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Non solo rock 🤘🏻a cura di Cristiano ArdauBuon compleanno a Patty Pravo, nata Nicoletta Strambelli a Venezia il 9 aprile ...
09/04/2026

Non solo rock 🤘🏻
a cura di Cristiano Ardau

Buon compleanno a Patty Pravo, nata Nicoletta Strambelli a Venezia il 9 aprile del 1948.
Conosciuta anche come “la ragazza del Piper”, è una delle cantanti italiane più iconiche, affermatasi anche a livello internazionale.

Nata in una famiglia di modeste condizioni economiche, andò a vivere con la nonna in un ambiente colto e stimolante, iniziando fin da piccola a studiare pianoforte.
A soli 15 anni si trasferì a Roma, cominciando a frequentare il celebre Piper Club, luogo simbolo della dolce vita e del beat italiano.
È proprio lì che venne scoperta e lanciata come voce femminile del nuovo pop italiano.
Così nacque Patty Pravo, personaggio costruito con eleganza, provocazione e spirito trasgressivo.

Tra i suoi brani più celebri: La bambola, Pazza idea, Pensiero stupendo, Ragazzo triste, Se perdo te, Col tempo, I giardini di Kensington (Walk on the Wild Side), Miss Italia, Il vento e le rose e Cieli immensi.

Patty Pravo è sempre stata un’artista fuori dagli schemi, profondamente anticonformista.
Ha vissuto tra Italia, Parigi, Londra e Stati Uniti, frequentando sia i grandi salotti artistici sia i circuiti underground, tra cui quello di Andy Warhol.

Ha collaborato con autori del calibro di Lucio Battisti, Vasco Rossi, Franco Battiato, Paolo Conte e Ivano Fossati, sperimentando generi musicali diversi, dal rock all’elettronica fino alla musica d’avanguardia.

La sua voce calda e inconfondibile, il look istrionico e camaleontico, e una vita sentimentale intensa e movimentata, tra matrimoni, amori celebri e segreti, l’hanno resa un mito assoluto del costume italiano.

Non solo rock 🤘🏻a cura di Cristiano ArdauL’8 aprile del 1991, esce Blue Lines dei Massive Attack, il primo album trip ho...
08/04/2026

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a cura di Cristiano Ardau

L’8 aprile del 1991, esce Blue Lines dei Massive Attack, il primo album trip hop, non soltanto un album ma un punto di origine.
Un momento preciso in cui la musica cambia direzione in un genere musicale nuovo senza chiedere il permesso.

Nati a Bristol i Massive Attack con Robert Del Naja, Grant Marshall e Andrew Vowles, costruiscono un linguaggio nuovo, che fonde hip hop, dub, soul e elettronica in una trama lenta, profonda, quasi cinematografica.
È la nascita di quello che verrà poi definito il bristol sound, che qui suona ancora come qualcosa di indefinito, libero e fluido.

L’album si apre con Safe from Harm, manifesto sonoro di un’estetica notturna, fatta di bassi avvolgenti e voci sospese.
Poi arriva Unfinished Sympathy, uno dei brani più iconici degli anni ’90 con archi maestosi, ritmo minimale e una tensione emotiva che sembra non trovare mai una vera risoluzione.

In Daydreaming e Blue Lines si percepisce tutta l’eredità hip hop, ma filtrata da una sensibilità europea, colta e intellettuale.

Con questo album, i Massive Attack ridefiniscono il concetto stesso di produzione musicale: il suono diventa ambiente, atmosfera e racconto.
Non più solo canzoni ma scenari.

Blue Lines resta un’opera fondativa.
Non solo per il genere che ha contribuito a creare, ma per l’idea di musica che propone: contaminata, emotiva e sempre profondamente contemporanea.

Un disco che dopo 35 anni non appartiene solo ad un’epoca ma l’attraversata.

Non solo rock 🤘🏻a cura di Cristiano ArdauNato il 20 febbraio del 1967 ad Aberdeen, Cobain cresce in una realtà periferic...
05/04/2026

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a cura di Cristiano Ardau

Nato il 20 febbraio del 1967 ad Aberdeen, Cobain cresce in una realtà periferica, grigia, lontana dai riflettori. Un’infanzia segnata dalla separazione dei genitori, vissuta come una frattura insanabile. È lì che nasce quella sensibilità fragile e tormentata che diventerà la cifra della sua arte.

