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Palermo. Milleottocentonovantotto. Viene nominato un nuovo questore: Ermanno Sangiorgi.Ermanno, di origine romagnola, ha...
26/04/2022

Palermo. Milleottocentonovantotto. Viene nominato un nuovo questore: Ermanno Sangiorgi.
Ermanno, di origine romagnola, ha maturato molta esperienza nelle forze dell’ordine. Quando viene chiamato a Palermo da Luigi Girolamo Pelloux, la mafia sta vivendo una guerra tra cosche ed è in corso un’indagine su alcuni omicidi legati al fondo Laganà.
Il fondo Laganà era un’azienda di agrumi al cui interno la mafia aveva gettato diversi cadaveri. Grazie alla puzza dei corpi in putrefazione, la polizia ha potuto scoprire gli omicidi e avviare le ricerche.
L’indagine in questione, alla quale, come detto, lavora anche Sangiorgi, porta alla luce la presenza di otto cosche mafiose che controllano la zona nord-ovest di Palermo. Si apre un vero e proprio vaso di Pandora.
Un anno dopo, Sangiorgi riesce ad ottenere dichiarazioni da Francesco Siino, il capo della cosca dei Malaspina. Queste informazioni aiutano il questore a unire i puntini e portano alla firma dei primi mandati di cattura.
Il questore scrive 31 resoconti (in totale 486 pagine), tra il novembre 1898 e il febbraio 1900, in cui prova l’esistenza di un sistema mafioso ben organizzato e radicato nel territorio. Il documento viene ricordato come Rapporto Sangiorgi e il destinatario del materiale è il procuratore generale di Palermo Vincenzo Cosenza.
All’interno del rapporto, Sangiorgi svela il modus operandi della mafia e mette a n**o i contatti politici e l’assetto unitario dell’organizzazione. Il documento vuole essere una base solida per il processo che inizia, a seguito degli arresti, nel 1901.
Purtroppo, il processo non ha l’esito sperato e porta alla condanna in primo grado di 32 imputati, per poi finire nel dimenticatoio. Tra le cause del fallimento vi è la ritrattazione di Siino, il quale probabilmente percepisce l’incertezza politica di quel periodo. Sangiorgi, infatti, perde l’appoggio di Pelloux, presidente del Consiglio dell’epoca.
Aldilà dell’esito concreto del processo, il Rapporto Sangiorgi è un documento storico di grande rilevanza, che consente per la prima volta di studiare l’organigramma della mafia, definita finalmente un’organizzazione criminale.
Di: .splendi

La Regione Lazio è una delle prime regioni italiane a dotarsi di una legge a sostegno dell'economia del mare dei fiumi e...
05/04/2022

La Regione Lazio è una delle prime regioni italiane a dotarsi di una legge a sostegno dell'economia del mare dei fiumi e laghi.

La legge n.2 del 24 Febbraio 2022 è stata approvata in Consiglio regionale e prevede interventi per “la promozione della formazione, dell’occupazione e dello sviluppo nei settori della Blue economy”.

L’obiettivo è quello di creare una economia circolare, sostenibile ed innovativa di produzione e consumo che, sinergicamente con l’ecosistema acquatico, miri a valorizzare tutte le attività e le risorse connesse al mare, ai laghi, ai fiumi e alle coste della regione; mira inoltre a formare nuove figure professionali in linea con lo sviluppo del turismo, entrando sempre più in maggiore competizione con le altre regioni.

La legge è composta da 12 articoli complessivi che si pongono come scopo primario quello di andare a valorizzare le figure professionali operanti nel settore turistico, amplificando la sinergia tra il sistema regionale dell’istruzione e quello della formazione professionale con le aziende stesse e gli istituti di ricerca.

