L'Audace

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𝘍𝘰𝘯𝘥𝘢𝘵𝘰 𝘦 𝘥𝘪𝘳𝘦𝘵𝘵𝘰 𝘥𝘢 𝘔𝘪𝘳𝘤𝘰 𝘔𝘢𝘨𝘨𝘪
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𝟮𝟬𝟮𝟱, "𝗔𝗡𝗡𝗨𝗦 𝗛𝗢𝗥𝗥𝗜𝗕𝗜𝗟𝗜𝗦" 𝗣𝗘𝗥 𝗟’𝗜𝗧𝗔𝗟𝗜𝗔:𝗩𝗜𝗢𝗟𝗘𝗡𝗭𝗔, 𝗗𝗜𝗦𝗔𝗦𝗧𝗥𝗜, 𝗧𝗘𝗡𝗦𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗘 𝗣𝗢𝗩𝗘𝗥𝗧𝗔'.𝘭'𝘦𝘥𝘪𝘵𝘰𝘳𝘪𝘢𝘭𝘦 𝘥𝘪 𝘔𝘪𝘳𝘤𝘰 𝘔𝘢𝘨𝘨𝘪Il 2025 resterà...
30/12/2025

𝟮𝟬𝟮𝟱, "𝗔𝗡𝗡𝗨𝗦 𝗛𝗢𝗥𝗥𝗜𝗕𝗜𝗟𝗜𝗦" 𝗣𝗘𝗥 𝗟’𝗜𝗧𝗔𝗟𝗜𝗔:
𝗩𝗜𝗢𝗟𝗘𝗡𝗭𝗔, 𝗗𝗜𝗦𝗔𝗦𝗧𝗥𝗜, 𝗧𝗘𝗡𝗦𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗘 𝗣𝗢𝗩𝗘𝗥𝗧𝗔'.

𝘭'𝘦𝘥𝘪𝘵𝘰𝘳𝘪𝘢𝘭𝘦 𝘥𝘪 𝘔𝘪𝘳𝘤𝘰 𝘔𝘢𝘨𝘨𝘪

Il 2025 resterà negli annali come uno degli anni più drammatici e difficili per l’Italia, un vero "Annus horribilis". In dodici mesi segnati da violenza, eventi climatici estremi e fermenti sociali, il Paese ha dovuto affrontare prove senza precedenti, mettendo a dura prova cittadini e istituzioni.

Secondo i dati del Viminale, tra il 1° gennaio e il 31 luglio 2025 sono stati registrati 184 omicidi volontari, in aumento rispetto allo stesso periodo del 2024, mentre il fenomeno dei femminicidi ha raggiunto livelli drammatici. Al 20 ottobre 2025, ben 85 donne sono state uccise, con oltre 68 tentati femminicidi. In questo contesto, una donna su tre vittima di omicidio è stata uccisa da partner o ex partner, confermando la persistenza di un problema sociale grave e diffuso.

E bande incontrollate di "Maranza" (per la maggior parte composte da giovanissimi italiani di seconda generazione, che veri italiani non diventeranno mai) che picchiano, rubano, uccidono; e quotidiana violenza spicciola e aggressività diffusa in ogni contatto umano; e i tanti eventi di violenza estrema, come l’attentato di Castel d’Azzano (Verona), dove tre carabinieri sono stati uccisi e venti persone sono state ferite: tutto questo ha contribuito a creare un clima di paura diffusa e di allarme generale per la sicurezza interna.

A queste tragedie umane si è poi aggiunta una crisi climatica senza precedenti. Nel 2025 l’Italia ha registrato 376 eventi meteorologici estremi, tra alluvioni, esondazioni, venti violenti e ondate di caldo record. Le regioni più colpite, tra cui Lombardia, Sicilia, Toscana, Calabria e Puglia, hanno subito danni ingenti alle infrastrutture, interruzioni dei servizi essenziali e gravi difficoltà per le comunità locali, costrette a misure di emergenza per proteggere la popolazione.

Il clima sociale interno è stato ulteriormente aggravato da manifestazioni e proteste di massa, con scontri violenti con la Polizia, e che in molte città italiane hanno paralizzato traffico e attività pubbliche, richiamando l’attenzione su una crisi crisi sociale e politica facendo percepire la fragilità del tessuto urbano e delle istituzioni.

A peggiorare il quadro sociale si è registrato una crescita esponenziale della povertà e dell’indigenza, con oltre 5,7 milioni di persone in Italia costrette a vivere in condizioni di povertà assoluta e una quota allarmante, impossibile da quantificare ma ipotizzabile intorno ai 10/12 milioni di persone, di famiglie in difficoltà economica. In questo contesto, la politica italiana ha spesso pronunciato proclami e promesse, ma alle parole non sono mai seguiti interventi veri e concreti per sostenere i più fragili. Al contrario: la legge di bilancio approvata proprio alla fine dell’anno è stata percepita come favorevole a chi percepisce redditi più alti e insufficiente nel fornire adeguati aiuti alle fasce più deboli della popolazione, alimentando ulteriormente la sfiducia verso le istituzioni.

Ha destato una forte attenzione pubblica la vicenda della cosiddetta "famiglia del bosco", una coppia con tre figli minorenni che viveva isolata in una casa fuori dalle mura cittadine con l'unico intento di vivere una vita sana e più salutare. Ma i servizi sociali e il Tribunale per i Minorenni, ritenendo invece quella situazione un rischio per l’incolumità e la crescita dei bambini, hanno disposto l’allontanamento dei figli e il loro trasferimento in una struttura protetta. Il caso ha acceso il dibattito nazionale sulla tutela dei minori e sulla libertà educativa, suscitando forti reazioni tra sostenitori e detrattori della famiglia del Bosco.

Allo stesso tempo, le tensioni internazionali, con conflitti in Medio Oriente e la guerra in Ucraina, hanno inciso sulla percezione pubblica e sulle scelte politiche del governo, impegnato a investire miliardi per il sostegno bellico dell'Ucraina lasciando l'Italia in balia della povertà e delle numerose manchevolezze nella sanità, nelle forze di polizia e nelle strutture scolastiche.

