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21/06/2026

Frattamaggiore piange suor Faustina, educatrice di generazioni di bambini

Frattamaggiore perde una delle figure più care e significative della propria storia educativa e religiosa. È tornata alla Casa del Padre suor Faustina, religiosa delle Suore Compassioniste Serve di Maria, che dal 1983 ha prestato il suo servizio presso l'Istituto "Maria SS. di Casaluce", dedicando l'intera esistenza alla formazione umana e cristiana di centinaia di bambini e ragazzi.
Donna dal carattere riservato e schivo, suor Faustina non amava apparire, ma sapeva farsi vicina a tutti con la dolcezza, l'ascolto e la fermezza propria delle grandi educatrici. Nel corso di oltre quarant'anni ha accompagnato generazioni di giovani, trasmettendo non soltanto nozioni e cultura, ma soprattutto quei valori cristiani che hanno rappresentato il fondamento della sua vocazione e della sua missione.
Con la sua morte si spegne l'ultima delle storiche religiose italiane che hanno segnato la vita dell'istituto e di tante famiglie frattesi. Un'eredità preziosa, fatta di sacrificio, preghiera, semplicità e amore per i piccoli, che continuerà a vivere nel ricordo riconoscente dei suoi alunni, dei colleghi e di quanti hanno avuto il privilegio di conoscerla.
Nella fede della Chiesa, immaginiamo che ad accoglierla nella gioia del Paradiso vi siano le consorelle che l'hanno preceduta: suor Elia, suor Remigia, suor Rosilde, suor Eucaristica, suor Pacifica, suor Rosalia, suor Caterina e suor Michelina, insieme ai loro amati cappellani, don Vincenzo Capasso e don Michele Costanzo. Una schiera di anime consacrate che hanno condiviso la stessa missione di servizio e di amore verso i più piccoli.
Alla comunità delle Suore Compassioniste, ai familiari e a quanti oggi ne piangono la scomparsa giunge l'abbraccio riconoscente di un'intera città. Suor Faustina lascia questa terra in silenzio, come ha vissuto, ma il bene seminato nel cuore di tanti continuerà a fiorire.
«Chi avrà insegnato a molti la giustizia, splenderà come le stelle per sempre» (Dn 12,3).
Che il Signore, che ella ha servito con fedeltà e umiltà, le conceda la ricompensa promessa ai suoi servi buoni e fedeli.

18/06/2026

Maturità 2026, tra Pavese e Calabresi: ecco le tracce della prima prova di italiano e quelle più scelte dagli studenti

Ha preso il via questa mattina l’Esame di Maturità 2026. Oltre 527 mila studenti italiani sono stati chiamati ad affrontare la tradizionale prima prova scritta di italiano, comune a tutti gli indirizzi scolastici. Come ogni anno, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha predisposto sette tracce suddivise nelle tre tipologie previste: analisi del testo, testo argomentativo e riflessione critica su temi di attualità.
Le sette tracce proposte
Tipologia A – Analisi e interpretazione del testo letterario
A1: "Passerò per Piazza di Spagna" di Cesare Pavese, una poesia dedicata all’amore non corrisposto per l’attrice americana Constance Dowling.
A2: "I piaceri" di Vitaliano Brancati, pagina tratta dal diario dello scrittore siciliano.
Tipologia B – Analisi e produzione di un testo argomentativo
B1: un brano del discorso di insediamento all’Assemblea Costituente di Giuseppe Saragat, dedicato ai valori democratici.
B2: un testo di Piero Bianucci, tratto da "Te lo dico con parole tue", sul tema della comunicazione scientifica.
B3:un estratto da "I confini contano" del sociologo britannico Frank Furedi, sul significato dei confini nel mondo contemporaneo.
Tipologia C – Tema di attualità
C1: l’articolo "Funziona a meraviglia" della giornalista tedesca Wenke Husmann, pubblicato da Internazionale.
C2: "Alzarsi all’alba" di Mario Calabresi, una riflessione sulla fatica, la responsabilità e il valore dell’impegno quotidiano.
Dalle prime indicazioni raccolte durante la giornata emerge che molti studenti hanno privilegiato le tracce più vicine all’attualità e all’esperienza personale. In particolare, il testo di Mario Calabresi sulla “fatica” e quello di Frank Furedi sui confini sembrano aver suscitato maggiore interesse, mentre l’analisi letteraria con Pavese e Brancati è stata percepita come più impegnativa.
Grande attenzione anche per il testo su Giuseppe Saragat e sui valori della Costituzione, argomento che era stato indicato tra i più probabili nel tradizionale “toto-tracce” seguito dagli studenti nelle settimane precedenti. Secondo i sondaggi preparatori, quasi la metà dei maturandi si attendeva infatti una traccia legata alla Costituzione e alla cittadinanza democratica.
Le scelte del Ministero hanno privilegiato autori del Novecento e temi capaci di collegare letteratura, storia e società contemporanea. La presenza di Pavese e Brancati ha rappresentato una sorpresa rispetto ai nomi più pronosticati, mentre le tracce argomentative e di attualità hanno offerto ai candidati l’occasione di riflettere su democrazia, comunicazione, identità e valore dell’impegno personale.
Con la conclusione della prova di italiano, l’attenzione dei maturandi è ora rivolta alla seconda prova scritta, specifica per ciascun indirizzo di studio, prima dell’appuntamento conclusivo con il colloquio orale.

