Summae Civitas

Summae Civitas Summae Civitas
Ricerche sul patrimonio artistico , culturale , storico e monumentale della citta' di Somma e dell'area Vesuviana La Redazione

Questa pagina ha lo scopo di pubblicizzare la ricerca storica , artistica e monumentale su Somma e l'area Vesuviana. Spesso questo lavoro certosino , duro , costante ed anche faticoso è ignorato da tutti ed anche dalle istituzioni locali . Saranno rese note le ricerche con anticipazioni sulle novità , sulle scoperte e sulle nuove acquisizioni bibliografiche . Anzi la bibliografia, la bibliofilia ,

la bibliomania costituiranno l'elemento portante di questo spazio digitale per avvicinare tutti o quanta più gente possibile alla meravigliosa consapevolezza dell'unicità della Nostra Terra . Questo spazio anticiperà i risultati della ricerca redazionale , spaziando anche su argomenti culturali di largo respiro. Saranno riproposti ed anche rivisitati gli articoli della precedente rivista Summana , aggiornando le antiche conclusioni alle recenti acquisizioni documentarie. Spazieremo da piccole curiosità , aneddoti artistici e storici a manifestazioni ed eventi culturali.

Archivio Russo Somma Casamale 🏘️  🌋Prossimamente …
05/02/2024

Archivio Russo Somma
Casamale 🏘️ 🌋

Prossimamente …

"DANTE E SOMMA" Oggi è il  .Il 25 Marzo è stata istituita la giornata nazionale dedicata al poeta della Divina Commedia ...
25/03/2020

"DANTE E SOMMA"

Oggi è il .
Il 25 Marzo è stata istituita la giornata nazionale dedicata al poeta della Divina Commedia perché secondo gli studiosi in questa data iniziò il suo viaggio negli inferi.

Cogliamo l’occasione sia per intrattenervi con una storia interessante sia per citare alcuni tratti di un articolo di D.Russo “ Dante, de Monfort e Somma “ uscito anni fa su Summana che collegava il sommo poeta guarda caso con la nostra amata città di Somma.

Dante nel capitolo XlI dell'Inferno e precisamente nel settimo girone, quello dei violenti scrive :

“Mostrocci un ombra dall’un canto sola,
Dicendo, colui fesse in grembo a Dio
Lo cuor, ch’en su’l Tamigi ancor si cola.”

In quel girone, i centauri guardiani ferocissimi,
controllano la pena eterna saettando i dannati.

Uno di loro, Nesso, indica a Dante ed a Virgilio,
l’ombra di Guido de Monfort che uccise l'uomo
(cuor) che era accosto a Dio (messa).

Guido de Monfort….questo nome ci suscitò il famoso dubbio
manzoniano: "Chi era costui?“.

Scorrendo le pagine degli Annali delle due Sicilie
di Matteo Camera del 1841, vera e propria cronaca
del regno del Sud dall’inizio fino ai Borbone, troviamo il nome di Guido de Monfort ,il motivo per cui Dante lo cita e il rapporto che costui aveva con la nostra terra.

Il Camera racconta che Guido Conte di Monfort
e di Leicester, vicario di Carlo d'Angiò in Toscana,
venuto alla conquista del regno di Napoli, uccise nel
1271 nella chiesa di Viterbo, durante la messa,
Enrico, principe d'Inghilterra

Su quale chiesa fosse precisamente esistono diverse tesi.

Alcuni scrivono che l'omicidio avvenne in quella
di S. Lorenzo altri invece riportano l'accaduto nella
chiesa di S. Croce di Firenze.

L'agguato fu ideato per vendicare la morte di suo
padre Simone de Monfort, che, sebbene cognato del
re inglese, aveva capeggiato una rivolta, soffocata nella
battaglia di Evesham del 1265 dove p***e la vita.

Dopo lo scontro il suo ca****re fu barbaramente
straziato ed infine la sua testa fu spiccata a mò di trofeo.