La nuova legge punta allo sviluppo del sistema produttivo della Blue economy, favorendo così l’innovazione tecnologica dei settori economici tradizionali e la diffusione, sul territorio regionale, dei settori economici emergenti. Si pone inoltre lo scopo di tutela dell'ambiente degli ambienti marini e dei corsi d'acqua, riducendo le sostanze inquinanti e investendo in progetti innovativi per la trasformazione dei rifiuti, al loro riutilizzo e alla loro reintegrazione nel ciclo produttivo, per salvaguardare e valorizzare la biodiversità degli ecosistemi.
Verrà anche favorita l'implementazione dell'offerta formativa, attivando corsi e programmi di formazione nelle aree interessate al nuovo processo di sviluppo sostenibile, e lo sviluppo del sistema produttivo regionale, intervenendo a sostegno delle attività svolte dalle imprese anche in collaborazione con le università e gli enti di ricerca pubblici e privati nel settore della Blue economy.
Fonte: agi.it

Di

Parlare di donne arabo-musulmane è una delle tematiche più affrontate quando si discute del mondo arabo. Il cosiddetto “...
04/04/2022

Parlare di donne arabo-musulmane è una delle tematiche più affrontate quando si discute del mondo arabo. Il cosiddetto “femminismo islamico” nasce tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, quando i paesi arabo-islamici dell’Africa e dell’Asia diedero inizio alla fase di modernizzazione politica, economica e sociale. Il femminismo islamico è stato considerato, a lungo, dall’Occidente come un ossimoro: dal punto di vista occidentale, si ritiene che le donne musulmane non siano capaci di portare avanti una lotta femminile poiché l’Islam, con i suoi dogmi e le sue limitazioni, non lo consentirebbe. Quest’ultima asserzione spiega come l’universo femminile musulmano venga stereotipato dall’eurocentrismo e dal relativismo culturale al punto tale da essere considerato completamente opposto alla modernità, tanto è vero che le attiviste del mondo musulmano preferiscono il termine “movimento delle donne” piuttosto che “movimento femminista”.

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di Hiba Nairi

Parlare di donne arabo-musulmane è una delle tematiche più affrontate quando si discute del mondo arabo. Il cosiddetto “femminismo islamico” nasce tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecent…

La guerra distrugge edifici, piazze, chiese, siti archeologici, opere d’arte.L’Ucraina possiede sul suo territorio siti ...
31/03/2022

La guerra distrugge edifici, piazze, chiese, siti archeologici, opere d’arte.
L’Ucraina possiede sul suo territorio siti e monumenti di inestimabile valore storico e artistico che oggi sono in grave pericolo. Alcuni si trovano nei pressi di luoghi strategici, altri sono essi stessi obiettivi di attacchi che mirano a cancellare la memoria storica. Una Nazione,infatti, può essere annientata anche eliminando i suoi simboli identitari.

La protezione del patrimonio culturale in caso di guerra è stata stabilita dalla Convenzione dell’Aia nel 1954, ispirata ai principi stabiliti nelle precedenti Convenzioni del 1899 e 1907.
Il mondo dell’arte e della cultura si è mobilitato per chiedere la fine del conflitto anche per salvaguardare gli otto siti patrimonio Unesco dell’Ucraina, che vanta oggi anche diciassette candidature alla prestigiosa lista.
Il 27 febbraio, durante la battaglia di Ivankiv è stato incendiato il museo di storia locale, l’incendio ha distrutto alcune opere dell’artista Marija Prymacenko. Il primo marzo è stato colpito e danneggiato il memoriale del massacro di Babij Jar a Kiev, inaugurato nel 2009. L’università e la biblioteca di Kharkiv sono state bombardate ed è inoltre stata colpita la piazza su cui si affaccia il museo di arte contemporanea tra i più grandi dell’Ucraina. Al museo di storia naturale di Kiev gli operatori hanno impiegato ore per spostare le opere nei depositi, ed anche il Museo di Leopoli ospitava migliaia di capolavori e manufatti che ora sono stati smistati in dozzine di rifugi sotterranei in giro per la città. Questo museo vanta una delle più grandi collezioni di arte sacra ucraina del medioevo.
Sale la preoccupazione dell’Unesco per la Cattedrale di Santa Sofia a Kiev dell’XI secolo, un edificio di storia millenaria che contiene al suo interno opere di inestimabile valore. Osservati speciali dall’Unesco sono anche il centro medievale della città di Leopoli e la scalinata Potemkin di Odessa. Al museo di arte occidentale a Odessa è inoltre conservato il dipinto La cattura di Cristo di Caravaggio.

Salvare il patrimonio culturale dell’Ucraina, per salvare la sua storia è un dovere e una necessità impellente. Oggi più che mai.