Il 2025 è stato così un anno in cui troppi elementi negativi si sono combinati per creare un clima di preoccupazione diffusa. Non è stato un singolo evento a definire questo periodo "orribile", ma una concatenazione di tragedie e di segnali allarmanti che hanno messo a n**o vulnerabilità e tensioni profonde nella società italiana.

Violenza, omicidi e femminicidi in aumento; eventi climatici devastanti; proteste violente diffuse; crescita dilagante della povertà; malgoverno e vicende drammatiche, tutte le incertezze della politica interna e internazionale, hanno reso il 2025 un vero e proprio "Annus horribilis", un anno funesto, drammatico e tristemente indimenticabile per cittadini e istituzioni. Un anno che grazie a Dio è finito. La speranza è che il 2026 sia migliore, più responsabile e più indulgente per tutti noi. Ma è appunto solo una speranza, ma purtroppo questa è l'unica cosa su cui possiamo oggi contare e fare affidamento. Tutti quanti. Nessuno escluso.

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𝐁𝐮𝐨𝐧 𝟐𝟎𝟐𝟔 𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐢 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐞 𝐢 𝐬𝐢𝐦𝐩𝐚𝐭𝐢𝐳𝐳𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐞 𝐋'𝐀𝐮𝐝𝐚𝐜𝐞!
La redazione, i collaboratori, i soci sostenitori e la Direzione.
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𝗩𝗜𝗢𝗟𝗘𝗡𝗭𝗔 𝗗𝗢𝗠𝗘𝗦𝗧𝗜𝗖𝗔 𝗘 𝗧𝗘𝗡𝗧𝗔𝗧𝗔 𝗥𝗔𝗣𝗜𝗡𝗔 𝗜𝗡 𝗣𝗢𝗖𝗛𝗜 𝗠𝗜𝗡𝗨𝗧𝗜: 𝗣𝗥𝗢𝗡𝗧𝗢 𝗜𝗡𝗧𝗘𝗥𝗩𝗘𝗡𝗧𝗢 𝗗𝗘𝗜 𝗖𝗔𝗥𝗔𝗕𝗜𝗡𝗜𝗘𝗥𝗜 𝗔 𝗖𝗢𝗟𝗢𝗚𝗡𝗢 𝗠𝗢𝗡𝗭𝗘𝗦𝗘.COLOGNO MONZESE...
30/12/2025

𝗩𝗜𝗢𝗟𝗘𝗡𝗭𝗔 𝗗𝗢𝗠𝗘𝗦𝗧𝗜𝗖𝗔 𝗘 𝗧𝗘𝗡𝗧𝗔𝗧𝗔 𝗥𝗔𝗣𝗜𝗡𝗔 𝗜𝗡 𝗣𝗢𝗖𝗛𝗜 𝗠𝗜𝗡𝗨𝗧𝗜:
𝗣𝗥𝗢𝗡𝗧𝗢 𝗜𝗡𝗧𝗘𝗥𝗩𝗘𝗡𝗧𝗢 𝗗𝗘𝗜 𝗖𝗔𝗥𝗔𝗕𝗜𝗡𝗜𝗘𝗥𝗜 𝗔 𝗖𝗢𝗟𝗢𝗚𝗡𝗢 𝗠𝗢𝗡𝗭𝗘𝗦𝗘.

COLOGNO MONZESE – Una nottata di intenso lavoro per i Carabinieri della Tenenza di Cologno Monzese, che con interventi rapidi, decisi e coordinati hanno garantito sicurezza e tutela ai cittadini, arrestando due soggetti responsabili di gravi reati.

Il primo episodio si è verificato all’interno di un’abitazione, dove le urla provenienti dall’appartamento hanno allarmato i vicini, che hanno immediatamente richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Giunti sul posto in pochi minuti, i militari hanno trovato un uomo di 54 anni, di origine albanese e già noto alle forze dell’ordine, in evidente stato di alterazione dovuta all’abuso di alcol. L’uomo aveva appena aggredito la moglie, trascinandola per i capelli, mentre le figlie, presenti in casa, avevano tentato disperatamente di difenderla, venendo a loro volta colpite. Slo grazie alla prontezza e alla professionalità dei Carabinieri, la situazione è stata immediatamente messa sotto controllo. Le donne hanno poi raccontato ai militari di reiterate vessazioni subite nel tempo. L’uomo è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia e, su disposizione della Procura della Repubblica di Monza, condotto presso la casa circondariale.

Poche ore dopo, un secondo intervento ha confermato l’efficacia del controllo del territorio da parte dell’Arma. In via Merano, a seguito di una segnalazione al 112, i Carabinieri hanno rintracciato un 29enne di nazionalità ucraina che poco prima aveva tentato una rapina ai danni di un giovane di 22 anni, minacciandolo con un cacciavite per farsi consegnare il denaro. Anche in questo caso l’uomo, in stato di alterazione alcolica, ha mostrato un comportamento aggressivo e oltraggioso nei confronti dei militari, venendo immediatamente bloccato e arrestato.

Due interventi distinti, ma accomunati dalla rapidità d’azione, dalla professionalità e dalla determinazione dei Carabinieri di Cologno Monzese, che ancora una volta hanno dimostrato attenzione, presenza costante su un territorio "difficile", e capacità di intervenire con efficacia per la tutela dei cittadini.

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19/12/2025

𝗔𝗥𝗥𝗘𝗦𝗧𝗔𝗧𝗢 𝗣𝗘𝗥 𝗩𝗜𝗢𝗟𝗘𝗡𝗭𝗘 𝗦𝗘𝗦𝗦𝗨𝗔𝗟𝗜 𝗦𝗨 𝗗𝗨𝗘 𝗠𝗜𝗡𝗢𝗥𝗘𝗡𝗡𝗜:
𝗟𝗘 𝗣𝗘𝗗𝗜𝗡𝗔𝗩𝗔 𝗙𝗜𝗡𝗢 𝗔 𝗖𝗔𝗦𝗔 𝗗𝗔𝗟𝗟𝗔 𝗠𝗘𝗧𝗥𝗢𝗣𝗢𝗟𝗜𝗧𝗔𝗡𝗔.

