Sergio Grifoni

Sergio Grifoni La rubrica di Anacleto, cronaca tra il serio e il faceto

Grande partecipazione ieri pomeriggio all’incontro promosso dall’Associazione “Prima Spoleto” e dall’Associazione Carabi...
30/05/2026

Grande partecipazione ieri pomeriggio all’incontro promosso dall’Associazione “Prima Spoleto” e dall’Associazione Carabinieri, con il Col. Paolo Vincenzoni, Vice Comandante del R.O.S.
Quasi due ore di dotta relazione dell’alto ufficiale per parlare di criminalità organizzata ed infiltrazioni mafiose, ad una vasta platea, attenta ed interessata.

Il col. Vincenzoni, Vice Comandante del ROS, oggi pomeriggio ore 17.30 all’hotel dei Duchi per parlare di sicurezza e in...
29/05/2026

Il col. Vincenzoni, Vice Comandante del ROS, oggi pomeriggio ore 17.30 all’hotel dei Duchi per parlare di sicurezza e infiltrazioni mafiose.
Incontro aperto

Ritengo che questo sia uno di quegli incontri da non perdere. L’autorevole relatore, tra l’altro di origini spoletine, p...
27/05/2026

Ritengo che questo sia uno di quegli incontri da non perdere. L’autorevole relatore, tra l’altro di origini spoletine, parlerà oltre che di sicurezza, anche delle infiltrazioni mafiose e della malavita organizzata.Temi purtroppo di grande attualità.

Mi chiedo e chiederò: perché Umbria Jazz si sovrappone col nostro Festival? Era sana abitudine che la manifestazione per...
24/05/2026

Mi chiedo e chiederò: perché Umbria Jazz si sovrappone col nostro Festival?
Era sana abitudine che la manifestazione perugina iniziasse quando il Festival stava terminando, proprio per non creare concorrenzialità
Perché questa sana abitudine non si è ripetuta?
È vero che il pubblico interessato potrebbe essere diverso, ma il ritorno produttivo per il territorio ne andrà sicuramente a risentire.
Perché non si è prevenuta questa circostanza per evitare la concomitanza?

Bowling Spoleto: una pagina della città si chiude! Uno spazio in meno di socialità per i nostri giovani. Restano tanti r...
22/05/2026

Bowling Spoleto: una pagina della città si chiude!
Uno spazio in meno di socialità per i nostri giovani.
Restano tanti ricordi e, magari, anche i rimpianti.

Sinner: “Ringrazio i raccattapalle e il personale di servizio”: campione di vita!
18/05/2026

Sinner: “Ringrazio i raccattapalle e il personale di servizio”:
campione di vita!

16/05/2026

Mi ascolteranno??
Auguriamocelo

IL GAROFANO PIÙ FRESCO Primo maggio 2026. E’ la giornata dei Lavoratori ma, da come si presenta, appare un mattino di fe...
01/05/2026