Negli ultimi giorni stiamo assistendo all’aumento del costo della benzina,un fenomeno che sta causando forti disagi alla...
10/03/2022

Negli ultimi giorni stiamo assistendo all’aumento del costo della benzina,un fenomeno che sta causando forti disagi alla popolazione con conseguenze importanti soprattutto per gli autotrasportatori. Non sono solo i prezzi della benzina a salire costantemente, ma anche quelli del gasolio, arrivando a superare, nella gran parte dei casi, i 2 euro,

Quali sono le ragioni economiche e politiche di questo aumento?
Le cause del rincaro dei prezzi dei carburanti,di carattere economico e politico, sono in parte riconducibili al conflitto in atto tra Russia e Ucraina.
La situazione è complessa per via dell’incertezza generale e soprattutto perché è difficile capire quali saranno le conseguenze delle pesanti sanzioni decise da paesi e aziende occidentali nei confronti della Russia, uno dei maggiori produttori mondiali di energia.
Secondo i dati diffusi dal Mite, il Ministero per la transizione ecologica, in una settimana il prezzo della benzina è aumentato di 8 centesimi, arrivando a costare 1.953 euro al litro in media tra il 28 febbraio e il 6 marzo scorso.
Una delle cause dell’aumento dei prezzi della benzina è l’andamento del prezzo del Brent, il petrolio estratto nel Mare del Nord che serve da riferimento per la maggior parte dei prezzi mondiali.
Quando il prezzo del petrolio aumenta, aumenta anche il costo della benzina e del diesel, che sono il risultato del processo di raffinazione del greggio. Il costo finale del carburante è determinato anche da altri fattori, come per esempio le tasse imposte dallo Stato, ma solitamente quello che incide di più sull’andamento nel tempo è proprio il prezzo del petrolio.
In Italia, mentre le imprese e le attività produttive si avviano verso una battuta di arresto non riuscendo più a sostenere i costi eccessivi dei carburanti, il Governo non si pronuncia e le casse dello Stato si arricchiscono grazie al continuo aumento dei prezzi alla p***a e alla tassazione su benzina e gasolio.

Fonte: avvenire.it
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Sono passati 64 anni da quando l’Italia ha chiuso le case di tolleranza, luoghi privati dove veniva esercitata legalment...
18/02/2022

Sono passati 64 anni da quando l’Italia ha chiuso le case di tolleranza, luoghi privati dove veniva esercitata legalmente la prostituzione: la legge Merlin è entrata in vigore il 20 febbraio 1958.
Nell’agosto 1948 la senatrice socialista, Angelina Merlin, presenta il primo disegno di legge; il progetto seguirà un lungo iter parlamentare.

Oltre al fenomeno delle case, la legge ha provveduto a punire severamente le condotte di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Per sfruttamento deve intendersi la condotta di chi tragga profitto dalla prostituzione altrui, anche se il pagamento viene sostenuto spontaneamente. ll favoreggiamento implica invece una condotta agevolativa della vendita della prestazione sessuale. Chi la favorisce, non necessariamente se ne arricchisce, ma semplifica il lavoro della pr******ta, ad esempio accompagnandola sul luogo di lavoro o procurandole appuntamenti.
Il primo articolo della legge stabilisce che l’esercizio di case di prostituzione nel territorio italiano è vietato. Ai locali aperti al momento della promulgazione, viene dato un termine di sei mesi per la chiusura definitiva. Inoltre, si prevede una dura disciplina per qualsiasi tipo di luogo dove venga esercitata la prostituzione. Di conseguenza, non importa se la struttura ospiti formalmente o clandestinamente l’attività di prostituzione: qualsiasi condotta che tenda a favorirla all’interno di luoghi chiusi è sanzionabile penalmente. Le sanzioni sono rivolte alle persone che, mettendo a disposizione un locale oppure gestendo una struttura, ne consentono lo svolgimento, ma non sono previste per i clienti o per chi si prostituisce.

L’obiettivo della senatrice non era quello di eliminare il fenomeno della prostituzione, che riteneva una piaga insopprimibile di ogni società, quanto quello di abolire la prostituzione di Stato. I dati ufficiali sostengono che fossero tremila le donne liberate dalle case chiuse, ma i numeri reali erano ben altri. Furono migliaia le donne che, dopo l’approvazione, si riversarono nelle strade italiane confuse e vulnerabili. Donne che finirono in altre forme di sfruttamento, passando così dalla prostituzione nelle case a quella sulla strada.

