23/06/2026
Un attore cinese di 28 anni che ha recitato in oltre 200 microdrama; adesso coltiva peperoncini sull'altopiano del Qinghai, a 2.000 metri. È stato sostituito dall'intelligenza artificiale in pochi giorni, insieme a centinaia di colleghi, migliaia di comparse, tecnici delle luci, truccatori...
Letta così è la favola perfetta della disoccupazione tecnologica: arriva il software, basta una notte, sparisce un settore intero. Solo che il software, da solo, non spiega tutto.
La prova sta in Occidente: Sora di OpenAI fa più o meno quello che fa Seedance 2.0, eppure qui è rimasto una curiosità e l'hanno chiuso. In Cina lo stesso strumento ha tagliato migliaia di posti. La differenza? Non è la tecnologia ma un ecosistema chiuso in mano a una sola azienda.
L'AI non licenzia da sola, mette solo la manopola a portata di mano; a girarla è sempre qualcuno, e quel qualcuno ha un nome, un bilancio, degli obiettivi trimestrali.
Ne parlo nella nuova puntata di DigitMondo: 100 miliardi di yuan di mercato, il 95% delle serie generate dall'AI in 90 giorni, un finale che ribalta la lettura più ovvia.
Ascolta la puntata https://pod.link/1885150614/episode/MzgxZGI2YTgtYjE2Yi00OGQxLWJmM2UtYmE2MmMxNDQ4NWEw