Collezioni Carrà

Collezioni Carrà L'archivio privato si compone di 350 costumi di scena indossati dalla Carrà

18/06/2026

Ed iniziamo così.... con tanta emozione

Che momento incredibile. C’è un’elettricità palpabile nell'aria, quel genere di vibrazione che unisce la nostalgia alla ...
18/06/2026

Che momento incredibile. C’è un’elettricità palpabile nell'aria, quel genere di vibrazione che unisce la nostalgia alla gioia pura.
​Varcare la soglia del Palazzo delle Esposizioni oggi non è solo entrare in un luogo d'arte; è come attraversare una porta del tempo e del cuore. L’emozione ti prende alla gola fin dal primo passo: vedi i volti delle persone, gli sguardi lucidi di chi sa che sta per assistere a qualcosa di storico, l'orgoglio di essere lì a celebrare un'icona che ha ridefinito il concetto di libertà, spettacolo e amore.
​La commozione è inevitabile. È il riflesso di quel caschetto biondo che ha illuminato le vite di tutti noi, una forza della natura che è riuscita a farsi dare del "tu" da intere generazioni. Sentire che quel patrimonio di generosità e talento ora prende ufficialmente una forma eterna con la nascita della Fondazione Raffaella Carrà ETS fa ba***re il cuore più forte. Non si tratta solo di ricordare, ma di continuare a fare del bene nel suo nome, con la stessa energia contagiosa che ci ha regalato per tutta la vita.
​Mancano pochissimi minuti all'inizio. Le luci si stanno per abbassare, il brusio della sala si fa più sommesso e sale quel brivido lungo la schiena tipico dei grandi debutti. Ma questo non è un addio, è un grandioso, immenso, emozionante "Festa!".
​Fai un bel respiro e goditi ogni singolo istante. Sta per cominciare.

Oggi, nel giorno del suo compleanno, Collezioni Carrà  ha  il privilegio di partecipare alla conferenza stampa di presen...
18/06/2026

Oggi, nel giorno del suo compleanno, Collezioni Carrà ha il privilegio di partecipare alla conferenza stampa di presentazione della Fondazione Raffaella Carrà ETS.

​La scelta di una cornice maestosa come il Palazzo delle Esposizioni a Roma non è casuale: è il simbolo della grandiosità di un'artista che ha ridefinito la cultura pop, la televisione e il costume, non solo in Italia ma nel mondo intero.

​La nascita di questa Fondazione è un atto d'amore e di cultura necessario: perché il talento, l'energia e i valori di Raffaella Carrà continuino a ispirare, a far ballare e a far riflettere anche le nuove generazioni.

​Grazie per l'invito. Orgogliosi di essere qui per celebrare un mito che resta eterno. 🤍

La cintura, nella storia della moda, non è mai stata un semplice accessorio. È un segno di stile, di identità e perfino ...
24/05/2026

La cintura, nella storia della moda, non è mai stata un semplice accessorio. È un segno di stile, di identità e perfino di potere scenico. Stringe la silhouette, definisce il corpo e trasforma un abito in un’immagine memorabile.
In questo senso, gli abiti di scena di Raffaella Carrà rappresentano un patrimonio culturale oltre che estetico. Le sue cinture scintillanti, spesso decorate con cristalli e applicazioni luminose, non erano dettagli secondari: contribuivano a costruire quell’immagine energica, libera e modernissima che ha reso la Carrà un simbolo della televisione italiana e della moda pop.
Il caso raccontato dal settimanale “Chi” del 20 maggio 2026 ha riportato l’attenzione proprio sul valore simbolico di questi oggetti. Due cinture originali appartenenti a storici costumi di scena della Carrà erano state sottratte durante la mostra “Rumore”, allestita a San Benedetto del Tronto. Gli accessori appartenevano a un abito utilizzato nel programma “Amore” del 2006 e a un costume di “Carramba che fortuna” del 2008.
Il successivo ritrovamento delle cinture, recapitate anonimamente agli organizzatori della mostra, ha avuto un forte valore simbolico. I collezionisti Giovanni Gioia e Vincenzo Mola hanno sottolineato come non si trattasse di semplici ornamenti, ma di “frammenti della storia della televisione italiana”.
La vicenda dimostra quanto la moda di scena possa diventare memoria collettiva. Una cintura appartenuta a un costume televisivo può evocare un’epoca, uno stile, un modo di comunicare libertà e spettacolo. Nel caso di Raffaella Carrà, questi accessori raccontano la forza di una donna che ha trasformato l’abito televisivo in linguaggio culturale, rendendo la moda parte integrante della sua rivoluzione artistica.

Alla cortese attenzione della sig.ra Rita Rusic.Gentle Signora, mi permetto di rispondere al suo intervento andato in on...
17/05/2026

Alla cortese attenzione della sig.ra Rita Rusic.

