19/08/2026
Pubblichiamo il rapporto preliminare sullo stato dell'editoria libraria in Sardegna, curato e diramato da Aes Editori Sardi la scorsa settimana.
A settembre presenteremo i numeri completi dell'indagine, in occasione dell'edizione annuale del Forum sull'editoria.
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A distanza di circa 10 anni dallโultimo rapporto e in vista della fotografia di dettaglio, aggiornata al 2026, che sarร presentata in autunno, il report preliminare sullโeditoria sarda descrive una situazione di instabilitร produttiva legata alle situazioni di disagio, produttive e di mercato, in cui versa la microeditoria isolana.
Fanno eccezione le piccole case editrici con un catalogo specialistico e consolidato, che trainano numericamente i valori complessivi, sebbene in un quadro a tinte non rosee.
Nonostante la drastica flessione nei diversi parametri di occupazione, produzione e vendite, gli editori sardi resistono, con la speranza di un'inversione di tendenza.
Tra le proposte del settore la riscrittura della legge, una programmazione attenta alle esigenze delle aziende, che sia organica, adeguata e al passo coi tempi.
Buono il giudizio sulla Fiera Regionale dellโEditoria Sarda (Nuoro 6-9 novembre 2025), appuntamento di alto livello largamente auspicato negli anni e che ci si augura possa avere un conseguente radicamento strutturale nel territorio.
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Lโanalisi condotta dallโUfficio Studi dellโAssociazione Editori Sardi (AES) ben evidenzia criticitร e potenzialitร del comparto librario dellโeditoria sarda.
Negli ultimi anni si รจ verificata una ulteriore drastica flessione in termini di occupazione, produzione e vendite, con una quota di fatturato annuo del comparto editoriale di circa quattro milioni contro i cinque milioni e quattrocentomila euro rilevati nel 2017.
Ciรฒ nonostante, gli editori sardi continuano a rappresentare un settore vitale e indispensabile per la crescita e la promozione culturale della Sardegna, con la pubblicazione di circa 280 novitร librarie allโanno su un catalogo storico di oltre seimila titoli e occupando, tra dipendenti diretti ed esterni, poco meno di trecento addetti.
I dati del rapporto emergono da un primo approfondimento analitico, che sarร integrato a breve anche dallโanalisi diretta operata sullโattivitร delle aziende isolane.
ยซEmerge, come negli anni passati, il dato di aziende profondamente radicate nel territorio, ma che continuano a individuare la necessitร di un cambiamento, anche nei rapporti con le istituzioni โ afferma Simonetta Castia, presidente AES โ. E alle istituzioni chiediamo di poter avviare e concludere finalmente un percorso di rivitalizzazione, in particolare della Legge regionale, evitando di perseguire politiche frazionate in distinti provvedimenti di supporto ai diversi soggetti della filiera senza una visione di rete, come sta rischiando di accadere in questi mesi, senza condivisione con il comparto produttivo, come se i libri non ci riguardassero.
Vale la pena evidenziare che gli editori ritengono inefficace la legge attuale, perchรฉ priva di adeguate risorse (130.000 euro annuali complessivi per lโabbattimento dei costi di materie prime e servizi), perchรฉ obsoleta e inapplicata in diversi capitoli.
A margine del dato numerico, infine, lโeditoria non รจ soltanto un comparto economico da sostenere: รจ unโinfrastruttura culturale della Sardegna, perchรฉ produce, conserva e rende accessibile una parte significativa della memoria, della ricerca e della cultura contemporanea dellโIsola. Per questo riteniamo che la politica regionale per il libro debba essere considerata parte integrante delle politiche culturali e di sviluppo del territorio.
Incoraggiante il sostegno dato alla Fiera regionale dellโeditoria sarda, un appuntamento di alto livello che dร la possibilitร agli editori di esercitare il proprio ruolo di operatori editoriali e culturali in senso latoยป.
Dal proprio canto lโAES sta promuovendo iniziative volte a incoraggiare questi cambiamenti, consolidando sinergie con i privati e incentivando iniziative di networking su scala nazionale, come รจ il caso del Coordinamento Nazionale delle Associazioni Regionali di Editori, che si รจ dato appuntamento il 25 settembre in Sardegna.
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Il numero degli editori che pubblica con continuitร negli ultimi dieci anni รจ calato del 10%, la produzione media annua dei titoli รจ diminuita del 15% nonostante siano pubblicate circa 280 novitร allโanno.
Le tirature sono diminuite mediamente del 30% (da 700 a 500) cosรฌ come negli ultimi otto anni รจ diminuito il fatturato medio annuo, del 20%.
La stessa forza lavoro รจ diminuita del 50%, laddove da una media di due dipendenti per casa editrice si รจ passati a uno.
Il catalogo storico dellโeditoria sarda si attesta ben oltre i 6000 titoli ospitati nel portale Booksinsardinia.
La produzione รจ molto variegata: la narrativa rappresenta il 39,8% del totale (con un incremento sensibile), la saggistica il 21%, i libri dโArte e di fotografia il 10,46%, le guide il 6,8%, la storia e lโarcheologia il 6,5%, i libri per ragazzi solo il 2,9%, i libri in lingua sarda il 4%, la poesia il 3,99%.
AES: ยซServe un ancor migliore dialogo con la Regione per lโeditoriaยป
Lโeditoria sarda affronta oggi criticitร che non sono soltanto economiche. Alla crescente concentrazione del mercato, alla sovrapproduzione dei grandi gruppi, alla riduzione dei margini e allโaumento dei costi di stampa, trasporto e distribuzione si aggiunge una debolezza strutturale: la mancanza di una stabile co-regia tra le istituzioni e le imprese che operano professionalmente nel settore.
Per lโAES รจ da qui che occorre ripartire, riconoscendo con chiarezza ruoli e responsabilitร allโinterno della filiera. Gli editori progettano e producono i libri, costruiscono cataloghi, promuovono le opere e assumono il rischio dโimpresa; la distribuzione ne assicura la circolazione; le librerie rappresentano il fondamentale punto di vendita e di incontro con i lettori.
Accanto a questa filiera opera un articolato mondo di associazioni, autori e operatori culturali che svolge una funzione preziosa nella diffusione della cultura e della lettura, ma con natura, responsabilitร e finalitร differenti rispetto a quelle dellโimpresa.
Queste differenze, sottolinea la presidente dellโAES Simonetta Castia, devono essere riconosciute anche nei luoghi in cui si costruiscono le politiche di settore.
Il confronto sul libro e sulla cultura puรฒ e deve essere ampio, ma quando si interviene sulle imprese editoriali, sulla loro sostenibilitร e sulle norme che ne regolano e sostengono lโattivitร , รจ indispensabile che le aziende e le loro rappresentanze professionali siano interlocutori diretti della Regione.
ร necessario che la Sardegna si doti di una nuova legge per lโeditoria capace di rispondere realmente alle esigenze del comparto.
La cultura e la lettura hanno bisogno di memoria e di visione del futuro, continua la presidente Castia. Qualunque siano i supporti e gli strumenti del futuro, continuerร a essere necessaria una professionalitร capace di selezionare, organizzare, custodire e trasmettere nel tempo il patrimonio di idee, storie e identitร contenuto nei libri.
ร anche questa la responsabilitร degli editori e il valore che una nuova politica regionale del libro deve saper riconoscere e tutelare.