02/08/2026
La prima stagione di Ad Astra - Il Podcast che scopre uomini è andata agli archivi.
Quasi stento a credere alle mie stesse parole che sto scrivendo, anche perché, se ci rifletto, questo mio piccolo progetto editoriale è nato più come una mia personale valvola di sfogo se non addirittura per un’esigenza “quasi terapeutica” - dopo aver navigato per mari burrascosi che hanno segnato profondamente la mia storia recente - che per implementare e arricchire la mia “indole giornalistica”. La mia testa, la mia anima avevano bisogno di svoltare, di tornare alla luce, di lanciare una sfida a me stesso uscendo dalla comfort zone che possono essere l’ambito calcistico, salernonotizie.it, Lira Tv.
Per Aspera “Ad Astra”, è una locuzione latina che sintetizza a pieno questo viaggio, “tra le asperità fino alle stelle”, ed è per questo che forse, quasi inconsciamente, quando due anni fa circa ho iniziato a immaginare questa mia “via d’uscita” ho voluto scegliere questo titolo: AD ASTRA. Come un sarto me la sono cucita addosso “custom fit” e ci siamo piaciuti fin dalle prime tentennanti battute.
Ovviamente, questa prima stagione si è conclusa come tappa intermedia di un viaggio che si annuncia ben più lungo di questi 4 mesi, purché si torni “a rimirar le stelle...”. Un viaggio per certi versi sorprendente, inaspettato che mi ha permesso di scoprire per davvero “persone”, “anime lucenti” oltre i personaggi, ognuno con le proprie peculiarità: alle volte di una profondità pazzesca, alle volte di una competenza e/o di un carisma incredibile, in altre di una simpatia straripante.
Quel che mi piace evidenziare però di questa prima tappa è un fattore in particolare: il tempo.
A prescindere dalla popolarità o meno di questi “talent” che hanno avuto la temerarietà di fidarsi di me, l’indice di gradimento di queste chiacchierate è stato misurabile proprio attraverso “la misura/percezione” del tempo che gli ospiti hanno avuto:
“Uah!? Sono passati 45 minuti? Ma veramente? Non me ne sono nemmeno accorto...”
Per un giornalista è una frase emblematica, forse il complimento indirettamente più bello che si possa ricevere dal proprio interlocutore. Anche perché le tematiche affrontate - molto eterogenee tra loro - oltre a far emergere gli aspetti umani dei vari ospiti, hanno stimolato non solo aneddoti, ma anche divulgazione scientifica, analisi sistemiche e lo svisceramento di tematiche tecniche, politiche e sociali non semplici da somministrare a un pubblico che non conosce Ad Astra. Ciononostante, con margini di miglioramento ancora ampi, il riscontro in termini numerici (tra visualizzazioni e interazioni) ha superato le più rosee aspettative, e per questo non posso che ringraziare i 10 ospiti che in questa "primera temporada" mi hanno regalato un'ora del loro prezioso tempo e del regista Alfonso Della Rocca senza il quale il montaggio degli episodi sarebbe stato praticamente impossibile.
Ora, i microfoni resteranno spenti per un mesetto, le ferie e il caldo lo impongono, ma la seconda stagione del podcast è già in elaborazione.
Grazie a tutti
Per Aspera "AD ASTRA"