IL GAROFANO PIÙ FRESCO

Primo maggio 2026.
E’ la giornata dei Lavoratori ma, da come si presenta, appare un mattino di festa infrasettimanale come altri.
Il silenzio nel centro storico cittadino è ancora più penetrante della normale quotidianità.
Nonostante che il sole abbia già fatto capolino sopra le Palazze, piazza Garibaldi è vuota di persone.
Non ci sono nemmeno le attempate signore, con tanto di foulard morigerato avvolto sopra la testa, che a buonora camminano frettolosamente, pestacchiando il marciapiede davanti al bar Catarinelli, per entrare devotamente in chiesa.
Sono ormai troppo anziane per esserci.
La piazza è però piena zeppa di passato e di ricordi legati a questa particolare giornata.
Dal 1947 in poi, ogni anno, si è ripetuto il rito celebrativo di tale ricorrenza, fino a quando anche questa consuetudine è scivolata negli scantinati inesorabili delle nostre tante cose perdute.
Chiudo gli occhi e rivedo Orlando, lu scupinu, che alle sei del mattino, ha già terminato il suo lavoro di spazzatura dell’area ed ha riposto il suo magico scopone, dal ma**co lungo come una pertica, sulle ossidate borchie dei due bidoni metallici, incassati nel classico baldacchino.
Orlando Petessi ha già aperto l’edicola dei giornali, mentre Sergio non ha mai chiuso il bar a ridosso del Tessino.
Le pompe del distributore di Emili, davanti al cinema Fiamma, oggi servono solo d’appoggio per qualche bicicletta.
Il primo ad arrivare è Agabito Zenobi, detto Capillinu, militante comunista senza ripensamenti, con la solita caterva di giornali dell’Unità, che tiene a cavalcioni sull’avambraccio.
Inizia subito l’asfissiante distribuzione, per paura che arrivi qualche socialista pronto a smistare l’Avanti.
Anche i primi rappresentanti della triplice sindacale incominciano a fare capolino sotto gli archi di porta San Gregorio, con gli immancabili Elio Montanari e Ugo Borscia, sanguigni rivali che li senti anche se non li vedi.
Incominciano a sfornare bandiere e striscioni, come fa Robusti con le pagnottelle nel vicino forno di vicolo Fornari.
Catanga, col banchetto stantio di cicerchie e noccioline, ha preso posizione davanti al genere alimentari di Bellini, mentre i primi elementi della Banda cittadina, incominciano a collocarsi davanti all’ingresso dell’hotel Lello Caro, che poi, in fondo, non è ne lello, né caro.
Sotto l’arco, dirimpettaio alla rosticceria di Pallucco, con l’aria inebriata ancora dal pungente odore di olio fritto, staziona un apetto con il cassone pieno di garofani: tanti sono rossi, un po' sono rosa, pochissimi sono bianchi.
Come le tessere di partito.
Moltissimi partecipanti, in questo giorno particolare, indossano la giacca, anche chi non vorrebbe.
Qualcuno lo fa perché è festa; qualcun altro perché è abituato; tutti comunque desiderosi di infilare il garofano nell’occhiello del bavero.
I comunisti tengono il giornale di partito, quello di Capillinu, sotto l’ascella; i socialisti lo tengono in tasca; i pochi democristiani presenti..tengono famiglia.
Con passo di chi vuol far vedere che c’è, iniziano ad arrivare anche gli amministratori comunali, pronti a stringere mani, anche quelle che non hanno mai lavorato, e a dare pacche amichevoli sulle spalle, anche quelle che non hanno mai sfiorato.
C’è anche una rappresentanza dei Consiglieri di opposizione, quelli senza giornale, senza garofano e senza tante pretese.
Non hanno nemmeno tante spalle da incoraggiare.
Improvvisamente si incomincia a sentire in lontananza il borbottio delle fumacchianti marmitte dei trattori che, come primaverili processionarie, si stanno dirigendo verso la piazza.
Di questi mezzi agricoli ce ne sono di tutte le dimensioni e colori, tranne quelli a cingoli, per via dell’asfalto.
Nelle cabine richiuse o nei seggioloni sopraelevati, intenti alla guida, genuini giovanottoni ostentano fierezza ed orgoglio. Hanno le gote imporporate e la carnagione dorata dal sole, non certo quello che penetra tra i rami resinosi della giovane piscina di Torricella.
Sui lamierati e larghi parafanghi dei mezzi agricoli, incollati come i francobolli che colleziona Pi***lo, siedono manipoli di persone, con bandiere e cartelli, riportanti slogan diversi, ma probabilmente scritti dalla stessa mano, che non è di chi porta il trattore.
Non è dato sapere se sono saliti sul mezzo per convinzione, per amicizia o per evitare di fare il percorso a piedi.
Tutto è pronto: si parte!!
Davanti la fila dei trattori, che suonano e…sfrollano; quindi la Banda in alta uniforme che, manco a dirlo, intona l’Internazionale socialista.
A seguire il gonfalone della città, scortato da due “Guardie” borchiate come corazzieri.
Subito dietro, l’immancabile pennone e bandiera rossa, portati a spalla dal piccolo Luigi Palmieri, detto Gigino ‘u becchinu, per via del suo lavoro, con a fianco la risoluta moglie Paola, conosciuta però come Carola.
Seguono il Sindaco con la fascia tricolore che gli avvolge i fianchi, alla testa di: Assessori, Consiglieri, Dirigenti di partito, Rappresentati istituzionali e…qualche le****no, che di solito ha in tasca tre garofani di diverso colore.
Quelli cioè che una volta avevano la tessera del fascio, e ora hanno un fascio di tessere.
Poi arriva il corteo dove di tutto si parla, meno che di lavoro.
Le finestre dei palazzi condiscendenti sono aperte, i curiosi sono affacciati, gli occhi critici osservano invece da dietro le persiane.
Iniziando da Borgo, si attraversa tutto il serpentone cittadino per finire in piazza della Libertà, dove si tengono i discorsi di rito, quelli che la gente conosce già, ma ama tanto sentir ripetere.
Fanno tradizione!!
Mentre molti, finita la cerimonia ufficiale, rincasano per il pranzo, altri invece si avviano subito ai giardini dell’Ippocastano, dove i sindacati hanno fatto posizionare banchi di porchettai e damigiane di vino.
Inizia la festa, quella vera!
Si gioca a carte e a morra; si incontrano amici ed avversari; si ascoltano gli stornelli e la genuina musica della Bufera con Cesarino e il suo originale “pugnettone”.
Poi arriva la sera, ed anche i più temerari rientrano a casa e qualcuno, con nostalgia, si sfila la giacca e la ripone nell’armadio, in attesa di un altro primo maggio e di un garofano più fresco da infilare nel bavero.
E, mentre chiude l’anta, io riapro gli occhi e…ritorna il silenzio!
Buon Primo Maggio a tutti.

