L'Audace

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𝘍𝘰𝘯𝘥𝘢𝘵𝘰 𝘦 𝘥𝘪𝘳𝘦𝘵𝘵𝘰 𝘥𝘢 𝘔𝘪𝘳𝘤𝘰 𝘔𝘢𝘨𝘨𝘪
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𝗧𝗢𝗥𝗜𝗡𝗢: 𝗥𝗘𝗦𝗢 𝗡𝗢𝗧𝗢 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗘𝗡𝗨𝗧𝗢 𝗗𝗘𝗟𝗟' 𝗢𝗥𝗗𝗜𝗡𝗔𝗡𝗭𝗔 𝗗𝗘𝗟 𝗚𝗜𝗣. 𝗨𝗡' 𝗢𝗥𝗗𝗜𝗡𝗔𝗡𝗭𝗔 "𝗦𝗕𝗔𝗚𝗟𝗜𝗔𝗧𝗔" 𝗘 "𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗔𝗗𝗗𝗜𝗧𝗧𝗢𝗥𝗜𝗔".𝗣𝗥𝗢𝗖𝗨𝗥𝗔 𝗣𝗥𝗘𝗦𝗘𝗡𝗧𝗔 𝗥𝗜𝗖𝗢...
04/09/2026

𝗧𝗢𝗥𝗜𝗡𝗢: 𝗥𝗘𝗦𝗢 𝗡𝗢𝗧𝗢 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗘𝗡𝗨𝗧𝗢 𝗗𝗘𝗟𝗟' 𝗢𝗥𝗗𝗜𝗡𝗔𝗡𝗭𝗔 𝗗𝗘𝗟 𝗚𝗜𝗣.
𝗨𝗡' 𝗢𝗥𝗗𝗜𝗡𝗔𝗡𝗭𝗔 "𝗦𝗕𝗔𝗚𝗟𝗜𝗔𝗧𝗔" 𝗘 "𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗔𝗗𝗗𝗜𝗧𝗧𝗢𝗥𝗜𝗔".
𝗣𝗥𝗢𝗖𝗨𝗥𝗔 𝗣𝗥𝗘𝗦𝗘𝗡𝗧𝗔 𝗥𝗜𝗖𝗢𝗥𝗦𝗢 𝗔𝗟 𝗧𝗥𝗜𝗕𝗨𝗡𝗔𝗟𝗘 𝗗𝗘𝗟 𝗥𝗜𝗘𝗦𝗔𝗠𝗘.

Soltanto adesso che le motivazioni ufficiali del provvedimento sono state finalmente rese note, diventa possibile parlare di questa vicenda con piena cognizione di causa. L’ordinanza emessa dal Giudice per le indagini preliminari di Torino appare profondamente sbagliata sotto diversi aspetti, rendendo la scelta della Procura della Repubblica di impugnarla una decisione assolutamente corretta.

Di fronte all’immediata reazione di sdegno unanime scaturita dopo il rilascio del quarantaduenne bengalese, era comprensibile rimanere sospesi a metà del giudizio senza aver prima letto il testo scritto della motivazione dell'ordinanza. Oggi, però, non ci sono più scuse. Il dovere primario di chi fa informazione resta la verità della fonte, la giustezza del contesto e la sostanziale concretezza della notizia. Per questo motivo è necessario informarsi direttamente sull'atto reale del magistrato e non sulle semplici ricostruzioni dei giornali, così da poter criticare o meno il provvedimento per quello che dice davvero.

Il testo della decisione riconosce apertamente i gravi indizi di colpevolezza a carico dell'indagato, ma soprattutto certifica l'esistenza di un concreto e attuale pericolo che l'uomo possa commettere altri reati della stessa specie. Il Gip scrive nero su bianco che il soggetto, soltanto pochi minuti prima dell'aggressione contestata, avrebbe tenuto un comportamento analogo nei confronti di un'altra donna. Questa circostanza specifica dimostrerebbe addirittura una palese difficoltà dell'uomo nel contenere i propri impulsi. Di fronte a una simile constatazione, la domanda che sorge è semplicissima: se il tribunale stesso ritiene concreto e attuale il rischio di una reiterazione, come si può pensare che l'obbligo di andare a firmare dalla polizia sia una misura sufficiente a impedire un nuovo reato?

Esiste tuttavia un problema ancora più serio che tocca direttamente il diritto penale. Per il reato di violenza sessuale, l'articolo 275 comma 3 del codice di procedura penale prevede una presunzione relativa di adeguatezza della custodia cautelare in carcere, fatte salve le ipotesi di minore gravità. Questo significa che il carcere non scatta in modo automatico, ma per applicare una misura cautelare diversa devono sussistere elementi specifici dai quali risulti che tale misura sia idonea a fronteggiare le esigenze cautelari. Si tratta di un principio fondamentale che parte dalla Corte Costituzionale e che viene costantemente ribadito anche all'interno della giurisprudenza della Corte di Cassazione.

All'interno dell'ordinanza del GIP di Torino, questo fondamentale passaggio giuridico è completamente assente. Il Gip non qualifica espressamente il fatto come un episodio di minore gravità, ma al tempo stesso evita di affrontare realmente la presunzione relativa prevista dall'articolo 275. Il magistrato non spiega affatto per quale motivo, nonostante quel concreto pericolo di reiterazione da lui stesso riconosciuto, in questo caso possa bastare il semplice obbligo di firma. Una simile decisione appare davvero ridicola, e la motivazione non può risiedere nel fatto che l'uomo abbia pronunciato la parola "scusa". Di quel "mi dispiace" detto a freddo in un simile contesto non se ne fa niente nessuno.