Tangentopoli.Il Pio albergo Trivulzio di Milano rappresenta il luogo simbolo  dell’evento che, per molti, fu catalizzato...
17/02/2022

Tangentopoli.

Il Pio albergo Trivulzio di Milano rappresenta il luogo simbolo dell’evento che, per molti, fu catalizzatore del tramonto della prima Repubblica italiana.

Da questa struttura, il 17 Febbraio 1992, partirono infatti le indagini su Tangentopoli, termine coniato dal giornalista Piero Colaprico per definire l’uso di tangenti come finanziamento illecito ai partiti. L'ente era infatti all’epoca presieduto da Mario Chiesa, che richiedeva spesso delle tangenti ai fornitori, in cambio del lavoro nell’ospizio; il 17 Febbraio, tuttavia, un uomo, a cui vennero chiesti 7 milioni di lire di tangente, denunciò alla polizia.

Le forze dell’ordine utilizzarono quindi l’informatore per tendere una trappola a Chiesa che, appena intascata la tangente, fu oggetto di mandato d’arresto. Con la polizia a bussare alla porta, il socialista milanese tentò infruttuosamente di smaltire la tangente nello sciacquone del water, ma fu colto in fragrante e arrestato. Con la sua confessione sul sistema delle tangenti, rilasciata al giovane magistrato Antonio Di Pietro, iniziò così l’inchiesta Mani Pulite, che arrivò fino ai vertici dei partiti democristiani, socialisti e di qualche partito minore.

Solo con il successivo processo Enimont, che riguardò la fusione tra Eni e Montedison, accelerata grazie a tangenti a tutti i partiti (la cosiddetta ‘maxi tangente’), e che ebbe tra i 117 testimoni due ex Presidenti del Consiglio e sette ex Ministri, vennero alla luce i meccanismi dell'illecita distribuzione di fondi pubblici e privati ai partiti.

Fondamentale fu anche la storica confessione di Craxi; in Parlamento asserì tranquillamente che tutti i partiti erano a conoscenza e usavano le tangenti, rappresentando un normale sistema di finanziamento. Le successive indagini su di lui comportarono un totale di 26 avvisi di garanzia, costringendolo alle dimissioni e alla fuga in Tunisia con la famiglia, dove morì nel 2000.

Con Tangentopoli, tra il ‘92 e il ‘94, in tutta Italia, furono indagati circa 12.000 persone, con almeno 5000 arrestati.

di

I Patti Lateranensi sono gli accordi siglati l’11 Febbraio del 1929 tra Il Regno d’Italia e la Santa Sede,entrati in vig...
11/02/2022

I Patti Lateranensi sono gli accordi siglati l’11 Febbraio del 1929 tra Il Regno d’Italia e la Santa Sede,entrati in vigore con la Legge n. 810 del 27 maggio 1929.
La sottoscrizione dei Patti sancì la nascita dello Stato della Città del Vaticano, reso autonomo e indipendente a pari diritti con il Regno d’Italia, risolvendo in definitiva la “questione romana”, cioè la rottura delle relazioni tra Stato e Chiesa e regolando così i futuri rapporti.
A sottoscrivere gli accordi, furono l’allora capo del Governo del Regno d’Italia Benito Mussolini e il Cardinale Pietro Gasparri, che rappresentò il Pontefice Pio XI, nel Palazzo di San Giovanni in Laterano, da cui i patti presero il nome.
I Patti sono composti da 3 distinti documenti: il Trattato, la Convenzione finanziaria e il Concordato, revisionato nel 1984 per la sua incompatibilità con la Costituzione.

Con i Patti Lateranensi la Chiesa ha ottenuto:
-il riconoscimento del cattolicesimo quale religione di Stato in Italia, con conseguenze sul sistema scolastico pubblico, come l'istituzione dell'insegnamento della religione cattolica, già presente dal 1923 e tutt’ora in vigore;
-la liquidazione dei crediti maturati dalla Santa Sede verso l’Italia a seguito dell’emanazione delle leggi eversive;
-la concessione di una serie di privilegi ed esoneri agli ecclesiastici;
-il riconoscimento della proprietà di immobili, come basiliche, edifici, istituti pontifici in favore della Santa Sede ed altre concessioni contenute nei tre documenti che compongono i Patti.