Milano – Una scia inquietante, due aggressioni sessuali consumate nel giro di poche settimane, lo stesso copione ripetuto con precisione gelida. È il quadro che ha portato i Carabinieri del Comando Provinciale di Milano, su delega della Procura, a eseguire un’ordinanza cautelare nei confronti di un ecuadoriano di 19 anni, ora agli arresti domiciliari.

L’indagine nasce da due episodi distinti ma sorprendentemente simili: il primo avvenuto il 12 agosto 2025 a Bussero, ai danni di una ragazza di 15 anni; il secondo il 19 settembre, nel capoluogo, quando la vittima fu una 16enne. In entrambi i casi, raccontano gli investigatori, la violenza sarebbe esplosa all’improvviso, nell’ingresso condominiale della vittima, quando il portone si è richiuso alle sue spalle. Fuori, il silenzio della notte milanese.

Gli uomini del Nucleo Operativo Porta Monforte hanno pazientemente ricostruito i movimenti del sospettato, che avrebbe scelto le sue vittime nelle stazioni della linea verde M2, tra Gorgonzola e Crescenzago. Individuata la “preda”, il ragazzo l’avrebbe seguita a distanza, senza destare sospetti, fino alla porta di casa. Era lì che la caccia finiva e iniziava l’incubo.

Due dettagli ricorrenti sono stati decisivi: un monopattino elettrico con brillanti inserti arancioni e un cappellino da baseball verde. Elementi apparentemente banali, ma identici nei racconti delle vittime. Quando gli investigatori sono risaliti all’indagato e hanno perquisito l’abitazione, hanno trovato proprio quel monopattino e quel cappello, insieme agli indumenti compatibili con quelli descritti.

Il giovane, spiegano gli inquirenti, usava abitualmente quel mezzo per recarsi al lavoro. Una routine che ha tradito i suoi movimenti e incrociato le tracce lasciate nelle ricostruzioni.

Al momento, il 19enne è solo indiziato di delitto: la sua colpevolezza potrà essere accertata solo in seguito a una sentenza definitiva, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza. Ma la trama inquietante che i carabinieri hanno ricomposto getta un’ombra sul tranquillo hinterland milanese, dove due ragazze, in pieno giorno, sono state travolte dalla violenza nel luogo che avrebbe dovuto essere più sicuro: l’ingresso di casa.

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𝗟’𝗘𝗨𝗥𝗢𝗣𝗔 𝗘' 𝗜𝗡𝗖𝗔𝗣𝗔𝗖𝗘 𝗗𝗜 𝗗𝗘𝗖𝗜𝗗𝗘𝗥𝗘 𝗘 𝗡𝗢𝗡 𝗘' 𝗜𝗗𝗢𝗡𝗘𝗔:𝗣𝗘𝗥 𝗚𝗟𝗜 𝗨𝗦𝗔 𝗥𝗜𝗦𝗖𝗛𝗜𝗔 𝗗𝗜 𝗦𝗖𝗢𝗠𝗣𝗔𝗥𝗜𝗥𝗘 𝗘𝗡𝗧𝗥𝗢 𝟮𝟬 𝗔𝗡𝗡𝗜.𝗧𝗥𝗨𝗠𝗣 𝗛𝗔 𝗥𝗔𝗚𝗜𝗢𝗡𝗘: 𝗟'𝗨𝗘 ...
06/12/2025

𝗟’𝗘𝗨𝗥𝗢𝗣𝗔 𝗘' 𝗜𝗡𝗖𝗔𝗣𝗔𝗖𝗘 𝗗𝗜 𝗗𝗘𝗖𝗜𝗗𝗘𝗥𝗘 𝗘 𝗡𝗢𝗡 𝗘' 𝗜𝗗𝗢𝗡𝗘𝗔:
𝗣𝗘𝗥 𝗚𝗟𝗜 𝗨𝗦𝗔 𝗥𝗜𝗦𝗖𝗛𝗜𝗔 𝗗𝗜 𝗦𝗖𝗢𝗠𝗣𝗔𝗥𝗜𝗥𝗘 𝗘𝗡𝗧𝗥𝗢 𝟮𝟬 𝗔𝗡𝗡𝗜.
𝗧𝗥𝗨𝗠𝗣 𝗛𝗔 𝗥𝗔𝗚𝗜𝗢𝗡𝗘: 𝗟'𝗨𝗘 𝗢𝗥𝗠𝗔𝗜 𝗘' 𝗗𝗘𝗟 𝗧𝗨𝗧𝗧𝗢 𝗜𝗡𝗨𝗧𝗜𝗟𝗘.

La nuova National Security Strategy degli Stati Uniti non lascia spazio a illusioni: l’Europa è descritta come un gigante ottuso, paralizzato, incapace di agire quando serve davvero. Il Vecchio Continente è “non idoneo a gestire crisi reali”, incapace di decisioni autonome, e destinato a perdere peso politico fino a dissolversi nell’arco di vent’anni se non cambia radicalmente rotta. Bruxelles e i paesi membri dell’Unione vivono intrappolati in procedure vuote, veti senza senso, formalità sopra sostanza e burocrazia al posto della strategia. È l’Europa come appare oggi: lenta, frammentata, cieca di fronte ai propri problemi, quelli reali e contingenti.

Il documento USA evidenzia una verità che molti fingono di ignorare: il continente non è più un attore credibile. Continua a sopravvivere in una “zona di comfort” garantita dagli Stati Uniti, senza esercito, senza autonomia, senza voce nel mondo. Parla di valori, ma lascia agli altri il potere reale. Regola tutto, ma non sa proteggere nulla. È una potenza di carta. Senza senso e ragione di esistere in questo modo.

La politica europea sulla guerra in Ucraina è l’esempio più lampante della sua impotenza. L’UE promette sostegno illimitato a Zelensky, ma secondo la NSS coltiva illusioni e produce impegni costosi e inefficaci. Nulla cambia sul campo. Gli Stati membri ripetono gesti vuoti, seguono protocolli fallimentari e mostrano la propria incapacità di fare squadra. L’Europa si applaude da sola, ma non decide, e quando lo fa sbaglia.

