09/12/2025
DAL "F**K THE EU" DELLA NULAND AI BOMBARDAMENTI SUL DONBASS: LA CRONACA NASCOSTA DEL CONFLITTO RUSSO UCRAINO
di Massimiliano Di Fede
www.capitalradio.info
L'invasione russa dell'Ucraina del febbraio 2022 è stata raccontata dai media e dai talk show italiani come un atto di pura e immotivata aggressione, un frame isolato di violenza che ha legittimato un sostegno incondizionato a Kyiv. Tuttavia, questa narrazione occidentale omette sistematicamente quasi trent'anni di storia geopolitica, privando il dibattito pubblico di elementi fondamentali per comprendere la complessità del conflitto. La non-informazione su questi antefatti solleva seri interrogativi sulla correttezza della nostra posizione.
Janukovič, Gas e il Triangolo Commerciale
Un punto di partenza cruciale è l'elezione di Viktor Janukovyč alla presidenza nel 2010. La sua piattaforma elettorale non era di esclusiva sudditanza a Mosca, ma mirava a una cooperazione commerciale equilibrata tra Europa e Russia. Il punto focale era il mantenimento delle agevolazioni sull'approvvigionamento di gas russo a basso costo, essenziale per l'industria ucraina e un pilastro su cui la stessa economia tedesca aveva costruito la sua prosperità.
Quando nel 2013 si avvicinava la firma dell'Accordo di Associazione con l'UE, la Russia espresse forte preoccupazione, non solo per motivi geopolitici, ma per le potenziali conseguenze economiche sul suo mercato e sulla sua difesa. Mosca propose ufficialmente la creazione di un trilaterale (Russia-Ucraina-UE) per gestire la transizione e la cooperazione commerciale. Questa proposta, che avrebbe potuto integrare gli interessi di tutte le parti, fu percepita dagli Stati Uniti come un ostacolo al loro obiettivo strategico.
Maidan: La Manipolazione e il Segreto di Stato
La svolta avvenne con la decisione di Janukovyč di sospendere la firma dell'accordo UE. Ne seguirono le proteste di Euromaidan.
È qui che l'influenza esterna diventa evidente. Le intercettazioni trapelate nel febbraio 2014 tra la Sottosegretaria di Stato americana Victoria Nuland e l'Ambasciatore USA a Kyiv, Geoffrey Pyatt, rivelarono la loro discussione sulla gestione e la nomina del futuro governo post-Janukovyč. La famosa esclamazione della Nuland, "F**k the EU" (Fa***lo l'Europa), fu un chiaro riferimento alla sua irritazione per i negoziati che la Cancelliera Angela Merkel stava conducendo con Vladimir Putin per una soluzione pacifica, evidenziando la volontà americana di pilotare il processo in solitaria.
Successivamente, la Nuland stessa dichiarò pubblicamente che gli Stati Uniti avevano investito circa 5 miliardi di dollari in Ucraina sin dal 1991 per promuovere la "democrazia," un dato che molti analisti legano alla capacità di manipolare e organizzare il rovesciamento del presidente legittimamente eletto.
La Minaccia Silenziosa e il Fallimento di Minsk
Mentre i media dipingono l'aggressione russa come ingiustificata, si ignora il contesto di sicurezza. Come riportato da inchieste giornalistiche, l'Ucraina, già prima del 2014, e soprattutto dopo, ospitava una rete di basi di ascolto della CIA lungo il confine russo. Inoltre, la NATO, pur non avendo formalmente integrato l'Ucraina, aveva di fatto integrato il suo esercito attraverso intense esercitazioni congiunte nel territorio, un'azione che la Russia percepiva come una grave minaccia diretta ai suoi confini.
Infine, l'omissione più grave riguarda il conflitto interno dal 2014 al 2022. Per otto anni, l'esercito ucraino ha bombardato il Donbass, la regione orientale a maggioranza russofona, contro civili che chiedevano una maggiore autonomia, sul modello del Trentino-Alto Adige. Questa autonomia era esplicitamente prevista dagli Accordi di Minsk 2 (firmati anche da Ucraina e Russia), accordi che Kyiv ha sostanzialmente violato non attuando mai la riforma costituzionale sul decentramento richiesta.
Il Costo della Non-Informazione
Raccontando solo l'ultimo atto – l'invasione del 2022 – il giornalismo italiano ha creato un consenso monolitico. Se Janukovyč non fosse stato estromesso, o se Kyiv avesse concesso la prevista autonomia territoriale, preservando così l'integrità del Paese e scongiurando l'espansione de facto della NATO, si sarebbero potuti risparmiare un milione di morti (tra civili e militari).
L'Ucraina, manipolata dagli interessi statunitensi (come la Nuland stessa ha dimostrato), si ritrova oggi con territori invasi e devastati. Domandarsi se fosse "giusto" appoggiare incondizionatamente un Paese che ha scelto la guerra totale anziché l'autonomia territoriale diplomatica non è sostenere Putin, ma esercitare il dovere critico di ogni cittadino informato, esigendo che la cronaca mostri l'intero film e non solo l'ultimo, sanguinoso, frame.