30/04/2026

OSPEDALE: INQUIETANTI SILENZI!!

Sono sempre più convinto che l’improvvida uscita del presidente della Provincia di Perugia, Massimiliano Presciutti, sul destino futuro del nostro Ospedale, non sia una “sparata” personale o una forsennata ricerca di visibilità e protagonismo, ma qualcosa di più grave e di ragionato. Una autorevole testa di ariete, con la sbandierata supponenza dell’assunzione di responsabilità, che ha detto senza mezzi termini, ciò che altri suoi compagni di cordata pensano ma, per opportunità politica, se ne guardano bene dal palesarlo. Un macigno il suo, gettato nello stagno dell’ipocrisia e della convenienza di parte. Da parte dei partiti di maggioranza della nostra città, nonché dal Sindaco Sisti e dal Consigliere Regionale Lisci, vi sono state apprezzate prese di distanza, ma non basta!!!! Da sole queste intenzioni non servono ad evitare quanto paventato da Presciutti, ovvero il ridimensionamento del nostro Ospedale, attraverso la soppressione dell’indispensabile peculiarità dell’essere di Emergenza-Urgenza, trasformandolo in un semplice presidio ospedaliero di servizi territoriali. Il solo, l’unico, fra tutti gli altri ospedali DEA di 1° livello dell’Umbria a fare questa fine!!! Tutti restano, Spoleto deve chiudere!!!! Occorre che queste dichiarazioni rilasciate dall’influente rappresentante istituzionale, tra l’altro massimo dirigente del PD, vengano immediatamente smentite da chi poi ha il potere di decidere, ovvero la presidente della Regione, Stefania Proietti. Smentita che, purtroppo, a distanza di cinque giorni, ancora non è pervenuta!!! Non ci voleva molto, bastava solo dire: non è vero!!! Ma questa assicurazione non c’è stata e ciò, a mio modesto avviso, sta a significare che Presciutti non ha poi parlato a vanvera ma, probabilmente, una certa verità le sue parole la contenevano, ed ora a Perugia si sta prendendo tempo per studiare al meglio come indorare la pillola da farci ingoiare. Ecco perché occorrono i fatti e non solo le prese di distanza. Per questa ragione ho presentato una interpellanza urgente al Sindaco Sisti, al fine di conoscere:

1) Se quanto dichiarato dal presidente della Provincia di Perugia, Presciutti, trova rispondenza, non solo negli atti ufficiali, ma anche nei documenti ufficiosi che la Regione Umbria sta elaborando in tema socio-sanitario;
2) Quali azioni l’Amministrazione Comunale di Spoleto intende perseguire per scongiurare l’ipotesi avanzata dal presidente Presciutti;
3) Se il Sindaco intende organizzare immediatamente un incontro a livello Istituzionale con la presidente della Regione, Stefania Proietti, per un confronto indispensabile sull’argomento in questione.
Mi auguro che le mie richieste vengano positivamente accolte, perché, torno a ripetere, se tuona, da qualche parte piove!!

Vicenda Ospedale San Matteo e dichiarazioni del presidente provinciale Presciutti: troppi silenzi importanti!!! Le prese...
29/04/2026

Vicenda Ospedale San Matteo e dichiarazioni del presidente provinciale Presciutti:
troppi silenzi importanti!!!
Le prese di distanza spoletine non bastano!!!
Nessuno, e dico nessuno, in Regione lo ha ufficialmente smentito, a partire dalla Presidente Proietti.
È un inquietante campanello d’allarme!!!

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Spoleto

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