Le critiche di Trump non sono per nulla gratuite: lentezza esasperante nelle decisioni, frammentazione cronica, incapacità di agire unita e totale dipendenza dagli Stati Uniti. Questa è la realtà incontrovertibile. L’Europa reagisce solo quando la crisi esplode. E anche in quei casi, si appoggia agli altri. È davvero un’unione irrilevante. Del tutto inutile. E questo è tutto ciò che resta, nei fatti, del Vecchio Continente.

Oggi l’Europa si limita a creare norme incomprensibili, regole assurde, fondi che non uniscono nulla e illusioni di coesione. Non difende i confini, non ha eserciti comuni, non possiede una strategia diplomatica coerente. Stop alle auto non elettriche nel 2035? Solo un esempio della sua ottusità normativa. Potere reale: zero. Solo chiacchiere, apparati e burocrazia sterile.

Ma l'errore macroscopico, il raggiungimento del totale fallimento risiede nel contesto della guerra in Ucraina: tutta questa politica pro-Zelensky è simbolica, costosa, inutile, demagogica, improduttiva e contro ogni logica. Non altera l’equilibrio sul campo e l’Europa recita un ruolo teatrale, svuotata di sé stessa e di ogni sostanza.

Trump e la NSS giudicano giustamente l’Europa inefficace, parzialmente inutile, incapace di decidere e proteggere sé stessa. Non perché non lavori, ma perché ciò che fa non produce autonomia strategica né influenza reale. Se il Vecchio Continente non cambia, continuerà a contare poco o nulla. Washington ha ragione. E la verità, pur scomoda, è che l’Europa è ottusa, lenta, impotente e ormai irrilevante. E quello che più disturba gli europei che ancora pensano autonomamente, per pochi che siano rimasti, è che Trump almeno su questo ha davvero ragione! Sacrosanta ragione.

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𝗟'𝗨𝗟𝗧𝗜𝗠𝗔 𝗡𝗢𝗧𝗧𝗘 𝗥𝗢𝗦𝗔 𝗗𝗜 𝗨𝗠𝗕𝗘𝗥𝗧𝗢 𝗧𝗢𝗭𝗭𝗜: 𝟒𝟖 𝗔𝗡𝗡𝗜 𝗗𝗜 “𝗧𝗜 𝗔𝗠𝗢”di Mirco MaggiL’Arena di Verona si è tinta questa sera di rosa ...
04/12/2025

𝗟'𝗨𝗟𝗧𝗜𝗠𝗔 𝗡𝗢𝗧𝗧𝗘 𝗥𝗢𝗦𝗔 𝗗𝗜 𝗨𝗠𝗕𝗘𝗥𝗧𝗢 𝗧𝗢𝗭𝗭𝗜: 𝟒𝟖 𝗔𝗡𝗡𝗜 𝗗𝗜 “𝗧𝗜 𝗔𝗠𝗢”

di Mirco Maggi

L’Arena di Verona si è tinta questa sera di rosa come un cielo al tramonto, accogliendo "l’ultima notte rosa" di Umberto Tozzi sul palco. Qui, dove nel 1977 vinse il Festivalbar con "Ti amo", si chiude un cerchio lungo quarantotto anni, fatto di canzoni che hanno attraversato generazioni, emozioni che hanno toccato migliaia di cuori. Questa sera, tra un inchino e un grazie, il pubblico lo saluta non con un addio ma con un arrivederci, e l’Arena diventa un grande respiro collettivo, un abbraccio che vibra tra le colonne di pietra e le gradinate piene di persone emozionata.

Ottanta milioni di dischi venduti in Italia e nel mondo, successi che hanno superato oceani e confini: Tozzi non è solo un cantante di musica leggera, ma un pilastro della musica italiana, un faro per chi ama l’arte che resta nel tempo.

Avevi ragione, Umberto: “gli altri siamo noi”. Noi, che oggi camminiamo in deserti comodi di appartamenti e tranquillità, isolati dagli altri, immersi negli schermi dei cellulari e davanti delle televisioni spazzatura, eppure parte di un destino comune: perchè gli altri siamo sempre noi, non ci piove. E tu sei stato capace di raccontarcelo con poesia e sincerità, con la leggerezza di chi conosce il cuore della gente.

"Ti amo" ha viaggiato nel mondo in chissà quante lingue, cantata da chissà quanti interpreti, un’onda che non si è mai fermata. E stasera, con la sua ultima Notte Rosa, Tozzi ci saluta senza sparire: le sue canzoni restano, la sua voce resta, la sua presenza vibra nell’aria, dentro ognuno di noi. È un addio ai palchi, ma non alla magia che ha creato.

Cinquantatre anni di carriera senza scandali, senza pettegolezzi, senza cadute di stile: un uomo che ha camminato diritto, con talento e misura, con la testa alta e salda e il cuore grande. Ha scritto l’amore, dell’amore; dell’amicizia e della vita. Lo ha fatto con grazia e intensità. Semplice ma geniale, rock e melodico, intenso e mai commerciale, sempre popolare, mai banale e sempre un passo avanti agli altri. Poliedrico, polistrumentista, con una voce e un talento unici.

Struggente la sua esecuzione di "donna amante mia" con il violoncellista Auser e Raf, Masini e Pausini lo hanno accompagnato con affetto e bravura in questo addio alle scene. L’Arena di Verona tremava di emozione, ogni applauso è stato un battito collettivo di riconoscenza e affetto. Particolarmente intensa è stata la sua interpretazione di "Dimentica": un momento di pura poesia, sospeso tra malinconia e dolcezza, che ha lasciato il pubblico senza fiato. Ma stai tranquillo Umberto: nessuno di noi ti dimenticherà mai. Puoi starne certo.

E il gran finale ha visto Tozzi cantare "Gloria" insieme a Laura Pausini, Raf, Masini e tutti gli altri; un successo internazionale che ha acceso l’Arena in un applauso continuo, travolgente, senza fine. Un momento che ha suggellato la carriera di un artista che non smette mai di emozionare.