18/06/2026

Notte prima degli esami a Napoli, festa e polemiche a San Martino: «Siamo maturandi, non delinquenti»

NAPOLI – Come ogni anno, migliaia di studenti napoletani hanno scelto il piazzale di San Martino per vivere insieme la tradizionale "Notte prima degli esami", il rito collettivo che precede la prima prova della maturità. Tra cori, selfie, abbracci e l'immancabile "Notte prima degli esami" di Antonello Venditti, il belvedere del Vomero si è trasformato in un grande palcoscenico a cielo aperto, simbolo di un passaggio importante nella vita di migliaia di ragazzi.
Quest'anno, però, la festa è stata accompagnata da un imponente dispositivo di sicurezza. Su disposizione delle autorità, l'area è stata presidiata da carabinieri, polizia municipale e forze dell'ordine, con limitazioni alla circolazione, divieti sulla vendita di bevande in contenitori rigidi e controlli capillari predisposti per garantire l'ordine pubblico.
Proprio la presenza massiccia delle pattuglie e i controlli effettuati hanno suscitato malumori tra numerosi maturandi. «Siamo venuti qui per festeggiare e scaricare la tensione, non siamo delinquenti», hanno protestato alcuni ragazzi, lamentando una vigilanza ritenuta eccessiva per una serata che, da anni, rappresenta un momento di aggregazione e condivisione prima dell'appuntamento con l'esame di Stato.
Le forze dell'ordine hanno tuttavia sottolineato come i controlli siano stati necessari anche alla luce di episodi verificatisi negli anni precedenti. Nel 2025, infatti, un diciassettenne fu denunciato dopo essere stato trovato in possesso di un coltello a serramanico durante le verifiche effettuate con metal detector portatili nell'area di San Martino.
Tra chi contestava i controlli e chi ne riconosceva l'utilità, la notte dei maturandi è comunque trascorsa tra musica, emozioni e quella miscela di paura e speranza che accompagna ogni generazione alla vigilia degli esami. Poco prima della mezzanotte è scattato il tradizionale countdown, seguito da un lungo applauso liberatorio e dai cori dei ragazzi, consapevoli che quella notte segna la fine di un percorso e l'inizio di una nuova fase della vita.
Per qualche ora, sotto le stelle di San Martino, l'ansia ha lasciato spazio alla voglia di stare insieme. E mentre oggi sui banchi delle scuole italiane si affronta la prima prova scritta, resta l'immagine di una città che, tra festa e sicurezza, continua a celebrare uno dei riti più sentiti della giovinezza.
«Siamo maturandi, non delinquenti», hanno ripetuto in molti. Una frase che racconta il desiderio dei ragazzi di vivere la propria notte speciale senza rinunciare alla serenità, ma anche la necessità, evidenziata dalle istituzioni, di garantire che la festa si svolga senza rischi.

10/06/2026
08/06/2026

FRATTAMAGGIORE. Luigi Del Prete Casabella vince le elezioni ed è il nuovo sindaco di Frattamaggiore.