Qual è stato il reale fine ultimo dei Patti Lateranensi?
Un atto di Conciliazione tra Stato e Chiesa o un’occasione per la Chiesa di ottenere i privilegi tanto attesi e una strategia politica del Duce, volta a ottenere maggiori consensi, anche da coloro che fino a quel momento si erano mostrati indifferenti o ostili al fascismo?

Di
Fonte: altalex.com

Tra le tappe fondamentali del percorso verso la parità di genere, evidentemente non ancora concluso, vi è senza dubbio l...
09/02/2022

Tra le tappe fondamentali del percorso verso la parità di genere, evidentemente non ancora concluso, vi è senza dubbio la legge 9 febbraio 1963 n.66.
Si tratta della legge che sancì la parità tra i sessi nei pubblici uffici e nelle libere professioni.
È grazie a questa legge che le donne hanno accesso alla magistratura in Italia. La precedente legge (dichiarata illegittima dalla sentenza n.33 del 1960) consentiva alle donne di accedere all’esercizio delle professioni, ma impediva loro l’esercizio della giurisdizione .
La possibilità di aprire le porte della magistratura alle donne era già stata discussa all’interno dell’Assemblea Costituente. In quell’occasione l’Assemblea decise di non esprimersi in modo specifico, dati i pareri contrastanti tra i costituenti, tra i quali era ancora diffusa una cultura che confinava la donna tra le mura domestiche.
Nel periodo tra il 1947 e 1962 si svolsero 16 concorsi, dai quali la popolazione femminile venne esclusa.
Il primo concorso per la magistratura aperto alle donne fu indetto il 3 maggio 1963, quando otto donne vinsero ed entrarono in servizio dal 5 aprile 1965. I loro nomi sono: Letizia De Martino, Ada Lepore, Maria Gabriella Luccioli, Graziana Calcagno Pini, Raffaella D’Antonio, Annunziata Izzo, Giulia De Marco, Emilia Capelli.
I dati raccolti dal Comitato per le pari opportunità in magistratura dicono che ad oggi la percentuale di donne vincitrici di concorsi supera leggermente la percentuale di uomini (54% vs 46%).
I dati attuali sono il risultato di un percorso durato alcuni decenni, dal momento che prima degli anni ’80 la percentuale di donne in magistratura rimase esigua.
La presenza femminile, tuttavia, va riducendosi man mano che si sale verso le posizioni apicali e direttive.
È evidente che in magistratura, come in molti altri settori, l’accesso formale a posizioni lavorative dipende da concorsi imparziali e da criteri oggettivi, tuttavia durante la carriera lavorativa intervengono fattori che non dipendono dalle competenze della persona e che creano discriminazioni; tra questi l’appartenenza al genere femminile. Di: .splendi

Negli ultimi 12 mesi gli eserciti hanno rovesciato i governi del Sudan, del Mali, del Ciad e a fine Gennaio anche del Bu...
08/02/2022

Negli ultimi 12 mesi gli eserciti hanno rovesciato i governi del Sudan, del Mali, del Ciad e a fine Gennaio anche del Burkina Faso. L’unico paese in cui il golpe può dirsi fallito è la Guinea-Bissau.

Tutta l’area dell’Africa Occidentale è attraversata da conflitti e fenomeni che rendono persone e istituzioni molto vulnerabili: gli effetti negativi del cambiamento climatico, le violenze jihadiste, i conflitti etnici tra comunità locali e il numero crescente e diversificato di attori internazionali sono solo alcuni dei problemi della regione.

Le grandi quantità di risorse stanziate per combattere il terrorismo hanno determinato un aumento del potere militare, economico e politico degli eserciti e delle forze speciali di polizia impegnate nel Sahel.

In questo caos, i presidenti eletti democraticamente non hanno alcun peso politico, e gli eserciti appaiono alle popolazioni civili come l’ultima speranza di salvezza.

Come dovrebbero comportarsi i governi occidentali rispetto alle giunte militari in Africa Occidentale?

di

Il 4 febbraio del 1945,Winston Churchill, Joseph Stalin e Franklin Roosevelt si incontrarono nel palazzo imperiale di Li...
04/02/2022

Il 4 febbraio del 1945,Winston Churchill, Joseph Stalin e Franklin Roosevelt si incontrarono nel palazzo imperiale di Livadya, dove si tennero otto giorni di negoziato per stabilire la linea da seguire, i tempi dell'offensiva finale e il futuro assetto dell'Europa e dei rapporti internazionali.