Tozzi ha scritto il nostro tempo, e nei suoi testi ha spesso anticipato ciò che oggi siamo: “gli altri”, cioè noi, la gente di mare che parte senza sapere dove va, i prigionieri delle grandi città, i sospesi tra l’oggi e l’ieri, ma inchiodati alla realtà. Noi, quelli che possono sempre dare qualcosa di più, quelli che, alla fine, siamo tutti quanti e un tutt'uno. La sua musica ci ricorda chi siamo, ci ricorda le onde del mare, il vento della libertà, l’eco dei sogni mai spenti.

E lui? Lui invece è Umberto Tozzi. Il grande. L’unico.
Ciao, Umberto! Ti portiamo tutti nel cuore, stanne certo.

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@fanpiùattivi@

𝗠𝗔 𝗚𝗟𝗜 𝗢𝗦𝗣𝗘𝗗𝗔𝗟𝗜 𝗦𝗜 𝗣𝗥𝗘𝗣𝗔𝗥𝗔𝗡𝗢 𝗗𝗔𝗩𝗩𝗘𝗥𝗢 𝗔𝗟𝗟𝗔 𝗚𝗨𝗘𝗥𝗥𝗔? “𝗡𝗜”. 𝗧𝗥𝗢𝗣𝗣𝗜 𝗔𝗟𝗟𝗔𝗥𝗠𝗜 𝗘 𝗧𝗥𝗢𝗣𝗣𝗘 𝗖𝗥𝗜𝗧𝗜𝗖𝗜𝗧𝗔' 𝗡𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗦𝗔𝗡𝗜𝗧𝗔' 𝗜𝗧𝗔𝗟𝗜𝗔𝗡𝗔.Negli ...
01/12/2025

𝗠𝗔 𝗚𝗟𝗜 𝗢𝗦𝗣𝗘𝗗𝗔𝗟𝗜 𝗦𝗜 𝗣𝗥𝗘𝗣𝗔𝗥𝗔𝗡𝗢 𝗗𝗔𝗩𝗩𝗘𝗥𝗢 𝗔𝗟𝗟𝗔 𝗚𝗨𝗘𝗥𝗥𝗔? “𝗡𝗜”.
𝗧𝗥𝗢𝗣𝗣𝗜 𝗔𝗟𝗟𝗔𝗥𝗠𝗜 𝗘 𝗧𝗥𝗢𝗣𝗣𝗘 𝗖𝗥𝗜𝗧𝗜𝗖𝗜𝗧𝗔' 𝗡𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗦𝗔𝗡𝗜𝗧𝗔' 𝗜𝗧𝗔𝗟𝗜𝗔𝗡𝗔.

Negli ultimi mesi circolano notizie secondo cui il Ministero della Salute italiano starebbe predisponendo un piano per preparare gli ospedali italiani a un eventuale conflitto armato. La domanda è chiara: si tratta di un progetto reale o di semplici ipotesi gonfiate dai media? La verità, al momento, è una via di mezzo.

È certo che in Italia, come in altri Paesi europei, si riflette sulla resilienza del sistema sanitario. Francia e Germania hanno aggiornato i loro piani di emergenza per scenari di guerra, rendendo plausibile che anche il nostro Paese stia valutando come reagire a emergenze straordinarie. Ma non esistono documenti ufficiali che confermino un piano operativo nazionale italiano: nessun incremento reale dei posti letto, o accumulo di scorte strategiche o formazione mirata del personale è stato comunicato pubblicamente. Tutto ciò resta quindi ipotetico. O segreto, o più semplicemente fantascientifico.

L’attenzione verso questi scenari però non nasce dal nulla. La guerra in Ucraina e la pandemia hanno messo in luce la vulnerabilità dei sistemi sanitari e il costo elevato dell’impreparazione. È comprensibile, dunque, che si discutano scenari estremi, ma è importante distinguere tra studi e riflessioni e piani già attivi.

Ciò che invece è certo, in pratica la sola e unica verità incontrovertibile, riguarda le criticità già presenti nel nostro Servizio Sanitario Nazionale. Il finanziamento pubblico è tra i più bassi d’Europa in rapporto al PIL. Gli infermieri sono circa 6,2 ogni mille abitanti, contro una media OCSE di oltre 9, e il personale medico è invecchiato: oltre metà dei professionisti ha più di 55 anni. Le differenze regionali restano marcate: Nord più efficiente, Sud spesso in difficoltà. Liste d’attesa lunghe, strutture invecchiate, carenza di personale e un esodo crescente di professionisti verso altri Paesi completano il quadro. Milioni di italiani rinunciano alle cure o si rivolgono alla sanità privata, facendo debiti e affrontando difficoltà estreme, per queste ragioni.

In questo contesto a dir poco desolante, parlare di ospedali “preparati alla guerra” appare quasi paradossale. Prima ancora di ipotetici scenari estremi, il sistema sanitario avrebbe bisogno di un rafforzamento quotidiano. Eppure, le debolezze attuali spiegano perché qualsiasi voce o piano, reale o ipotetico, generi tanto interesse e preoccupazione.

In sintesi: l’Italia non ha annunciato pubblicamente alcun piano strutturato per ospedali da guerra, ma probabilmente sta solo riflettendo sulle sue vulnerabilità, come molti Paesi europei. Alcune informazioni circolate sono plausibili, altre rimangono non confermate, altre sono fake allarmistiche. L'unica certezza purtroppo è che il sistema sanitario italiano ha criticità reali, urgenti e concrete da affrontare oggi, e non solo in vista di scenari futuri. Figuriamoci in caso di una guerra...