Per queste ragioni, la Procura di Torino ha impugnato al Tribunale del Riesame il provvedimento con cui il GIP ha disposto l'obbligo di firma senza convalidare il fermo dell'uomo. La precisa ricostruzione dei fatti materialmente accaduti getta ulteriore luce sulla gravità della situazione e sulle scelte del tribunale. Durante l'udienza di convalida dell'arresto, l'uomo ha dichiarato testualmente di aver sbagliato, sottolineando di non aver mai commesso reati in precedenza, di essere alla sua prima volta e di sentirsi molto dispiaciuto per l'accaduto. Il quarantaduenne era stato fermato con la pesantissima accusa di avere costretto una ragazzina di appena tredici anni a subire atti sessuali all'interno del minimarket nel quale lui lavora. Il giudice per le indagini preliminari ha ravvisato nei suoi confronti la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza, evidenziando che il racconto fornito dalla giovanissima vittima è apparso logico e lineare, oltre a essere pienamente avvalorato dalle immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza del locale.

Nonostante questo quadro, il magistrato ha comunque disposto la scarcerazione dell'imputato applicando la sola misura dell'obbligo di firma, giustificando la decisione con lo status di incensurato dell'uomo, con il suo atteggiamento collaborativo e con la presunta "resipiscenza" dimostrata durante l'interrogatorio. Una scelta che si scontra frontalmente con la linea dell'accusa, dato che il pubblico ministero Paolo Cappelli aveva formalmente richiesto l'applicazione della custodia cautelare in carcere. Il cittadino straniero, difeso dall'avvocata Francesca D'Urzo, ha visto valorizzato a suo favore dal Gip il fatto di essersi attivato in prima persona per permettere la visione dei filmati di sicurezza. Proprio da quelle riprese video, tuttavia, emerge il dettaglio inquietante secondo cui l'uomo, pochi minuti prima del fatto, aveva già avvicinato e importunato un'altra cliente del negozio, una donna di circa quaranta anni.

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𝗖𝗢𝗟𝗢𝗚𝗡𝗢 𝗠𝗢𝗡𝗭𝗘𝗦𝗘: 𝗜𝗟 𝗦𝗜𝗡𝗗𝗔𝗖𝗢 𝗭𝗔𝗡𝗘𝗟𝗟𝗜 𝗘𝗟𝗢𝗚𝗜𝗔 𝗜 𝗖𝗖. 𝗣𝗘𝗥 𝗟'𝗜𝗠𝗣𝗘𝗚𝗡𝗢, 𝗟𝗔 𝗣𝗥𝗘𝗦𝗘𝗡𝗭𝗔 𝗘 𝗜 𝗡𝗨𝗠𝗘𝗥𝗢𝗦𝗜 𝗔𝗥𝗥𝗘𝗦𝗧𝗜,𝗘 𝗜𝗡𝗩𝗜𝗧𝗔 𝗟𝗔 𝗖𝗜𝗧𝗧𝗔𝗗𝗜𝗡𝗔𝗡𝗭...
04/09/2026

𝗖𝗢𝗟𝗢𝗚𝗡𝗢 𝗠𝗢𝗡𝗭𝗘𝗦𝗘: 𝗜𝗟 𝗦𝗜𝗡𝗗𝗔𝗖𝗢 𝗭𝗔𝗡𝗘𝗟𝗟𝗜 𝗘𝗟𝗢𝗚𝗜𝗔 𝗜 𝗖𝗖.
𝗣𝗘𝗥 𝗟'𝗜𝗠𝗣𝗘𝗚𝗡𝗢, 𝗟𝗔 𝗣𝗥𝗘𝗦𝗘𝗡𝗭𝗔 𝗘 𝗜 𝗡𝗨𝗠𝗘𝗥𝗢𝗦𝗜 𝗔𝗥𝗥𝗘𝗦𝗧𝗜,
𝗘 𝗜𝗡𝗩𝗜𝗧𝗔 𝗟𝗔 𝗖𝗜𝗧𝗧𝗔𝗗𝗜𝗡𝗔𝗡𝗭𝗔 𝗔 𝗥𝗜𝗩𝗢𝗟𝗚𝗘𝗥𝗦𝗜 𝗔𝗜 𝗠𝗜𝗟𝗜𝗧𝗔𝗥𝗜.

Il Sindaco Stefano Zanelli e l’Amministrazione comunale di Cologno Monzese esprimono con profonda gratitudine il proprio solenne ed entusiasta elogio all’Arma dei Carabinieri, celebrando lo straordinario spirito di servizio, la totale disponibilità e l'impeccabile tempestività che contraddistinguono ogni loro intervento a tutela della sicurezza pubblica. I militari della Tenenza locale, al comando del Tenente Antonio Prete, hanno dispiegato un'imponente attività di prevenzione con maxi controlli a tappeto in tutte le zone di competenza, presidiando con rigore ogni quartiere per sradicare sul nascere qualsiasi forma di criminalità. Anche gli articoli de L'Audace hanno più volte evidenziato l'impegno e la determinazione dei Militari tutti della Tenenza di Cologno Monzese, e questo più che meritato riconoscimento ufficiale da parte dell'Amministrazione Comunale ne conclama l'operato e lo sforzo.

Questa dimostrazione di forza e vicinanza dell'Arma alla comunità Colognese segue i recenti e importanti successi investigativi che hanno permesso, tra l'altro, di sgominare una baby-gang assicurando alla giustizia i presunti responsabili di gravi reati con l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per due giovani disoccupati di origini egiziane, indagati per una rapina aggravata ai danni di un minorenne lo scorso 29 maggio vicino alla metropolitana di Cologno Sud. E' degli ultimi giorni anche l'arresto di tre cittadini peruviani con precedenti di polizia, ritenuti responsabili di due rapine commesse ai danni di altrettante donne. Le indagini, condotte anche attraverso l’analisi delle immagini del sistema di videosorveglianza comunale, hanno contribuito in modo decisivo a ricostruire gli spostamenti dei malviventi e a consentirne la rapida individuazione.

