16/01/2026
Nulla di nuovo nell’assise appena conclusa nel consiglio regionale della Calabria.
Un consiglio regionale di emergenza, non certo spinto dalla bontà d’animo della giunta e dei consiglieri di maggioranza sul tema della sanità, ma – come spesso accade – dalla sollevazione popolare.
Una sollevazione nata dalla determinazione e dall’audacia dei cittadini di Polistena, che, di fronte al paventato venir meno del rapporto con alcuni medici, hanno chiesto con forza la proroga dei contratti per garantire continuità assistenziale al territorio.
Una protesta portata avanti con coraggio, tra gazebo e tende montate sotto l’ospedale.
È in questo contesto, e solo in questo contesto, che si è generato il consiglio regionale straordinario.
La consigliera Succurro, già sindaca di San Giovanni in Fiore, ha impiegato il suo prezioso tempo per fare e dire ciò che sulla sanità, negli ultimi anni, le è riuscito meglio: propagandare, fantasticare, alludere a nuove strade da intraprendere.
Come comitato, in questi anni, abbiamo documentato con parsimonia e dovizia di particolari ogni tipo di carenza presente all’interno del nosocomio, carenze che non solo ci sono state, ma che continuano a persistere.
Anche lei, sospinta dalla lotta del comitato e dalla pressione popolare, ha concesso frettolosamente un servizio di elisoccorso notturno che, come misura tampone, può certamente risultare utile. Ma resta, appunto, una misura tampone.
Nell’assise, l’ex sindaca ha elogiato Occhiuto per aver “messo in ordine i conti”, come se la sanità fosse un’azienda chiamata a produrre utili e non un bene comune chiamato a curare.
Avrebbe potuto portare avanti le battaglie del comitato. Non l’ha fatto.
Del resto non lo ha fatto nemmeno quando era sindaca, non concedendo mai un consiglio comunale ad hoc sulla sanità, nonostante le ripetute richieste.
Si approva oggi, in consiglio regionale, un ulteriore provvedimento tampone: una misura-ponte che non programma, non pianifica e non guarda lontano, di fronte alla drammatica carenza di medici e di personale sanitario che attraversa l’intera Calabria.
Una sanità governata a colpi di emergenza, senza visione e senza coraggio.
E, ancora una volta, costretta a muoversi solo quando i cittadini occupano lo spazio pubblico e alzano la voce.
Roberto Occhiuto Manifestazione 10 Maggio
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