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𝗟𝗔 𝗣𝗥𝗢𝗠𝗘𝗦𝗦𝗔 𝗗𝗘𝗟 𝗡𝗕𝗕 𝗘' 𝗗𝗜 𝗖𝗢𝗟𝗢𝗚𝗡𝗢 𝗠𝗢𝗡𝗭𝗘𝗦𝗘: 𝗔𝗡𝗚𝗘𝗟𝗔 𝗦𝗜𝗟𝗜𝗣𝗢, 𝟮𝟬 𝗔𝗡𝗡𝗜, 𝗦𝗜 𝗔𝗚𝗚𝗜𝗨𝗗𝗜𝗖𝗔 𝗜𝗟 𝟮° 𝗣𝗢𝗦𝗧𝗢 𝗡𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗚𝗔𝗥𝗔 𝗜𝗡𝗧𝗘𝗥𝗡𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗔𝗟𝗘 𝗗𝗘...
29/11/2025

𝗟𝗔 𝗣𝗥𝗢𝗠𝗘𝗦𝗦𝗔 𝗗𝗘𝗟 𝗡𝗕𝗕 𝗘' 𝗗𝗜 𝗖𝗢𝗟𝗢𝗚𝗡𝗢 𝗠𝗢𝗡𝗭𝗘𝗦𝗘:
𝗔𝗡𝗚𝗘𝗟𝗔 𝗦𝗜𝗟𝗜𝗣𝗢, 𝟮𝟬 𝗔𝗡𝗡𝗜, 𝗦𝗜 𝗔𝗚𝗚𝗜𝗨𝗗𝗜𝗖𝗔 𝗜𝗟 𝟮° 𝗣𝗢𝗦𝗧𝗢
𝗡𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗚𝗔𝗥𝗔 𝗜𝗡𝗧𝗘𝗥𝗡𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗔𝗟𝗘 𝗗𝗘𝗟𝗟’𝗔.𝗜.𝗡.𝗕.𝗕.

𝘥𝘪 𝘎𝘪𝘶𝘭𝘪𝘢 𝘔𝘢𝘪𝘯𝘢𝘳𝘥𝘪

Angela Silipo, 20 anni, atleta di Cologno Monzese, si è distinta nella XIV edizione di The Best Natural in Show 2025, storica competizione internazionale promossa dall’AINBB (Associazione Italiana Natural Body Building) svoltasi il 23 Novembre al Palasport di Brendola (Vicenza). La giovane lombarda ha conquistato il secondo posto in due categorie: “Bikini Novice”, riservata alle atlete alla prima esperienza in gara, e “Bikini Under 21”, confermandosi una delle nuove promesse del natural bodybuilding italiano.

Il natural bodybuilding, disciplina basata sull’allenamento con sovraccarichi e su una rigorosa alimentazione finalizzata allo sviluppo muscolare senza ricorso a sostanze dopanti, richiede una dedizione totale. Gli allenamenti settimanali, la gestione del recupero, il sonno regolare e l’aderenza a un regime alimentare controllato rappresentano i cardini di uno sport che unisce estetica, metodo e disciplina.

Angela si è presentata sul palco dopo una preparazione intensa: cinque allenamenti settimanali da oltre due ore ciascuno, sessioni di cardio a digiuno all’alba e un piano alimentare serrato, soprattutto nelle settimane precedenti alla gara. Un percorso duro che però l’ha ripagata: «Questo secondo posto per me vale più di una vittoria - ha dichiarato Angela Silipo dopola premiazione - perché dimostra che la disciplina e i sacrifici non sono mai inutili. In certi momenti ero stremata, ma ho scelto di non mollare, e oggi so che quella scelta ha fatto la differenza».

Originaria di una famiglia con forte tradizione sportiva — il padre, Filippo Silipo, è stato campione di powerlifting — Angela ha praticato diverse discipline fin da bambina, dalla danza al pattinaggio, dal nuoto alla ginnastica artistica, fino a trovare nella palestra il suo ambiente naturale. Si è avvicinata al natural body building tre anni fa, scoprendo una passione che l’ha portata rapidamente a livelli competitivi.

La competizione di quest’anno rappresentava il suo debutto assoluto, vissuto come un test per valutare un possibile futuro agonistico. Il risultato ottenuto a The Best Natural in Show 2025 ha confermato le sue potenzialità e l’ha proiettata tra le giovani atlete più promettenti del panorama natural.

Angela sta ora studiando per diventare personal trainer, con l’obiettivo di trasformare la propria passione in una professione stabile. I suoi progetti per il 2026 includono il proseguimento dell’attività agonistica e il raggiungimento della pro card, traguardo che apre l’accesso ai circuiti professionistici internazionali.

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𝗦𝗖𝗜𝗢𝗣𝗘𝗥𝗢 𝗚𝗘𝗡𝗘𝗥𝗔𝗟𝗘 𝗗𝗘𝗟 𝟮𝟴 𝗡𝗢𝗩𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘 𝗘 𝗠𝗔𝗡𝗜𝗙𝗘𝗦𝗧𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗜:𝗦𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗜 𝗖𝗢𝗡 𝗟𝗔 𝗣𝗢𝗟𝗜𝗭𝗜𝗔 𝗜𝗡 𝗧𝗨𝗧𝗧𝗔 𝗜𝗧𝗔𝗟𝗜𝗔, 𝗘 𝗔 𝗧𝗢𝗥𝗜𝗡𝗢𝗜 𝗣𝗥𝗢-𝗣𝗔𝗟 𝗔𝗦𝗦𝗔𝗟𝗧𝗔𝗡𝗢...
29/11/2025

𝗦𝗖𝗜𝗢𝗣𝗘𝗥𝗢 𝗚𝗘𝗡𝗘𝗥𝗔𝗟𝗘 𝗗𝗘𝗟 𝟮𝟴 𝗡𝗢𝗩𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘 𝗘 𝗠𝗔𝗡𝗜𝗙𝗘𝗦𝗧𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗜:
𝗦𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗜 𝗖𝗢𝗡 𝗟𝗔 𝗣𝗢𝗟𝗜𝗭𝗜𝗔 𝗜𝗡 𝗧𝗨𝗧𝗧𝗔 𝗜𝗧𝗔𝗟𝗜𝗔, 𝗘 𝗔 𝗧𝗢𝗥𝗜𝗡𝗢
𝗜 𝗣𝗥𝗢-𝗣𝗔𝗟 𝗔𝗦𝗦𝗔𝗟𝗧𝗔𝗡𝗢 𝗟𝗔 𝗦𝗘𝗗𝗘 𝗗𝗘𝗟 𝗤𝗨𝗢𝗧𝗜𝗗𝗜𝗔𝗡𝗢 "𝗟𝗔 𝗦𝗧𝗔𝗠𝗣𝗔".

