16/01/2026
I "purcëlluccë dë Sant’Antonio: memoria dolce di San Severo.
C’era una volta, come tutti ben sappiamo, un tempo in cui a San Severo il Natale aveva il profumo dell’olio caldo e del mosto cotto che sobbolliva piano.
Le mamme, pur oberate da mille lavori e senza l’aiuto degli elettrodomestici di oggi, trovavano sempre il tempo per preparare i dolci della tradizione. Tra questi c’erano le nevole, croccanti e leggere, simbolo di un’attesa fatta di pazienza e amore.
Ma con quello stesso impasto, lontano dagli occhi curiosi dei bambini e con la complicità di un semplice pettine da telaio (foto 1), nascevano anche loro: i "purcëllùccë" ( i porcellucci): piccole forme incise con gesti antichi, frutto di ingegno e necessità, modellate in silenzio come un segreto prezioso (foto 2/3)
Una volta fritti, venivano tuffati velocemente nel mosto cotto bollente con l’aiuto della schiumarola. Poi, ancora caldi, riposavano in una grande zuppiera, conditi da mandorle abbrustolite, profumate e croccanti (foto 4).
Infine coperti, e posizionati, come in un nascondiglio, venivano riposti sull’armadio, lontano da mani e sguardi golosi.
Lì rimanevano, in attesa.
E arrivava il 17 gennaio.
Il giorno di Sant’Antonio Abate era una vera sorpresa: quella zuppiera si svelava e, tra gli occhi sgranati dei bambini e la golosità degli adulti, riapparivano i "porcellucci". Dolci, scuri di mosto, lucidi e profumati, una sorta di torrone povero ma ricchissimo di tradizione. Non era solo un dolce: era una festa, una promessa mantenuta, un rito che sapeva di famiglia.
Nella mia, questa tradizione vive ancora.
Ma oggi, purtroppo, molte mamme e molte nonne non la conoscono più.
È un’usanza sanseverese che rischia di scomparire, di non essere tramandata ai più piccoli.
Eppure, senza il passato non si va avanti.
È vero, oggi i dolci non mancano e le dispense di tutte le case ne sono piene. Ma sono dolci che non raccontano l’amore, l’attesa, la complicità.
Non raccontano la genuinità degli ingredienti di una volta e la sapienza delle mani che li trasformavano.
"I porcellucci di Sant’Antonio" sono questo: memoria, identità, radici.
Un piccolo dolce che custodisce una tradizione di San Severo, quasi dimenticata, ma ancora capace di emozionare chi sa ascoltarla.
R.A.