29/05/2026
Lo spazio fisico in cui lavoriamo influenza le nostre performance.
È quello che emerge dalle osservazioni della neuroestetica, la disciplina che studia come cambia l’attività cerebrale quando siamo esposti a determinate forme, colori e texture.
Per anni è stata applicata quasi esclusivamente al mondo dell’arte, ma negli ultimi tempi sta entrando anche nelle discussioni che riguardano il lavoro, perché si è capito che lo spazio e l’ambiente influiscono tantissimo sulla produttività e sulla qualità del risultato.
Quello che è venuto fuori, in particolare, è che alcuni elementi dello spazio incidono in maniera significativa sui nostri processi cognitivi. La luce naturale, la presenza di piante, il rumore di fondo e perfino la disposizione degli oggetti: sono piccole cose che, tutte insieme, aumentano l’attenzione e la concentrazione di chi lavora in quello spazio.
La buona notizia è che questi aspetti si possono migliorare in modo relativamente semplice e senza investimenti importanti, per esempio spostando la scrivania per ricevere più luce naturale o tenendo fuori dalla vista tutto quello che non serve nelle ore successive. Sono cose che possono sicuramente aiutarci a essere più presenti e rilassati.
Ma attenzione, perché lo spazio di lavoro non è solo quello fisico!
C’è anche quello digitale, in cui passiamo la maggior parte del tempo, e merita la stessa cura che avremmo per l’ufficio o per la postazione di smart working.
Le accortezze da avere sono simili: tenere ordinato il desktop, ridurre le distrazioni visive, chiudere le tab aperte quando non servono più, dedicare momenti specifici alla lettura di email e messaggi.
Detto questo, la neuroestetica aiuta a migliorare la qualità del lavoro, ma non è la conditio sine qua non. Alla base deve sempre esserci la padronanza del mestiere, perché senza di quella tutte le regole di cui abbiamo parlato rimangono delle semplici scelte stilistiche, nulla di più.
Quando invece hai delle capacità professionali solide, sei anche in grado di capire come organizzare gli spazi in maniera che siano più funzionali e adatti alle tue esigenze, e puoi permetterti di scegliere se lavorare in un ufficio pieno di piante o nel tuo studio in pigiama, perché saprai capire qual è lo spazio migliore per te.
Perché la neuroestetica ci dà consigli generali e universalmente validi, ma siamo noi a dover capire cosa tenere e cosa ignorare.
E tu, qual è il tuo ambiente di lavoro ideale?