«A nome dell’Amministrazione comunale – dichiara il Sindaco Stefano Zanelli – esprimo il più profondo e sentito elogio all'Arma per la straordinaria prontezza e l'incessante presenza sul territorio. La cooperazione sinergica e l'uso intelligente delle tecnologie di videosorveglianza sono stati elementi fondamentali per contrastare la criminalità e risolvere questi gravi episodi».

Proprio alla luce di questi straordinari risultati e della rassicurante e tempestiva operatività garantita dai militari sul campo, il Sindaco ha voluto lanciare un appello di fondamentale importanza alla cittadinanza, ponendolo come pilastro imprescindibile per la difesa del territorio. Il primo cittadino infatti esorta e invita l'intera comunità, con assoluta fermezza, a collaborare attivamente con le forze dell'ordine e a rivolgersi con totale fiducia ai Carabinieri per qualsiasi tipo di motivo, sospetto, dubbio o minima necessità, o anche solo per un semplice consiglio. Secondo il Sindaco, la segnalazione immediata da parte della popolazione, unita alla fulminea disponibilità dimostrata quotidianamente dalla Tenenza locale, costituisce lo strumento più potente per garantire una totale legalità e una duratura serenità a ogni singolo cittadino.

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𝗠𝗔𝗫𝗜 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗢𝗟𝗟𝗜 𝗦𝗨𝗟 𝗧𝗘𝗥𝗥𝗜𝗧𝗢𝗥𝗜𝗢 𝗖𝗢𝗟𝗢𝗚𝗡𝗢-𝗦𝗘𝗦𝗧𝗢 𝗦.𝗚.: 𝗜 𝗖𝗔𝗥𝗔𝗕𝗜𝗡𝗜𝗘𝗥𝗜 𝗔𝗥𝗥𝗘𝗦𝗧𝗔𝗡𝗢 𝗧𝗥𝗘 𝗥𝗔𝗣𝗜𝗡𝗔𝗧𝗢𝗥𝗜 𝗣𝗘𝗥𝗨𝗩𝗜𝗔𝗡𝗜In questo periodo esti...
03/09/2026

𝗠𝗔𝗫𝗜 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗢𝗟𝗟𝗜 𝗦𝗨𝗟 𝗧𝗘𝗥𝗥𝗜𝗧𝗢𝗥𝗜𝗢 𝗖𝗢𝗟𝗢𝗚𝗡𝗢-𝗦𝗘𝗦𝗧𝗢 𝗦.𝗚.:
𝗜 𝗖𝗔𝗥𝗔𝗕𝗜𝗡𝗜𝗘𝗥𝗜 𝗔𝗥𝗥𝗘𝗦𝗧𝗔𝗡𝗢 𝗧𝗥𝗘 𝗥𝗔𝗣𝗜𝗡𝗔𝗧𝗢𝗥𝗜 𝗣𝗘𝗥𝗨𝗩𝗜𝗔𝗡𝗜

In questo periodo estivo le forze dell'ordine hanno intensificato la loro presenza sul territorio attraverso una serie di maxi controlli a tappeto mirati a prevenire i crimini e a garantire la sicurezza pubblica in tutte le zone di competenza. Proprio grazie a questo imponente dispositivo di vigilanza e alla costante disponibilità dei militari, l'Arma ha dimostrato una straordinaria tempestività nel contrastare i reati predatori che colpiscono le fasce più vulnerabili della popolazione, assicurando una risposta immediata e risolutiva a tutela dei cittadini.

Nel corso del pomeriggio del 29 agosto 2026, questo sforzo sinergico ha portato all'arresto di tre cittadini peruviani di 23, 35 e 49 anni, tutti già noti alle forze dell'ordine per precedenti di polizia. L'operazione è stata condotta dai militari della Compagnia di Sesto San Giovanni, supportati attivamente dal personale della Compagnia di Monza. I tre individui sono ritenuti responsabili di due rapine consumate nella stessa mattinata ai danni di due donne, perpetrate utilizzando la medesima modalità operativa a bordo di un'autovettura.

Le indagini, prontamente avviate dai Carabinieri della Tenenza di Cologno Monzese, hanno permesso di ricostruire nel dettaglio la sequenza cronologica dei colpi. Il primo episodio si è consumato intorno alle ore 9:15 a Cologno Monzese, precisamente in via Dall’Acqua, dove una donna residente di 60 anni è stata avvicinata dai malviventi e privata con la forza di due collanine in oro. Non contenti, i tre individui si sono spostati nel capoluogo brianzolo dove, intorno alle ore 11:20 in viale Stucchi a Monza, hanno aggredito una donna di 68 anni, strappandole violentemente dal collo altre due collane in oro.

La tempestività dei Carabinieri della Tenenza di Cologno Monzese ha fatto la differenza. Attraverso la meticolosa analisi delle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza comunali, i militari sono riusciti a individuare la targa e il modello del veicolo utilizzato dai fuggitivi. La centrale operativa ha diramato le ricerche a tutti i Comandi dell’Arma della zona, attivando una rete di pattugliamenti che ha stretto il cerchio attorno ai presunti autori in pochissimi minuti.