29/05/2026

Frattamaggiore e la politica che smarrisce il senso del limite

Siamo al ballottaggio. Da una parte Pasquale Del Prete, dall’altra Luigi Del Prete. Una sfida politica che avrebbe potuto rappresentare un momento alto di confronto democratico per la città e che invece, giorno dopo giorno, sembra trasformarsi sempre più in un terreno di scontro personale, spesso persino feroce.
E allora la domanda diventa inevitabile: dov’è finita la sana competizione politica?
Perché una campagna elettorale dovrebbe essere il luogo delle idee, delle visioni, dei programmi, del confronto sulle prospettive di una città. Dovrebbe essere il tempo in cui chi aspira a governare una comunità dimostra equilibrio, capacità di ascolto, rispetto dell’avversario e senso delle istituzioni.
Invece, a Frattamaggiore, il clima appare ogni giorno più rovente. Gli attacchi non riguardano più soltanto le scelte amministrative o le differenze politiche. Si entra nel vissuto personale, nelle storie familiari, nelle vicende lavorative, nelle relazioni umane. E spesso si va anche oltre.
Tutti contro uno, uno contro tutti.
Un meccanismo che rischia di avvelenare non soltanto il confronto elettorale, ma il tessuto stesso della città. Perché le parole, soprattutto in politica, pesano. Alimentano tensioni, dividono le persone, scavano fratture che poi restano anche dopo il voto.
E la cosa forse più triste è che questa esasperazione non resta confinata nei comitati elettorali o sui social network. Attraversa le case, entra nelle famiglie, si insinua nei luoghi di lavoro, nei bar, nei gruppi di amici. Perfino negli ambienti che dovrebbero rappresentare spazi di equilibrio e riflessione, come quelli ecclesiali, si percepiscono tensioni, schieramenti, discussioni sempre più aspre.
La politica smette così di essere servizio e diventa tifoseria.
Ma una città non cresce nell’odio reciproco. Non cresce nell’umiliazione dell’avversario. Non cresce nella distruzione personale di chi la pensa diversamente.
La politica, quella vera, dovrebbe avere anche un’etica del limite. Dovrebbe sapere fino a dove ci si può spingere senza compromettere il rispetto umano. Perché chi oggi è avversario politico, domani continuerà comunque ad essere un concittadino, un collega, un vicino di casa, un membro della stessa comunità.
Ed è proprio qui che si misura la qualità di una classe dirigente.
Non nella capacità di colpire più duramente. Non nella violenza verbale. Non nella macchina del fango. Ma nella signorilità del confronto, nella forza delle idee, nella compostezza anche durante lo scontro politico.
Un tempo la politica locale, pur nelle divisioni, conservava almeno alcune forme di rispetto reciproco. C’erano avversari, non nemici. Si litigava nei consigli comunali e magari il giorno dopo ci si ritrovava a parlare civilmente nelle piazze della città.
Oggi, invece, sembra prevalere la logica della delegittimazione totale: chi perde deve essere distrutto, chi vince deve umiliare.
Eppure Frattamaggiore meriterebbe altro.
Meriterebbe una politica capace di dare esempio, soprattutto ai più giovani. Meriterebbe candidati che parlino di futuro, di sviluppo, di sicurezza, di cultura, di lavoro, di periferie, di servizi. Non campagne elettorali trasformate in regolamenti di conti personali.
Perché il rischio più grande non è soltanto quello di eleggere un sindaco o un altro. Il rischio vero è abituare una comunità all’idea che tutto sia lecito pur di vincere.
E quando la politica perde il senso del limite, perde inevitabilmente anche la propria autorevolezza morale.
Forse, arrivati a questo punto della campagna elettorale, servirebbe un gesto di maturità da parte di tutti. Un abbassamento dei toni. Un ritorno alla dignità del confronto democratico.
Perché le elezioni passano. La città resta.

Una notte di emozioni al Maradona: il cuore di Napoli batte per la solidarietàUna serata di sport, emozioni e solidariet...
27/05/2026

Una notte di emozioni al Maradona: il cuore di Napoli batte per la solidarietà

Una serata di sport, emozioni e solidarietà ha illuminato ieri, 26 maggio, lo stadio Stadio Diego Armando Maradona, dove migliaia di tifosi hanno preso parte a una grande festa del calcio dal cuore benefico. L’evento è stato organizzato per sostenere due importanti cause: la ricostruzione del teatro del carcere minorile di Nisida e il supporto all’ospedale Ospedale Santobono.
Sugli spalti dell’impianto di Fuorigrotta erano presenti circa 47mila spettatori, accorsi per rivedere insieme alcuni dei protagonisti più amati della storia azzurra. In campo si sono ritrovati campioni che hanno scritto pagine indimenticabili del calcio napoletano: da Careca ad Alemao, passando per Ruud Krol, Andrea Carnevale, Gianfranco Zola e Ezequiel Lavezzi. Grande entusiasmo anche per il ritorno del celebre tridente composto da José Callejón, Lorenzo Insigne e Dries Mertens, con quest’ultimo assoluto protagonista grazie a quattro reti che hanno infiammato il pubblico.
Di fronte ai Napoli Legends c’era la formazione World Legends & Attori, una selezione composta da ex calciatori e personaggi dello spettacolo, con nomi noti come Senad Lulić, Sergio Pellissier, Marco Ferrante, Federico Marchetti e Pasquale Luiso.
Tra gli azzurri è sceso in campo anche Diego Armando Maradona Jr., presenza simbolica in una serata inevitabilmente dedicata anche al ricordo del grande Diego Armando Maradona. L’assenza del Pibe de Oro si è fatta sentire, ma il suo spirito è sembrato accompagnare ogni momento della manifestazione. E chissà che, sopra il cielo di Napoli, non sia davvero scesa una lacrima di emozione nel vedere ancora una volta il suo popolo riunito nel suo nome.