Con i Nirvana, insieme al bassista Krist Novoselic e poi al batterista Dave Grohl, dà vita a qualcosa che va oltre una band: un linguaggio universale.
Il grunge non è solo un genere, è uno stato d’animo e di vita. È rabbia compressa, disagio sociale e rifiuto delle convenzioni.

Nel 1991 arriva Nevermind.
Un’esplosione.
Smells Like Teen Spirit diventa l’inno di una generazione che non si riconosce in nulla, se non in quel suono sporco, diretto e necessario.

Cobain scrive come vive senza filtri.
Nei suoi testi convivono dolore, alienazione, ironia e una disperata ricerca di autenticità.
Rifiuta il ruolo di icona, combatte il successo mentre ne viene travolto. Più cresce il mito, più lui si ritrae e diventa debole.

Dietro la musica, però, c’è un uomo fragile. La dipendenza dall’eroina, il rapporto complesso con la fama, la pressione mediatica, una sensibilità estrema che il mondo non sempre sa accogliere.

Il 5 aprile del 1994, a Seattle, si suicida spegnendosi a soli 27 anni. Entrerà tragicamente nel cosiddetto “Club 27”, insieme a Brian Jones, Jimi Hendrix, Janis Jopli, Jim Morrison e Amy Winehouse.

Kurt Cobain è una leggenda con ancora oggi una voce che graffia, che disturba, che obbliga a guardarsi dentro.

Ha dato forma al disagio di milioni di persone senza mai pretendere di salvarle.
Ha trasformato la vulnerabilità in linguaggio universale, dimostrando che anche la fragilità può fare rumore.

Non solo rock 🤘🏻a cura di Cristiano ArdauRicorre oggi l’anniversario della morte di Layne Staley, scomparso il 5 aprile ...
05/04/2026

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a cura di Cristiano Ardau

Ricorre oggi l’anniversario della morte di Layne Staley, scomparso il 5 aprile del 2002.
Voce leggendaria e frontman degli Alice in Chains, è stato uno dei simboli più autentici del grunge anni ’90, accanto a Nirvana, Pearl Jam, Soundgarden e Stone Temple Pilots.

Nato il 22 agosto del 1967 a Kirkland, celebre per la sua voce intensa, cupa e inconfondibile, capace di muoversi tra toni dolci e malinconici e urla viscerali e potenti.
Il suo stile vocale, spesso intrecciato con quello del chitarrista Jerry Cantrell, ha definito il sound oscuro e melodico degli Alice in Chains.

I testi scritti e interpretati da Layne affrontavano temi come il dolore, l’isolamento, la morte e la dipendenza.
Purtroppo, non erano solo suggestioni artistiche: riflettevano una vita reale segnata da una lunga e devastante lotta contro l’eroina. Un’infanzia difficile, con un padre assente e coinvolto nel mondo delle droghe, che contribuì a costruire quel dolore profondo che emerge nelle sue canzoni e nelle sue esibizioni.

Layne morì il 5 aprile del 2002, lo stesso giorno in cui, otto anni prima, durante su***de of Kurt Cobain, si era spento Kurt Cobain.
Un destino che sembra chiudere simbolicamente un’epoca. Il corpo di Layne fu ritrovato soltanto due settimane dopo il decesso.

La sua scomparsa ha lasciato un vuoto immenso nel mondo della musica, segnato tanto dalla potenza delle sue interpretazioni quanto dalla fragilità della sua esistenza.

Oggi Layne Staley resta una voce immortale del grunge: un artista profondamente autentico, la cui sofferenza ha dato forma a canzoni che continuano a toccare, nel profondo, intere generazioni.

Non solo rock 🤘🏻a cura di Cristiano ArdauIl 5 aprile del 2002 esce Quello Che Non C’è, settimo album degli Afterhours, u...
05/04/2026

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a cura di Cristiano Ardau

Il 5 aprile del 2002 esce Quello Che Non C’è, settimo album degli Afterhours, un disco che segna un punto di svolta nella loro carriera per maturità artistica e intensità emotiva.

L’album coincide anche con l’assenza di Xabier Iriondo, storico chitarrista e coautore della band.
Manuel Agnelli, senza smarrirsi nel nuovo assetto, guida il gruppo verso una direzione sonora più profonda e introspettiva, pur restando fedele alla propria matrice.

Il disco è attraversato da una vena malinconica e intimista, più soffusa e meno aggressiva rispetto ai lavori precedenti.