La prontezza operativa dei militari ha trovato il suo culmine quando un equipaggio della Stazione Carabinieri di Brugherio ha intercettato e bloccato l'autovettura sospetta. Durante le concitate fasi del fermo, i tre malviventi hanno tentato di disfarsi della refurtiva lanciandola durante la fuga, ma i Carabinieri sono riusciti a recuperare i preziosi rubati. I gioielli in oro sono stati riconsegnati alle legittime proprietarie, restituendo loro serenità dopo la traumatica esperienza.

L'autorità giudiziaria ha successivamente convalidato gli arresti eseguiti dai militari. Al termine delle formalità di rito, il giudice ha disposto la misura della custodia cautelare in carcere per due degli indagati, mentre per il terzo componente della banda è stata applicata la misura restrittiva dell’obbligo di dimora, definendo così l'esito di un intervento esemplare nato dall'incessante controllo del territorio estivo.

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𝗖𝗢𝗥𝗧𝗢𝗖𝗜𝗥𝗖𝗨𝗜𝗧𝗢 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗚𝗜𝗨𝗦𝗧𝗜𝗭𝗜𝗔: 𝗜 𝗦𝗜𝗟𝗘𝗡𝗭𝗜 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗦𝗜𝗡𝗜𝗦𝗧𝗥𝗔𝗘 𝗜𝗟 𝗦𝗢𝗦𝗣𝗘𝗧𝗧𝗢 𝗗𝗜 𝗨𝗡 "𝗣𝗥𝗢𝗧𝗢𝗖𝗢𝗟𝗟𝗢 𝗦𝗘𝗚𝗥𝗘𝗧𝗢" 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗘 𝗧𝗢𝗚𝗛𝗘.𝘓'𝘦𝘥𝘪𝘵𝘰𝘳𝘪𝘢𝘭𝘦...
02/09/2026

𝗖𝗢𝗥𝗧𝗢𝗖𝗜𝗥𝗖𝗨𝗜𝗧𝗢 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗚𝗜𝗨𝗦𝗧𝗜𝗭𝗜𝗔: 𝗜 𝗦𝗜𝗟𝗘𝗡𝗭𝗜 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗦𝗜𝗡𝗜𝗦𝗧𝗥𝗔
𝗘 𝗜𝗟 𝗦𝗢𝗦𝗣𝗘𝗧𝗧𝗢 𝗗𝗜 𝗨𝗡 "𝗣𝗥𝗢𝗧𝗢𝗖𝗢𝗟𝗟𝗢 𝗦𝗘𝗚𝗥𝗘𝗧𝗢" 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗘 𝗧𝗢𝗚𝗛𝗘.

𝘓'𝘦𝘥𝘪𝘵𝘰𝘳𝘪𝘢𝘭𝘦 𝘥𝘪 𝘔𝘪𝘳𝘤𝘰 𝘔𝘢𝘨𝘨𝘪

Un uomo accusato di violenza sessuale su una tredicenne è tornato libero dopo due notti. Questa è la notizia che da ieri fa discutere, che indigna, e che obbligatoriamente pone un interrogativo: a quale gioco sta giocando la magistratura? Perché è ovvio che dietro un provvedimento del genere esiste un movente politico, ideologico, un vero e proprio "protocollo" di pensiero non casuale. Così come fa riflettere il caso di Milano, dove le motivazioni della condanna a 9 anni per un pusher che ha ucciso a coltellate un ragazzo di 13 anni rasentano il ridicolo: il giudice ha escluso un'aggravante specifica con una giustificazione assurda, sostenendo che l'aggressore non poteva conoscere la reale età della vittima poiché il minore dimostrava fisicamente più anni e i due non si conoscevano. Una logica inaccettabile, che sembra quasi voler attenuare la gravità di un omicidio basandosi sulle sole apparenze.

E questo ci riporta dritti al caso della ragazzina di Torino: una tredicenne che subisce violenza in un minimarket, la cui Procura impugnerà la scarcerazione del commesso 42enne decisa dal GIP. Il giudice ha riconosciuto i gravi indizi di colpevolezza, ma non ha convalidato il fermo per la mancanza del pericolo di fuga, disponendo la sola misura restrittiva dell'obbligo di firma perchè in fondo è stato "collaborativo" e ha manifestato pentimento. Ma scherziamo? Il caso ha ovviamente assunto l'immediata rilevanza nazionale, provocando reazioni e accese polemiche da parte della politica.

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha reagito disponendo immediatamente l'invio degli ispettori ministeriali presso il Tribunale di Torino per fare piena luce sui passaggi e verificare la correttezza formale delle decisioni assunte dal GIP. Il Premier e tutta la maggioranza hanno espresso reazioni di sdegno, mentre da parte di tutta la sinistra non è arrivato nemmeno un sussurro, nemmeno una contestazione, seppur lieve, sull'orrore di quanto è accaduto a Torino. Niente di niente. Quindi è evidente che ci sia un progetto, una "Costituzione nella Costituzione", un protocollo "fantasma" della magistratura: ma perché? Che senso ha? Cui prodest?

Al di là dell'indignazione, il nodo giuridico solleva interrogativi profondi. Una premessa è d'obbligo: l'ordinanza non è pubblica e ragioniamo sulle ricostruzioni giornalistiche. Ma se i fatti fossero solo quelli emersi, ovvero che il GIP ha liberato l'uomo perché incensurato e collaborativo, il provvedimento risulterebbe fragilissimo. Il punto è che per la violenza sessuale il Codice prevede una precisa "presunzione di adeguatezza del carcere". Il legislatore ha stabilito che la misura standard deve essere la cella. È vero che la Corte Costituzionale ha eliminato gli automatismi rigidi per valutare i singoli casi, ma l'eccezione non può cancellare la regola. Per scavalcare la gravità del reato ed evitare il carcere servono elementi specifici e motivazioni granitiche, non argomenti di circostanza. Fortunatamente però questa decisione non è definitiva: la Procura ha già impugnato il provvedimento davanti al Tribunale del Riesame, l'organo che dovrà rimediare a una motivazione che appare palesemente debole e inadeguata.