Le manifestazioni e lo sciopero generale del 28 novembre, nati per rivendicare diritti sacrosanti e legittime richieste sociali, hanno subito la solita deriva inaccettabile. Scioperare, protestare, manifestare: tutto questo è democrazia, ma ciò che non ha nulla a che vedere con la democrazia è la violenza. E le frange estremiste dei movimenti Pro-Pal hanno dimostrato che, per loro, la protesta non è uno strumento di confronto, ma un pretesto per trasformare le strade italiane in teatri di aggressioni, minacce e devastazioni.

Lo sciopero del 28 novembre è degenerato in scontri in diverse città italiane. I cortei, organizzati dai sindacati di base per chiedere maggiori investimenti in sanità, scuola, università e trasporti, sono stati affiancati da gruppi legati alla protesta Pro-Palestina, che in più occasioni si sono staccati dal percorso concordato con la questura, attaccando la polizia e creando tensioni.

A Torino la situazione è precipitata quando una ventina di manifestanti ha preso d’assalto la sede del quotidiano La Stampa. La redazione era vuota a causa dello sciopero dei giornalisti, ma i locali sono stati danneggiati e alcuni operatori televisivi sono stati aggrediti. Prima di forzare un ingresso laterale, i contestatori avevano lanciato letame oltre le cancellate e imbrattato i muri con accuse legate al trattenimento dell’imam Mohamed Shahin, che aveva definito l’attacco del 7 ottobre “un atto di resistenza”. Entrati nell’edificio, hanno urlato minacce e slogan: “Non è finita qua, la Palestina la vogliamo libera come il nostro compagno Shahin”.

Disordini si sono registrati anche a Venezia, dove un gruppo di incappucciati ha tentato di avvicinarsi ai cancelli della Leonardo ed è stato respinto con cariche e idranti dopo il lancio di petardi, mentre a Milano alcuni contestatori hanno imbrattato largo Tel Aviv e colpito una catena di fast food con petardi. A Roma, davanti ai ministeri dell’Economia e dei Trasporti, sono stati lanciati pietre e petardi contro la polizia.

L’assalto al quotidiano torinese ha provocato una condanna unanime. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso solidarietà al direttore Andrea Malaguti e all’intera redazione, definendo l’irruzione un atto da respingere con fermezza. La premier Giorgia Meloni ha telefonato al direttore parlando di episodio gravissimo. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha avviato verifiche sui fatti, ritenuti “inaccettabili”. Solidarietà anche dalla segretaria del PD Elly Schlein, che ha ricordato come ogni redazione giornalistica sia presidio di libertà democratica.

Il Comitato di Redazione de La Stampa ha denunciato l’attacco come “gravissimo e vile”, sottolineando che alcuni manifestanti, in parte con il volto coperto, hanno invaso le redazioni al grido di “Giornalista terrorista, sei il primo della lista”. Un episodio che ha trasformato una giornata di protesta in una pagina nera per il Paese.


𝟮𝟱 𝗡𝗢𝗩𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘: 𝗚𝗜𝗢𝗥𝗡𝗔𝗧𝗔 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗢 𝗟𝗔 𝗩𝗜𝗢𝗟𝗘𝗡𝗭𝗔 𝗦𝗨𝗟𝗟𝗘 𝗗𝗢𝗡𝗡𝗘, 𝗠𝗔 𝗢𝗡𝗟𝗜𝗡𝗘 𝗜 𝗣𝗢𝗦𝗧 𝗦𝗢𝗡𝗢 𝗧𝗨𝗧𝗧𝗜 𝗣𝗘𝗥:  “𝗟𝗔 𝗙𝗔𝗠𝗜𝗚𝗟𝗜𝗔 𝗗𝗘𝗟 𝗕𝗢𝗦𝗖𝗢”. 𝗜𝗟 𝗧𝗘𝗥𝗭...
25/11/2025

𝟮𝟱 𝗡𝗢𝗩𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘: 𝗚𝗜𝗢𝗥𝗡𝗔𝗧𝗔 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗢 𝗟𝗔 𝗩𝗜𝗢𝗟𝗘𝗡𝗭𝗔 𝗦𝗨𝗟𝗟𝗘 𝗗𝗢𝗡𝗡𝗘,
𝗠𝗔 𝗢𝗡𝗟𝗜𝗡𝗘 𝗜 𝗣𝗢𝗦𝗧 𝗦𝗢𝗡𝗢 𝗧𝗨𝗧𝗧𝗜 𝗣𝗘𝗥: “𝗟𝗔 𝗙𝗔𝗠𝗜𝗚𝗟𝗜𝗔 𝗗𝗘𝗟 𝗕𝗢𝗦𝗖𝗢”.
𝗜𝗟 𝗧𝗘𝗥𝗭𝗢 𝗠𝗜𝗟𝗟𝗘𝗡𝗡𝗜𝗢, 𝗤𝗨𝗘𝗟𝗟𝗢 𝗗𝗘𝗟𝗟’ 𝗔𝗜: 𝗣𝗘𝗚𝗚𝗜𝗢 𝗗𝗘𝗟 𝗠𝗘𝗗𝗜𝗢𝗘𝗩𝗢.

Viviamo in un millennio oscuro, eppure abbiamo tutto rispetto al passato: benessere, ospedali, cure avanzate, internet, intelligenza artificiale. Macché, in fondo non è vero niente, perchè sono solo riflessi in uno specchio rotto; viviamo in un tunnel di degrado e di orrore da fare paura e invidia addirittura al Medioevo.

Dobbiamo istituire una giornata nazionale per difendere le donne: già questo è un segnale pessimo. Significa che viviamo in una società che non garantisce sicurezza né prevenzione. Dove i braccialetti elettronici non funzionano, dove le denunce finiscono sui tavoli dei magistrati senza produrre conseguenze, dove un padre invoca aiuto perché la madre di suo figlio è pericolosa e nessuno lo ascolta. Siamo marci dentro se, in un Paese civile, ogni anno centinaia di donne vengono uccise: più di quante ne venivano bruciate nei tempi dell’inquisizione.

