17/06/2026
"E così ogni giorno approfitto delle ore in cui c’è ancora un barlume di luce, lavorando nel bel mezzo della bufera con una forza che non sapevo di avere, con una specie di impetuosa spavalderia che si rigenera di continuo. Ogni mattina sento lo stesso vibrante desiderio di precipitarmi fuori e combattere. Poi all’improvviso la tormenta si placa e al suo posto subentra una nuova esperienza, che al mio animo sovreccitato sembra ancora più terribile e violenta del maltempo che ha imperversato per giorni.
Per la prima volta mi accorgo che ogni cosa, nella solitudine di una natura indomabile, assume un significato diverso rispetto a quello che le viene
attribuito nel nostro mondo di continue relazioni interpersonali. Sospetto che in alcuni casi, qui nell’Artide, possa essere più difficile conservare i tratti tipici della condizione umana che mantenersi in vita nella lotta contro gli elementi".
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Il bellissimo "Una donna nella notte polare" dell'austriaca Christiane Ritter, traduzione di Scilla Forti.