La title track, Quello Che Non C’è, è uno dei manifesti assoluti della band: scarna, intensa, capace di esplodere in un grido esistenziale sul senso di vuoto, sull’identità e sull’impossibilità di trovare risposte definitive. Un testo che colpisce in più passaggi.

In questo album gli Afterhours mescolano grunge, psichedelia e rock alternativo, intrecciandoli a melodie taglienti e testi che scavano nell’anima.
Agnelli è al massimo della sua ispirazione lirica: i brani sono diretti, poetici, densi di immagini viscerali e inquietudini.

Tra i pezzi più forti: Bye Bye Bombay, La Vedova Bianca, Sulle Labbra, Varanasi Baby e l’incredibile Quello Che Non C’è.

L’album è ancora oggi considerato uno dei lavori più importanti e intensi del rock italiano degli anni Duemila.
Un disco che parla di assenze, smarrimento, trasformazione e disillusione, ma lo fa con una sincerità disarmante e una forza musicale rara.

Non solo rock 🤘🏻a cura di Cristiano ArdauRicorre oggi l’anniversario della scomparsa di Sarah Lois Vaughan, universalmen...
03/04/2026

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a cura di Cristiano Ardau

Ricorre oggi l’anniversario della scomparsa di Sarah Lois Vaughan, universalmente conosciuta come Sarah Vaughan, avvenuta il 3 aprile del 1990.

Nata il 27 marzo del 1924 a Newark, nel New Jersey, è stata una delle più grandi voci del jazz del XX secolo.
Soprannominata Sassy per la sua personalità e The Divine One per la qualità straordinaria della sua voce, ha conquistato due Grammy Awards e inciso oltre quaranta album, lasciando un segno indelebile nella storia della musica.

La sua voce era celebre per un’estensione fuori dal comune, capace di sfiorare le quattro ottave e per un controllo impeccabile del vibrato, elementi che la rendevano unica e immediatamente riconoscibile.

La sua carriera ebbe inizio con la vittoria a un concorso per dilettanti all’Apollo Theater, autentico trampolino di lancio che la portò a collaborare con grandi orchestre, tra cui quella di Earl Hines.

Nel corso della sua straordinaria carriera ha condiviso il palco e lo studio con autentiche leggende del jazz come Dizzy Gillespie, Charlie Parker, Miles Davis, Count Basie, Quincy Jones, Billy Eckstine, Joe Williams, Oscar Peterson, Frank Sinatra ed Ella Fitzgerald.

Sarah Vaughan possedeva una voce straordinaria, potente e versatile, considerata tra le più belle e tecnicamente perfette nella storia del jazz.
Un’artista capace di influenzare intere generazioni di cantanti e di incantare, ancora oggi, ascoltatori e addetti ai lavori.

Non solo rock 🤘🏻a cura di Cristiano ArdauTracy Chapman nasce a Cleveland, Ohio, il 30 marzo del 1964. Cresciuta in un co...
30/03/2026

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a cura di Cristiano Ardau

Tracy Chapman nasce a Cleveland, Ohio, il 30 marzo del 1964. Cresciuta in un contesto semplice, segnata fin da giovane da una forte sensibilità sociale, imbraccia la chitarra da bambina e inizia a scrivere canzoni che raccontano il mondo con uno sguardo lucido, diretto, mai banale.

La sua voce, intensa e profonda, non ha bisogno di artifici: è essenziale, quasi nuda, ma capace di arrivare dritta al cuore.

Il grande successo arriva nel 1988 con l’album d’esordio Tracy Chapman, un lavoro che unisce folk, rock e soul, diventando subito un manifesto generazionale. Brani come Fast Car e Talkin’ ’bout a Revolution raccontano storie di riscatto, povertà, disuguaglianze e speranza, dando voce a chi spesso non ne ha.

È una musica che non si limita a intrattenere, ma che osserva, denuncia e invita a riflettere.

Negli anni successivi, Tracy Chapman consolida il suo percorso artistico con album come Crossroads e soprattutto New Beginning, che contiene il celebre Give Me One Reason, capace di riportarla al centro della scena internazionale.

La sua è una carriera coerente, lontana dalle logiche dello star system, costruita su autenticità e impegno. Le sue canzoni parlano di diritti civili, dignità, solitudine, amore e giustizia sociale, mantenendo sempre uno stile sobrio, elegante, mai sopra le righe.