Guido, uscito sporco di sangue dalla chiesa, ritornò indietro per profanare allo stesso modo il corpo di suo cugino che aveva appena ucciso, perche' un
cavaliere del seguito gli ricordò lo strazio subito dal
ca****re del padre.

E si calmò solo dopo averlo trascinato per i capelli fin fuori dalla chiesa

Il fratello del morto, successivamente, fece asportare dal corpo il cuore e lo mandò a Londra in una
coppa d'oro, che fu posizionata su una colonna ad
indicare il suo ricordo e la sua sfortuna.

Questo spiega il passo di Dante che cita “ lo cuor “ ma anche qui ci sono più ipotesi.
Per alcuni allude al fatto che il cuore dell'inglese
cugino dell’assassino, fu posto nella coppa d'oro sulla colonna ora citata.

Per lo scalpore e per il tremendo orrore che l’episodio suscitò nel mondo civile e in Toscana,
Dante ce lo ricorda nel capitolo XlI dell'Inferno e precisamente nel settimo girone, quello dei violenti.

Senza soffermarci troppo sugli errori di trascrizione di
Camera della poesia dantesca o di quelli di data o delle varie ipotesi;
che spesso sono riscontrabili, si veda per esempio il testo citato nelle note che riporta l‘evento al
1272 invece che al 1271, o al grande Ludovico Maria Muratori che nel settecento scrisse che il Monfort
morì per il suo atto in carcere, ci piace invece trattare
dei rapporti che Guido de Monfort ebbe con Somma.

Questo cavaliere sanguinario, ma lo erano un po'
tutti i francesi di Carlo I, dopo un effettivo periodo
di carcere, fu messo dal Papa Martino IV alla testa
delle sue truppe per recuperare le terre della Romagna
a lui sottratte dai ghibellini.

Infine anche gli angioini, dopo la secessione della Sicilia, Furono costretti a reintegrarlo nei suoi domini perchè abbisognevoli di condottieri feroci e Validi da impiegare in quella riconquista che non ci Fu.

l Monfort erano un ramo dei re di Francia;
Scipione Ammirato traccia magnificamente la storia
della gens dalle nebbie del medioevo, evidenziando
matrimoni, parentele e specialmente il ruolo della
famiglia nelle prime crociate.

Dopo una crociata, il conte Simone padre di
Guido, da non confondere con il cugino di questi
che in tempi successivi divenne conte di Avellino,
aveva sposato la sorella del re d'Inghilterra Enrico.

Venuto a lite con questi, come abbiamo detto,
morì in battaglia.

A differenza del Camera che lo descrive negativamente, I'Ammirato riporta varie tesi che mettono in
buona luce lo sfortunato cognato del re, mostrando
come egli sembrava ai contemporanei essere morto
per l'osservanza della religione del giuramento e quasi
celebrato per martire.

L’Ammirati riesce. con le sue notizie, anche a con-
ciliare l’apparente errore del Muratori che ci riferiva
essere Guido morto in carcere per l’assassinio di
Viterbo.

Infatti dopo il sanguinoso evento, Guido non si
presentò per discolparsi davanti a Carlo I d'Angiò e
fu privato dei suoi feudi; successivamente lo ritroviamo in Sicilia nel 1287 a combattere per Carlo ll.

Fatto infine prigioniero morì in carcere in Sicilia
nel 1291.

Il Muratori aveva detto quindi la verità sulla fine
di Guido anche se la prigionia non era legata all'assassinio famoso. ma alla guerra in Sicilia.

Guido si sarebbe ammalato, per quanto riferisce
un cronista siciliano del tempo, di una patologia (sic!)
guaribile con il coito e sarebbe poi morto per non
essersi voluto contaminare con l'adulterio.

Non ebbe figli maschi ma lasciò una figliuola, il
cui nome era Anastasia, e che sposò poi Romanello,
figlio di Gentile Orsino, onde portò a quella famiglia la potentissima contea di Nola.



