26/09/2026
«Ciò che spinge Tina Anselmi a entrare nella Resistenza accade il 26 settembre 1944 a Bassano, quando insieme alle sue compagne è costretta ad assistere all’impiccagione di 31 giovani seguita a un rastrellamento tedesco sul Monte Grappa.
Nell’eccidio, orchestrato dal tenente delle SS Herbert Andorfer, i partigiani vengono storditi con iniezioni di calmanti, caricati con le mani legate dietro la schiena su un autocarro scoperto e impiccati agli alberi del viale principale del paese. Ognuno ha attaccato sul petto un cartello con la scritta “bandito”. I cappi, formati con cavi telefonici, sono infilati al collo dei prigionieri da volontari delle Fiamme Bianche, corpo paramilitare della Repubblica Sociale composto da ragazzi tra i 14 e i 18 anni, mentre la morte viene data tramite un’accelerata del camion, che tendendo la fune fa cadere nel vuoto la vittima. L’ordine di far muovere il camion è dato da Karl Franz Tausch, militare ventiduenne conosciuto dalla popolazione locale con il nome di “boia tedesco”.
Alla fine dell’esecuzione, i fascisti locali fanno baldoria, urlando ingiurie contro i morti, sputandoci addosso e introducendo nelle loro bocche delle si*****te accese.
I cadaveri sono lasciati esposti per circa venti ore per terrorizzare la popolazione, che viene costretta al macabro spettacolo, bambini delle elementari compresi, mentre i carnefici festeggiano la vittoria al ristorante Cardellino e al Caffè Centrale.
È una delle stragi più crudeli perpetrate dai nazisti e dai repubblichini, e per la quale né Andorfer né Tausch sono mai stati processati dallo Stato italiano.
Quel giorno, Tina decide di prender parte attivamente alla Resistenza».
Da Tina Anselmi, "La Gabriella in bicicletta": 📚 https://www.mannieditori.it/libro/la-gabriella-bicicletta