26/05/2026

COMPOSIZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI FRATTAMAGGIORE

In caso di vittoria di Luigi Del Prete:
MAGGIORANZA: Farina Sossio, Di Marzio Anna, Salvato Giancarla, Villano Rosa, Pezzella Giuseppe, Costanzo Nicola, Ambrico Carla, Palladino Luigi, Franco Del Prete, Auletta Gianpaolo.
MINORANZA: Pasquale Del Prete, Marco Del Prete, Pezzullo Giovanni, Ferro Silvio, Franco Del Prete, Lamberti Antonio.
In caso di vittoria di Pasquale Del Prete:
MAGGIORANZA: Marco Del Prete, Pezzullo Giovanni, Ferro Silvio, Franco Del Prete, Lamberti Antonio, Grimaldi Teore, Gervasio Pasquale, Caserta Renato, Alborino Gennaro, m, Barbato Nicola.
MINORANZA: Luigi Del Prete, Farina Sossio, Di Marzio Anna, Villano Rosa, Costanzo Nicola, Ambrico Carla.
Si attende il riconteggio finale delle schede per capire se dovessero scattare i seggi per Nello Rossi e Giuseppe D'Ambrosio. In caso di loro elezione non entrerebbero due candidati della minoranza futura.

25/05/2026

Frattamaggiore al bivio: continuità o cambio di visione?

Il voto amministrativo di Frattamaggiore consegna alla città un ballottaggio che assume un significato politico ben più profondo di una semplice sfida elettorale. Da una parte Pasquale Del Prete, erede politico dell’amministrazione guidata negli ultimi anni dal sindaco uscente Marco Antonio Del Prete, sostenuto da ben sette liste e da quella che, nei fatti, rappresenta gran parte della classe dirigente che ha governato la città negli ultimi dieci anni. Dall’altra Luigi Del Prete, che propone invece una diversa impostazione politica e amministrativa, affiancato dal gruppo riconducibile all’ex sindaco Francesco Russo, protagonista della vita cittadina per un decennio.
I numeri raccontano una sfida apertissima con uno scarto di poche centinaia di voti tra Pasquale Del Prete e Luigi Del Prete. Uno scarto minimo che trasforma il secondo turno in una partita tutta da giocare, dove ogni scelta politica, ogni apparentamento e ogni movimento strategico potrà risultare decisivo.
Queste elezioni hanno però restituito anche altri segnali importanti. Il Partito Democratico, storicamente forza trainante delle amministrazioni cittadine degli ultimi vent’anni, vive probabilmente una delle sue pagine più difficili sul piano locale: la candidatura di Nello Rossi non sfonda ed il risultato apre inevitabilmente una riflessione interna sulla capacità del partito di interpretare oggi le esigenze della città e di proporre una leadership realmente competitiva.
Anche il centrodestra non riesce ad avere un largo consenso con Giuseppe D’Ambrosio, sostenuto da Fratelli d’Italia e dagli alleati, così come Daniela Pezzella, con grande impegno personale e una proposta civica autonoma, si attesta con un numero abbastanza basso di preferenze. Numeri che, pur non consentendo l’accesso al ballottaggio, potrebbero diventare determinanti nella costruzione degli equilibri delle prossime due settimane.
Ed è proprio qui che si apre la fase più delicata e, forse, più autenticamente politica della competizione. Al secondo turno conteranno certamente i programmi, ma peseranno soprattutto le persone, la credibilità dei candidati, il ruolo dei cosiddetti “grandi elettori” e la capacità di costruire alleanze convincenti. In una corsa che si preannuncia decisa sul filo di poche centinaia di voti — forse persino meno — saranno premiati coloro che sapranno dialogare, aggregare e intercettare il consenso degli esclusi del primo turno.
Ma attenzione anche ai rischi. Le campagne elettorali di ballottaggio spesso si trasformano in terreni di scontro duro, fatti di tensioni, insinuazioni e “guerre fredde” costruite più sulle debolezze dell’avversario che sulle proprie idee. Frattamaggiore, invece, avrebbe bisogno dell’opposto: di un confronto alto, serio, basato su programmi concreti, visioni amministrative e rispetto reciproco.
Perché la vera vittoria, al di là di chi sarà eletto sindaco, dovrebbe essere quella della maturità democratica di una comunità. Lo si deve soprattutto ai tanti giovani che hanno partecipato con entusiasmo a questa campagna elettorale, ai ragazzi che ancora credono nella politica come strumento di cambiamento, di partecipazione e di speranza. Sono loro il patrimonio più importante che questa competizione può lasciare alla città.

Indirizzo

Via Olanda 49
Sant'antimo
80029

Orario di apertura

Lunedì 16:00 - 23:00
Martedì 16:00 - 23:00
Mercoledì 16:00 - 23:00
Giovedì 16:00 - 23:00
Venerdì 16:00 - 23:00

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