Tracy Chapman non è solo una cantautrice: è una narratrice del suo tempo.
Una voce che attraversa le epoche senza perdere forza, capace di trasformare la semplicità in profondità e il silenzio in significato.

Non solo rock 🤘🏻a cura di Cristiano ArdauBuon compleanno a Eric Clapton, all’anagrafe Eric Patrick Clapton, nato a Riple...
30/03/2026

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a cura di Cristiano Ardau

Buon compleanno a Eric Clapton, all’anagrafe Eric Patrick Clapton, nato a Ripley il 30 marzo del 1945.

Chitarrista, cantante e compositore britannico, è considerato uno dei musicisti più influenti nella storia del rock e del blues. Presente stabilmente nelle classifiche dei migliori chitarristi di sempre, ha fatto parte di gruppi leggendari come gli Yardbirds, i Cream e i Derek and the Dominos, con i quali ha contribuito a creare brani iconici, diventati veri e propri classici della musica.

La sua carriera solista è altrettanto straordinaria, con successi intramontabili come Wonderful Tonight e Tears in Heaven. Ha vinto numerosi premi, tra cui 18 Grammy Awards, ed è l’unico artista ad essere stato inserito per ben tre volte nella Rock and Roll Hall of Fame: come solista e come membro degli Yardbirds e dei Cream.

È tra i musicisti più venduti di sempre, con oltre 400 milioni di dischi in tutto il mondo, una produzione vastissima che comprende 22 album in studio, 16 live, 10 colonne sonore e quasi 60 singoli.

Soprannominato “Slowhand” e, per molti, “God”, detiene anche il primato di uno degli album live più venduti di sempre con Unplugged, che ha superato i 25 milioni di copie.

Tra i brani più intensi della sua carriera troviamo Tears in Heaven, una toccante ballata scritta insieme a Will Jennings nel 1992, dedicata al figlio Conor, morto tragicamente a soli 4 anni nel 1991, cadendo accidentalmente dal 53º piano di un palazzo a New York.

Non solo rock 🤘🏻a cura di Cristiano ArdauBuon compleanno a Geethali Norah Jones Shanka in arte Norah Jones nata a New Yo...
30/03/2026

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a cura di Cristiano Ardau

Buon compleanno a Geethali Norah Jones Shanka in arte Norah Jones nata a New York il 30 marzo del Cantautrice e pianista statunitense di fama mondiale, figlia del celebre sitarista indiano Ravi Shankar.

Ha raggiunto la fama internazionale con il suo album di debutto Come Away with Me del 2002, un lavoro che mescola jazz, pop e soul, caratterizzato da melodie dolci e avvolgenti. Il disco ha venduto oltre 25 milioni di copie nel mondo e ha conquistato cinque Grammy Awards, consacrandola tra le voci più eleganti della scena contemporanea.

Nel corso della sua carriera ha pubblicato diversi album di successo, tra cui Feels Like Home nel2004)l, Not Too Late nel 2007 e Day Breaks nel 2016, continuando a esplorare con naturalezza sonorità differenti.

Artista versatile e raffinata, ha collaborato con numerosi protagonisti della musica internazionale, tra cui Ray Charles, i Foo Fighters, Willie Nelson, gli OutKast, Keith Richards e Billie Joe Armstrong dei Green Day.

Non solo rock 🤘🏻a cura di Cristiano ArdauIl 29 marzo del 2013 muore Enzo Janacci, poliedrico artista nato il 3 giugno de...
29/03/2026

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a cura di Cristiano Ardau

Il 29 marzo del 2013 muore Enzo Janacci, poliedrico artista nato il 3 giugno del 1935 a Milano, uno dei personaggi più originali, profondi e difficilmente classificabili della musica italiana e dello spettacolo.

Cantautore, medico, cabarettista e attore: ridurre Jannacci a una sola definizione è impossibile.

La sua arte è un mondo a parte, sospeso tra ironia e malinconia, tra comicità surreale e una straordinaria capacità di raccontare gli ultimi, gli invisibili, quelli che la società spesso dimentica.

Milanese nell’anima e nel linguaggio, Jannacci è stato una delle voci più autentiche della cosiddetta scuola milanese, accanto a figure come Giorgio Gaber e Dario Fo, con cui condivise esperienze artistiche e una visione profondamente umana e sociale della cultura.

La sua formazione, però, è sorprendente: laureato in medicina e chirurgia, specializzato in cardiochirurgia, lavorò anche al fianco del celebre chirurgo Christiaan Barnard.
Una vita divisa tra sala operatoria e palcoscenico, tra bisturi e pianoforte.