Ma cosa sta succedendo in Italia? Le forze dell'ordine arrestano persone violente, rapinatori, truffatori, molestatori e stupratori, e i giudici non convalidano gli arresti nella stragrande maggioranza dei casi. Chi ruba, aggredisce e delinque comincia a capire che può quasi sempre farla franca, specialmente se rientra nelle fila di clandestini, irregolari, o di recidivi e pregiudicati. Ma come può essere? Non è un caso isolato, o due: è diventata la moltitudine. Perché accade? E soprattutto, che senso ha una cosa del genere?

Di fronte a questo cortocircuito le spiegazioni possibili si dividono sostanzialmente su tre fronti. Da un lato vi è la chiara percezione di un'impostazione ideologica e culturale di stampo "buonista" da parte di una fetta della magistratura, più orientata alla tutela del reo e alle attenuanti sociali che alla reale difesa della vittima, specialmente quando si tratta di soggetti marginalizzati o irregolari. Dall'altro lato, esiste una motivazione puramente tecnica e strutturale legata al collasso cronico del nostro sistema carcerario, che spinge molti giudici a usare le misure alternative come valvola di sfogo per evitare il sovraffollamento delle celle. Infine, non si può escludere uno scontro di potere puramente istituzionale, dove la magistratura rivendica la propria totale autonomia contro le riforme del governo, applicando in modo ultra-rigoroso i cavilli per dimostrare di non piegarsi alla politica. Qualunque sia la miscela di questi fattori, il risultato finale resta drammatico: una percezione di impunità diffusa che demolisce il patto di fiducia tra lo Stato e i cittadini, trasformando la giustizia in un labirinto burocratico totalmente scollato dalla realtà.

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02/09/2026

𝗖𝗢𝗟𝗢𝗚𝗡𝗢 𝗠𝗢𝗡𝗭𝗘𝗦𝗘: 𝗠𝗔𝗦𝗦𝗜𝗖𝗖𝗜𝗔 𝗢𝗙𝗙𝗘𝗡𝗦𝗜𝗩𝗔 𝗗𝗘𝗜 𝗖𝗖.
𝗜𝗡 𝗠𝗔𝗡𝗘𝗧𝗧𝗘 𝗜 𝗥𝗔𝗣𝗜𝗡𝗔𝗧𝗢𝗥𝗜 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗠𝗘𝗧𝗥𝗢𝗣𝗢𝗟𝗜𝗧𝗔𝗡𝗔.
𝗦𝗚𝗢𝗠𝗜𝗡𝗔𝗧𝗔 𝗕𝗔𝗕𝗬-𝗚𝗔𝗡𝗚 𝗖𝗛𝗘 𝗖𝗢𝗟𝗣𝗜𝗩𝗔 𝗖𝗢𝗡 𝗠𝗔𝗖𝗛𝗘𝗧𝗘

La costante e capillare presenza sul territorio degli uomini dell'Arma continua a garantire risposte immediate e concrete per la sicurezza dei cittadini, grazie a una straordinaria tempestività d'intervento e a una totale disponibilità nel contrasto a ogni forma di criminalità. In quest'ottica di prevenzione e controllo a tappeto in tutte le zone di competenza, i Carabinieri della Tenenza di Cologno Monzese hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa su richiesta della Procura della Repubblica di Monza, nei confronti di due giovani di origini egiziane, rispettivamente di 19 e 18 anni, entrambi disoccupati e già ben noti alle forze dell'ordine per precedenti specifici.

Il provvedimento restrittivo è il risultato diretto di una mirata e rapida attività d'indagine condotta dai militari e coordinata dalla magistratura monzese, avviata subito dopo una violenta rapina aggravata consumata nel pomeriggio del 29 maggio 2026 nei pressi della stazione della metropolitana di Cologno Sud. In quell'occasione, la vittima, un ragazzo minorenne che si trovava in compagnia di alcuni coetanei, era stata puntata da un gruppo composto da sei o sette giovani, alcuni dei quali si muovevano a bordo di monopattini elettrici. Con la classica scusa di chiedere una sigaretta, la baby gang ha rapidamente dato il via a un'aggressione brutale, colpendo i presenti con schiaffi e spinte violente.

Nel corso del raid, uno dei malviventi, arrivato sul posto in monopattino insieme a una ragazza, ha improvvisamente estratto un lungo coltello che la giovane vittima ha poi descritto agli investigatori come un vero e proprio machete. Davanti alla minaccia dell'arma bianca, il gruppo di adolescenti ha cercato disperatamente di fuggire per mettersi in salvo. Il minorenne, nel tentativo di scavalcare una recinzione, è stato purtroppo raggiunto dai criminali, scaraventato a terra e minacciato di morte se non avesse consegnato tutto il suo denaro e gli oggetti di valore.

Nonostante l'indifesa sottomissione, il ragazzo è stato persino ferito a una gamba con l'arma da taglio, mentre gli aggressori gli strappavano di dosso una collana d’argento, il telefono cellulare, una maglietta e un cappellino firmati da due noti marchi della moda. L'incessante attività di monitoraggio e la reattività dei reparti sul territorio hanno permesso di bloccare i due responsabili pochissimi giorni dopo il grave fatto di sangue. Il 31 maggio 2026, infatti, i due destinatari dell'odierna misura cautelare erano già stati intercettati e arrestati in flagranza dagli equipaggi della Sezione Radiomobile di Sesto San Giovanni nell'ambito di un differente e altrettanto grave episodio di cronaca. Anche in quella seconda circostanza i due viaggiavano a bordo di monopattini, erano nuovamente armati di coltelli e si erano resi responsabili di un tentato scippo, porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere, resistenza e violenza a pubblico ufficiale, violando sistematicamente anche la misura cautelare dell’obbligo di dimora a cui erano già sottoposti.