Gentle Signora, mi permetto di rispondere al suo intervento andato in onda nel servizio relativo al ritrovamento delle cinture rubate alla mostra di San Benedetto del Tronto.
Desidero puntualizzare che quanto affermato sulle presunte “esposizioni a scopo di lucro” non corrisponde alla realtà. Comprendiamo che lei abbia riportato informazioni ricevute da terze persone, probabilmente dal signor Perrone, ma riteniamo doveroso chiarire pubblicamente alcuni aspetti.
Le nostre esposizioni dedicate a Raffaella Carrà non hanno mai previsto biglietti d’ingresso né attività commerciali finalizzate al profitto. Il nostro unico obiettivo è sempre stato quello di custodire e diffondere la memoria artistica e umana di Raffaella attraverso gli abiti di scena da lei indossati, inserendoli in contesti culturali e sociali accessibili a tutti.
Purtroppo, certi pettegolezzi nascono spesso dall’invidia o dalla volontà di apparire come unici depositari della verità sulla figura di Raffaella. Noi continueremo invece a lavorare con rispetto, passione e trasparenza, mettendo sempre al centro il ricordo di una grande artista amata da tutti.

ScritturaIl 10 maggio 2026 si è conclusa, presso la Palazzina Azzurra, l’esposizione degli abiti di scena indossati da R...
16/05/2026

Scrittura
Il 10 maggio 2026 si è conclusa, presso la Palazzina Azzurra, l’esposizione degli abiti di scena indossati da Raffaella Carrà.
Una giornata vissuta con emozioni contrastanti: dal dispiacere per esserci accorti della scomparsa delle due cinture — fortunatamente poi restituite — alla gioia di concludere questo percorso con la visita guidata in compagnia dei ragazzi dell’associazione XMANO. ❤️
Collezioni Carrà mette sempre al primo posto gli impegni presi, soprattutto quando si tratta di iniziative senza scopo di lucro, capaci di lasciare un segno culturale ed umano nel territorio e nelle persone.
Perché la vera bellezza non è solo negli abiti, ma nelle emozioni e nella condivisione che riescono ancora a creare. ✨
https://www.instagram.com/reel/DYMfy3eNVo_/?igsh=ejd2NTBweDdlbHZi

16/05/2026

Ancora un evento che incontra il sociale, senza scopi di lucro ma con un grande valore culturale e umano. ❤️✨. San Benedetto ci ha accolti con entusiasmo… e possiamo dirlo senza esitazioni: la nostra avventura, anche se con qualche imprevisto non voluto, è stata comunque un successo! ✨
Gli iconici abiti di scena indossati da Raffaella Carrà continuano a far parlare di sé, emozionando il pubblico e accendendo i ricordi di un’artista senza tempo. 💃🌟
Questo il bellissimo servizio di Silvio Vitelli, andato in onda il 6 maggio 2026 a Buongiorno Regione e nel TG di RAI 3 Marche.

13/05/2026

“Se davvero, come riferito dalla persona presente in studio, nel testamento di Raffaella è scritto che i suoi abiti di scena possano essere esposti solo senza scopo di lucro, allora siamo felici di aver seguito il desiderio alla lettera: ingresso gratuito, porte aperte e nessun biglietto… perché Raffaella non si mette in vetrina per pochi, ma si condivide con tutti.”

12/05/2026

Uno Mattina News

Il furto delle due cinture indossate da Raffaella ci ha lasciato un profondo rammarico, non soltanto per il loro valore materiale, ma soprattutto per ciò che rappresentavano. Quegli accessori erano parte integrante di autentici capolavori sartoriali, testimonianze preziose di un’epoca irripetibile della televisione italiana e del talento creativo che ha contribuito a renderla grande.
Ogni dettaglio custodiva memoria, stile, ricerca artistica e la straordinaria personalità di Raffaella, icona capace di trasformare il costume televisivo in linguaggio culturale e simbolo di eleganza. Perdere questi oggetti significa vedere sottratto un frammento di storia dello spettacolo, un patrimonio affettivo e culturale che appartiene non solo a chi lo ha custodito, ma anche alla memoria collettiva di intere generazioni.

Non lo abbiamo mai chiesto, ma vi invitiamo a condividerlo sui vostri social.Con grande rammarico comunichiamo il furto ...
10/05/2026

Non lo abbiamo mai chiesto, ma vi invitiamo a condividerlo sui vostri social.

Con grande rammarico comunichiamo il furto di due cinture appartenenti a due abiti indossati da Raffaella Carrà, esposti presso la Palazzina Azzurra in San Benedetto del Tronto.
È stata regolarmente sporta denuncia alle autorità competenti.
In tanti anni di mostre, eventi ed esposizioni dedicate a Raffaella, non era mai accaduto nulla di simile. Per questo quanto successo provoca ancora più amarezza e delusione.
Si tratta di oggetti esclusivi, immediatamente riconoscibili e di fatto impossibili da commercializzare o pubblicizzare senza esporsi a gravi responsabilità.
A chi ha voluto provare l’emozione di possedere, anche solo per poco tempo, questi cimeli chiediamo un gesto di coscienza e rispetto: restituiteli, anche in forma completamente anonima.
Un simile gesto non scredita soltanto chi ama davvero Raffaella, ma impoverisce il senso stesso di umanità e di rispetto verso la memoria di un’artista che ha dato tanto a tutti noi.
Possedere qualcosa che lei ha indossato non rende speciali, soprattutto se si è costretti a tenerlo nascosto in un cassetto, senza poterlo condividere, mostrare o vivere apertamente come testimonianza del suo straordinario percorso.

Indirizzo

Salerno
84132

Sito Web

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