02/05/2015
E’ uscito il nuovo numero di Fatti Senesi. Cercatelo nelle edicole.
Intanto ripubblichiamo gli articoli del numero precedente.
Buona lettura.
“Io vado avanti con fiducia, ma almeno venga riaperto il parcheggio di San Francesco”
Leonardo Conti dell’internet point “Refe Nero” racconta la storia della sua attività
Continua la carrellata di Fatti Senesi sulle attività presenti nel centro storico cittadino. Parliamo di senesi che decidono di mettersi in proprio e che con coraggio, tenacia e anche con fiducia affrontano le tante sfide del presente. Senesi che scommettono su se stessi, sulle loro capacità e qualità. E menomale che lo fanno. Tra di loro c’è Leonardo Conti, titolare dell’Internet Point “Refe Nero”, nella via omonima.
“Era il mio sogno – ci racconta Leonardo – gestire un’attività per conto mio e con soddisfazioni mie. E oggi il mio sogno è continuare con il mio lavoro: ogni anno è più difficile, ma non si può far altro che cercare di andare avanti”.
Leonardo, parlaci della storia del tuo internet point. Qual è stata la molla che ti ha spinto ad aprire questa attività?
“Il locale è aperto da sette anni. Io ho rilevato l’azienda che era già esistente in precedenza. Ho deciso di provarci, all’epoca non lavoravo e quindi decisi di buttarmi in questa avventura”.
Cosa spinge a provarci anche in un periodo di crisi come questo?
“Io ho sempre vissuto nell’ambito e nel settore dei computer, quindi conoscevo quello che sarei andato a fare. Mi sono detto: ‘Proviamoci’. La crisi ha colpito e colpisce, poi è l’intera città di Siena che deve riprendersi e risollevarsi dopo le drammatiche vicissitudini del Monte dei Paschi. Però diciamo che sto reggendo”.
Quali sono le difficoltà del momento per te e per chi ha un’attività in proprio?
“Ci sono tante spese ed un sacco di cose a cui si deve pensare. Nella nostra zona soffriamo anche per la chiusura del parcheggio di San Francesco, che penalizza certamente tutte le attività di quest’area. Via dei Rossi è sempre stata agevolata dal passaggio delle persone che lasciavano la loro auto nel parcheggio di San Francesco, se questo viene a mancare per noi è un problema e così si rischia di perdere una bella fetta di clientela”.
Come vedi la Siena di oggi? Sei più triste e deluso da quanto è accaduto negli ultimi anni, oppure sei speranzoso e fiducioso in un futuro migliore?
“Diciamo che io sono speranzoso, ma perché d’altronde non si può fare altrimenti. Però Siena ha oggi diversi problemi: penso alla difficoltà a trovare parcheggi, ad un trasporto pubblico che funziona e non funziona. E soprattutto penso che dovremmo attirare ancora più turisti e sviluppare servizi. Penso al Santa Maria della Scala, un esempio che spiega la Siena di oggi, un luogo che tutti definiscono cruciale per la città del futuro, senza però che ancora si sia capito cosa potrà nascere nel polo museale di Piazza Duomo”.
Tu come immagini la Siena del futuro?
“Immagino una Siena con più servizi, e con servizi migliori rispetto ad oggi. Mi ripeto e cito ancora il Santa Maria della Scala, un gigante che tutti ci invidiano ma che noi non sappiamo come valorizzare. Penso ancora ai parcheggi: in un periodo nel quale tutti cercano di risparmiare il più possibile penso che si dovrebbe fare in modo di diminuire i prezzi dei parcheggi. In generale si dovrebbe gestire meglio quello che si ha”.
Chi ha un’attività in città contribuisce anche a rivitalizzare il centro storico: cosa potrebbe essere fatto in favore di chi come te scommette su Siena e sulla sua ripresa?
“Si potrebbero sostenere maggiormente le attività che decidono di aprire in centro storico, anche per evitare il problema dello spopolamento delle lastre senesi”.
Cosa pensi della possibile nascita di un centro per la grande distribuzione ad Isola d’Arbia?
“Secondo me quello sarebbe un altro modo per spopolare il centro. Già abbiamo altri centri commerciali a Siena, penso alla zona di Massetana, all’edificio lineare o ai negozi in viale Toselli. Aprire un altro centro commerciale non sarebbe una mossa positiva per chi ha un’attività nel centro storico”.
L’ultima crisi che ha colpito Siena riguarda i cinquantuno dipendenti della Siena Biotech: che idea ti sei fatto al riguardo?
“Purtroppo era una cosa che a questo punto ci si poteva anche attendere, dopo i problemi di Mps e della Fondazione Monte dei Paschi. E’ l’ennesima triste ripercussione di quanto è accaduto negli ultimi anni”.