L'operazione odierna testimonia lo sforzo quotidiano e la reperibilità h24 dei Carabinieri, impegnati in maxi controlli volti a bonificare le aree sensibili e a neutralizzare i soggetti pericolosi prima che possano colpire ancora. I due indagati si trovano ora ristretti all'interno delle celle della Casa Circondariale di Monza, dove restano a immediata disposizione dell’Autorità Giudiziaria per rispondere delle pesanti accuse mosse a loro carico.

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𝗔𝗥𝗥𝗘𝗦𝗧𝗢 𝗔𝗟 𝗖𝗘𝗡𝗧𝗥𝗢 𝗖𝗢𝗠𝗠𝗘𝗥𝗖𝗜𝗔𝗟𝗘 𝗦𝗔𝗥𝗖𝗔 𝗣𝗘𝗥 𝗥𝗔𝗣𝗜𝗡𝗔: 𝗧𝗢𝗥𝗡𝗔 𝗗𝗢𝗣𝗢 𝗟𝗔 𝗙𝗨𝗚𝗔 𝗧𝗘𝗡𝗗𝗔𝗡𝗗𝗢 𝗗𝗜 𝗥𝗨𝗕𝗔𝗥𝗘 𝗔𝗡𝗖𝗢𝗥𝗔.Nel pomeriggio del 30 agost...
02/09/2026

𝗔𝗥𝗥𝗘𝗦𝗧𝗢 𝗔𝗟 𝗖𝗘𝗡𝗧𝗥𝗢 𝗖𝗢𝗠𝗠𝗘𝗥𝗖𝗜𝗔𝗟𝗘 𝗦𝗔𝗥𝗖𝗔 𝗣𝗘𝗥 𝗥𝗔𝗣𝗜𝗡𝗔:
𝗧𝗢𝗥𝗡𝗔 𝗗𝗢𝗣𝗢 𝗟𝗔 𝗙𝗨𝗚𝗔 𝗧𝗘𝗡𝗗𝗔𝗡𝗗𝗢 𝗗𝗜 𝗥𝗨𝗕𝗔𝗥𝗘 𝗔𝗡𝗖𝗢𝗥𝗔.

Nel pomeriggio del 30 agosto 2026, i Carabinieri della Stazione di Sesto San Giovanni hanno tratto in arresto un cittadino egiziano di 25 anni, fino a quel momento incensurato, con l'accusa di rapina. Il giovane è stato inoltre deferito in stato di libertà per il reato di resistenza a pubblico ufficiale, a seguito del comportamento violento assunto durante le successive fasi del controllo e dell'identificazione da parte delle forze dell'ordine.

L'episodio si è verificato all'interno di un esercizio commerciale situato nel Centro Commerciale Sarca. Il venticinquenne si era impossessato di alcuni capi di abbigliamento per un valore economico stimato in circa 250 euro. Una volta vistosi scoperto dal personale, nel disperato tentativo di assicurarsi la fuga, il ragazzo ha ingaggiato una colluttazione fisica con un addetto alla vigilanza del negozio, causandogli diverse contusioni e graffi superficiali.

Nonostante la refurtiva gli fosse stata strappata dalle mani e abbandonata sul posto, il giovane è riuscito in un primo momento a dileguarsi e a far perdere le proprie tracce. Tuttavia, a distanza di soli quindici minuti dal primo furto sfociato in rapina, il cittadino egiziano si è ripresentato all'interno dello stesso negozio del complesso commerciale, dove ha asportato nuovamente un indumento, nello specifico una maglietta.

Nel frattempo, allertata da una segnalazione, una pattuglia dei Carabinieri di Sesto San Giovanni è giunta sul posto. I militari hanno immediatamente individuato il venticinquenne che, non appena ha notato la presenza delle divise, ha tentato un secondo e inutile tentativo di fuga a piedi. L'uomo è stato prontamente inseguito, raggiunto e bloccato in sicurezza dalla pattuglia.

Anche durante le successive operazioni ambientali di identificazione e di controllo, il ragazzo ha continuato a opporre una forte resistenza fisica, dimenandosi con forza nel tentativo di sottrarsi all'azione dei militari dell'Arma. L'arresto è stato successivamente convalidato dall'Autorità Giudiziaria competente, la quale ha applicato nei confronti dell'indagato la misura cautelare del divieto di dimora nelle province di Milano e di Monza e della Brianza.

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𝗦𝗘𝗦𝗧𝗢 𝗦𝗔𝗡 𝗚𝗜𝗢𝗩𝗔𝗡𝗡𝗜: 𝗥𝗔𝗙𝗙𝗢𝗥𝗭𝗔𝗧𝗔 𝗘 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗜𝗡𝗨𝗔𝗟'𝗔𝗧𝗧𝗜𝗩𝗜𝗧𝗔' 𝗗𝗜 𝗣𝗥𝗘𝗩𝗘𝗡𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗘 𝗦𝗜𝗖𝗨𝗥𝗘𝗭𝗭𝗔 𝗗𝗘𝗜 𝗖𝗖.L'Arma dei Carabinieri di Sesto S...
31/08/2026

𝗦𝗘𝗦𝗧𝗢 𝗦𝗔𝗡 𝗚𝗜𝗢𝗩𝗔𝗡𝗡𝗜: 𝗥𝗔𝗙𝗙𝗢𝗥𝗭𝗔𝗧𝗔 𝗘 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗜𝗡𝗨𝗔
𝗟'𝗔𝗧𝗧𝗜𝗩𝗜𝗧𝗔' 𝗗𝗜 𝗣𝗥𝗘𝗩𝗘𝗡𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗘 𝗦𝗜𝗖𝗨𝗥𝗘𝗭𝗭𝗔 𝗗𝗘𝗜 𝗖𝗖.

