14/01/2026
Amplifon (-45,1%) guida la classifica, colpita dal peggioramento delle condizioni di mercato in aree chiave e dal taglio delle stime: nel secondo trimestre l’utile operativo è sceso e la società ha ridotto l’obiettivo di crescita dei ricavi 2025 a circa il 3% e il margine atteso a circa il 23%. In autunno, con conti ancora in calo, il gruppo ha confermato la nuova guidance e il piano Fit4Growth per recuperare redditività.
Diasorin (-35,7%) ha sofferto una stagione più volatile per la diagnostica: nei nove mesi i ricavi sono saliti a 900 milioni (+3%, +5% a cambi costanti), ma il terzo trimestre ha risentito anche dell’effetto cambio e la società ha rivisto al ribasso le indicazioni per il 2025 innescando una reazione negativa del mercato.
Nexi (-24,9%) ha alternato segnali di tenuta operativa e pressione sulle valutazioni: a inizio anno ha riportato un EBITDA in crescita e ha avviato buyback, oltre a rifinanziare il debito con un pacchetto da 2,9 miliardi; in autunno però una trimestrale sotto attese e toni più cauti sui margini hanno pesato sul titolo, che ha poi trovato supporto anche sulle notizie di interesse per alcuni asset.
Ferrari (-22,6%) è stata penalizzata nonostante risultati solidi e fiducia sulla guidance: nel secondo trimestre i ricavi sono cresciuti e i margini sono rimasti elevati, mentre in ottobre la guidance 2025 è stata rivista al rialzo. A pesare è stata soprattutto la correzione seguita al Capital Markets Day, con target di lungo periodo giudicati prudenti da parte del mercato, nel pieno della transizione verso l’elettrico.
Stellantis (-20,8%) ha chiuso un anno difficile per l’auto: primo semestre in perdita, cash burn e impatto dei dazi, con una ripresa attesa solo graduale nella seconda parte dell’anno. In Italia, inoltre, la produzione 2025 è scesa a un minimo pluridecennale in un contesto di domanda europea debole e lanci modello rinviati.
Fonti: comunicati e presentazioni Investor Relations; Reuters; Borse.it.