Guido de Monfot aveva numerosi possedimenti in Somma.

Detto questo passiamo all'esame dei documenti
e delle fonti che attestano la presenza dei Monfort a
Somma.

Dobbiamo ammettere che il ricchissimo corredo
di citazioni dei registri angioini su tale questione.
manca del più importante e cioè della prima concessione feudale emanata a favore di Guido nella terra
di Somma.

Certo è come abbiamo descritto nei nostri studi
sui de Rebursa e sugli Spinelli di Somma, che Carlo
I spazzò via fisicamente tutte le famiglie di parte sveva.

A Somma infatti sono diversi gli avventurieri ed i
cavalieri del seguito di re Carlo, citati nei registri
angioni, che si divisero le terre dei de Rebursa e di
tutta la fazione sveva.

Rimandiamo al Di Crollalanza per conoscere l'assegnazione di tutti i titoli feudali concessi ai Monfort
e cioè a lui, ai fratelli ed a suo cugino Simone.

I riferimenti relativi alla presenza di Guido a Somma, o meglio alle sue concessioni feudali, sono
evidenziabili in uno dei manoscritti inediti dell'avv.
Francesco Migliaccio, che appuntò notizie e documenti sulla nostra città a cavallo fra ottocento e novecento .

Altre notizie potremo trarre dai frammenti residui dei registri angioini ricostruiti a cura di RiccardoFilangieri per l'Accademia Pontaniana .

Il primo riferimento, tra l‘altro citato ma senza
testo anche dal Maione nella sua opera del 1703, è il
seguente: "
Nicola Capograsso de Summa mandatum
ad ponendam rationem de officio procurationis terrarum quondam Guidonis de Monforte"
(Reg. Ang. 1292 E.f. 202t) .

E' questa la revoca dell'incarico di procuratore
delle terre di Somma dei Monfort a Capograsso.

Per gli altri riferimenti rimandiamo all’articolo della rivista.

Tornando a noi “…Come abbiamo detto la nostra Anastasia sposò
Romanello Orsino portando in dote oltre alla contea
di Nola , le terre demaniali di Somma di cui abbiamo parlato.

Dove e quali fossero non c'è dato di sapere, almeno per ora.

E’ ipotizzabile però, alla luce della considerazione
che gran parte delle terre assegnate ai vincitori appar-
tenevano ai de Rebursa, che esse fossero quelle poste
sul lato sud est dell'attuale territorio comunale.

Ci riferiamo a quell'area che partendo da via
Marigliano, dov’era l’antica selva Laya, si lega all'antico piano dei Mazzei, attuale Rione Trieste, fino a
legarsi alle selve montane del comune di Ottaviano .

Il nostro lettore potrebbe pensare che il tempo invidioso avesse cancellato ogni traccia di questa sanguinaria
stirpe, notata finanche da Dante ma non è così.

Nell’elenco ufficiale della nobiltà italiana del 1922
troviamo non solo i Monfort, nobili di Nola discendenti da Antonio e Giacomo, inoltre troviamo una ultima Monforte-d'Aquino

Era questa. l'ultima traccia del matrimonio trecentesco di Martuccia de Monfort forse nipote o
cugina di Anastasia, che nel 1337 aveva sposato
Francesco d'Aquino.

Quei d‘Aquino, stirpe di S. Tommaso
consanguinei degli Spinelli, conti di Acerra, antichi
anche in Somma. che ebbero tanto a soffrire per
loro fedeltà alla parte sveva, nell'avvento degli Angiò.

Dei rapporti di Adenulfo d'Aquino con Filippo
di Fiandra, con gli Spinelli, o con la novella di
Andreuccio da Perugia del Boccaccio, abbiamo già
parlato in altre pagine della vecchia rivista “ Summana”

Ma questa è un'altra storia e ci ripromettiamo di pubblicarla presto visto il periodo di quarantena quasi allegorica di quella di Decameroniana Memoria.