L'Arma dei Carabinieri di Sesto San Giovanni (Mi) prosegue senza sosta la propria attività di monitoraggio e vigilanza sul territorio, intensificando in modo massiccio le operazioni di prevenzione dei reati in tutte le aree di propria competenza. L'obiettivo primario di questo dispiegamento straordinario di forze è garantire la massima sicurezza pubblica, anticipare ogni potenziale condotta illecita e offrire un presidio costante per la tutela dei cittadini. I militari dimostrano in ogni occasione una straordinaria tempestività di intervento e una totale disponibilità a rispondere prontamente alle esigenze della popolazione, pattugliando in modo capillare sia le zone residenziali sia i punti nevralgici della movida e dell'aggregazione urbana.

Proprio all'interno di questo vasto e strutturato piano di perlustrazione territoriale, focalizzato sulle aree a più alta densità di frequentazione nelle ore pomeridiane, serali e notturne, si inserisce l'operazione portata a termine nel territorio del comune di Sesto San Giovanni, con un'attenzione specifica focalizzata attorno al comparto di Sesto Rondò. Nel pomeriggio del 28 agosto 2026, l'azione coordinata dei militari appartenenti alla Sezione Radiomobile della locale Compagnia ha permesso di intercettare una situazione sospetta durante un controllo mirato eseguito in via Marconi.

La rapidità esecutiva e l'accuratezza operativa dei Carabinieri hanno spinto gli operanti ad approfondire gli accertamenti, estendendo l'attività investigativa direttamente al domicilio di un giovane del posto. La successiva perquisizione domiciliare ha consentito di scoprire e sequestrare un quantitativo di sostanza stupefacente. Nello specifico, nascosto nei pressi del letto occupato dal ragazzo, si trovava uno zaino all'interno del quale erano stati occultati complessivamente circa 65 grammi di hashish.

L'operazione si è conclusa con il deferimento in stato di libertà all'Autorità Giudiziaria di un cittadino di nazionalità egiziana di 21 anni, ritenuto pienamente responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. La brillante conclusione dell'attività ribadisce l'efficienza dei controlli straordinari messi in atto dalle forze dell'ordine, pronti a mantenere altissimo il livello di attenzione contro la criminalità attraverso una presenza tangibile, reattiva e costantemente vicina alla comunità locale.

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𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗢𝗟𝗟𝗜 𝗔𝗡𝗧𝗜𝗗𝗥𝗢𝗚𝗔 𝗡𝗘𝗟 𝗣𝗔𝗥𝗖𝗢 𝗗𝗜 𝗩𝗜𝗠𝗢𝗗𝗥𝗢𝗡𝗘:𝗖𝗔𝗥𝗔𝗕𝗜𝗡𝗜𝗘𝗥𝗜 𝗔𝗥𝗥𝗘𝗦𝗧𝗔𝗡𝗢 𝗗𝗨𝗘 𝗚𝗜𝗢𝗩𝗔𝗡𝗜 𝗦𝗣𝗔𝗖𝗖𝗜𝗔𝗧𝗢𝗥𝗜Durante la notte di sabato 29 ag...
31/08/2026

𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗢𝗟𝗟𝗜 𝗔𝗡𝗧𝗜𝗗𝗥𝗢𝗚𝗔 𝗡𝗘𝗟 𝗣𝗔𝗥𝗖𝗢 𝗗𝗜 𝗩𝗜𝗠𝗢𝗗𝗥𝗢𝗡𝗘:
𝗖𝗔𝗥𝗔𝗕𝗜𝗡𝗜𝗘𝗥𝗜 𝗔𝗥𝗥𝗘𝗦𝗧𝗔𝗡𝗢 𝗗𝗨𝗘 𝗚𝗜𝗢𝗩𝗔𝗡𝗜 𝗦𝗣𝗔𝗖𝗖𝗜𝗔𝗧𝗢𝗥𝗜

Durante la notte di sabato 29 agosto, i militari dell'Arma della Stazione dei Carabinieri di Vimodrone hanno fermato due giovani italiani, rispettivamente di 21 e 24 anni, sorpresi all'interno del parco di via Carlo Porta in possesso di sostanze stupefacenti destinate allo spaccio. Questo mirato intervento si inserisce nel quadro delle intense attività di vigilanza che le forze dell'ordine stanno conducendo senza sosta nell'area per contrastare l'illegalità e garantire una maggiore sicurezza ai residenti della zona.

L'operazione è scattata quando una pattuglia impegnata nei consueti controlli preventivi ha notato la presenza sospetta dei due ragazzi nel parco cittadino. La perquisizione immediata ha permesso di rinvenire addosso al ventiquattrenne 46,40 grammi di hashish, mentre il complice di ventun anni nascondeva 7,47 grammi della stessa sostanza e una somma in contanti pari a 420 euro, considerata il probabile provento dell'attività illecita. L'attenzione e la tempestività dei militari hanno spinto il controllo ben oltre il perimetro del parco, estendendo subito le verifiche alle abitazioni dei due indagati per completare il quadro probatorio.Le perquisizioni domiciliari hanno svelato la reale entità della droga detenuta dai ragazzi.

