27/08/2026
RISERVA CIANE-SALINE, L'AVV. GIULIANO SCRIVE ALL'ON.CARTA: NON SERVONO NUOVE LEGGI MA SORVEGLIANZA E NUOVA GESTIONE
All.On Giuseppe Carta
abbiamo apprezzato la tempestività del suo intervento ormai un anno fa, quando con l’autorevolezza del Suo ruolo istituzionale ha indetto presso la Commissione Legislativa che presiede una immediata convocazione sulla grave gestione della Riserva Ciane e Saline. Ci ha sorpreso quindi questa pur meditata iniziativa legislativa che tuttavia non dà risposta alle emergenze già da un anno affliggono la Riserva Ciane e Saline. Ci aspettavamo un seguito alla energica ed apprezzata inziativa istituzionale ed invece ne è venuta fuori una proposta di legge.
Mi permetto di suggerire che c’è un equivoco di fondo nel disegno di legge presentato all'Assemblea Regionale Siciliana per la Riserva Naturale Orientata "Fiume Ciane e Saline di Siracusa". L'equivoco è credere — o far credere — che la Riserva soffra di un vuoto normativo. Non è così. La Riserva soffre di un vuoto di attuazione, che è cosa profondamente diversa: e a un vuoto di attuazione non si rimedia con una nuova legge, ma facendo rispettare quelle che ci sono.
Il quadro giuridico dell'area protetta è, sulla carta, tutt'altro che lacunoso. C'è la legge regionale 6 maggio 1981, n. 98, integrata dalla legge regionale 9 agosto 1988, n. 14: la disciplina organica dei parchi e delle riserve siciliane, con i suoi divieti espressi e il suo apparato sanzionatorio. C'è il decreto assessoriale istitutivo del 1984, che ha delimitato la Riserva, ne ha fissato le finalità e ne ha affidato la gestione all'allora Provincia regionale di Siracusa. E c'è, allegato a quel decreto come impone l'articolo 4 della legge 98, un regolamento che stabilisce con precisione le modalità d'uso e i divieti da osservare nelle zone A e B.
Quel regolamento è vigente ed è ampiamente violato. Le denunce delle associazioni hanno documentato pontili e approdi abusivi nelle zone di massima tutela, dragaggi in zona A, la rottura mai riparata dell'argine costiero che ha alterato l'equilibrio delle Saline, la vigilanza ridotta all'osso. Esposti alla Procura e alla Corte dei conti: atti, non opinioni. La prima domanda che un legislatore attento come Lei dovrebbe porsi non è quale nuova norma scrivere, ma perché quelle esistenti sono rimaste lettera morta per quarant'anni, e chi ne risponde.
C'è poi una questione che tocca la natura stessa dell'area protetta. Il decreto istitutivo è inequivoco: la Riserva è nata per salvaguardare e rivitalizzare il papiro lungo il corso del Ciane e conservare i valori ambientali della zona umida delle Saline. Nessuna finalità ludica, sportiva o turistica figura tra gli scopi istitutivi: in una riserva "orientata" ogni intervento deve tendere alla conservazione, e la fruizione è ammessa solo se compatibile e subordinata. Mettere per legge al centro la "fruizione sportiva e sociale" rovescia questa gerarchia: da area protetta ad accesso regolamentato a spazio ricreativo con vincoli di contorno. La Civetta di Minerva lo ha già denunciato a proposito del centro ittiogenico finanziato con fondi FESR: milioni orientati verso interventi estranei alle priorità del decreto istitutivo, mentre argine, papiro e Saline restano senza risposta. Senza contare che l'area rientra nella Rete Natura 2000 e ogni attività incidente sul sito resta soggetta alla valutazione di incidenza imposta dalla direttiva Habitat.
Quanto al "Comitato di concertazione permanente", è l'aspetto più fragile della proposta. perché la partecipazione di cittadini e associazioni è già garantita dall'ordinamento ed è stata, nei fatti, l'unico presidio effettivo della Riserva. Ed è ambiguo: un organismo senza poteri decisionali o di vigilanza non aggiunge tutele, ma rischia di diluire la responsabilità dell'ente gestore trasformando i controllori esterni in cooptati —
La via corretta non richiede nuove leggi: far rispettare regolamento e divieti, attivare la vigilanza regionale, valutare la revoca della gestione dopo quarant'anni di inadempienze, accertare le responsabilità e destinare le risorse alle priorità istitutive, a partire dall'argine costiero. Il resto è legislazione simbolica: una legge in più per non applicare quelle che ci sono.
Le sottopongo le superiori considerazioni quale contributo alla vicenda ed ai suoi profili istituzionali.
Siracusa
Avv. Corrado V. Giuliano