Servono giudici più giudici e persone più persone, tutto qui. Non servirebbe altro. Una donna si presenta in commissariato a chiedere aiuto? Deve scattare immediatamente l’allarme rosso, ma quello vero. Si va a prendere l’orco e lo si chiude in cella finché non rinsavisce, finché non dice: “basta, non lo faccio più, scusatemi tutti.” E i giudici devono fare i giudici, non gli intoccabili pieni di spocchia e dove tutto e tutti vengono lasciati a piede libero: e chi se ne frega! Carceri piene e balordi fuori. Anche perché, invece di pensare a costruire ponti futuristici e nuovi stadi, bisognerebbe concentrare tutte le risorse posssibili nel costruire nuovi ospedali e nuove carceri. E riformare, ma non per finta, una magistratura ingessata, sorda, cieca e muta.

I “maranza”, gli stupri, i furti nelle abitazioni, le manifestazioni violente, la polizia aggredita, la delinquenza spicciola che imperversa ovunque, impunita. E pazienza, perchè è questo il progresso del terzo millennio. E guai a voi se cercate di difendervi, giammai! Lì tutti i giudici si svegliano all'improvviso dal torpore e condannano, indagano per eccesso di legittima difesa chiunque cerchi di salvarsi la vita propria o quella degli altri.

E sono gli stessi giudici del tribunale dei minori che hanno firmato — senza capire ciò che accadeva davvero — per togliere tre bambini ai loro genitori: bambini che vivevano lontani da un contesto sociale brutto, arrogante, pericoloso e bastardo, e che non volevano far parte di tutto questo. E fanno bene quei genitori a crescerli tra asini e cavalli, nel bosco, il più lontano possibile da tutto questo schifo.

Oggi la rete ha messo in secondo piano la giornata contro la violenza sulle donne, inondando i social di post a favore della famiglia del bosco. La violenza sulle donne è qualcosa che non dovrebbe esistere in un Paese civile: non serve, e non basta, una giornata "dedicata" a questo orrore. Servono istituzioni attente, pronte, sveglie, efficienti e valide. Cosa che non accade, e che non accadrà mai visto come stanno andando le cose in Italia.

Il caso della famiglia del bosco è grottesco, ridicolo: una scivolata plateale destinata a diventare un triste esempio di mala giustizia. Aumenta la diffidenza verso gli assistenti sociali, che già godono di poca fiducia, e mette in evidenza gli ingranaggi rotti di un Paese che non sa più nemmeno vergognarsi della propria inefficienza sociale, fiscale e civile. Un Paese che permette a uomini violenti di uccidere donne indifese, a orchi di abusare dei bambini, e che poi pretende fiducia e solidarietà. Un Paese in cui a ogni elezione cala il numero dei votanti: siamo arrivati a sfiorare il 30%. Un termometro che scotta, il segno che stiamo peggio del Medioevo, quando le donne venivano bruciate vive, i ricchi si prendevano tutto e il potere era semplicemente quello della forza.

E qui sta il punto: quando si ha paura a uscire la sera, quando si vive barricati dietro porte blindate, quando gli assistenti sociali non rassicurano ma inquietano, quando i tribunali sbagliano bersaglio e quando la criminalità cresce mentre i cittadini smettono perfino di votare, significa che qualcosa di profondo si è rotto. Quando lo Stato punisce chi non dovrebbe e protegge chi non merita, non siamo più davanti alle imperfezioni di una democrazia: siamo davanti a un sistema che arretra. Un Paese così non è moderno. È un Paese che ha rimesso l’elmo, e che vive nel sospetto e nella paura.

È un Medioevo travestito da futuro. Un Medioevo nuovo, fatto non più di castelli e catapulte, ma di uffici pubblici che non funzionano, decisioni arbitrarie, istituzioni che invece di proteggere creano ingiustizie. È lo stesso DNA dell’epoca buia: poteri opachi, cittadini sfiduciati, famiglie smembrate non da guerre ma da burocrazie che non vedono, non ascoltano, non capiscono. E basta un errore d’ufficio per farci ricadere in una logica da feudalesimo: il cittadino non è un soggetto da tutelare, ma un suddito da gestire.

25 Novembre: giornata contro la violenza sulle donne e contro il sopruso alla famiglia del bosco, quindi. Ma anche la giornata in cui tutti dovremmo fermarci e dire “basta”. Basta a un sistema marcio nelle fondamenta. Un sistema dove non conta il colore politico, ma dove dovrebbe contare soltanto la qualità della vita. Nel 2025 si ha paura a uscire la sera, si vive in case con porte blindate e telecamere, droga ovunque, balordi armati, clandestini senza controllo, governatori che non governano, giudici che non giudicano, burocrazia che blocca tutto, uffici pubblici dove nulla funziona, cartelle di Equitalia che pretendono migliaia di euro da poveri cristi con pensioni da fame pignorate, e bambini strappati ai genitori perché “non socializzano” con tutto questo schifo.

Ecco perché tutta l’Italia oggi sta con la famiglia del bosco, ecco perché non va più a votare, ecco perché lo spettro del Medioevo torna a farsi sentire in una società che cade a pezzi e dove nessuno ha più coraggio, voglia o forza di reagire. Come diceva Garibaldi: “O si fa l’Italia o si muore”. Oggi, però, nessuno vuole più morire per una Italia del genere, perchè nessuno ci crede più davvero. E così il Paese resta immobile, paralizzato dalla paura, dall’ingiustizia e dall’indifferenza.

https://laudaceonline.it
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Per chi volesse partecipare e firmare la petizione:
https://www.change.org/p/salviamo-la-famiglia-che-vive-nel-bosco/

Per chi fosse interessato: manifestazione a Roma:
https://facebook.com/events/s/manifestazione-a-roma-per-la-f/2009708223157964

Il video di Arianna Fioravanti, promotrice della Manifestazione prevista a Roma il 6 Dicembre 2025:
https://fb.watch/DAw6kORf6k/

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Indirizzo

Segrate
20133

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