Presso la dimora del ventiquattrenne, i Carabinieri hanno sequestrato altri due panetti di hashish rispettivamente da 49,38 e 48,72 grammi, insieme a ulteriori 32,31 grammi di ma*****na pronta per il consumo. Nell'appartamento del ventunenne è stato invece individuato e requisito un bilancino di precisione, strumento utilizzato per la pesatura e la successiva ripartizione delle dosi da immettere sul mercato locale.L'intera vicenda si è conclusa davanti all'autorità giudiziaria, che ha provveduto alla convalida formale degli arresti eseguiti dagli operatori.

Per uno dei giovani è stata inoltre disposta la misura cautelare dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. L'esito di questa attività ribadisce l'importanza cruciale dei controlli notturni svolti dai Carabinieri, la cui presenza costante sul territorio rimane il principale baluardo per prevenire i reati e contrastare capillarmente lo smercio di sostanze illecite nei luoghi di aggregazione.

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𝗠𝗔𝗫𝗜 𝗕𝗟𝗜𝗧𝗭 𝗗𝗘𝗜 𝗖𝗖 𝗗𝗜 𝗦𝗘𝗦𝗧𝗢 𝗦𝗔𝗡 𝗚𝗜𝗢𝗩𝗔𝗡𝗡𝗜: 𝗧𝗥𝗘 𝗔𝗥𝗥𝗘𝗦𝗧𝗜, 𝗨𝗡𝗔 𝗗𝗘𝗡𝗨𝗡𝗖𝗜𝗔, 𝗘 𝗖𝗜𝗡𝗤𝗨𝗔𝗡𝗧𝗔𝗦𝗘𝗜 𝗣𝗘𝗥𝗦𝗢𝗡𝗘 𝗜𝗗𝗘𝗡𝗧𝗜𝗙𝗜𝗖𝗔𝗧𝗘.Nella serata di ...
26/08/2026

𝗠𝗔𝗫𝗜 𝗕𝗟𝗜𝗧𝗭 𝗗𝗘𝗜 𝗖𝗖 𝗗𝗜 𝗦𝗘𝗦𝗧𝗢 𝗦𝗔𝗡 𝗚𝗜𝗢𝗩𝗔𝗡𝗡𝗜: 𝗧𝗥𝗘 𝗔𝗥𝗥𝗘𝗦𝗧𝗜,
𝗨𝗡𝗔 𝗗𝗘𝗡𝗨𝗡𝗖𝗜𝗔, 𝗘 𝗖𝗜𝗡𝗤𝗨𝗔𝗡𝗧𝗔𝗦𝗘𝗜 𝗣𝗘𝗥𝗦𝗢𝗡𝗘 𝗜𝗗𝗘𝗡𝗧𝗜𝗙𝗜𝗖𝗔𝗧𝗘.

Nella serata di sabato 22 agosto 2026, a Sesto San Giovanni, è stato effettuato un servizio coordinato straordinario di prevenzione e controllo del territorio, finalizzato a rafforzare la presenza delle Forze dell’Ordine e contrastare fenomeni di criminalità. Al dispositivo hanno preso parte complessivamente circa 40 militari, appartenenti alla locale Stazione dei Carabinieri, al Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia, alle Stazioni di Bresso e Cusano Milanino ed al 3° Reggimento Carabinieri “Lombardia”.

La straordinaria tempestività e la costante disponibilità dell'Arma hanno garantito un controllo a tappeto su tutto il territorio, con particolare attenzione alle aree maggiormente frequentate nelle ore serali per prevenire la commissione di reati. In piazza Falcone e Borsellino, la prontezza e la rapidità d'intervento dei Carabinieri hanno permesso di procedere all’arresto di tre persone.

In particolare, due cittadini egiziani, di 23 e 28 anni, sono stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Alla vista dei militari, presenti sul posto sia in uniforme che in abiti civili, i due hanno tentato di occultare della sostanza stupefacente, verosimilmente hashish, per un quantitativo complessivo di circa 59 grammi. La droga è stata rinvenuta in parte all’interno di alcuni sacchetti e, nel caso del 28enne, anche occultata sapientemente nel monopattino, oltre a denaro contante.

Nel corso delle operazioni, il 23enne ha inoltre opposto resistenza ai militari, spintonandoli e rendendo necessario l'immediato intervento di contenimento; per lui l’arresto è scattato pertanto anche per resistenza a Pubblico Ufficiale. Il terzo arresto, sempre in piazza Falcone e Borsellino, ha riguardato un 25enne di nazionalità egiziana, trovato in possesso di un coltello con lama di 9,5 centimetri occultato all’interno di una coperta utilizzata per dormire nel parco.

L’efficace attività di prevenzione nell’area del parco Falcone e Borsellino aveva già consentito ai Carabinieri, nei giorni precedenti, di rinvenire e sottoporre a sequestro, a carico di ignoti, tre involucri contenenti sostanza stupefacente del tipo hashish, per un peso complessivo di circa 150 grammi, unitamente ad un taglierino verosimilmente utilizzato per il frazionamento della sostanza.

Sempre nell’ambito del servizio svoltosi sabato 22 agosto, in piazza IX Novembre, la costante vigilanza dei Carabinieri ha permesso di intercettare un 24enne di nazionalità egiziana, che è stato deferito in stato di libertà per porto di armi od oggetti atti ad offendere, poiché trovato in possesso di un taglierino occultato all’interno di un borsello. L’attività complessiva dell'Arma ha consentito di identificare 56 persone, 55 delle quali straniere, e di segnalare all’Autorità amministrativa 5 soggetti quali assuntori di sostanze stupefacenti, trovati in possesso di un quantitativo complessivo di oltre 12 grammi di hashish. Gli arresti sono stati convalidati dall’Autorità Giudiziaria, che ha disposto per i tre arrestati l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.

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Indirizzo

Segrate
20133

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