Ed è proprio su quel confine che nasce la sua cifra artistica.
Jannacci non canta per intrattenere ma racconta.

Racconta Milano, le periferie, i bar, i matti, i poveri cristi, gli sconfitti, ma lo fa con una leggerezza apparente, che spesso nasconde una profondità disarmante.

Brani come El purtava i scarp del tennis, Vengo anch’io. No, tu no, Ci vuole orecchio, Quelli che… e Ho visto un re sono entrati nell’immaginario collettivo, diventando molto più di semplici canzoni: veri e propri affreschi sociali.

Dietro l’ironia, però, c’è sempre uno sguardo lucido e spesso amaro. Un modo unico di raccontare la fragilità umana senza mai giudicarla.

La sua musica mescola cabaret, jazz, canzone d’autore e teatro, rompendo ogni schema tradizionale e anticipando linguaggi che ancora oggi risultano moderni.

Jannacci è stato un innovatore silenzioso, capace di parlare a tutti senza mai essere banale, di far ridere e pensare nello stesso istante.

Al suo attivo quasi trenta album, innumerevoli apparizioni televisive e cinematografiche, vincitore di quattro targhe e un premi Tenco e una lunga sequela di collaborazioni tra cui Giorgio Gaber, Dario Fo, Cochi e Renato, Mina, Beppe Viola, Paolo Conte, Fabrizio De André, Adriano Celentano, Bruno Lauzi, Paolo Rossi, come con jazzisti dello spessore di Stan Getz, Chet Baker, Franco Cerri e Bud Powell.

Un artista libero, fuori dalle mode, fuori dalle logiche commerciali, ma incredibilmente presente nella memoria collettiva.

Non solo rock 🤘🏻a cura di Cristiano ArdauIl 29 marzo del 1979 uscì Breakfast in America, sesto album in studio dei Super...
29/03/2026

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a cura di Cristiano Ardau

Il 29 marzo del 1979 uscì Breakfast in America, sesto album in studio dei Supertramp.

Con questo lavoro, la band britannica, fondata nel 1970 e scioltasi ufficialmente nel 2015, storicamente guidata da Roger Hodgson e Rick Davies, conquista definitivamente la ribalta internazionale.

L’album rappresenta il culmine del loro successo commerciale, con oltre 20 milioni di copie vendute in tutto il mondo.

È la consacrazione dopo i primi cinque album, che non avevano ancora raggiunto risultati così rilevanti. Breakfast in America si distingue per il suo equilibrio tra pop progressivo, art rock e soft rock, caratterizzato da melodie accattivanti e arrangiamenti raffinati.

La band abbandona in parte le sonorità più complesse e sperimentali degli esordi, puntando su una scrittura più immediata ed efficace.
Nascono così brani iconici come Breakfast in America, The Logical Song, Goodbye Stranger e Take the Long Way Home, diventati hit internazionali, apprezzati per la struttura musicale e i testi profondi e riflessivi.

Oltre al successo commerciale, l’album ottiene anche importanti riconoscimenti, tra cui due Grammy Awards nel 1980.

Breakfast in America è stato talvolta interpretato, in modo riduttivo, come una critica allo stile di vita americano. In realtà, l’album nasce soprattutto dal confronto ironico e creativo tra le visioni di Hodgson e Davies.

Iconica la copertina, un piccolo capolavoro di satira visiva e cultura pop, perfettamente in linea con lo spirito dell’album. Progettata da Mike Doud e fotografata da Aaron Rapoport, raffigura una brillante reinterpretazione dello skyline di New York visto dal finestrino di un aereo, costruito interamente con oggetti tipici di un diner americano.

Al posto della Statua della Libertà compare una cameriera – Libby – che solleva un bicchiere di succo d’arancia come fosse una fiaccola.

Nel tempo non sono mancati riferimenti complottisti legati all’11 settembre: secondo alcune teorie, capovolgendo la copertina, le lettere “U” e “P” del nome del gruppo assumerebbero la forma di un 9 e un 1, posizionati sopra le Torri Gemelle, suggerendo la data dell’attacco (nel formato americano: 9/11).

È un album articolato, un perfetto equilibrio tra accessibilità pop e raffinatezza progressiva, che ha consacrato i Supertramp nell’olimpo della musica rock.

Indirizzo

Zona Industriale Interstate Coras/Moriscau
Sestu
09028

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