’ecologia e mostra come siano collegati fra di loro: perdita di biodiversità, distruzione delle foreste, contaminazione degli oceani, surriscaldamento dell’atmosfera, inquinamento dei terreni agricoli e delle falde acquifere, desertificazione del suolo non sono avvenimenti casuali ma conseguenze prevedibili di una politica ben precisa. Con pratiche come pesca industriale, allevamenti intensivi, deforestazione massiccia, agricoltura praticata con diserbanti e pesticidi dannosi ed estrattivismo e combustione di materie prime fossili, il Capitalismo sta combattendo una guerra mai dichiarata contro tutto il mondo vivente.

Coscienti del disastro, governi e aziende continuano a investire sui combustibili fossili, sullo sviluppo industriale e sulle guerre. Alternando promesse false e menzogne imbarazzanti, i politici accelerano il processo che sta portando molte specie all’estinzione. Sono noti i commenti grotteschi di capi di Stato o alte cariche pubbliche secondo cui «ai Caraibi fa caldo da sempre, non moriremo di caldo ma ci abitueremo al clima caraibico» (Ignazio La Russa) o «il riscaldamento climatico è naturale e non ha niente a che vedere con le attività industriali» (Emmanuel Macron)...
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foto: © Ivan Joeseff Guiwanon / Greenpeace

Inazione e repressione: fronteggiare l'ecocidio sistemico quando le istituzioni negano la catastrofe

24/07/2026

PARI ALLA PARI

Oggi il congedo parentale in Italia è ancora sbilanciato.
E nel mondo del lavoro questo si vede eccome.
Quanti manager o risorse umane dicono (o se non lo dicono, lo pensano) :"assumiamo lui,perché lei se dovesse avere un figlio starà via dal lavoro per 5 mesi"?
Finché il peso dei primi mesi ricade solo sulla madre, la donna parte già svantaggiata in fase di assunzione, promozione, carriera.
Il congedo paritario per madre e padre è il primo vero step per l’uguaglianza di fatto. Non di facciata.
Se ci spostiamo tra le mura di casa, stessa storia: quando nasce un figlio, la madre diventa automaticamente il fulcro di tutto. Perché? Perché banalmente passa più tempo con lui nei primi mesi.
E da lì nascono le dinamiche per cui lei si occupa del figlio, dei pannolini, delle pappe.
Lui…fa altro.
Poi il bimbo sta male e il padre si trova impreparato. Non sa dove sono le medicine, non ha quella dimestichezza, quell’intimità col figlio.
Risultato? Demanda tutto alla madre.
Che magari deve prendere un giorno di permesso, fare i salti mortali tra riunioni e pediatra, lavoro e famiglia.

Il congedo paritario e non trasferibile cambia tutto questo.
Obbliga entrambi a esserci. Ad imparare. A sbagliare e a riprovare.
Fa sì che un’azienda non possa più “scommettere” su un genere piuttosto che l’altro.
Fa sì che un padre impari a gestire un’emergenza senza passare la palla.
Fa sì che una madre non parta già stanca.
Non è un lusso. È l’investimento più concreto da fare per una società più equa.
Per i figli, per le coppie, per il lavoro. L'iniziativa popolare attiva per la raccolta firme a riguardo ne sta dando la pova:ne mancano pochissime per portare in parlamento la proposta di estendere a entrambi i genitori il congedo parentale obbligatorio a 5 mesi.
Tu che ne pensi? Se domani il congedo fosse uguale e obbligatorio per entrambi, cambierebbe qualcosa anche per te?

Indirizzo

Via Ostiense
Rome

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