Abbiamo appreso con tristezza della scomparsa dell’amico Gaetano Molaro.Ha sempre  avuto tra i suoi obiettivi quello di ...
13/12/2019

Abbiamo appreso con tristezza della scomparsa dell’amico Gaetano Molaro.
Ha sempre avuto tra i suoi obiettivi quello di dare lustro alla terra dei suoi avi.
Ogni iniziativa culturale del territorio lo ha visto come sostenitore appassionato.
Il suo rimpianto continuo era che si doveva e si poteva fare di più per la nostra città e lui lo ha fatto sempre in prima persona a sue spese e senza alcun ritorno.
Generoso oltre ogni limite umano con gli umili, forte con i potenti.
Potremmo scrivere tante cose sul suo apporto alle iniziative culturali ma ne vogliamo ricordare solo alcune, altre le teniamo nel cuore.
Nel lontano 1975 offri la sua ospitalità a sovrintendente Nicola Spinosa, grande storico dell’arte, all’ora giovane ispettore dei beni culturali, che veniva a Somma per accertare le condizioni del patrimonio artistico e monumentale della città.
Fu tra i sostenitori della rivista SUMMANA e sostenne l’iniziativa ALMA MEMORIA per la realizzazione del dipinto da parte di Francisco Bosoletti.
Potremmo continuare ancora l’elenco ma per far capire la sua generosità verso questa comunità basta andare nella chiesa Collegiata e guardare l’altare della sagrestia dove troneggia la bellissima Maria delle grazie di Pacecco de Rosa, uno dei più grandi pittori del 600’ napoletano.
È grazie a lui che possiamo ammirare ancora l’opera nel suo primitivo splendore.
Da qualche tempo sapevamo della sua malattia e della sua ultima iniziativa perché voleva restaurare la Rosta lignea del palazzo Sirico a via botteghe.
È doveroso ricordare i figli migliori della nostra città quando ci lasciano,
ma lui più che un figlio del Casamale e di Somma,
è stato un padre.
Grazie Gaetano.

Domenico Russo
Tani Russo
Summae Civitas Redazione
Summae Civitas
Tramandars

Abbiamo appreso con tristezza della scomparsa dell’amico Gaetano Molaro.
Ha sempre avuto tra i suoi obiettivi quello di dare lustro alla terra dei suoi avi.
Ogni iniziativa culturale del territorio lo ha visto come sostenitore appassionato.
Il suo rimpianto continuo era che si doveva e si poteva fare di più per la nostra città e lui lo ha fatto sempre in prima persona a sue spese e senza alcun ritorno.
Generoso oltre ogni limite umano con gli umili, forte con i potenti.
Potremmo scrivere tante cose sul suo apporto alle iniziative culturali ma ne vogliamo ricordare solo alcune, altre le teniamo nel cuore.
Nel lontano 1975 offri la sua ospitalità a sovrintendente Nicola Spinosa, grande storico dell’arte, all’ora giovane ispettore dei beni culturali, che veniva a Somma per accertare le condizioni del patrimonio artistico e monumentale della città.
Fu tra i sostenitori della rivista SUMMANA e sostenne l’iniziativa ALMA MEMORIA per la realizzazione del dipinto da parte di Francisco Bosoletti.
Potremmo continuare ancora l’elenco ma per far capire la sua generosità verso questa comunità basta andare nella chiesa Collegiata e guardare l’altare della sagrestia dove troneggia la bellissima Maria delle grazie di Pacecco de Rosa, uno dei più grandi pittori del 600’ napoletano.
È grazie a lui che possiamo ammirare ancora l’opera nel suo primitivo splendore.
Da qualche tempo sapevamo della sua malattia e della sua ultima iniziativa perché voleva restaurare la Rosta lignea del palazzo Sirico a via botteghe.
È doveroso ricordare i figli migliori della nostra città quando ci lasciano,
ma lui più che un figlio del Casamale e di Somma,
è stato un padre.
Grazie Gaetano.