In realtà, se analizziamo i documenti ufficiali, a Yalta non successe nulla di tutto questo, i tre leader presenti non si misero d’accordo su come gestire il dopoguerra e sulla spartizione del mondo e sembrò che il destino della guerra fosse stato deciso prima di Yalta.
I tre leader presenti alla Conferenza di Yalta si erano già incontrati in precedenza, durante la Conferenza di Teheran, tenutasi nel 1943. La situazione si presentava già complicata, in quanto Hi**er aveva tradito il patto “Molotov-Ribbentrop”, stipulato nel 1941, tra i Ministri degli Esteri di Germania e Russia.
Nel patto era stata stabilita l’annessione alla Russia di Estonia, Lituania e Lettonia, la non aggressione reciproca tra i due Paesi interessati e la divisione della Polonia.

Il 3 luglio del 1941 Stalin, rivolgendosi alla popolazione con un discorso divulgato alla radio, annunciò l’intenzione di entrare in guerra contro la Germania, definendo i nazisti dei veri e propri “criminali”.
Più tardi l’URSS valutò la possibilità di allearsi con i Paesi dell’Occidente, per questo si tennero tre incontri a breve distanza uno dall’altro: Teheran, Yalta e Potsdam.
L’obiettivo della conferenza di Yalta, era quello di risolvere la questione legata alla struttura futura dell’Europa, sia territoriale che politica e per comprenderne chiaramente l’oggetto, dovremmo analizzare quanto si evince dai verbali della Conferenza, dove si rimanda spesso alla “questione polacca”.
Nel frattempo, l’Armata Rossa avanzava rapida verso l’Occidente, liberando mano a mano tutti i territori che un tempo erano stati sotto il controllo nazista; nelle Ardenne gli Alleati occidentali avevano appena sconfitto i tedeschi e avanzavano verso il Reno. Le sorti della Germania nazista di Hi**er erano ormai evidenti, il fallimento del Reich era alle porte.

Fonte: sputniknews.com, cultura.biografieonline
Di

Il luddismo è il  movimento operaio britannico che nasce durante la seconda Rivoluzione Industriale in Inghilterra, nei ...
29/01/2022

Il luddismo è il movimento operaio britannico che nasce durante la seconda Rivoluzione Industriale in Inghilterra, nei primi anni del XIX secolo, per la lotta all’introduzione dei macchinari nelle fabbriche. Il movimento prende il nome da Ned Ludd, operaio che nel 1779 spezzò un telaio meccanico in segno di protesta.
Lo stesso Ludd divenne il simbolo della distruzione delle macchine industriali e si trasformò nell'immaginario collettivo in una figura di riferimento per la classe operaia.

I primi segnali che diedero vita alla rivolta luddista vennero dai framework-knitter, i lavoratori di calze e maglie a telaio, che svolgevano la propria attività lavorativa a domicilio e che rappresentavano una delle prime classi di lavoratori che era stata penalizzata dalla nascita di nuove fabbriche, che da lì a poco tempo avrebbero assunto il controllo della produzione industriale in tutta la Gran Bretagna.
Si assisté pian piano a un notevole calo della richiesta di lavoro, con drammatiche conseguenze sulle condizioni di vita dei lavoratori, sia a livello sociale che economico; i framework-knitters criticavano fortemente gli articoli prodotti industrialmente, perché a basso costo e di scarsa qualità.

La classe operaia inglese reagì violentemente contro l’introduzione delle macchine nelle industrie, come strumento di lotta alla causa della crescente disoccupazione, vi fu la distruzione e il sabotaggio delle macchine stesse e di tutte le strumentazioni che sostituivano la forza lavoro, riducendo la domanda di manodopera.
Il movimento luddista fu represso con numerose uccisioni.
Oggi il termine luddismo è utilizzato per indicare tutte le forme di lotta violenta contro l’introduzione di nuove tecnologie e macchine e per ogni resistenza operaia al mutamento tecnologico.

Fonte: Allen, Storia economica globale.
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