Domenico Russo
Tani Russo
Summae Civitas Redazione
Summae Civitas
Tramandars

Sabato 16 Novembre - Castello D'AlagnoDalle ore 14.45 alle ore 19.15 Convegno di Studi su :" Le fortificazioni del Casam...
09/11/2019

Sabato 16 Novembre - Castello D'Alagno
Dalle ore 14.45 alle ore 19.15
Convegno di Studi su :
" Le fortificazioni del Casamale e la presenza aragonese a Somma Vesuviana ".
Interverranno studiosi, professori Universitari ed esperti dell'argomento.
Inoltre il convegno vedrà la partecipazione straordinaria del Console Generale di Spagna a Napoli.

Sabato 16 Novembre - Castello D'Alagno
Dalle ore 14.45 alle ore 19.15
Convegno di Studi su :
" Le fortificazioni del Casamale e la presenza aragonese a Somma Vesuviana ".
Interverranno studiosi, professori Universitari ed esperti dell'argomento.
Inoltre il convegno vedrà la partecipazione straordinaria del Console Generale di Spagna a Napoli.

08/05/2019

La Redazione Summae Civitas domani Giovedì 9 Maggio,si riunisce alle 16.30 presso la Biblioteca Comunale di Somma in Piazza Trivio, per discutere sul prossimo numero dedicato alle masserie di Somma.
Tutti gli interessati sono invitati.

30/03/2019
Con la Prof.ssa Marina d’Aprile  dell’Università Luigi Vanvitelli, studiando le Mura Aragonesi. ❤️🇮🇹
30/03/2019

Con la Prof.ssa Marina d’Aprile dell’Università Luigi Vanvitelli, studiando le Mura Aragonesi.
❤️🇮🇹

In un periodo di “Intuili” discussioni tra Francia 🇫🇷 e Italia🇮🇹 preferiamo ricordare gli scontri di fatto e non quelli ...
13/02/2019

In un periodo di “Intuili” discussioni tra Francia 🇫🇷 e Italia🇮🇹 preferiamo ricordare gli scontri di fatto e non quelli di parole.

Nella giornata di oggi nel 1503 si tenne la Disfida di Barletta.⚔️
13 cavalieri italiani 🇮🇹 sfidarono 13 cavalieri francesi 🇫🇷 per difendere l’onore dell’Italia🇮🇹.

La disfida di Barletta fu uno scontro tenutosi il 13 febbraio 1503 nella mattina di Sant'Elia (in territorio di Barletta ) fra tredici cavalieri italiani (sotto l'egida sp****la) e altrettanti cavalieri francesi.

Il confronto finì con la vittoria degli italiani.🇮🇹

Tra gli italiani combatteva un nostro concittadino tale Riccio di Palma da Somma.

In merito all’evento ricordiamo la pubblicazione “ Riccio di Palma da Somma “ di R. D’avino e D.Russo.

È un vanto per noi di Summae Civitas ricordare e rivendicare la sua cittadinanza Sommese in questa data.🇮🇹❤️

10/02/2019

IL DIBATTITO GIUSTO MA INCOMPLETO SUL "COLPO DI STATO NAPOLETANO" DEL 1799, ERRONEAMENTE DETTO "RIVOLUZIONE"

Dibattito televisivo sulla Repubblica Napoletana e sulla particolarità di una sommossa contro il riformismo borbonico e il popolo, condotta da una élite di altoborghesi.
Non una rivoluzione a favore dei diritti, per nulla accostabile a quella francese,ma un vero e proprio colpo di stato oligarchico compiuto da una élite napoletana protetta da un esercito straniero che segnò la fine del percorso di mutazione degenerativa della massoneria partenopea, fomentata da particolari sollecitazioni esterne.
Paolo Mieli e Lucio Villari centrano il tema ma non danno risposte sul perché quell'anomalo movimento sovversivo prese corpo a Napoli, dove prima Carlo di Borbone e poi Ferdinando e Maria Carolina, diversamente da Luigi e Maria Antonietta a Parigi, portavano avanti l'ammodernamento del loro Regno.

Pubblichiamo un breve tratto di Domenico Russo in una delle sue tante rassegne bibliografiche :

" Un diario borghese della rivoluzione del 1799"

"......Recentemente, abbagliati o meglio attratti dalla descri-zione del catalogo della Libreria di Antichità Magnanet, abbiamo acquistato il I volume di questo documento eccezionale, il diario di De Marco.
Il grosso manoscritto pubblicato dal de Blasis intorno al 1906 per la SNSP, dove ancora oggi dovrebbe essere depositato (Coll. SBN, XXI,B-16-21), racconta le vicende napoletane dal 1799 al 1825, viste da un esponente di quella borghesia che sarebbe l’artefice di quella intoccabile sacra icona degli intellettuali meridionali che fu “la repubblica partenopea”.
Sacra religiosità che ostacola ogni legittimo e doveroso revisionismo e per cui non vogliamo qui, iniziare una querelle su un argomento che non ci attrae.
Ma prima di segnalare i riferimenti con la storia di Somma, siamo costretti a ricordare che la gran parte della leadership rivoluzionaria era composta da NOBILI TITOLATI.
La lettura delle impressioni del Demarco, borghese professionista, mostra come la preoccupazione principale della borghesia fosse stata in quei frangenti, la difesa della proprietà dai saccheggi che i Lazzaroni, il proletariato feroce napoletano, praticavano contro i giacobini spesso identificati con i bonatenenti.
D’altronde abbiamo già scritto sulla mancanza della borghesia imprenditoriale nel Sud all’indomani della Unità d’Italia, parafrasando Marc Monnier che vedeva solo borghesi letterati e popolo.

>>>>>Non vorremmo svegliare dal sogno gli intellettuali e gli studiosi che vedono la repubblica partenopea, sorella minore di quella francese, elemento epocale della civiltà occidentale, frutto del sacrificio di un ceto borghese che di fatto non si mosse più di tanto.
Non è questo il momento di mostrare o dimostrare che quella rivoluzione , nel senso marxista del termine, borghese non fu.

Scopri l'origine della Festa delle Lucerne.La Festa delle Lucerne 🕯- Nuove ipotesi sulla origine del rito🔥 : S.Domenico ...
20/01/2019

Scopri l'origine della Festa delle Lucerne.

La Festa delle Lucerne 🕯- Nuove ipotesi sulla origine del rito🔥 : S.Domenico e la Madonna della Neve

Articolo di Tani Russo tratto dal numero speciale 75/3 della nostra rivista edito in merito alla Festa delle lucerne del 2018.
🔽🔽🔽Leggi l’articolo 🔽🔽🔽

La festa delle lucerne Rassegna comparativa ed una nuova ipotesi sulla origine del rito : S. Domenico e la Madonna della Neve. di Gaetano Maria Russo

31/12/2018

La redazione Summae Civitas augurandovi un felice 2019 annuncia che nel corso del prossimo anno gli oggetti della ricerca saranno le Mura Aragonesi e le Masserie di Somma.
Lo studio delle fortificazioni medievali di Somma culminerà con un "Convegno sulle Mura Aragonesi" che vedrà la partecipazione di illustri studiosi universitari e sarà il frutto delle attività sinergiche di tutte le associazioni culturali della Città.

La redazione è aperta a qualsiasi idea e collaborazione.
Contatti :
[email protected]

Indirizzo

Somma Vesuviana

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Summae Civitas pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Summae Civitas:

Scelte rapide

Condividi

Digitare